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categoria: Poesie
Simile a un dio mi sembra quell'uomo
Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...
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categoria: Poesie
Questa fanciulla e' tanto lieta e frugola
Questa fanciulla è tanto lieta e frugola,
che a starli a lato tutto mi sminuzzolo.
Cio' che la dice o fa mi tocca l'ugola:
ogni suo atto, ogni suo cenno aggruzzolo.
I' son tutto di fuoco, e 'l mio cor mugola:
vorrei della sua grazia uno scamuzzolo.
Tant'ho scherzato come pesce in fregola,
che tu m'hai 'ntinto, Amor, pur nella pe'gola.
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categoria: Poesie
Non chiederci la parola
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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categoria: Poesie
La belle dame sans merci
Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano
le briciole di pane che io gettavo
sul tuo balcone perché tu sentissi
anche chiusa nel sonno le loro strida.
Oggi manchiamo all'appuntamento tutti e due
e il nostro breakfast gela fra cataste
per me di libri inutili e per te di reliquie
che non so: calendari, astucci , fiale e creme.
Stupefacente il tuo volto s'ostina ancora, stagliato
sui fondali di calce del mattino;
ma una vita senz'ali non lo raggiunge e il suo fuoco
soffocato è il bagliore dell'accendino.
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categoria: Poesie
Non ti maravigliar, Roma, se tanto
Non ti maravigliar, Roma, se tanto
s'indugia a far del papa la elezione,
perché frà cardinai Pier con ragione
non trova chi sie degno del suo manto.
La cagion è che sempre ha moglie accanto
questo, e quel volentier tocca il garzone ,
l'altro a mensa dispu'ta d'un boccone
e quel di inghiottir pesche si dà il vanto.
Uno è falsario, l'altro è adulatore,
e questo è ladro e pieno di eresia,
e chi di Giuda è assai più traditore.
Chi è di Spagna e chi di Francia spia
e chi ben mille volte a tutte l'ore
Dio venderebbe per far simonia.
Sicche' truovisi via
di far un buon pastor fuor di conclavi,
che di san Pietro riscuota le chiavi
e questi uomini pravi,
che la Chiesa di Dio stiman si poco,
al ciel per cortesia sbalzi col fuoco.
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categoria: Poesie
Dal buffo buio
Dal buffo buio
sotto una falda della mia giacca
tu dici: "Io vedo l'acqua
d'un fiume che si chiama Ticino
lo riconosco dai sassi
Vedo il sole che è un fuoco
e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella
una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina
Sento un rumore un odore di strano
c'e' qualcosa che non funziona?
forse l'ucchetto, non so
ma forse mi confondo con prima
Pensa: se io fossi una rana
quest'anno morirei"
"Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
Vedi i topi andarsene compunti
dal Centro Storico verso il Governo? "
"Vedo due che si occhiano
Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
Vedo un fiore che c'era il vento
Vedo un morto ferito
Vedo il pennello dei tempi dei tempi
il tuo giovine pennello da barba
Vedo un battello morbido
Vedo te ma non come attraverso
il cono del gelato"
"E poi?"
"Vedo una cosa che comincia per GN"
"Cosa?"
"Gnente"
("Era solo per dirti che son qui,
solo per salutarti")
Giorgio Orelli - tratto da Sinopie
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categoria: Poesie
Semplicita'
L'uomo solo - che è stato in prigione -
ritorna in prigione ogni volta che morde
in un pezzo di pane.
In prigione sognava le lepri che fuggono
sul terriccio invernale. Nella nebbia d'inverno
l'uomo vive tra muri di strade, bevendo
acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane.
Uno crede che dopo rinasca la vita,
che il respiro si calmi, che ritorni l'inverno
con l'odore del vino nella calda osteria,
e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede,
fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera,
e le lepri le han prese e le mangiano al caldo
gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri.
L'uomo solo osa entrare per bere un bicchiere
quando proprio si gela, e contempla il suo vino:
il colore fumoso, il sapore pesante.
Morde il pezzo di pane, che sapeva di lepre
in prigione, ma adesso non sa più di pane
ne' di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia.
L'uomo solo ripensa a quei campi, contento
di saperli già arati. Nella sala deserta
sottovoce si prova a cantare. Rivede
lungo l'argine il ciuffo di rovi spogliati
che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna.
E compare la lepre e non hanno più freddo.
Cesare Pavese - tratto da Lavorare stanca
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categoria: Poesie
Serata
Mi sono bardato per la serata
(dal momento che volete vedermi
nei vestiti che gridano: non è lui)
Io che respiravo alle giunture degli abiti vecchi
come un insetto
Mi son bardato per la serata.
E - tremando - dall'anticamera riscaldata
mi son prodotto nella luce, negli specchi e sorrisi
- un sorcio traversa il salone
del transatlantico -
E nuotando nella luce, negli specchi e sorrisi
dell'accoglienza cordiale
mi son trovato a parlare
delle sole cose care
a spiegare e difender la causa della mia vita.
Ma ho visto - a tempo -
il respiro della mia passione
congelarsi contro i vostri visi.
A un tempo mi avete guardato
come un drago che butta fuoco.
Mi domando perché mi avete invitato.
Ma se è perché ho scritto
tre parole sincere
e vorreste il segreto
di questo mestiere:
ci son sette porte
e ho perso la chiave
per poterci tornare.
Se le ho dette, vuol dir che avran traboccato.
Alzatevi presto
vedrete alzarsi la lodola
quando il sole ha chiamato.
Nella via mentre rincasate
su molle compensate
ritrovo la mia chiave, solo.
Sono stato visitato
sono stato auscultato
riconosciuto abile a vita coraggiosa.
Dieci volte respinto
ricomincero'
E se proprio fossi disteso
una polla di sangue al petto
aspettate a venirmi vicino
ancora non vi accostate...
Ma ho trovato la mia chiave
solo
ma vi ringrazio
ma son tornato dove non potete venire
dove son certo che la mia parola
senza averla gridata
non posso
morire.
Piero Jahier - tratto da Ragazzo
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categoria: Poesie
acqua,fuoco e ghiaccio
e adesso eccomi...
A CONTEMPLARE IL MIO DOLORE IMMENSO NELL'INTENSITà,DELLA REALTà....
A DISEGNARE... UN ALTRO MARE PER SENTIRSI COMPLETAMENTE IMMERSI IN QUALCOSA PIù GRANDE DI NOI...
ACQUA TRA LE MIE MANI,TI DISSETERà, MA POI... SI TRASFORMERà IN UN'ARMA DIABOLICA...ACQUA,FUOCO E GHIACCIO, POTREI DISSETTARTI MA IO TI AFFOGHERò......CONTINUA
segnalata da mila giovedì 27 giugno 2002
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categoria: Poesie
Il Fuoco dell'Inverno.
Gemiti nel deserto, ombre cupe oscurano il cielo,
è inverno e nel cuore il buio copre la mente.
Non rincasa il contadino, la madre mette il velo,
sono tutti fuori e si cercano tra la gente.
La Bestia è desta e insidia ancor colei dal melo,
ha diviso l'uomo e impera tetra impunemente.
Il bimbo piange e grida il nome di sua madre invano,
la cerca scalzo frà le macerie inutilmente.
Tra gli sguardi assenti, nessuno gli porge la mano,
egli vaga nella notte incredulo e incosciente.
Nel fuoco dell'inverno ha perso il calore umano,
la donna che gli ha dato la vita come fiamma ardente
lo ha lasciato per andare da lui lontano,
il Fuoco dell'inverno ora gelido se la riprende.
segnalata da vulca martedì 20 aprile 2004
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categoria: poesie
strade di fuoco
La porta sbatte
L'aria fa volteggiare il tuo vestito
Come un pensiero si libera nell'aria
Mentre un giorno è finito
Il piano suona per i cuori solitari
Eccomi qui per i nostri sogni più cari
Non lasciarmi uscire
Fuori ci sono cose che non voglio capire
Non chiuderti in camera, sai perché son venuto fin quaggiù
Mi guardi e dici che non sei più una bambina, non più
Non esser triste, la notte è senza catene
Non ti senti tanto bella ma per me vai bene
Puoi nasconderti sotto le coperte
E lasciare che il dolore trovi le porte aperte
Strappare fiori, pensando ai tuoi amori
Che hai gettato fuori
Spendere un'intera estate pregando inutilmente
Per una buona azione da parte della gente
Non sono un eroe, questo è chiaro
Tutto ciò che posso offrirti è un po di riparo
Con qualche probabilità di poter arrivare
Che cos'altro possiamo fare?
Se non chiuderci dentro
E lasciare che il vento
Butti all'indietro i tuoi capelli
La notte sembra schiarita
Lungo quella strada infinita
In mezzo a sogni che sono sempre quelli
Abbiamo una possibilità di rendere i nostri sogni reali
Di cambiare queste ruote con delle buone ali
Credi in ciò che non vedi
Il cielo ci aspetta lungo questi marciapiedi
Vieni vicino a me
Arriveremo in un posto che sono sicuro c'è
In queste strade di fuoco
Piccole luci in una terra abbagliata dal sole
Possiamo farcela se il nostro cuore lo vuole
Tieni duro e buttati
Nelle strade di fuoco
Ebbene, ho questa penna che sa come scrivere
Io sono qui, se ti va di correre
Il nostro sogno lo vedremo realizzato
La strada è libera ma il percorso è ostacolato
So che ti senti sola, lo capisco dalle tue parole
Ci sentiremo liberi e le promesse saranno sciolte al sole
Posso leggere il dolore negli occhi di chi stai lasciando
Ma le loro lacrime si fermaranno ai sorrisi
Quando capiranno che il tuo sogno si sta realizzando
C'è chi grida il tuo nome nella notte
Buttando le ginocchia a terra
O pregando su finestre rotte
E tutta la vita che ho tenuto fra i denti
Finalmente la potrò vivere
È una città di perdenti
E ne sto uscendo per vincere.
LucaG - tratto da MyLirics
segnalata da LucaG giovedì 25 gennaio 2007
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categoria: poesie
FUOCHI NEI CIELI DI GAZA
SE MI RIPRENDO DA QUESTO FUOCO
O CIELI DIMENTICATI
MENTRE INDISTURBATI
ONDEGGIANO VELOCI
NELL'ACQUA DI QUESTO MARE
RIFLESSI
E SCIUPANO GLI ARDORI
E DISSIPANO LE STELLE
NEL FRAGORE DI QUESTE
NOTTI IRRIVERENTI E MANCATE
DI SOLDATI
O BIMBI MORTI
O MADRI INERMI
O SOGNI SCOMPARSI
E RINATI VIOLENTI
NEL GREMBO DI QUESTE TERRE
ARIDE E POVERE.
AH ICH ALLAH, ICH ALLAH
AH ICH ALLAH, ICH ALLAH.
segnalata da vito rattoballi venerdì 16 gennaio 2009
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categoria: poesie
acqua e fuoco
come la rugiada del mattino sfiora le tenere foglie
e una goccia si posa sul limitar di un pensiero
così sei dentro me
leggero ma presente
sempre in me dolce, delicato
come un fuoco ardente che fa esplodere scintille nel camino
e una fiamma brucia
così siamo te ed io
semplicemente fuoco di un unico tocco di legno
uniti e pieni di desiderio
ma l'amore che è in noi nn somiglia nè alla rugiada nè al fuoco
poichè entrambi si consumano
il nostro amore divampa come una fiamma eterna
e scorre come le acque di tutto l'universo
che incessantemente si rigenerano
segnalata da deneb sabato 21 febbraio 2009
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categoria: Poesie
Altro se non fuoco
Altro se non fuoco
freddo dentro brucia
un'inverno di passioni
Non aria
ma è vento fuori
e il fiato riprende
segnalata da fabrizio corazzini venerdì 19 giugno 2009
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categoria: poesie
Fuoco e Cenere
Le zanzare mi stanno mangiando
Succhiano e succhiano, ma io non mollo
Abbiamo il sole dentro, nascosto
E non permetteremo di farci diventare anemici!
E il sole oggi mi ha bruciato
E l’asciugamano è ancora lì
La penna e il libro caduti sulla sabbia soli.
Nell’alba di un solo colore
Un raggio che brucia la pelle
La pioggia si asciuga
E il libro e la penna e il calore piano si diffonde
L’asciugamano è ancora lì
Con i piedi in terra
Soffio la cenere in aria
Mi lavo il volto nei vortici grigi
E la cenere in aria e tutto intorno brucia.
segnalata da The Kid venerdì 8 novembre 2013
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categoria: Poesie
pensieri accanto al fuoco
silenzio, accanto al fuoco, con il frizzante crepitio,
sotto il luccichio dell'albero natalizio,
e fuori nelle piccole vie solitarie del paese
l'inverno è, ormai padrone di ogni cosa.
in alto regna il biancore del cielo, che minaccia
la caduta di candidi cristalli bianchi,
il freddo crepuscolo invernale avvolge ogni spirito,
l'amore che il Signore dona ai nostri cuori,
dobbiamo regalarlo agli altri, a coloro che, sono soli e tristi,
per fare diventare ogni Natale veramente speciale.
Nel piccolo presepe, il bue e l'asinello attendono
il piccolo bambino Divino, illuminati dalla stella cometa
sopra la stalla dove dimorano Maria e Giuseppe
mentre ogni astro dell'universo illumina
la bellezza di ogni angelo, questa è la festa di tutta l'umanità
un dono d'amore universale, gioite! Rallegratevi! Amate!
Il re dell'universo sta per nascere.
segnalata da DANIELA CESTA giovedì 22 dicembre 2016
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categoria: Poesie
Fuoco Bagnato D'Amore
Fuoco Bagnato D'amore
Petali e follie d'amore
sulla mia nuda
e chiara pelle,
mentre trema
l'emozione nell'anima
che mi sai donare
quando mi sussurri
il tuo respiro lento,
legato al tuo cuore innamorato
incantato dalla veemenza
fluita dal mio vero abbandono
verso di te,
non curante
di ciò che sopravverrà!
Come una dolce
brezza d'estate
sulla fervente lava,
è il mio impulso di attrazione
sul fuoco del tuo
incontrollato amore,
ed è semplicemente
un'incandescente incendio
di audace passione,
sulle placide acque
dei miei sentimenti abissali
originati solo per te,
in quella sfera affettiva
di cui di incontrovertibile
ardore fruisce
per attraversarci e consumarci
interamente nel suo
abbraccio di fuoco rovente.
segnalata da Laura Lapietra martedì 18 maggio 2021
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categoria: Poesie
Acqua E Fuoco
Scorrono come acqua d'impeto
le tue carezze sulla mia pelle,
fredde come la neve del tuo cuore.
Brucia la mia anima,
mentre arde d'amore al solo
tocco del tuo sguardo mentre sei qui.
Bagnate parole pronunci sottovoce,
prive di verità, spazzano come fiume
ogni speranza tra le mie mani.
Divampo al solo pensiero di perderti,
tra la lava del vulcano che erutta
parole di passione e sentimento,
messe a tappeto solo per te!
Sei acqua che quieta la mia ragione
senza spegnere la luce
di raggiungerti
per fondermi in eterno.
Sono fuoco che ti prosciuga,
divorandoti nel calore dei miei baci,
dolci e veraci, musica orchestrale.
Sono la futile parentesi indesiderata
nella tua stagione senza ancora
che mi voglia trattenere in te.
Sei tu per me, quel combustibile
che, acceso nella notte senza tempo,
brilla di scintille luminose
ad abbagliarmi il respiro che ti urla,
quel "ti amo da morire, da morire."
Sei calma acqua di mare
in superficie,
antartica come i tuoi gesti
che sprechi nella tua distrazione.
Io, io quel fuoco di fulmine
che si scaglia per amore bruciando
nell'acqua che non può bere
per goderne la sua essenza pura,
tu, il flusso della mia vitalità,
ristoro della mia sete senza fine,
agonia senza pace che consoli, mai.
segnalata da Laura Lapietra domenica 19 gennaio 2025
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categoria: Poesie
IL FUOCO DI ASSISI
Un Fuoco ardente, non di guerra o scontro,
Ma un Amore che il mondo poté incontrar;
San Francesco, messaggero d'ogni giorno,
Con un canto leggero ci insegna ad amar.
Nell'era del ferro, del buio e del duello,
Fu pace nel cuore, un parlare schietto e ver;
Tra il clamore del mondo, un unico appello:
Che l'altro è fratello, l'unico vero sentier.
La sua povertà non fu privar la mano,
Ma sciolse ogni laccio e aprì l'anima al ciel;
Non volle tesori, né onore sovrano,
Ma la libertà pura, oltre il nero velo.
E la fratellanza, visione profonda,
Non conosce confine, né vede divisione;
Ogni creatura nell'aria, nell'onda,
È un volto da amare, una benedizione.
Ci parla la Terra, madre e specchio divino,
Ch'egli ha onorato con sguardo gentile e pio;
A riscoprir l'essenziale, un cammino,
Lontano dal fasto, con l'umiltà in Dio.
E il suo messaggio, che il tempo non spegne,
È un ponte gettato sull'ombra e sul timore;
Che la gioia sia il segno che l'anima è piena,
Per chi vive d'Amore, col Signore nel cuore. (
segnalata da DANIELA CESTA sabato 4 ottobre 2025
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categoria: Poesie
Impetuoso
Come fuoco incadescente mi travolgi e mi accendi di passione..ora fremo ad un solo tuo sguardo
segnalata da patty mercoledì 20 dicembre 2006
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