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categoria: poesie
La pazza
Ho visto una pazza
andare in giro nuda
mentre rideva di atei sorrisi;
sfidava il fresco ottobre
coperta solo delle sue vergogne.
Goffe movenze,
quasi abominevoli i capelli arruffati,
come velli di gatti neri
nati dalla bocca dell'inferno.
Grassa la pazza,
come chi non ha un solo giorno
patito la fame.
Ho visto la pazza
correre allegra in piazza,
dove straniera gente
la guardava divertita
mentre le sue braccia
lasciava danzare in aria
che parevano grosse bandiere chiare,
flaccide senza vento giovane a pomparle,
nel mare dell'età' che avanza.
Ho visto la pazza correre,
mentre camici candidi la inseguivano,
prima di cadere,
sullo scuro marciapiede,
come un tronco spianato da un fulmine,
o un peculiare, insolito volatile
colto in volata da un tiro funesto.
Ho udito la pazza
supplicare pietà,
perché la libertà era bella
prima di assopirsi
con un riso sedato sulle labbra,
tra la gente che la accerchiava,
ridacchiava e non capiva.
segnalata da ANGELA MORI sabato 26 aprile 2014
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categoria: Poesie
Fuoco Bagnato D'Amore
Fuoco Bagnato D'amore
Petali e follie d'amore
sulla mia nuda
e chiara pelle,
mentre trema
l'emozione nell'anima
che mi sai donare
quando mi sussurri
il tuo respiro lento,
legato al tuo cuore innamorato
incantato dalla veemenza
fluita dal mio vero abbandono
verso di te,
non curante
di ciò che sopravverrà!
Come una dolce
brezza d'estate
sulla fervente lava,
è il mio impulso di attrazione
sul fuoco del tuo
incontrollato amore,
ed è semplicemente
un'incandescente incendio
di audace passione,
sulle placide acque
dei miei sentimenti abissali
originati solo per te,
in quella sfera affettiva
di cui di incontrovertibile
ardore fruisce
per attraversarci e consumarci
interamente nel suo
abbraccio di fuoco rovente.
segnalata da Laura Lapietra martedì 18 maggio 2021
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categoria: Poesie
Giardino D'Innocenza
Corro lesto
sulla fresca erba del mattin
colma di fulgente rugiada
confidato nei tuoi verdi occhi,
che brillano di speranza
quando son pieni
di dolci lacrime.
Innocente letto ove stendere
ogni viva emozione
accanto ai tuoi desideri,
integerrimo giardino
dal profumo di pulito
nel tenero dei tuoi primi anni
dove ogni malizia
non è ancora fiorita
intingendola di giallo e viola
quel prato con la mano dell’errore,
dove il rosso delle forti emozioni
stonano profondamente
col chiaro pastello dei tuoi
gentili sentimenti,
quando semplicemente
il tuo motivato sguardo
rivolto nell’azzurro del cielo
contempla tra le avvolgenti braccia
dell’amore di una mamma
che trasognante
non vede altro che
il suo futuro, quel futuro che
attraverso gli occhi di suo figlio,
dolce fanciullo ignaro
attende il suo domani
custodito sotto quel coltre d’amore
che mai il tempo avrà
braccio di baronia
per sgualcire il magico legame
di una madre con suo figlio,
quando ratificato col sigillo
di adorata predilezione.
segnalata da Laura Lapietra lunedì 11 marzo 2024
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categoria: Poesie
D'improvviso Lei
D'improvviso Lei
D'improvviso lei, passi di farfalla
dalle gote di velluto chiaro
sotto il mare blu dei suoi occhi,
a volte nascosti dalle onde bionde
dal profumo di vaniglia come una dea.
Oh, è un tuono nel centro del mondo
a spaccare le mie sicurezze d'acciaio,
lei l'unica, la sola rosa scarlatta
nel deserto delle mie attenzioni.
Freccia dal veleno di passione
perfora il cuore come ladra innocente,
a togliermi ogni corazza di difesa.
D'improvviso, lei uragano di felicità
nel bel mezzo dei miei programmi
a sconvolgermi, stravolgermi la vita,
ed io esca del suo amo son preda!
D'improvviso lei, a far tremare il cuore,
piccolo grande raggio di sole nel mio inverno a scolpire emozioni indelebili.
È lei, la sola, l'unica, all'improvviso!
D'improvviso si scioglie il ghiaccio
nel sangue che mi scorre nel petto
e le emozioni pulsano
nelle note di un colpo di fulmine che folgorato e nella brace dell'amore
rapidamente e rapacemente divoro
il suo sguardo,
legandolo al mio in un unico desiderio
in un unico sentiero
sentito e voluto da percorrere insieme
nelle cavalcate del destino.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra sabato 2 novembre 2024
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categoria: Poesie
AL SACRO CUORE DI GESU'
Al Cuor Divino
Non è un simbolo e basta, no,
questa devozione che ora fiorisce,
ma un atto di fede che il cuore sa,
al Centro d'ogni Amor, la Fonte che agisce.
Il Cuore trafitto sul legno amaro,
da cui zampilla acqua e il Sangue vivo,
segno dei Sacramenti, dono chiaro,
la Chiesa stessa in un gesto giulivo.
Avvolto in spine, con fiamma e croce,
un'immagine potente, che parla al profondo:
le spine, i nostri errori, una voce,
che trafissero Lui, nel vasto mondo.
La croce, il Suo sacrificio più alto,
per la salvezza nostra, un atto d'amore,
le fiamme ardenti, un fuoco mai spento,
l'intensità che in Lui sempre dimora.
Oggi, in questo giorno, un richiamo speciale:
rinnoviamo la fede nell'amor che redime,
offriamo riparazione, senza eguale,
per ogni offesa che l'indifferenza opprime.
Imitiamo la Sua carità profonda,
la Sua compassione che abbraccia ogni pianto,
verso chi soffre, l'anima si schiuda,
rispecchiando in noi quel sacro manto.
In un mondo che spesso, ahimè, smarrisce
il senso vero d'ogni amor sincero,
il Sacro Cuore al Lui ci rapisce,
trovando forza, guida e conforto vero.
Siamo amati d'un amor senza fine,
un amore che ci chiama, in ogni respiro,
a rispondere a Lui, con ogni confine,
con tutto il nostro essere, in un solo sospiro.
segnalata da daniela cesta giovedì 26 giugno 2025
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categoria: Poesie
IL CANTO DELL'ANTICO LAVATOIO
Nel cuore del paese, un tempo fu,
non sol fontana, ma magia che fluì.
Un lavatoio, dove l'acqua cantava,
e risa di donne, trame invisibili creava.
Non marmo lucido, né pietre preziose,
ma roccia antica, di storie copiose.
Levigata da mani, da secoli in poi,
testimone silente, di innumerevoli eroi.
Un grande bacino, sempre colmo e puro,
da bocca di pietra, un getto sicuro.
Forse un leone, o un pesce sornione,
l'acqua sorgiva, fresca emozione.
Limpida e chiara, come un sogno appena nato,
su lastre inclinate, un invito velato.
All'alba, quando la bruma si scioglieva,
il lavatoio in vita si volgeva.
Non solo panni, ma segreti svelati,
consigli e canti, nell'aria librati.
Profumo di sapone, d'erba bagnata,
una sinfonia di vita, mai dimenticata.
Donne coi volti al sole, e maniche alzate,
battevano i panni, ritmiche battute.
Un suono ipnotico, di sciabordii e colpi,
colonna sonora di giorni, non di pochi.
Qui madri alle figlie, i segreti svelavano,
nonne di tempi andati, narravano.
Amicizia fioriva, come gerani al sole,
tra gocce d'acqua, e limpide parole.
Il pomeriggio, un bacio sulle pietre,
splendeva il lavatoio, tra mille offerte.
Un luogo di quiete, in attesa del giorno,
un cuore pulsante, che faceva ritorno.
Non solo acqua, ma l'anima del luogo,
testimone di generazioni, in un eterno giuoco.
La fatica in comunità si mutava,
l'acqua semplice, poesia diventava.
Ogni goccia un frammento, un ricordo profondo,
di un tempo lontano, che vive nel mondo,
nei racconti sussurrati, nei cuori di chi,
ancora ricorda quel magico dì.
segnalata da daniela cesta venerdì 25 luglio 2025
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categoria: Poesie
Una storia che non esiste
La notte passò come tutte le altre la pelle era pallida e lo sguardo nascosto
in un lutto futuro di immagini scalze
rinchiuse in un fremito di metà agosto.
Grida un lamento e l'inchiostro s'intinge
sulle sue unghie che stridono ancora,
il buio è più chiaro del suo umore migliore,
la morte che vive e la vita che muore.
Non chiudere gli occhi fata silente,
non chiudere gli occhi la vita non mente.
La morte promette e non conosce bugia
ti presta la vita e te la porta via.
Un'altra mattina di luce tagliente
le illumina il volto e glie lo attraversa,
il destino sorride e beve i suoi sorsi
ed incide nel ventre una faccia perversa.
Come tutti i giorni viveva da sola
e accanto a lei non c'era nessuno
avrebbe venduto la sua vita intera
in cambio di un'unica e nuda parola.
Passavano i giorni e le notti veloci
e lei non mangiava e si consumava
e la sua bellezza non era capace
di bere due gocce di dolce rugiada.
Ormai scompariva il sorriso dal volto
perchè non aveva nemmeno un motivo
di dire mi son divertita molto
perchè in ogni istante le voglie le vivo.
Cadevano lacrime come cristalli
nel pozzo profondo di un mondo malvagio
un cane randagio che nella sua strada
non ha mai trovato sorelle o fratelli.
Per tutto quel tempo lei non era sola
ma c'era qualcuno che le stava accanto,
qualcuno che non si faceva scoprire
perchè aspettava il giusto momento.
Faceva il mestiere di chi sa aspettare
aspettando nel buio e attraverso le porte
guardava negli occhi la donna che amava
e alla quale avrebbe dato la morte.
Non è eutanasia ma è solo destino
quando hai il mestiere di dare la morte
e poi t'innamori della tua preda
prima di assecondarne la sorte.
Questa è la storia d'amore più triste
questa è una storia che non esiste
ma se esistesse sarebbe un dolore
perchè è la morte che vive
e l'amore che muore.
segnalata da Alessandro martedì 22 ottobre 2002
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categoria: Frasi d'amore
ciao amico,
ho attraversato momenti tristi,insopportabili,
sono rimasta immobile a guardare
il mondo che continuava a girare
con il mio cuore in mano.
Adesso mi sono resa conto che nn ero "immobile" ma stavo andando sempre giù...
fino a toccare il fondo.
stamattina mi sono guardata intorno...
mi sono alzata presto x guardare il gg anche in qsto schifo di città
cos'ho guardato...
uno specchio...
sembrava ttt il riflesso della mia anima...
vuota,triste...spenta.
Non sono andata via dla tua vita
come pensi tu.
non sono scomparsa xkè hai fatto qcosa di male...
no,tu nn c'entri niente..
ma sapevo dove dovevo arrivare
e ci sono arrivata
ho fatto luce nel mio passato,
nel mio cuore
nella mia testa.
Ho fatto luce e adesso avrei preferito
restare in qla situazione non chiara..
xkè lì nn mi facevo domande ero solo impassibile verso ttt....
era facile soffrire,buttarsi nel proprio dolore
sapendo che,in quel momento era la vita che mi faceva male
e nn io che facevi male alla mia vita.
adesso è tornato il passato...
come un ciclone...
ma io lo sapevo,
perchè il passato se torna
torna sempre qndo hai deciso di voltare pagina
e
andare avanti.
Io l'avevo deciso...
ma prima era facile...nn dipendeva da me..
nn avevo scelta...
dovevo pure andare avanti e voltare pagina...
e adesso?
adesso cosa faccio?!?
nn lo so'...
sto' SOPRAVVIVENDO
di nuovo,proprio oggi che avevo deciso d vedere il gg,mi ritrovo a vivere con la notte...dubbiosa..incerta...triste!
ti auguro tttla felicità del mondo...
e che il nostra sopravvivere,torni a vivere domani...
fly to live,live to fly!
segnalata da eternity giovedì 16 gennaio 2003
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categoria: Frasi d'amore
Perdere l'amore
Perdere l’amore non vorrei augurarlo a nessuno:
ci si sente vuoti come un anima senza corpo,
è una delle cose più brutte che possa capitare ad un uomo nella vita;
di colpo tutti gli ideali in cui prima si credeva svaniscono,
tutte le cose per cui si viveva quasi
non esistono più,
tutte le cose che mi aveva detto non le capisco più:
”Non faccio altro che pensarti”,
”Sei il mio tesoro”,
”Tesoro!!! Mi fanno tanto piacere le tue parole
ma cosa mi hai fatto che non smetto di sognarti”,
”Sei così dolce e tenero mi fai morire”,
”Non ce la faccio senza di te, non lo sopporto.
Mi manchi da morire”,
”Amore sei la persona con la più nobile anima e cuore che ho mai conosciuto e sei il mio ragazzo!”,
”Dimmi che difetti hai perché non li trovo”,
”Ti voglio !!!!”,
”Nei silenzi dentro la parole che non ti ho mai detto è chiaro quanto t’amo
e non saprei immaginare la mia vita senza te”,
”Sei un sogno, sei il mio sogno diventato realtà”,
”Amore! Oddio che bello sentire la tua voce.
Lo sai quanto ti amo:
se non esisteresti io ti inventerei, o te o nessuno”,
”Senza di te non sono più nulla, grazie di esistere, sei un angelo: il mio angelo ti amo”,
”Amore volevo ringraziarti per apparire nella mia vita e rendermi così felice,
svegliare in me nuove emozioni e darmi la forza
per battere le paure”,
”Ormai sei l’unica cosa che per me è importante”,
”Ti amo da morire mi hai fatto innamorare
come una pazza”,
...non capisco più se erano vere,
ma capisco però adesso perchè alcune persone impazziscono quando perdono l’amore,
l’ho provato sulla mia pelle;
se non fossi stato così “forte” credo sarai andato fuori di testa anche io,
se non fosse stato per i miei amici
che mi son stati vicino, mi hanno consigliato e
mi hanno aiutato non sò se stavolta ce l’avrei fatta, veramente,
perchè quando vivi per una persona e credi in lei
ma di colpo cambia tutto non è facile da accettare
specialmente dopo quello che c’è stato fra noi...
Fino a ieri avevo una ragazza,
da un istante all’altro non lo era più,
son rimasto ancora solo ad affrontare la vita,
se prima avevo una donna al mio fianco
che mi dava tanto affetto e mi faceva stare bene,
adesso non c’è più e pensare in un futuro da amici io non ce la faccio, non credo di farcela,
potrei pensarci solamente sapendo che fra noi un giorno ci potrà essere ancora qualcosa
perchè il futuro è vero che non sai cosa ti riserva
ma sai anche dentro te, dentro al tuo cuore,
se quella persona, allora,
ti interessa veramente ancora
sotto quel punto di vista...
Vasco - tratto da dentro me
segnalata da Vasco domenica 1 febbraio 2004
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categoria: Poesie
LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.
segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004
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categoria: poesie
strade di fuoco
La porta sbatte
L'aria fa volteggiare il tuo vestito
Come un pensiero si libera nell'aria
Mentre un giorno è finito
Il piano suona per i cuori solitari
Eccomi qui per i nostri sogni più cari
Non lasciarmi uscire
Fuori ci sono cose che non voglio capire
Non chiuderti in camera, sai perché son venuto fin quaggiù
Mi guardi e dici che non sei più una bambina, non più
Non esser triste, la notte è senza catene
Non ti senti tanto bella ma per me vai bene
Puoi nasconderti sotto le coperte
E lasciare che il dolore trovi le porte aperte
Strappare fiori, pensando ai tuoi amori
Che hai gettato fuori
Spendere un'intera estate pregando inutilmente
Per una buona azione da parte della gente
Non sono un eroe, questo è chiaro
Tutto ciò che posso offrirti è un po di riparo
Con qualche probabilità di poter arrivare
Che cos'altro possiamo fare?
Se non chiuderci dentro
E lasciare che il vento
Butti all'indietro i tuoi capelli
La notte sembra schiarita
Lungo quella strada infinita
In mezzo a sogni che sono sempre quelli
Abbiamo una possibilità di rendere i nostri sogni reali
Di cambiare queste ruote con delle buone ali
Credi in ciò che non vedi
Il cielo ci aspetta lungo questi marciapiedi
Vieni vicino a me
Arriveremo in un posto che sono sicuro c'è
In queste strade di fuoco
Piccole luci in una terra abbagliata dal sole
Possiamo farcela se il nostro cuore lo vuole
Tieni duro e buttati
Nelle strade di fuoco
Ebbene, ho questa penna che sa come scrivere
Io sono qui, se ti va di correre
Il nostro sogno lo vedremo realizzato
La strada è libera ma il percorso è ostacolato
So che ti senti sola, lo capisco dalle tue parole
Ci sentiremo liberi e le promesse saranno sciolte al sole
Posso leggere il dolore negli occhi di chi stai lasciando
Ma le loro lacrime si fermaranno ai sorrisi
Quando capiranno che il tuo sogno si sta realizzando
C'è chi grida il tuo nome nella notte
Buttando le ginocchia a terra
O pregando su finestre rotte
E tutta la vita che ho tenuto fra i denti
Finalmente la potrò vivere
È una città di perdenti
E ne sto uscendo per vincere.
LucaG - tratto da MyLirics
segnalata da LucaG giovedì 25 gennaio 2007
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categoria: frasi d'amore
Ti vado cercando
tra il bianco spumoso delle onde impetuose
e il limpido chiarore delle increspature del mare:
lontano...all'orizzonte.
Ti vado cercando
nei profumi dei miei ricordi,
nei miei pensieri,
nel vento arrendevole e in quello prepotente,
nel cielo di notte tra le stelle...
Ti cerco...cuore mio.
Ti vado cercando
tra i granelli di sabbia
raccolti dalla mia mano destra,
tra le gocce di pioggia immobili
sulle foglie di uva fragola,
tra i colori accesi di un quadro,
tra le note delle nostre canzoni,
...nel guscio di una conchiglia.
Ti cerco...cuore mio.
Ti vado cercando
tra le nuvole...
quelle chiare del mattino
e le rosate del tramonto,
nel calore del sole,
nel refrigerio del ghiaccio.
Ti vado cercando
all'ombra degli alberi,
nel fruscio delle loro foglie,
nel ritmare del mio respiro,
nelle mie preghiere.
Ti vado cercando
tra i rami del limone,
nel calore di una roccia di montagna,
tra le lancette del mio orologio,
nelle parole di chi ascolto...
nel ricordo di una parola.
Ti cerco...cuore mio.
Ti vado cercando
in una città piovosa,
in frammenti raccolti nei cassetti,
tra le memorie stanche,
nelle reliquie spente,
in una voce amica,
nella notte,
nel tempo.
segnalata da fanny lunedì 10 dicembre 2007
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categoria: Poesie
Le mie solite follìe
Suona la sveglia,
sono le sette,devo alzarmi.
Il mio viso riflesso nello specchio parla chiaro,
le decine di schottini della notte precedente,
utili a svarionare la mente dai soliti pensieri,
me l' hanno appesantita.
Passare la giornata con
l'immagine della realtà distorta
mi aiuta ad affrontare con la giusta faccia
ciò che mi si presenta inaspettatamente.
Giorno dopo giorno sempre così,
ormai è abitudine e di questa morirò,
mi sento meglio quando il mio morale è alto
allora affronto con serietà tutto quello che mi capita.
Lo so,parte di me è anestetizzata,
con l'alcool nelle vene funzionano pochi neuroni
ma per fortuna che non me ne accorgo!!
Staréi male se lo sapessi.
Mi compiaccio con me stesso,
nonostante tutto vivo come tutti
e più di altri ho voglia di realizzare i sogni
di fare nuove esperienze,di viaggiare eroico per il mondo!
E spesso mi vedo da solo,io ,la terra e la mia moto
con una bionda fra le mani,la mia birra,
la mia goccia di alcool che alimenta la follìa .
Oh dolci creature
che nei miei occhi illuminate gli istinti
davanti a voi avete un pazzo dall'animo zingaro
unitevi a me ed ogni giorno diventa fantasìa
che si proietterà verso un futuro,ed il sorriso farà spuntare il sole.
Ah,il sorriso che gran cosa!
Sorridi che il mondo ti sorride!
Regala un po' di felicità agli altri con un sorriso!
Allora sorriderò fino alla morte
e nemmeno difronte a lei mi abbasserò
triste ed impaurito
affinchè capisca che
la mia serenità mi ha ripulito l'anima e la coscienza,
è bastato un semplice sorriso.
Ma il mio è pura follìa,è l'incomprensione
della vita che non vedo
perchè mi alzo la mattina al suonar della sveglia,
mi guardo allo specchio e rivedo le decine di shottini,
..................
!!!!DRIIIIIIN!!!!!
segnalata da Daniele sabato 5 gennaio 2008
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categoria: Poesie
Al mio dolce arcobaleno
Se non dormo e sono ancora sveglio
è perché sono pazzamente innamorato di te...
Amore, ricordi il giorno in cui i nostri
cuori si sono incontrati la prima volta?
In cui i miei occhi chiari guardavano
i tuoi occhi scuri con la forza d'un uomo
e con l'ingenuità di un bambino?
Amore, ricordi il tuo primo sorriso,
il primo giorno di primavera?
io ti amo, ti amo, ti amo!
Me ne rendo conto ogni secondo della mia vita,
me ne rendo conto quando non sei con me,
quando ti penso e ti sogno,
quando faccio le mie follie d'amore...
Con te non ho paura di niente, il mio amore per te
non conosce ostacoli e difficoltà.
Sei la mia febbre, la mia droga, la mia ossessione.
Non capisco più niente da quando mi sono innamorato di te!
No, non è vero, c'è una cosa che capisco e che so bene:
tu su questa terra che sei la ragazza più dolce che io abbia mai conosciuto
e che ti amo da impazzire, sei l'unica acqua che può dissetarmi,
il mio caldo raggio di sole,
il fiore che sboccia nel mio cuore
e la stella che brilla in me…
Grazie di esistere, grazie per avermi fatto capire il significato
della parola più bella del mondo: AMORE!
Senza di te non potrei più vivere, senza di te sarei morto.
Tu sei la mia vita, a volte mi domando se sono proprio
io che ti sto amando te, se non è qualcun’altro.
Mi basta pensare ai tuoi meravigliosi occhi per capire
che sono perdutamente innamorato di te,
che amarti è stato facile ma dimenticarti sarà impossibile…
Dove mi trovo io? Non mi sento su questo mondo...
E in effetti non lo sono, non sono sulla terra,
non sono nemmeno in cielo, non sono da nessuna parte
perché perso nei tuoi sguardi, nei tuoi dolci occhi,
due stelle brillanti più dei diamanti.
Ti adoro, sei il tesoro che tutti i pirati invidiano!
Ma vorrei che fossi solamente mia, non permetterò a nessuno
di portarmi via l'unica cosa che è importante per me al mondo,
il mio amore e il mio affetto per te sono chiusi nella
cassaforte del mio cuore innamorato…
Mi dai così tanta ricchezza, tanta gioia e tanta forza!
Amore mio, grazie per avermi dato tutte queste bellissime sensazioni.
Grazie per avermi fatto innamorare.
Grazie perchè ogni mattina io mi sveglio e so che ci sei…
segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010
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categoria: Poesie
LU UATTO RE LA CASA RE CAMPAGNA
poesia in dialetto cilentano
con traduzione ad sensum
LU UATTO RE LA CASA RE CAMPAGNA
Cittu cittu, chiano chiano,
rint’à la casa re lu vualano
e re tutta la ggente re la campagna,
s’accuglia ‘nu uatto cumm’a
uno re casa, o megghio ancora,
nu’ cristiano ca facìa lu’ guardiano.
E iddo uatto uatto, chianu chianu,
arreta a la cascia re lu’ ggrano assettato
aspettava ca’ int’à ‘nu pertuso,
ascìa ‘nu soricio rignuso
ca’ ra tre jiuoinu nun magnava.
Iddo avia fari rint’à la cascia
chianu chianu ‘nu’ pertuso,
ra parte re ‘ngoppa,
sott’a lu cupierchio,
ca si lu facìa ra sotti,
scennia ra vascio
tutto lu’ grano supierchio.
Ma lu sorice ‘ntilligente e furbo,
ch’era nato ra na mamma zoccula,
nunn’avia privista la presenza astuta
re nu’ uatto maimone ca’ già spìava
le sue latrocinie ‘ntinzioni.
Cu’ la zampa re ‘nnanti
lu sorecio agguanta,
lu puverieddo trema
ma iddo già frema,
è chiara assale la sua ‘ntinzione
ch’adda fare calazzione.
Lu sorecio chiangìa.
ma lu uatto nun se ne futtìa,
picchè si lu’ Patrone trovava la cascia rusecata,
iddo, lu uatto, acchiappao ‘na cauciata,
e picché allora nun ‘ngera su sindacato,
putìa esse pure licenziato.
Tomo tomo, uattu uatto,
arape la vocca all’intrasatta,
e mentre lu puverieddo
le vole fa’ cangià ‘ntinzione,
lu uatto già s’è magnato
ddoje cosse, lu fegato e lu purmone.
E che n’ha fatti re li ‘ntistini?
Se le magna rimani a matini:
chesto lu’ fface in tutta fretta
picchè a chiri tiempi
nun ‘ngera ancora la scatuletta…
Catello Nastro
TRADUZIONE
Facendo il restauro di antiche casse di castagno, il legno caratteristico del Cilento, molto duro e resistente, almeno nell’ottanta per cento dei casi, nel bordo superiore, sotto il coperchio, trovavo un buco quasi circolare di cinque o sei centimetri che portava ai bordi i segni dei denti aguzzi del terribile roditore.
In un precedente argomento abbiamo parlato anche del cane. Oggi sono diventati animali da compagnia e mangiano scatolette di carne confezionate e fabbricate apposta per loro ed in vendita oramai i n tutti i supermercati. Allora erano animali da guardia ed il cibo se lo dovevano guadagnare. Gli avanzi di cucina sfamavano anche loro. Il gatto allora, difendeva la casa dai topi. Non esistevano pesticidi e l’unico rimedio, nelle case di campagna, per combattere i roditori erano i gatti, astuti e furbi che li aggredivano silenziosamente e poi li divoravano. L’altro giorno ho visto un gatto scappare alla vista di un topolino. I tempi sono cambiati. La civiltà dei consumi ha cambiato l’uomo, ma anche alcuni animali…
ne "ad sensum"
Catello Nastro - tratto da POESIE CILENTANE
segnalata da Catello Nastro domenica 27 marzo 2011
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categoria: Poesie
Non Sei
Non Sei
L'aria si è fatta ovattata
mentre la sera
nel suo blu pastello
laconica saluta la mia pelle
timida e chiara
rabbrividita al vento,
e i miei capelli
morbidi e lucenti
ne fanno da cornice
ribelli nelle sue forme
danzanti al suo sfiorarmi
parlandomi dritto al cuore.
Guardo le mie mani
sono prive di fiori e destino, mentre gli astri
della mia fantasia
mi predicono che tu
non sei nell'atmosfera
del mio cuore,
una galassia da obliare!
Non sei nei respiri
che ti dedico,
lacrima pendula
sgorgata dal cuore
frantumata nella dissolvenza
di quella assenza
che firma un addio assiderato!
Non sei
la più dolce malinconia
che mi fa brillare gli occhi
di stille di emozioni
trasudate al calore
del tuo abbraccio,
uno scialle di cashmere
dal tepore d'amore.
Non sei più, non sei più,
per te!
Ormai è già tarda sera
e i raggi della luna
si astengono tra
le incerte nubi ai miei occhi,
confondendosi coi
sogni nascosti e
desideri inespressi soffocati
da raccontare sol al passato.
Non sei più, ora,
e il vuoto riempie
le mie mani che accolgo accorate al cuore
a pregare sole nel disincanto
in cui hai avvolto
la via del fato,
affinché tu
non sia più,
e non sarai più,
per me.
segnalata da Laura Lapietra martedì 29 marzo 2022
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categoria: Poesie
Ti Parlerò D'Amore
Raccoglierò per te
momenti di vita
da sfoggiare insieme,
ballerò con te
sulla scia dei tuoi desideri
e ne farò preziosa casa
per vivere della tua felicità!
Ti parlerò d'amore,
tutte le volte
che ne avrai bisogno,
sarò il tuo magico mantello
per nasconderti
dalle fredde intemperie
che ti assaliranno
per abbatterti,
non avere paura
sarò la tua luce di pace.
Fidati del mio cuore
che forte e senza rinunce
batte per te.
Oh dolce angelo
dalla chiara pelle come latte
e scuri fili di seta
che come capelli
adornano il tuo dolce
roseo viso fanciullesco,
a volte triste e fragile
sotto la bugiarda luna.
Io ti amo d'amore vero
senza misura di tempo!
Oh dolce candido
profumato fiore d'estate,
non appassirai mai
nel giardino delle mie forti
e sicure braccia
perché ogni parola d'amore
che ti dedicherò,
sarà perla d'oro
per un dimante d'anima
come la tua,
a farti danzare
nel valzer della vita,
fino a toccare il paradiso
in ogni profondo respiro
che di me ti parlerà,
e a me ti legherà,
per parlarti d'amore
fino all'uscio della tua vita.
segnalata da Laura Lapietra domenica 13 ottobre 2024
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categoria: Poesie
DEDICATA A LEI
Vedo il tuo nome
scritto sui giornali
E le canzoni
mi parlano di te
Io sono sicuro del
sentimento che
provo per te
Per questo
mi sto
mettendo in gioco
Ma non lo farei
se non
fossi sicuro che
tu fai per me.
tu lo sai.
Quando
sono insieme a
te vorrei
che il tempo
si fermasse.
E sento che
anche tu
provi qualcosa per me.
Si respira nell’aria
e non si chiama
amicizia.
Sono stato
chiaro con te
Ma i tuoi silenzi
confondono la mente
rafforzano l’idea.
Perplessa tu sei
Rispondere non sai
Ora vedo nei tuoi
occhi riflessa
l’ombra dell’amore
Questa è la tua risposta
alla mia domanda
E non dire che
non vuoi farmi soffrire
Queste stronzate
raccontale a un altro
Se hai paura di
perdere un’ amico
non ti devi preoccupare
di amici tu ne hai
E non perdi un amico
ma soltanto
uno come me.
Non giocare con
i tuoi sentimenti
ascolta il tuo cuore
lui conosce la strada
per arrivare da me
Se questa è solo una
mia ossessione.
Voglio sentirlo
dalle tue labbra
dalla tua voce.
Allora me ne andrò
non mi vedrai
mai più.
Ma mi vuoi dire
come
tutto questo
sia stata solo
un’illusione
segnalata da Andrea mercoledì 27 ottobre 2004
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categoria: Frasi d'amore
....figli della luna...
Per chi non fraintenda
narra la leggenda
di quella gitana
che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel
mentre sorrideva
lei la supplicava
«fa che torni da me»
«tu riavrai quell'uomo
pelle scura
con il suo perdono
donna impura
però in cambio voglio
che il tuo primo figlio
venga a stare con me»
chi suo figlio immola
per non stare sola
non è degna di un re
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
Nacque a primavera
un bambino
da quel padre scuro
come il fumo
con la pelle chiara
gli occhi di laguna
come un figlio di luna
«questo è un tradimento
lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio»
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
II gitano folle
di dolore
colto proprio al centro
dell'onore
l'afferrò gridando
la baciò piangendo
poi la lama affondò
corse sopra al monte
col bambino in braccio
e lì lo abbandonò
Luna adesso sei madre
ma chi fece di te
una donna non c'è
dimmi luna d'argento
come lo cullerai
se le braccia non hai
figlio della luna
Se la luna piena
poi diviene
è perché il bambino
dorme bene
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
ma se sta piangendo
lei se lo trastulla
cala e poi si fa culla
segnalata da Aquila Nel Vento venerdì 26 maggio 2006
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categoria: Frasi d'amore
A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni.
segnalata da stellina triste sabato 29 marzo 2008
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