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categoria: Poesie
La Bovary c'est moi
Cependant le berceau remue, et il ondule tout
seul... Elle est saisie, et entend une petite
voix tre's douce, si basse, qu'elle la croirait
en elle: "Ma che're et tre's che're maitresse, si
j'aime à bercer votre enfant, c'est que je
suis moi-meme enfant"... De's ce jour elle n'est
plus seule...
J. Michelet, La sorcie're
Dice: ti cullo il bambino perché
anch'io sono un bambino - ma è assurdo.
Non può avere la voce uno che non è qui
ne' braccia ne' potrei volendo cullarlo a mia volta.
Pure il bambino vero tace se resto in ascolto
della sua finta voce nella mia finta pace.
Pure gli posso far dire ogni parola che voglio:
mio amore quanto errore e dolore ci divide
quanto futuro senza futuro si spalanca.
Vuole mettere ordine vuole che mi riposi.
Gli posso far pensare ogni pensiero che voglio:
lei pensa che io penso - mi pensera'.
Pensami nella mia camera
ingombra del mio niente.
Pensami nel mio niente carico di tutto.
Di me diranno che ho visioni che sono magra.
Di me diranno abbia cura della salute.
Ma tace il bambino vero se resto in ascolto.
Tace se resto in ascolto il tic-tac dell'orologio.
Mi ha detto non avere paura
non è quello il tempo vero
non guardare
non toccare
le vene sulle tue mani.
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categoria: Poesie
Ho tentato di baciarti e tu mi hai morso
Ho tentato di baciarti e tu mi hai morso,
tutto tutto è perduto.
Possedevo un divino paradiso
in quei giorni lontani.
Vivevo in un altro sogno
che i timori malcerti
di una fine e i rimorsi
mi facevano solo più bello.
Ora ho perduto tutto.
Per volere sapere,
per il mio male implacabile
che non crede al futuro
mi sono gettato nel buio…
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categoria: Poesie
Alla Musa
Pur tu copia versavi alma di canto
su le mie labbra un tempo, Aonia Diva,
quando de' miei fiorenti anni fuggiva
la stagion prima, e dietro erale intanto
questa, che meco per la via del pianto
scende di Lete ver la muta riva:
non udito or t'invoco; ohimè! soltanto
una favilla del tuo spirto è viva.
E tu fuggisti in compagnia dell'ore,
o Dea! tu pur mi lasci alle pensose
membranze, e del futuro al timor cieco.
Però mi accorgo, e mel ridice amore,
che mal ponno sfogar rade, operose
rime il dolor che deve albergar meco.
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categoria: Poesie
Passero solitario
D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
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categoria: Poesie
Gia' per l'aula beata a cento intorno
Già per l'aula beata a cento intorno
Dispersi tavolier seggon le dive,
Seggon gli eroi, che dell'Esperia sono
Gloria somma o speranza. Ove di quattro
Un drappel si raccoglie: e dove un altro
Di tre soltanto. Ivi di molti e grandi
Fogli dipinti il tavolier si sparge:
Qui di pochi e di brevi. Altri combatte;
Altri sta sopra a contemplar gli eventi
De la instabil fortuna e i tratti egregi
Del sapere o dell'arte. In fronte a tutti
Grave regna il consiglio: e li circonda
Maestoso silenzio. Erran sul campo
Agevoli ventagli, onde le dame
Cercan ristoro all'agitato spirto
Dopo i miseri casi. Erran sul campo
Lucide tabacchiere. Indi sovente
Un'util rimembranza un pronto avviso
Con le dita si attigne: e spesso volge
I destini del gioco e de la veglia
Un atomo di polve. Ecco sen ugne
La panciuta matrona intorno al labbro
Le calugini adulte: ecco sen ugne
Le nari delicate e un po' di guancia
La sposa giovinetta. In vano il guardo
D'esperto cavalier, che già su lei
Medita nel suo cor future imprese,
Le domina dall'alto i pregi ascosi:
E in van d'un altro, timidetto ancora,
Il pertinace pie' l'estrema punta
Del bel pie' le sospigne. Ella non sente
O non vede o non cura. Entro a que' fogli ,
Ch'ella con man si lieve ordina o turba,
De le pompe muliebri a lei concesse
Or s'agita la sorte. Ivi è raccolto
Il suo cor la sua mente. Amor sorride;
E luogo e tempo a vendicarsi aspetta.
Giuseppe Parini - tratto da Il Giorno. Le odi. Dialogo sopra la nobilta'
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categoria: Poesie
Al padre
Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.
Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo - difficile affinità
di pensieri - per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
"Baciamu li mani". Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.
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categoria: Poesie
il nostro futuro
il sorriso che ignaro e bugiardo
svelato diviene dal palpito di ciglia
nasconde ironia e stasi precoce
soffrendo e conoscendo
mi limito ad assecondare
parole che alla fine saranno la mia fine
lodo il presente e ciò che esso nasconde
conosco l'avvenire dei giorni futuri
per tua mano morirò in questa vita
ma é un segreto che non svelerò a te
per tutta la mia vita.
alberto fertillo - tratto da il mio libro " overniente oltre il limite "
segnalata da alberto fertillo mercoledì 15 settembre 2004
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categoria: Poesie
NEL FUTURO
Spesso c'indebitiamo con il futuro per pagare i debiti con il passato.Non vedo l'ora che sia l'eternita': la' incontrero' le poesie che non scrissi e i quadri che non dipinsi. Sono venuto per dire una parola e la diro'. Dovesse cogliermi la morte prima che io le dia voce, sara' il futuro a pronunciarla.Il futuro infatti non lascia segreti nel libro dell'infinito.E cio' che dico oggi con una voce sola, il futuro lo ripetera' con molte voci.
segnalata da fanny domenica 5 giugno 2005
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categoria: Poesie
passato epresente e futuro
passato- presente- futuro-
pink floyd family ?
sono sulle note di un passato-vivo un presente-vorrei un futuro- che sfigata che sono-
aprire la mente-dimenticare il passato-allontanare il presente-vivere il futuro-quale?
oggi ho capito che la mia testolina sta' andando in tilt-nn ho certezze-nn son piu' bambina-nn sono donna-sono ?
prendo il cell. vorrei chiamare..ma poi spengo-
voglio un uomo che mi prenda a schiaffi se occorre-oggi mi sono vista allo specchio (nero)(io-io volevo amarti
io ti dicevo come-)dio che sbaglio-quando ho capito mi sono lasciata andare-dio-che sensazioni e che emozione hai saputo darmi---forse e' tardi ma so' solo che dal primo istante ho sbagliato con te-mi odio-voglio essere una persona umana-voglio poter sbagliare -voglio farmi amare per quello che ho dentro nn per quello che ho sofferto-scusami tu hai i tuoi problemi -io vorrei solo essere un po' amata e -amare te--
segnalata da angelsy giovedì 4 ottobre 2007
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categoria: poesie
Il futuro che verrà
Il futuro che verrà sarà bello? Chi lo sa?
Se lo chiedo al menestrello, lancia in aria il suo cappello.
Se lo chiedo al farmacista, mi diventa un pò un artista;
Se lo chiedo poi al monello, non lo sa neppure quello.
Del futuro stranamente, non mi sanno dire niente.
Sarà vero pure questo
il futuro è un po’ indigesto,
sullo stomaco ci resta
quel che non rimane in testa.
Il futuro è un manifesto
che ti vuol tener desto,
ma se è troppo nella mente
ti dimentichi il presente.
Il futuro che verrà sarà bello? Chi lo sa?
Mi risponde il menestrello intonando uno stornello:
Son felice di abitare il presente in riva al mare
e del mio futuro sò, che riavrò quello che ora dò.
segnalata da Cleopa giovedì 10 gennaio 2008
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categoria: Poesie
DAL FUTURO
Cara Italia,
in un Paese dove essere escort rappresenta un valore aggiunto;
in un Paese dove non si prova più vergogna per essere ignoranti;
in un Paese dove l'esteriorità rappresenta un valore assoluto ed imprescindibile;
in un Paese dove lo strafalcione genera tendenza;
in un Paese dove più si è zucche e più si è apprezzati;
in un Paese dove l'ipocrisia e la finzione regnano sovrane;
in un Paese dove il lavoro significa sfruttamento;
in un Paese dove sei qualcuno solo per quello che possiedi;
in un Paese dove il materialismo ha soppiantato la spiritualità;
in un Paese dove l'etica e la moralità appartengono agli stolti;
faccio fatica a restare e ti chiedo scusa se ti abbandono.
Parto inseguendo un sogno: un piccolo fazzoletto di terra intriso di speranza, al pari di un semplice ed umile emigrante.
Addio, 30 maggio 2030
nicolamerico - tratto da me medesimo
segnalata da nicolamerico mercoledì 23 febbraio 2011
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categoria: Poesie
Io... ragazzo del '49, IV parte (Fiducia nel futuro)
(come l'Italia e la Germania
degli anni trenta e quaranta...)
La stessa alzata di scudi
per un ideale di supremazia
della fede e dello spirito
contro il materialismo
del denaro e dell'edonismo.
Vedo trasformarsi in forza
l'umiliazione della gente,
di giorno in giorno
costretta a un disagio
ai limiti della sopravvivenza...
E altro ancora, di terribile...
ma non si può impugnare
l'arma dell'odio sterile
e della ceca ribellione
là dove si dovrebbe armare
invece il dono e il dovere
dell'unità civile e della solerte,
reciproca collaborazione...
Io rifiutai il nazifascismo,
perchè ha portato al razzismo
e alla disperazione milioni
e milioni di persone...
Ora le menti più illuminate
del grande e saggio Oriente
hanno il dovere di riunirsi
a un tavolo della pace
per stabilire che l'uomo
si liberi per sempre
delle faide sanguinarie
che ancora si propagano,
per distruggere le famiglie
come le nazioni intere...
L'Oriente civile ha il dovere
di trarsi dalle sabbie mobili
dell'ostinata violenza,
che non ha più altro sbocco
se non che in sé stessa...
E noi figli, tutti, della terra
aspettiamo questa voce
di clemenza, finalmente,
dell'Islam moderato,
che al cospetto dell'umanità
proclami la sua fede
nell'amore, nella giustizia
e nella libertà delle persone,
per la salvezza della civiltà
e il bene di tutte le nazioni
di questo povero pianeta,
che si chiama ancora Terra...
Fine della quarta e ultima parte.
FernyMax - tratto da riflessioni d'ora & allora
segnalata da FernyMax martedì 13 giugno 2006
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categoria: poesie
Sognare
Ogni giorno sognamo che il nostro futuro sarà diverso, che prenderemo strade diverse, che raggiungeremo i nostri obiettivi, che ci realizzeremo. Ma dopo ci accorgiamo che stiamo solo sognando e che non sempre il futuro ci riserva scelte migliori di quelle prese in passato. Allora ci ritroviamo a sentirci irrealizzati e ancora più tristi. Però bisogna capire che sognare fa bene, che aiuta la'nimo e il cuore, che ci aiuta a superare quegli ostacoli che ogni giorno ci si presentano davanti e ci spingono a dire che da domani non sogneremo più...
segnalata da Bloom sabato 21 aprile 2007
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categoria: poesie
ricordi...
incatenata ai ricordi del passato...pensi che quello che fu, mai più ritorna su; ma se il passato non ci fosse, il futuro non esiste...
black.rose - tratto da fonte mia...personale
segnalata da carolyna domenica 22 marzo 2009
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categoria: Poesie
il vuoto
il vuoto del futuro
son mafie di poesie
son viaggi tra due amanti spesso soli
il vuoto del futuro
ove tutto pare sistemato
ove tutto pare isolato
il vuoto del futuro
ove la bugia diventa verità femminista
ove il cuore è un urlo di troppo da parte della donna
il vuoto del futuro
ove lottare è mestiere dei soliti noti che invecchiano
ove il baciarsi è stupore delle gente matura
segnalata da guido arci camalli giovedì 2 febbraio 2023
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categoria: Poesie
La vita.
Se guardiamo indietro e’ perché la vita guarda all’inverso, ma tu volta lo sguardo avanti, pensando che evitare gli errori futuri sono sempre più importanti di quelli passati, e’ come se tutto ricominciasse da qui, in ogni momento, sapendo che il dolore passato può diventare germoglio di vita per il futuro; non vuoi sorridere quando l’altro soffre e magari soffre per te : pensando che ogni giorno devi dividerlo con qualcuno, soltanto cosi può essere tuo, ti basta pensare che la normalità e’ tutto ciò che ricopre la follia, proprio l’equilibrio poggia sulla follia, ritrovarsi nella strana decisione se prendere la vita con il viso o come un leone. E anche tu hai capito l’indescrivibile della vita, capire senza dire, e illudersi della banalità dell’esistenza, quando invece e’ l’essenziale. Il resto di questa vita incorniciata alla fine di ogni cosa e di ogni situazione e’ tragedia, il resto di quello che non vogliamo vedere o che abbiamo messo da parte e’ tragedia, il resto e’ tragedia e’ Lassù lo sanno; vuoi pensare alla morte per sapere che stai vivendo, forse la vita e’ un libro dove ce’ scritto solo il concetto di ogni cosa, i particolari spettano a te, se vuoi raggiungere i petali della rosa devi prima camminare sulle spine, e’ l’unico vero duello della vita. Non devi credere, devi arrivare a credere, la vita ha ragione dopo, sei tu che devi capire prima, capiremo dopo quello che non potevamo mostrare prima, e scoprire che tutti hanno bisogno di credere che la morte ha paura del tuo sorriso.
segnalata da Antonio Paladini domenica 6 febbraio 2011
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categoria: Poesie
vita
TRASCORRO LA MIA VITA A CONTATTO CON LE PERSONE, PASSO LE ORE AD ASCOLTARE I LORO PROBLEMI PUR NON ESSENDO UNA PSICOLOGA, PERCEPENDO LE LORO PAURE E TOCCANDO I LORO DESIDERI....
TRASCORRO LA MIA VITA AD OSSERVARE...AD OSSERVARE ME STESSA E GLI ALTRI...ASCOLTO, AIUTO CONSIGLIO FIN DOVE POSSO ARRIVARE… LO FACCIO CON ME STESSA E GLI ALTRI…
OSSERVO COME CIASCUNO DI NOI OGGI AFFERMI UNA COSA..DOMANI SUBITO UN ALTRA...DOPODOMANI UN ALTRA ANCORA....PER POI FINIRE DI FARE UN QUALCOSA CHE NON ASSOMIGLIA A NESSUNA DELLE COSE PRECEDENTEMENTE AFFERMATE...SALVO IN QUALCHE FORTUITO CASO...
POCHI CASI ISOLATI, CHE DIFFICILMENTE SI RIPETONO...MA QUANDO QUESTO AVVIENE... BASTA! E' PIU' CHE SUFFICIENTE PER RIEMPIRE NOI STESSI… O MEGLIO IL NOSTRO EGO... DI ORGOGLIO E PRESUNZIONE...
QUESTO FENOMENO CASUALE CI LASCIA CON L'ILLUSIONE DI POTERE… E CON L'ILLUSIONE DI ESSERE I VERI REGISTRI DELLE NOSTRE VITE...
TRASCORRO LA MIA VITA AD OSSERVARE UNO SCHEMA… UNO SCHEMA PERFETTO DOVE TUTTI SIAMO INSERITI...E IN QUESTO SCHEMA AIME' CREDIAMO DI VIVERE… DI POTER AGIRE...
..MA DOVE SE IN REALTA' FOSSIMO IN GRADO DI ESSERE SINCERI CON NOI STESSI… CI RENDEREMMO CONTO CHE A VIVERE SONO SOLO LE NOSTRE PAURE GRANDI E PICCOLE…
I NOSTRI DOVERI CHE DI VERO HANNO BENE POCO.. .E I NOSTRI EGOISMI...CHE SEMPRE SONO CELATI DIETRO OGNI PIU' O MENO NOBILE SENTIMENTO.....
DOVE CI TROVIAMO OCCUPIAMO UNO SPAZIO TROPPO ANGUSTO PER NOI STESSI... PER LE DIMENSIONI DEL MIO EMOTIVO... DEL NOSTRO EMOTIVO... E PER LA DIMENSIONE DEI NOSTRI DESIDERI…
UNO SPAZIO DOVE NON CI E' CONSENTITA LIBERTA' DI ESPRESSIONE...
UN NON SPAZIO MA CON LIMITI BEN DEFINITI...
HO TRASCORSO UNA VITA A CHIEDERMI I PERCHE'...PER CERCARE DI CAPIRE DI CAPIRMI… PER CERCARE DI COMPRENDERE… PER CERCARE UN CONTROLLO
... PERCHE' LA NOSTRA MENTE VUOLE CONTROLLARE TUTTO... MA E' UN CONTROLLO CHE NON ESISTE...
HO TRASCORSO UNA VITA PROIETTANDOMI NEL FUTURO...UN FUTURO FATTO DI SOGNI… SPERANZE ILLUSIONI…
HO TRASCORSO LA MIA VITA PROIETTATA NEL MIO PASSATO...UN PASSATO FATTO DI PAURE… DELUSONI REGOLE...LASCIANDO SPESSO IL CUORE SULLE SCALE......
HO VISSUTO UNA REALTA' CONFRONTANDOLA CON IL MIO PASSATO...E RICERCANDO IN ESSA… LA SPERANZA DI UN IPOTETICO FUTURO.
HO VISSUTO LA MIA VITA TRA PASSATO E FUTURO...DIMENTICANDOMI DELL'UNICA COSA FONDAMENTALE… IL PRESENTE!
ORA HO SCELTO...HO SCELTO DI COMINCIARE...
HO SCELTO DI COMINCIARE AD ESPRIMERMI... INDIPENDENTEMENTE DALLE CONSEGUENZE CHE QUESTO COMPORTI...
HO SCELTO DI LASCIARMI ANDARE… PER DIVENTARE PIU' ELASTICA NEI CONFRONTI DELLA VITA...
HO SCELTO DI COMINCIARE A FIDARMI...
HO SCELTO DI SEGUIRE LA PASSIONE ED IL DESIDERIO
IL ROSSO CHE SCORRE...IL FUOCO CHE ARDE...DENTRO CIASCUNO DI NOI..
PER COMINCIARE A VIVERE..
HO SCELTO DI COMINCIARE AD ESSERE…
segnalata da deadiana79 mercoledì 1 ottobre 2008
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categoria: Poesie
Ampi spazzi del passato
Quello penso è che voglio fuggire
scansando tutto ciò che mi dà malinconia,
e sulla strada che scorre lunga,lenta e silenziosa,
che attraversa le campagne della mia mente afosa,
si sente l'odore e il calore dell'amaro sangue sudato
nella fatica di combattere in quel glorioso passato
che non si vorrebbe rivivere più in futuro......
semmai un futuro ci sarà......
segnalata da Daniele domenica 15 marzo 2009
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categoria: Poesie
dare continuamente prova della propria pazienza...dovere sempre ammettere di essere in torto...piangere in silenzio,sotto gli occhi di chi non sente...vivere con il timore di tutto,anche di un suo sorriso...venire continuamente giudicata non per quello che sei,ma per quello che appari...dovere sempre trovare una giustificazione per quello che fai...sopportare le continue delusioni...venire trattata come un oggetto...scavalcare le ansie e le proccupazioni...mostrarsi sempre forti,anche se tremi all'idea di un suo commento...modificare te stessa in relazione agli altri...abbandonare i sogni e le illusioni...vivere il presente,dimenticare il passato,sperare nel futuro...dio solo sa quanto ho sofferto per quel bacio rubato...amore mio,ti amo...sei stato,sei e sarai sempre il mio piccolo angelo...
segnalata da sara reggio emilia lunedì 3 marzo 2003
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categoria: Poesie
Dedicata a te
Lo incontrai salendo le scale, era seduto da parte a Steven, stavano parlando, sembrava triste, mi avvicinai, e Steven mi cacciò via, lui volle che rimanessi, e ci sedemmo sulla panchina dall’altra parte, gli spiegai ciò che era successo, mia sorella, la Germania..ad un tratto lo vedi scoppiare a piangere, e mi chiese perdono “Che succede Enea?” “Assieme a lei stavo benissimo, un anno, un anno buttato via, ha buttato via un anno!” Riuscivo a sentire i suoi pensieri futuri, come se stesse scrivendo un libro * Riuscii a parlare con lei, non riesco ancora a crederci, non sapevo nemmeno il suo nome, non mi sono mai aperto cosi tanto con una persona * , sentiva il bisogno di parlare e io lo ascoltai, per altri 100 anni ancora…finché morte non ci separi! Ti amo Enea
segnalata da Pim venerdì 30 aprile 2004
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