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categoria: Poesie
Sapro' annodarmi la cravatta a farfalla?
Sapro' annodarmi la cravatta a farfalla?
bilanciare d'un sol colpo le bretelle
dietro le spalle? questo non altro
diceva il me stesso turbato quando
il mattino saltavo piedi nudi sul loro letto
e assistevo al rito
accucciato nello stampo ancora caldo
ignorando la mamma cui stavo accanto
per il papà riflesso nello specchio
col rasoio a mano libera
su una guancia insaponata -
stranamente quel gesto veloce
mi ridava la stessa fiducia
della volta che mi tenne ben saldo tra le gambe
che mi tolse in due colpi le tonsille
e un fiotto del mio sangue
si rovescio' sullo specchio frontale
per un attimo accecandolo
Nelo Risi - tratto da Amica mia nemica
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categoria: Poesie
Cosa e parola
Felicita', cosa che sa d'amaro,
parola che si lascia dire e ride,
fior che fiorisce come un frutto raro,
gioia che il cuor sopisce e non uccide;
felicita', larva di donna, riso
di donna, occhio di donna, ombra di donna,
seppi io forse il tuo gran rombo improvviso,
rabbrividii nel tuo bacio che assonna?
E se la stringo al mio cuore soave
la chiave della mia casa solinga,
felicita', forse t'ho chiusa a chiave,
fior, gioia, donna, ombra, infelicita'?
Marino Moretti - tratto da Il giardino dei frutti
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categoria: Poesie
la giornalista Gisela...]
[beveva, e rideva, e beveva,
beveva, e rideva, e beveva,
la giornalista Gisela:
si è divertita enormemente,
alla dotta boutade del mio primogenito malizioso:
un "ist mir vergallt,"
(seguirono chiarimenti intorno all'etimologia
della poesia, figlia della memoria:
perché scrive soltanto chi non sa ricordare,
per non dimenticare).
si è entusiasmata di fronte alle mie lunghe dita,
alla salute di mia moglie,
alla bellezza sensibile del mio terzogenito
che ha fatto la sua minima epifania
nel pieno di una storia di couvades:
(e il secondogenito è rimasto in secondo piano,
un po' in ombra, in un atteggiamento
terremotato, e dolente).
ma nel rapido addio,
quando io, un Liebling der Schnaken,
mi sono travestito come un Liebling der Gotter,
e' scoppiato il suo complimento di commiato
ma con delicatissime censure:
(per un ipotetico Liebling der Frauen,
in sospensione prematrimoniale);
(e il momento più felice della mia vita,
ho risposto, sono stati tre momenti:
e ho detto quali).
Edoardo Sanguineti - tratto da Reisebilder
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categoria: Poesie
Due sigarette
Ogni notte è la liberazione. Si guarda i riflessi
dell'asfalto sui corsi che si aprono lucidi al vento.
Ogni rado passante ha una faccia e una storia.
Ma a quest'ora non c'è più stanchezza: i lampioni a migliaia
sono tutti per chi si sofferma a sfregare un cerino.
La fiammella si spegne sul volto alla donna
che mi ha chiesto un cerino. Si spegne nel vento
e la donna delusa ne chiede un secondo
che si spegne: la donna ora ride sommessa.
Qui possiamo parlare a voce alta e gridare,
che nessuno ci sente. Leviamo gli sguardi
alle tante finestre - occhi spenti che dormono -
e attendiamo. La donna si stringe le spalle
e si lagna che ha perso la sciarpa a colori
che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci
contro l'angolo e il vento non è più che un soffio.
Sull'asfalto consunto c'è già un mozzicone.
Questa sciarpa veniva da Rio, ma dice la donna
che è contenta d'averla perduta, perché mi ha incontrato.
Se la sciarpa veniva da Rio, è passata di notte
sull'oceano inondato di luce dal gran transatlantico.
Certo, notti di vento. E' il regalo di un suo marinaio.
Non c'è più il marinaio. La donna bisbiglia
che, se salgo con lei, me ne mostra il ritratto
ricciolino e abbronzato. Viaggiava su sporchi vapori
e puliva le macchine: io sono più bello.
Sull'asfalto c'è due mozziconi. Guardiamo nel cielo:
la finestra là in alto - mi addita la donna - la nostra.
Ma lassù non c'è stufa. La notte, i vapori sperduti
hanno pochi fanali o soltanto le stelle.
Traversiamo l'asfalto a braccetto, giocando a scaldarci.
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categoria: Poesie
Chiare fresche e dolci acque
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Dà be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.
>
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categoria: Poesie
Passero solitario
D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
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categoria: Poesie
Va per la selva bruna
Va per la selva bruna
solingo il trovator
domato dal rigor
della fortuna.
La faccia sua si bella
la disfioro' il dolor;
la voce del cantor
non è più quella.
Ardea nel suo segreto;
e i voti, i lai, l'ardor
alla canzon d'amor
fido' indiscreto.
Dal ta'lamo inaccesso
udillo il suo signor:
l'impro'vvido cantor
tradi se stesso.
Pei di del giovinetto
tremo' alla donna il cor
ignara fino allor
di tanto affetto.
E su'pplice al geloso,
ne contenea il furor:
bella del proprio onor
piacque allo sposo.
Rise l'ingenua. Blando
l'accarezzo' il signor;
ma il giovin trovator
cacciato è in bando.
De' cari occhi fatali
più non vedrà il fulgor,
non berrà più da lor
l'oblio de' mali.
Varco' quegli atri muto
ch'ei rallegrava ognor
con gl'inni del valor,
col suo liuto.
Scese, varco' le porte,
stette, guardolle ancor:
e gli scoppiava il cor
come per morte.
Venne alla selva bruna:
quivi erra il trovator,
fuggendo ogni chiaror
fuor che la luna.
La guancia sua si bella
più non somiglia a un fior;
la voce del cantor
non è più quella.
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categoria: Poesie
Dal buffo buio
Dal buffo buio
sotto una falda della mia giacca
tu dici: "Io vedo l'acqua
d'un fiume che si chiama Ticino
lo riconosco dai sassi
Vedo il sole che è un fuoco
e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella
una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina
Sento un rumore un odore di strano
c'e' qualcosa che non funziona?
forse l'ucchetto, non so
ma forse mi confondo con prima
Pensa: se io fossi una rana
quest'anno morirei"
"Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
Vedi i topi andarsene compunti
dal Centro Storico verso il Governo? "
"Vedo due che si occhiano
Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
Vedo un fiore che c'era il vento
Vedo un morto ferito
Vedo il pennello dei tempi dei tempi
il tuo giovine pennello da barba
Vedo un battello morbido
Vedo te ma non come attraverso
il cono del gelato"
"E poi?"
"Vedo una cosa che comincia per GN"
"Cosa?"
"Gnente"
("Era solo per dirti che son qui,
solo per salutarti")
Giorgio Orelli - tratto da Sinopie
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categoria: Poesie
il mio paese
Nel mio paese,piccolino e bello
si vede una montagna a testa di gallo
un isolotto e nel centro un castello
ai fianchi Capaci e Sferracavallo..
L'amavo tanto quando gli ero vicino
ma ancor di piu' ora che sto lontano
Oh! Dio del Cielo eterno e Divino
benedici la mia terra con la tua mano.
Questo e' un paese di sogni e d'amore
beati coloro che lo sanno amare.
E' stata la terra dei mie genitori
terra,che non so scordare
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi Isolano
segnalata da rossys lunedì 20 febbraio 2006
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categoria: Poesie
Il Mistero del numero 3
TRE i Re Magi,e ci danno un segnale
TRE Caravelle attraversano il mare
ci sono tanti TRE,con gandi misteri
anche c'e un TRE nelle bandiere
Pure nel cielo ci sono TRE stelle
che tutte le notti fan di sentinelle
ma c'e ne' TRE con nomi fatali
Marconi,Fermi e Colombo sul mare
nelle sue labbra e' diverso il sorriso
c'e anche l'inferno ,il purgatororio ,il paradiso
Ma ce n'e son TRE ancora piu belle
il Sole,la Luna,le Stelle
un altro TRE ci fa ripensare
il cielo la terra e anche il mare
TRE le parole che furon negate
TRE sulla croce i condannati
TRE i soldati di sentinella
dopo la morte trema la terra.
Risuscitava Iddio dell'amore
dopo TRE giorni ,ma ferito nel Cuore
a poco a poco si alzava pian piano
con un TRE nella sua mano
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi Isolano
segnalata da rossys lunedì 20 febbraio 2006
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categoria: Poesie
Rapina 1993
Nove di Gennaio,a li cincu di Matina
mi telefonaru ca mi ficiru n'a rapina,
yo yava currennu comu un sisperatu
e murmurava ..mi hannu rovinatu.
Sti pezzi di vigliacchi ed assassini
ca sunnu maliritti puru di parrini
senza cori e senza ciriveddi
ca vannu cunsumannu i puvireddi.
Ma chi vuliti di sti putiara
ca nun sapemu chiu' unn'amu a ghiri
li cammiali un si ponnu kiu' pagari
ti dicu a virita',e nun mi criri.
La curpa ci la dugnu ai Guvernanti
ca sunnu amici di sti delinquenti
n'hannu ngannatu si!a tutti quanti
si ci dumanni tutti su nnuccenti..
Un c'e na sira e mancu c'e matina
ca nni purtaru a tutti a la ruvina..
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys mercoledì 22 febbraio 2006
voti: 19; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
a tutti i bambini del mondo
Se sei anziano ed adori i bambini
adora di piu' i tuoi nipotini,
a me danno affetto ed amore
e rendo grazie al mio Signore
Oh! Dio del cielo! i figli son belli
ma i nipotini son come le stelle
tutte le notti ti fanno sognare
nelle tue braccia li vuoi cullare
Sono angioletti come fiammelle
ce ne sono di brutti,ce ne sono di belli,
amali tutti con grande amore
e non importa il loro colore
tutti i bambini del mondo intero
hanno un sorriso dolce e sincero,
sembrano rose e diamanti
vogliamoli bene a tuti quanti.
Vola colomba ,brilla una stella,
la tua piccina e' sempre piu' bella
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys domenica 2 aprile 2006
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categoria: Poesie
storia isolana(dialetto)
Sintiti chi succeri 'no paisi
genti senza soldi vonnu fatti i casi
ma c'e na storia veramente strana
di una famiglia Palermitana
Ora vi cuntu chiddu ca' passatu
'nno Municipiu ci vonnu rari aiutu
ma le donne orgogliose e prepotenti
si piglianu i soldi e vonnu l'appartamenti.
Arriva una rulotta di matina,erano i deci
e tocca la campana,a vuci forti
grida 'na signurina:datimi la casa,
e 'no ' Municipiu acchiana.
le donne unite e prepotenti
peggiu di li feri sconosciuti
'na li manu purtavanu li cati
chini di benzina e di rifiuti.
Guerra,gridava nna bedda signurina,
ina satannu peggiu di 'na giurana
'na' tutti i stanzi ittava benzina
pi ' fari nesciri tutti di la tana.
Cirina nna li manu aveva sta' picciotta
miagolava peggiu di na gatta
con un giovanotto facevano la lotta
e iddu grirava "asciuta ..asciuta"
ma tu si¡ matta?
Le donne vigliacche e crudeli
a stu picciotto vonnu ammazzari
iddi griravanu di ka' ti nna' ghiri
pi' curpa tua nn li pottimu abbruciari.
Dopo nu pocu arrivanu i pompieri
questo e' un intento,si puo' confermare
Un maresciallo e li carabineri
hanno arrestato a sti incendiari
e tutta la ciurma si purtarunu via..
Ringraziando Gesu',Giuseppe e Maria.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
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categoria: Poesie
La spiaggia Isolana
Nel mio paese ci sta un castello
una montagna a cresta di gallo
se lo vedessi diresti "che bello"
Ci sono i scogli a forma di cavallo.
Lungo la costa,nella Marina
c'e una pietra a forma di campana
nella spiaggia bianca e' la rina
quella e' la costa della Saverana
Isola bella baciata dal sole
la tua bellezza 'e la riva del mare,
dolce la frutta con vero sapore
bella la notte sotto le lampare.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
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categoria: Poesie
Isola delle Femmine
Io ti dipingerei se fossi un pittore,
il cielo azzurro e la schiuma del mare,
tante barchette con i pescatori
i gabbiani tuffandosi nel mare.
Dipingerei di giorno e di notte,
i giocatori giocando a carte,
lo stesso farei con i monti ed i castelli
con tanto amore ,per essere belli.
Per me sarebbe un giorno divino
se l'Isolotto dipingessi per primo.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
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categoria: Poesie
Ridendo
Ridendo nell cuore,
sento delle parole tue il sapore.
Scontrarsi per poi lasciarsi in un angolo di cittá,
dove c'é la pioggia e l'umidita.
Sento l'orologio che abbatte le ore
e il tempo muore, con un grido,ferito!
Pensando ad un mattino che potrebbe essere pien di gioia e di umiltá,
ti ritrovi in un mondo pien di guerra e di stupiditá.
Cercare nell buio un futuro migliore
e ritrovarsi a ridere sopra l'amore.
Un bacio rubato, che duró un attimo solo
percui pero piangesti per anni, al volo.
Di notte aprendo gli occhi con affano,
mi accorgo dell nuovo danno.
Ridendo nel cuore,
so che si chiama amore!
Vale - tratto da Il mio libro di poesie!
segnalata da Vale giovedì 28 ottobre 2004
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categoria: Poesie
Ridere
Ridere, con la morte nel cuore,
ridere perchè il mondo vuole sia così,
ridere anche se l'hai persa senza un motivo,
ridere morendo nel vedere i suoi occhi,
ridere asfissiando nell'incrociare quel mare sul quale non ti potrai più rispecchiare,
ridere perchè non puoi farle sapere come stai,
ridere perchè non hai più nessuno a cui dire perchè non ridi più...
segnalata da kokoshi etson martedì 11 giugno 2013
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categoria: Poesie
non sempre ridere e skerzare vuol dire essere felici ci sono persone che ridono perchè non hanno più la forza di piangere
segnalata da simona venerdì 15 novembre 2002
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categoria: Poesie
Amico
un'amico è colui che piange con te..che ride con te..che è vicino a te...un'amico sei tu..amico mio...
segnalata da Halley1 martedì 21 febbraio 2006
voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
per una mia amica
Cammini solitaria nella tua stanza lugubre e fredda.. Sei tutta sola,piangi e cerchi una via di fuga a questa solitudine..E' la tua casa,eppure sei in prigione.Tutti i giorni sono uguali,tutti i giorni sono tetri..Vorresti uscire e vedere il sole come le altre ragazze,divertirti con gli amici..ma non puoi.Loro non vogliono,ti dicono che devi solo faticare e sudare e che il divertimento e' peccato.Eppure tu vorresti solo ridere e scherzare come tutte le ragazze della tua eta',che c'e' di male?Quando tu ti ribelli,loro urlano e poi inventano mille scuse per poterti manovrare.Quando guardi fuori dalla finestra,vedi le persone ridere e divertirsi..il mondo continua li fuori,eppure il tuo si e' fermato.Vorresti scappare da quella casa maledetta,ma non sapresti dove andare.E cosi il tormento continua e ogni giorno sei succube di loro.Spesso pensi,che forse c'e' qualcosa di sbagliato in te,ma in verita' tu sei la persona piu' dolce che conosca.Ho provato ad aiutarti,ma tu non tendi la tua mano..E cosi facendo,stai buttando la tua giovinezza,stai rovinando la tua vita..A volte mi chiedo come sia possibile,che quelli che sono i tuoi genitori,ti facciano del male.I genitori,quelli che ti dovrebbero proteggere e volere solo il tuo bene,al di la' di tutto.Loro ti stanno rovinando la vita..
valentine - tratto da i miei pensieri
segnalata da valentine martedì 25 marzo 2008
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