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categoria: Poesie
Nel grazioso tempo onde natura
Nel grazioso tempo onde natura
Fa più lucente la stella d'amore,
Quando la terra copre di verdura,
E li arboscelli adorna di bel fiore,
Giovani e dame ed ogni creatura
Fanno allegrezza con zoioso core;
Ma poi che 'l verno viene e il tempo passa,
Fugge il diletto e quel piacer si lassa.
Cosi nel tempo che virtù fioria
Ne li antiqui segnori e cavallieri,
Con noi stava allegrezza e cortesia,
E poi fuggirno per strani sentieri,
Si che un gran tempo smarirno la via,
Ne' del più ritornar ferno pensieri;
Ora è il mal vento e quel verno compito,
E torna il mondo di virtù fiorito.
Ed io cantando torno alla memoria
Delle prodezze de' tempi passati,
E contarovi la più bella istoria
(Se con quiete attenti me ascoltati)
Che fusse mai nel mondo, e di più gloria,
Dove odireti e degni atti e pregiati
De' cavallier antiqui, e le contese
Che fece Orlando alor che amore il prese.
Matteo Maria Boiardo - tratto da Canto Primo
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categoria: Poesie
Colore di pioggia e di ferro
Dicevi:morte, silenzio, solitudine;
come amore, vita. Parole
delle nostre provvisorie immagini.
E il vento s'è levato leggero ogni mattina
e il tempo colore di pioggia e di ferro
è passato sulle pietre,
sul nostro chiuso ronzio di maledetti.
Ancora la verità è lontana.
E dimmi, uomo spaccato sulla croce,
e tu dalle mani grosse di sangue,
come risponderò a quelli che domandano?
Ora, ora: prima che altro silenzio
entri negli occhi, prima che altro vento
salga e altra ruggine fiorisca.
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categoria: Poesie
Passero solitario
D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
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categoria: Poesie
A Silvia
Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d'amore.
Anche peria tra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovanezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell'età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
i diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.
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categoria: Poesie
Alla Luna
O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!
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categoria: Poesie
Chiare fresche e dolci acque
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Dà be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.
>
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categoria: Poesie
Passando con pensir per un boschetto
Passando con pensir per un boschetto,
donne per quello givan fior cogliendo,
"To' quel, to' quel" dicendo.
"Eccolo, eccolo!".
"Che e', che e'?".
"E' fior alliso".
"Và là per le viole".
"Ome', che 'l prun mi punge!".
"Quell'altra me' v'agiunge".
"Uh! uh! o che è quel che salta?".
"E' un grillo".
"Venite qua, correte:
raperonzoli cogliete".
"E' non son essi".
"Si, sono".
"Colei,
o colei,
vie' qua,
vie' qua
pe' funghi".
"Costa',
costa',
pel sermolino".
"No' staren troppo,
che' 'l tempo si turba".
"E' balena".
"E' truona".
"E vespero già suona".
"Non è egli ancor nona!".
"Odi, odi,
e' l'usignol che canta:
più bel v'e',
più bel v'e'".
"I' sento... e non so che".
"Ove?".
"Dove?".
"In quel cespuglio".
To'cca, picchia, rito'cca,
mentre che 'l busso cresce,
ed una serpe n'esce.
"Ome' lassa!".
"Ome' trista!".
"Ome'!".
Fugendo tutte di paura piene,
una gran piova viene.
Qual sdrucciola,
qual cade,
qual si punge lo pede.
A terra van ghirlande;
tal ciò ch'ha colto lascia, e tal percuote;
tiensi beata chi più correr puote.
Si fiso stetti il di che lor mirai,
ch'io non m'avidi, e tutto mi bagnai.
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categoria: Poesie
La sera del dì di festa
Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai né pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or dà trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.
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categoria: Poesie
Lavorare stanca
I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.
Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.
Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.
Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.
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categoria: Poesie
Il tempo che passa non ha mai tempo
Nasce uno nuovo giorno
come muore un anno
mentre il tempo vola
inesorabilmente.
Odo il vento
che sta soffiando.
Il sole che s’alza.
Il mare
nel suo movimento
e i trabocchi del cielo.
Il tempo che passa
non ha mai tempo .
E noi,
uomini, donne,
cresciamo,
lottiamo
e speriamo,
....speriamo.
segnalata da Giulia Gabbia domenica 23 marzo 2014
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categoria: Poesie
tempo che passa
tra il cambiamento delle stagioni,
siamo noi gli artefici del nostro destino,
mentre il nostro cuore crea atmosfere delicate
e il nostro spirito forma armonie intorno a noi
gli errori insegnano e regalano esperienza,
non speriamo ogni anno che tutto prosegua per il meglio
per poi rimanere delusi su ogni cosa, che succede nella nostra vita,
lasciamoci i dispiaceri dentro il vecchio anno,
speriamo solo di avere tanta salute,
di continuare ad osservare il volo di una farfalla,
il fiorire dei fiori nel prato, ascoltare il soffio del vento
l'infrangersi di un onda su uno scoglio,
la magia di un tramonto, l'atmosfera maliziosa della luna,
il tempo passa inesorabile in questo nostro viaggio
nel vuoto dell'universo verso l'eternità,
diamo tanto amore, perchè se doniamo felicità
saremo felici anche noi!
segnalata da daniela cesta mercoledì 30 dicembre 2015
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categoria: Poesie
TEMPO CHE PASSA
Quando pensiamo al tempo che passa
assale noi una struggente malinconia
circonda il cuore come una morsa di ghiaccio,
pensiamo al passato e sembra sempre migliore,
più bello e gioioso, il tempo è andato e non tornerà mai più,
e i parenti andati oltre....diventano come estranei
solo una certezza esiste..
quando vediamo il sole del mattino
siamo ancora vivi!
segnalata da daniela cesta mercoledì 6 luglio 2016
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categoria: Poesie
tempo che passa
ricordi di tempi lontani
passati gloriosi e incomprensibili
volti cari occhi caldi e carezzevoli
andati, dissolti nel tempo
nonni, zii, cugini, amici di infanzia
liquefatti nella dimensione del passato
e la solitudine assale le nostre membra
ormai vuote, circondate da un presente incomprensibile
le orme sulla polvere non ci sono piu
le nostre persone care, non esistono piu
e noi ci sentiamo soli, indifesi, estranei
a questo presente.
Ma è solo il tempo che passa.
E una lacrima timorosa scende lenta
dagli occhi che osservano un mondo che peggiora.
Modi di fare, cose e pensieri che non ci appartengono.
segnalata da DANIELA CESTA martedì 6 febbraio 2018
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categoria: Poesie
TEMPO CHE PASSA
GLI ATTIMI SI SUSSEGUONO,
RIDONO DI NOI,
CHE CI AFFANNIAMO IN QUESTA VITA,
LA LUCE DELLE STELLE,
GRIDA A NOI DI FERMARCI,
L'ONDA DEL MARE
CONTINUA A ROTOLARE,
LA TERRA CONTINUA A
GALLEGGIARE NELL'AMORE,
CON LE INTERE GALASSIE,
TRA POCO NOI SCOMPARIREMO,
SENZA LASCIARE TRACCIA.
segnalata da Daniela cesta mercoledì 4 gennaio 2012
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categoria: poesie
passa il tempo
il tempo scorre
come sabbia affusolata
e noi ci perdiamo in essa,
ogni attimo che fugge,
è un respiro perduto,
ogni occasione mancante,
è un rimpianto senza fine,
dove è la gioia?
dove è l'amore?
quando il tempo passa,
tutto sembra perduto.
ma noi stiamo vivendo,
attimo per attimo,
fino a raggiungere l'eternità.
segnalata da Daniela cesta martedì 13 marzo 2012
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categoria: poesie
POESIA DEDICATA
Guardi la sua foto ingallitadal tempo,e vai errando coi riccordi ,preziosi momenti passati con lui .Attimi che non ritorneranno mai più quante lacrime hai versato rinchiusa nella tua stanza,quando tuo padre ti ha lasciata .A volte sei triste a volte sei allegra e quando ti arrabi diventi cattiva ,poi te ne penti e ritorni tranquilla,quella sfuriata ti ha reso più nera ti cade una lacrima da quella scintilla di odio e cecità vera .Or che questo è passato,breve tempo tanto amato del male che pietà non ha e che il volto tuo non vide che piangeva allor,no!Non puoi ricordare quel giorno che se ne andò.si levò in cielo una muta preghiera e d'improvvio il vento incattivito si trasformò in una brezza leggera
nadia - tratto da nadia
segnalata da nadia sabato 7 marzo 2009
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categoria: Poesie
IL TEMPO
passa il tempo....
inutile....
lei è lì con i suoi capelli d'oro...
passa il tempo...
e scappo....
la sua voce come musica
alievala mia mente
nel mentre la tortura...
passa il tempo...
i miei pensieri...
la mia anima....
scappano da me...
corrono... irti e veloci...
verso la strada
che forse non percorrerò mai...
il tempo passa
ed io lo guardo e non muovo....
Gualà Fabiano - tratto da da me
segnalata da Gualà Fabiano lunedì 23 agosto 2010
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categoria: Poesie
quanto tempo è passato da quella sera d' estate, dove riuscivamo a toccare il cielo con un dito! dove restavamo senza parole nel provare quelle forti emozioni... Ora c' è un' altro che mi sfiora come un tempo facevi tu. ora c' è un' altro a baciare le mie labbra ed io fingoè cerco di provare le stesse emozioni provate con te ma in fondo so che il tuo posto nel mio cuore non potrà mai essere occupato da nessun' altro. Hai lasciato un segno indelebile nella mia anima, tu sarai riuscito a dimenticarmi, io continuero apensarti è ad amarti
segnalata da ANGELICA lunedì 28 febbraio 2011
voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
quanto tempo
e quando ti vedrò rimarrò così
sempre meravigliata da te
niente cambierà solo fuori me
vedrai un amore da favola
e ti dirò:
"QUANTO TEMPO HO ASPETTATO,
QUANTO TEMPO CHE è PASSATO,
QUANTO TEMPO SENZA TE E NON LO Sò,
NON LO Sò,
NON LO Sò,
COME HO FATTO SENZA TE...
PERCHè OGGI IO LO Sò
CHE LA MIA VITA CAMBIERà
QUI CON TE..."
e non spaventarti, non allontanarti
le lacrime sono acqua piena di te
e se ti dico TI AMO, tu non allarmarti
perchè senza di te non vivrò
per questo sentirai:
"QUANTO TEMPO HO ASPETTATO,
QUANTO TEMPO CHE è PASSATO,
QUANTO TEMPO SENZA TE E NON LO Sò,
NON LO Sò,
NON LO Sò,
COME HO FATTO SENZA TE...
PERCHè OGGI IO LO Sò
CHE LA MIA VITA CAMBIERà
QUI CON TE..."
e perchè forse non saprai
quanto ho sofferto io per te
e solo ora che vedi cosa provo io per te
hai due possibilità: o scappare o amarmi
ascolta ancora un minuto:
"QUANTO TEMPO HO ASPETTATO,
QUANTO TEMPO CHE è PASSATO,
QUANTO TEMPO SENZA TE E NON LO Sò,
NON LO Sò,
NON LO Sò,
COME HO FATTO SENZA TE...
PERCHè OGGI IO LO Sò
CHE LA MIA VITA CAMBIERà
QUI CON TE..."
ma per favore non farmi più piangere
segnalata da dreamartuz mercoledì 5 dicembre 2007
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Caro calendario dei giorni a venire, misteriosi per natura e rivestiti di speranza da noi, dei giorni trascorsi dimenticati a metà e ricordati quasi per cancellare i sensi di colpa, dei giorni presenti di quella malinconia che non vuoi rimuovere ne’ capire, ma magari vuoi soltanto aggiungere buono al buono, per poi nascondersi nel peggio. Ma ti ho appeso, caro calendario, in ogni stanza non soltanto per la data di oggi, ma per tenere stretto quel tempo che passa alla cieca, nella speranza che non diventiamo ciechi anche noi.
segnalata da Antonio Paladini domenica 22 maggio 2011
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