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categoria: Barzellette

Nel rifugio dei vampiri è l'ora del ritorno dalla caccia e lentamente iniziano arientrare tutti. Ne arriva uno che ha ancora un filo di sangue che gli cola dal bordo della bocca. "hai fatto buona caccia?" chiedono i compagni e lui, invitandoli ad avvicinarsi alla finestra dice "vedete quel convento in fondo alla vallata?" e tutti "Sì!"
"Era pieno di suore, me le sono succhiate tutte". Nello sbigottimento generale arriva un'altro vampiro con la bocca completamente insanguinata. "E' andata bene anche a te, stasera!" esclamano i compagni. Anch'egli li invita alla finestra e dice "Vedete quell'abbazia sulla cima della collina?" Sì, la vediamo" "C'erano cento Frati li ho seccati tutti" si alza un brusio di invidia che viene interrotto dall'arrivo di un'altro vampiro con la faccia copletamente coperta dal sangue, le ali inzuppate. "Per te è sicuramente andata ancora meglio, racconta!!" Anch'egli chiama i compagni alla finestra e dice "Vedete quel campanile in mezzo al paese?""Certo, lo vediamo"
"Beh, io non l'ho visto!!!!"

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categoria: Frasi d'amore » lettere

Per Angle Lager - 24 Aprile 1923

In questa notte nera, la corona delle tue braccia m’è come una costellazione indelebile.
Perché oggi, in quei pochi attimi di sogno, ho avuto dalle tue giovani braccia una sensazione luminosa, come se tu avessi cinto d’un fuoco bianco la mia tenerezza e la mia tristezza?
Esiste un fuoco fresco?
Non saprò mai dirti quel che provo, quel che tu mi dai.
Tra l’ebbrezza di ieri e quella d’oggi, non v’è stato per me che supplizio corporale e inquietudine interiore. Tu hai ascoltato, con l’indulgenza più delicata, le mie confessioni.
La grazia del tuo volto attento sembrava modellarsi sulla mia sofferenza.
Poco a poco, credevo di sentire la sostanza del tuo corpo cambiarsi in una specie d’amore caritatevole. Credevo di assistere a un miracolo inaudito: il frutto voluttuoso che si muta in fiore sensibile! Puoi capire?
Mai tu m’avevi preso fra le tue braccia con tanta dolcezza.
Io ti parlavo delle mie voluttà tormentose e menzognere; e, senza parlare, tu calmavi il mio dispiacere, rinfrescavi la mia bruciatura, consolavi i miei rimpianti e i miei rimorsi.
E, come tu non m’avevi mai coronato con braccia cosi tenere e cosi chiare, tu non avevi mai avuto labbra cosi musicali. La tua carezza era come una melodia infinita.
Ogni moto delle tue labbra era un accordo che, ogni volta, sembrava compiere la perfezione della mia estasi.
Eri una dolce piccola anima con delle labbra. Eri la bocca stessa dell’Amore che guarisce.
Ed eccomi solo, nella notte! Tu eri seduta là. Qualche filo d’oro riluce nella tua testa bruna…
Come l’altro giorno, quando il mio desiderio ti chiamava, sei riapparsa?
M’hai lasciato di te una sensazione luminosa.
Mi sembra d’avere della luce sulla punta delle mie dita, come se avessi toccato il fosforo.
Dormi? Tu circondi forse con le tue braccia il sogno dell’amico insonne.
Il tuo seno sinistro mi chiama e si offre…
Vorrei che il mio grido giungesse fino a te; vorrei che il mio desiderio traversasse il lago scuro fino al tuo giardino umido… Tenterò di farti giungere questa lettera notturna.
Sarai forse contenta di stringerla sul petto o di farne il tuo guanciale.
Le tue braccia chiare e tenere sono l’unica aureola della martire Notte.

Gabriele D’Annunzio

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categoria: Barzellette

Tra vampiri

Nel rifugio dei vampiri e' l'ora del ritorno dalla caccia e lentamente iniziano a rientrare tutti. Ne arriva uno che ha ancora un filo di sangue che gli cola dal bordo della bocca.
"Hai fatto buona caccia?", chiedono i compagni e lui, invitandoli ad avvicinarsi alla finestra dice: "Vedete quel convento in fondo alla vallata?" e tutti: "Sì!"
"Era pieno di suore, me le sono succhiate tutte"
Nello sbigottimento generale arriva un'altro vampiro con la bocca completamente insanguinata. "E' andata bene anche a te, stasera!" esclamano i compagni. Anch'egli li invita alla finestra e dice: "Vedete quell'abbazia sulla cima della collina?" "Sì, la vediamo" "C'erano cento Frati li ho seccati tutti"
Si alza un brusio di invidia che viene interrotto dall'arrivo di un'altro vampiro con la faccia copletamente coperta dal sangue, le ali inzuppate. "Per te è sicuramente andata ancora meglio, racconta!!!"
Anch'egli chiama i compagni alla finestra e dice: "Vedete quel campanile in mezzo al paese?"
"Certo, lo vediamo"
"Beh, io non l'ho visto!!!"

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categoria: Barzellette

Un gruppo di suore è in visita alla basilica del Santo a Padova. E' luglio e fa un caldo terrificante. Le suore gemono dal calore. Una suorina si avvanza e chiede alla superiora se non fosse possibile allegerire un po' la nera divisa, togliwendo qualche parafernalia. La risposta e': "No! Non possiamo sorella". Il calore è asfissiante, il sottanone lungo è terrificante. Già iniziano i primi malori. Sulla piazza non un filo d'ombra, se non un gruppo di alberi ai vicini giardinetti. Il branco (di suore) decide di spostarsi sotto l'ombra di quegli alberi. Il calore resta alto. La suorina riprova "Ma Superiora, potremmo almeno toglierci le mutande di lana... tanto con 'sti sottanoni non ci vede nessuno..." La risposta e': "No! Non si puo'...". Passano alcuni minuti... Arriva ai giardinetti un'anziana signora con una fetta di anguria, si avvicina ad una panchina e, dopo essersi tirata sù la gonna al ginocchio, si siede ed inizia a mangiare la sua anguria. La suorina, curiosa, osserva... non ha le mutande!! Ormai cecata dal calore infernale la poverella parte in avanscoperta. Si avvicina alla signora e chiede con voce flebile: "Signora, mi scusi, ma le non ha le mutande, vero?". La signora: "Per forza! Vuoi che tutte le mosche mi vadano sull'anguria?".

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categoria: Barzellette

Un tipo è stato appena assunto. Il primo lunedi' telefona al capo e gli dice: "Sono malato!". Il capo dice che va bene. Il tipo arriva in ufficio martedi' e lavora molto alacremente, ricevendo i complimenti dei suoi nuovi colleghi. Lunedi' telefona al capo e gli dice: "Sono malato!". Il capo si preoccupa un po', ma gli dice che va bene. Martedi' l'impiegato ritorna in ufficio e lavora benissimo per tutto il resto della settimana. Il lunedi' successivo telefona al capo dicendo di essere malato. Il capo gli dice ok, pero' lo convoca nel suo ufficio per il giorno dopo. Martedi il tizio entra nell'ufficio del capo e gli chiede: "Allora, come mai voleva vedermi?". "Sono soddisfatto del tuo rendimento, ma è già il terzo lunedi' di fila che ti dai malato...". "Vede, mia sorella ha problemi con il suo matrimonio, cosi' ogni lunedi vado da lei a consolarla, la cosa va avanti ed alla fine facciamo l'amore tutta la notte". "Ma come!! Con sua sorella, ma che schifo!!". "Gliel'ho detto che sono malato...".

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categoria: Barzellette » uomini e donne

Due ragazze venete stanno facendo l’autostop. E’ estate, fa un caldo boia, dall’asfalto sale un’onda di calore insopportabile, e la strada non ha un filo d’ombra, e non passa nessuno. Dopo una lunga ora interminabile, si vede in lontananza un puntolino, e’ una macchina! Si avvicina e le due ragazze vedono che la targa e’ tedesca. A bordo, ci sono due tedeschi. Mi non so parlar el crucco - dice la prima all’altra - Prova un fia’ ti’! - e la manda avanti. La poverina gesticola un po’, fa dei segni, ripete due o tre volte il nome della citta'’ dove devono andare, e alla fine il tedesco al volante fa cenni di aver compreso, e risponde: Jawhol! - Cosi’ la seconda torna indietro dall’amica che vuole sapere come e’ andata la conversazione. - Che xe che te ga dito? - le chiede.? Me ga dito che ja vol - La tizia allora si guarda attorno (il calore dell’asfalto e’ un forno), guarda la strada deserta e ci pensa su un momento... - Beh... se la vol, noi ghe a demo... -

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categoria: Barzellette

Colto da dolori lancinanti e sentendosi in fin di vita, il vecchio boss mafioso, manda a chiamare il suo braccio destro, con un filo di voce fa: - Picciotto... sento che la mia ora sta per arrivare... ti debbo confessare una cosa... altrimenti rimarrei col rimorso sulla coscienza! - Non ti preoccupare Boss, dimmi tutto! - Ti ricordi il fatto dei tuoi cinque fratelli? - Si perché? - Vedi... li ho dovuti far arrestare io, perché sapevano troppo... - Sfogati Boss, non ti posso vedere così sofferente... - Ti ricordi di tuo cognato? - Si perché? - Purtroppo l'ho dovuto far uccidere io! Aveva fatto uno sgarbo! E poi... sono stato anche l'amante di tua moglie per sei anni! - Non agitarti Boss! Non ti devi tanto preoccupare per me! In fondo sono stato io ad avvelenarti!!

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categoria: Barzellette

Muore Carlo Marx... Per l'importanza che ha avuto la sua vita Dio e il diavolo se lo contendono e non sanno se mandarlo all'inferno o in paradiso. Poi, salomonicamente, decidono: "ce lo teniamo sei mesi per uno...". I primi sei mesi li passa all'inferno, ma prima dello scadere di questi Satana telefona a Dio e gli dice: "Dio, se vuoi Carlo puoi venirtelo a prendere anche subito... qui ha già fatto un casino... tutti i miei diavoli stanno facendo sciopero, ha rivoluzionato il Regolamento Infernale e cosi' via..." Cosi' Marx se ne va a trascorrere il suo periodo di paradiso. Allo scadere del termine non sentendo notizie Satana ritelefona a Dio: S: "Pronto, ciao... allora come va da quelle parti con Carlo?" D: "Mai andato meglio, tutto fila liscio come l'olio secondo una perfetta e completa ideologia..." S: "Dio, ma sei sicuro di quello che dici...?" D: "Dio? E chi è Dio...? "

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categoria: Barzellette » uomini e donne

Un signore molto anziano è sdraiato nel letto in punto di morte. Ha la fedele moglie seduta al suo fianco che lo veglia. Con un filo di voce: - Maria, ti ricordi quando è scoppiata la prima guerra mondiale e mi hanno chiamato per il fronte, e tu eri accanto a me? - Si caro... si! -... e quando poi sono rimasto ferito e sono stato 4 anni in ospedale militare, e tu eri accanto a me, Maria? - Certo caro! - e ti ricordi quando è scoppiata la seconda guerra mondiale e mi hanno richiamato, e tu eri accanto a me? - Come non lo ricordo... -... e quando mi hanno messo in campo di concentramento e dopo sei anni mi hanno liberato? Anche allora tu eri accanto a me, Maria! - Si! - e anche adesso che sto morendo, tu sei sempre accanto a me Maria... - Sempre... - Ah Mari'... - Dimmi... - Ma portassi sfiga?

stelline voti: 11; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Barzellette

Un tizio, che passa molto volentieri le serate libere alla sala biliardi, dice alla moglie: "Cara, vado nel parco per fare un po' di jogging". E la moglie: "Va bene, caro, ma torna entro un'ora perché siamo invitati a cena dai miei genitori e non voglio fare tardi". Il marito esce e comincia a correre per il parco, finche' incontra una bellissima bionda tutte curve, anch'essa dedita allo jogging. I due fanno amicizia e la donna poco dopo lo invita a casa sua a bere un drink. L'uomo non se lo fa ripetere due volte. Appena in casa la bionda dice: "Le dispiace se mi faccio una doccia?" e cosi' si spoglia nuda... e poi da cosa nasce cosa e ovviamente finiscono a letto per due ore di filata. Naturalmente si ricorda troppo tardi di avere la cena con i suoceri e deve inventare una scusa plausibile. Cosi' si sporca le mani di gesso e torna dalla moglie che gli urla: "Beh, ti sei dimenticato della cena? Dove sei stato?". E il marito: "Cara, sai, mentre facevo jogging ho incontrato una bionda stupenda che mi ha invitato a casa sua, e poi mi ha sedotto e siamo finiti a letto...". E la moglie: "Ma che balle mi vai raccontando! Fammi vedere le mani! Ecco! Sei andato come al solito a giocare a biliardo!".

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categoria: Poesie

I limoni

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall' azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell' aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest' odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l' odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s' abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l' anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità
Lo sguardo fruga d' intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità

Ma l' illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l' azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s' affolta
il tedio dell' inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l' anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d' oro della solarità.

Eugenio Montale

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categoria: Barzellette » carabinieri

Calogero, giovane carabiniere, viene
assegnato alla caserma di un piccolo paese di periferia, dove non accade
mai nulla. Nella caserma sono presenti solo un maresciallo ed un altro
carabiniere piu` anziano. Calogero si confida col carabiniere anziano,
che gli dice: "Stai tranquillo, sei capitato nel posto giusto. Vedi, qui
non succede mai niente. Pero` c'e` un problema"; Calogero chiede quale,
ed il carabiniere anziano risponde: "Il maresciallo e` un tipo un po'
strano, e pretende che, tutte le m attine presto, un carabiniere gli vada
a comprare il giornale; finora ho provveduto io, ma tu sei l'ultimo arrivato,
quindi adesso devi pensarci tu". Calogero non si lamenta e, la sera, va
a dormire tranquillo. Alle 5:30 il maresciallo urla: "Calogero ! I l giornale
!". Il povero Calogero si alza, controvoglia, e va; tornato in caserma,
potrebbe rimettersi a dormire, ma ormai non ha piu` sonno, e non ci riesce.
La storia si ripete per qualche giorno, finche`, stremato, Calogero chiede
consiglio al carabiniere anziano; questi gli dice: "Beh, io ho risolto
il problema cosi`: il maresciallo non e` granche` sveglio, cosi` io compravo
7 giornali per volta, e gliene davo uno al giorno; cosi` non dovevo uscire
e non perdevo sonno". Calogero dubita: "Ma non se n'e` ma i accorto ?".
"Mai !" risponde il carabiniere anziano. Allora Calogero si decide a provare.
Il primo giorno va a comprare 7 giornali, e consegna il primo al maresciallo,
soddisfatto. Il secondo giorno consegna la seconda copia, e va tutto liscio.
Il terzo giorno, dopo che Calogero ha dato il giornale al maresciallo
e si e` rimesso a dormire, sente urlare: "Calogero ! Vieni subito qua
!"; Calogero corre dal maresciallo, che lo ha chiamato, tremando per la
paura di essere scoperto. "Calogero ! Guarda qua !": il maresciallo mostra
il giornale a Calogero, che inizia a sudare freddo. E il maresciallo:
"Calogero, guarda: poi dicono che siamo noi carabinieri la rovina del
mondo ! Guarda: sono tre giorni di fila che questo finanziere esce di
casa, prende la Vespa e va a sbattere sempre contro lo stesso palo!"

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Barzellette » computer

Da Cliente Disperato a Supporto Tecnico: "Scrivo questa lettera come ultima risorsa. L'anno scorso ho upgradato il mio programma da "Fidanzata 7.0" a "Moglie 1.0" e ho notato che il nuovo programma ha iniziato inaspettatamente un processo di produzione bambini che prende un sacco di spazio e riduce drasticamente le risorse di sistema. Naturalmente sulla brochure del programma tutto ciò non era menzionato. Come se non bastasse, "Moglie 1.0" si autoinstalla in tutti gli altri programmi, e si lancia da solo al momento dell'inizializzazione del sistema. Alcuni vecchi programmi come "Pokerino 10.3", "Bevuta con gli amici 2.5" e "Domenica allo stadio 5.0" non funzionano più, inchiodando il sistema appena vengono lanciati. A quanto pare non riesco neppure a tenere "Moglie 1.0" in background mentre tento di lanciare i miei programmi preferiti. Avevo pensato di tornare a "Fidanzata 7.0", ma non riesco a far funzionare il programma di disinstallazione. Potete aiutarmi? Grazie.". Da Supporto Tecnico a Cliente Disperato: "Caro Cliente Disperato, il tuo è un problema comune a molti utenti, dovuto principalmente a un errore di interpretazione. Molti upgradano da "Fidanzata 7.0" a "Moglie 1.0" con l'idea che sia un programma di utiliy. In realtà, "Moglie 1.0" è un vero e proprio sistema operativo, programmato per governare tutte le altre applicazioni. È praticamente impossibile rimuovere "Moglie 1.0" e tornare a "Fidanzata 7.0"; alcuni file nascosti rimarrebbero infatti nel sistema, facendo in modo che "Fidanzata 7.0" emuli perfettamente "Moglie 1.0". Alcuni hanno tentato di installare "Fidanzata 8.0" o "Moglie 2.0", ma si sono ritrovati con problemi anche maggiori (cfr. il manuale alla voce "Messaggio di errore 274: alimenti e assegni familiari"). Non ti resta che tenere "Moglie 1.0" e far fronte alla situazione. Avendo installato anch'io "Moglie 1.0", posso suggerirti di leggere l'intera sezione riguardante i "Problemi generali di coppia" (PGC). Il segreto è di assumersi SEMPRE e COMUNQUE la responsabilità per QUALSIASI problema si presenti, a prescindere dalla causa che lo provochi. La miglior cosa da fare è lanciare dalla shell la routine "C:\Scuse.com" (è residente in memoria alta). In ogni caso, evita di abusare del comando <Esc>, altrimenti dovrai lanciare il comando "Scuse" prima ancora che il sistema riparta. Le cose andranno benissimo finché ti prenderai la colpa di tutti i PGC. "Moglie 1.0" è un programma ottimo, ma molto pesante: farai meglio ad acquistare del software addizionale per migliorarne le prestazioni, come "Gioielleria 8.5" e "ShopOnLine 5.0". Non installare MAI, per NESSUN motivo, "Segretaria&Minigonna 3.3": si tratta di un programma non supportato da "Moglie 1.0"; può mettere irreparabilmente in crash il sistema, situazione rimediabile solo con un "Avvocati 6.3", un programma costosissimo e del tutto incomprensibile. Buona fortuna. Supporto Tecnico.".

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categoria: aforismi

non è il mattino che mi illumina d'immenso ma la luca dei tuoi occhi

fila

segnalata da paolo fila domenica 2 settembre 2007

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: aforismi » amore

questi pochi km mi sembrano un'immensità questi pochi minuti mi sembrano un secolo, non vedo l'ora di rivederti...

fila

segnalata da paolo fila domenica 2 settembre 2007

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » comportamento

in prima fila

l'ultimo ad accorgersi che è scattato il verde quando si è fermi al semaforo è proprio chi sta in prima fila.

c.p.

segnalata da pasquale sabato 19 gennaio 2013

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi

divertirsi a cercare "il filo conduttore"

La vita è un pasticcio di fili aggrovigliati; il divertimento stà nella ricerca del filo conduttore.

candida riva - tratto da la pittura straccia

segnalata da candida riva venerdì 19 luglio 2013

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi

Diciamola schietta al di là dei pregiudizi senza un filo di verità

I vincoli di sangue non sono una garanzia di amicizia, cioè di affetto, di rispetto, di calore, di affinità, di affiatamento, di pace, di alleanza, di intesa, anzi, proprio attraverso i vincoli di sangue, di solito si manifestano; la discordia, l'inimicizia, l'antipatia, la freddezza, l'astio, la malevolenza, il distacco, la formalità, il disamore, il disinteresse, la disistima, il disprezzo, l'incomprensione, l'avversione, il conflitto; quindi, è piu' corretto allontanarsi con allegria dai vincoli di sangue, senza rimpianti e senza smancerie.

candida riva - tratto da la pittura straccia

segnalata da candida riva lunedì 6 gennaio 2014

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Il filo

Torna la tua voce, Mare
a cantare la notte
così spietata, ruvida.
Indifeso il cielo respira
la magrezza del tempo
sul sentiero di uomini
confinati alla meta.
A chi importa brandire
queste parole, giovinezza
di disperate chimere,
triste rinuncia la nebbia
ad issare la vela.
E io continuo ad esistere
a cambiare rifugio
benchè sia già tardi
e quel filo di luce,
di dovuta speranza
resta impigliato
al tuo muto ricordo.

Michele Gentile

segnalata da Sara venerdì 13 gennaio 2017

stelline voti: 74; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Barzellette » mamma

.. " la fila " ..

Pierino entra nel Comune ... Deve andare all'ufficio anagrafe dove deve ritirare un certificato, che è già pronto,
e che riguarda la sua mamma . . . Non vedendo alcuna indicazione, nota che in un angolo c'è un usciere seduto ad un tavolino e dietro di lui, sul muro, c'è un cartello con su scritto " INFORMAZIONI " ... Si avvicina al tizio, che in quel
momento sta scrivendo delle note su un foglio di carta e gli dice ... : "Scusi.., dovrei andare ..." ., ma l'usciere, senza
neppure guardarlo lo interrompe dicendogli ... : "SI METTA IN FILA"..!! ... Pierino si volta e., notando che non c'è nessun altro a parte lui dice fra se ... : "Questo qui deve essere matto..!!" ... Dopo un pochino ci riprova ... :
"Scusi.., mi può dire" ... ma l'usciere lo interrompe di nuovo ... : " LE HO GIÀ DETTO DI METTERSI IN FILA..!!"
Al che Pierino, ormai spazientito., da uno schiaffo al tizio che urla subito ... : " COME SI PERMETTE..?" ... e Pierino ... : "Eeh.., con tutta la gente che c'è.., perché da la colpa proprio a me..?" ... . . . .

ugo bischero - tratto da umorismomio di Ugo Bischero

segnalata da Paolo F. giovedì 4 maggio 2017


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