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categoria: Poesie

Cammino Senza Di Te

È già tardi, in questi fili 
di giorni sbiaditi senza sale, 
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra, 
senza ascoltare il cuore che piange, 
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle, 
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi, 
di quanto manchino in queste ore! 
Ormai cammino con il mio riflesso 
tra le tue preferite vie in fiore 
nei giorni d'estate, 
e le strade deserte d'inverno 
sotto la neve che imbiancava. 
La primavera era la tua festa 
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca, 
paziente restavi a osservarla. 
L’autunno, la tua malinconia, 
tingeva di giallo e bronzo 
le foglie rosse del nostro giardino, 
e in ogni ricordo che scrivevi, 
per restituirlo alla sensibilità 
del cuore tra le pieghe dell'anima, 
c'era il timbro del sentimento. 
E in quei tramonti senza un perché, 
le tue cantilene sui tuoi gioielli 
più preziosi che sfoggiavi 
con orgoglio, i nostri splendidi figli, 
appesi al futuro che tesse in segreto 
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere, 
nelle tue lacrime imprigionate, 
una luce di purezza d'animo, 
erano speranza sul tuo volto sincero! 
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro 
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me, 
senza rumori di rassegnazioni. 
Ti sei vestita di perle d'anima 
per addormentarti, ormai matura 
nei tuoi anni di spine e vittorie, 
nelle braccia del sonno eterno, 
verso la valle della libertà eterna. 
E io qui, ancora in questa giungla 
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre, 
soltanto questo amore nel mio petto. 
Amore mio, fedele colomba bianca, 
le tue ali sono le mie lacrime, 
ma il ricordo della tua essenza 
è la coltre che scalda l'anima 
nel fiore d'amore per te, 
che sulla tua tomba 
di freddo marmo adagio piano 
per non farti mancare mai 
il frastuono in tormenta d'amore 
nel sacrificio del silenzio rotto 
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo 
nelle tue mani che un giorno rivedrò. 

Laura Lapietra © 

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025

stelline voti: 32; popolarità: 0; 3 commenti

categoria: poesie

Ti scrivo in sogno,
esteso e sterminato
di sensazioni mai vissute
di un baratro infinito.
Ti scrivo in sogno,
di un affetto mal celato,
di parole proferite
in pensieri taciturni.
Parole solo mie,
pensieri e un pò bugie.
Davanti un mare piatto,
mi osserva un pò corrotto.
Di barche ondulanti,
di coppie amanti,
di occhi lucidi di pianto,
del dolore di un canto.
Di smarrimento arcano
di un silenzioso "ti amo"
detto nella mente,
forse inutilmente;
Una lacrima mi bagna, piove!
Piove
sul volto di noia,
sulla ritrovata gioia,
su una dolce amarezza,
sulla muta mestizia
d'un cuore indebolito,
ma per nulla rassegnato.
Piove sulle urla,
il rimpianto,
sul vanto e
l'orgoglio,
sul foglio
iscritto di rabbia.
Piove ed è nebbia
su false promesse,
su un sogno piegato,
piove su spemi deluse,
piove sui morti pensieri,
sulla rude sventura,
sulla nuda natura
piove su un caldo sorriso,
su un cuore beffato.
E crepitano sentimenti
dove d'allucinato fragore
nel tamburo del cuore
si rompono inclementi
nel buio del temporale.
Ma non fa male...
Qualcuno svaniva lontano
perdendo l'orizzonte, piano...
E ancora un " ti amo",
di parole mai dette...
Troppo ordinario.
E ti parlo sognando,
nel mio immaginario!
E sognando sorridevo,
e sorridendo sognavo...
di cose mai viste,
di audacia che insiste!
E da un concetto...
ad un groviglio
d'orgoglio;
Su un manto
di pianto,
di vanto,
di canto...
No...No...
Un sogno!
Un sogno soltanto...
Amare è lasciar liberi di fare!

segnalata da fanny martedì 4 dicembre 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

L'iconoclasta

Durante il millennio dell’impero,
un tal che abominava il simulacro
degli dei di Bisanzio e il sacro
inganno del riflesso del mistero,

volle passare in amplia rassegna
ogni immagine e icona veneranda
per giugere a ciò che rimanda,
per svelare ciò che il mistero insegna.

La sua avidità si abbattè prima
sul simbolo che la vista osserva
ignorando il contenuto che serva.
Al rogo mandò icona e dottrina.

Non vide più l’esigua evidenza,
ritenne ingannosi pittori e scalpelli
da Fidia a tutti i dorati tasselli
dei mosaici di Giustiniano e la scienza

di Platone e della sua memoria
che tra idee nel Iperuranio erra
(come era duro Platone in terra
mentre ora lì vaga la sua scoria).

Qualcuno defini l’adolescente
immaturo e dura e aspra esperienza
l’avrebbe tolto all’errata sapienza
che divide il simulacro dall’Ente.

Il povero ragazzo pianse notti
e giorni interi, in ricerca continua
del silenzio che a volte s’insinua
tra dipinti, disegni e marmi rotti.

Non ne rimase molto al suo passaggio
fu tutto, si diceva, un grande sbaglio.
Anche poi il verbo divenne bersaglio,
uccise oratori e un monaco saggio.

Vide nelle parole il pallido specchio
di un dio morto, di una luce portata
da un angelo che l’aveva rubata
all’Archetipo uditore, l’Orecchio.

E si tagliò l’orecchio (così forse
l’iconolatra olandese concordava
con il ragazzo), la lingua grondava
di sangue e silenzio quando la morse.
Nulla era più recondito riflesso,
solo il mondo e l’inscrutabile Ente,
tutto era vuoto, tutto era l’Ente,
finché non vide un dì il più complesso

motivo dell’infelicità umana,
non contemplato a Nicea né a Roma:
il proprio riflesso e l’assioma
che lo vede come dimora vana,

il corpo e anche lo spettro nel riflesso,
di quello che è, spirito e sostanza
della luce delle pupille e della costanza
dell’Io, dimora, abitante e nesso.

Volle uccidere se stesso, il suo io,
perché capì di essere il più raro
simbolo e forse anche il più amaro.
Può forse il suo simbolo uccidere Dio?

Non si uccise. Piangendo balbettava
qualche suono, umiliato e maldestro.
Senza parole quindi, divenne maestro
nell’arte che il ragazzo rifiutava.

Vive in opere immense e durature
oggi,sempre, muto e senza mistero.
Dio diede un taciturno e sincero
simbolo, tra tante Sue immagini scure.

Che Dio sia forse il simbolo più alto
di Qualcosa ancora superiore?
Non oso dare all’icona maggiore
peso. Il silenzio Gli darà risalto.

AnonimFederico E. D’Angelo Di Paolao

segnalata da Federico E. D'Angelo Di Paola martedì 3 giugno 2008

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Mírame Con Ojos Nuevos

Mírame Con Ojos Nuevos

Mírame,
mientras te acaricio amorosamente
con el bien que te quiero.
Mírame como
nunca has hecho
con ojos nuevos,
ojos de otro tipo de amor.
Soy para ti,
ese relámpago luminoso
y trueno imponente
que rompe la oscuridad profunda
y te maravilla
en un segundo
para luego desaparecer.
Soy para ti
esa lágrima de rocío
en los pétalos de tu corazón
que enternece tu ser
para luego dejarte seco
una vez disuelta.
Soy para ti,
esas estaciones sin tiempo
en los relojes de arena
que te suspenden feliz
en el cielo sin nubes,
cuando camino descalza
tejiendo raíces
en el camino de mi vida.
Soy para ti,
esa hoguera
que te quema los sentidos
cuando piensas en mí
pero no te calienta siempre
las extremidades.
Soy para ti,
esa estrella más hermosa
brillante entre muchas
que te roba la mirada
pero no siempre te miro.
Soy para ti,
esa lluvia incesante
de emociones puras
que recorre tu cuerpo
mientras lava tu alma
dándote veranos,
cuando mi objetivo
es alcanzar otro
lugar inexplorado.
Soy para ti,
esa marea alta
olas impetuosas
llenas de pasión
que invaden tu deseo
de tenerme,
pero no coincide con el mío.
Soy para ti,
tu desafío con el destino
para ganarme como premio
hecho de oro y cristal,
pero no estoy en juego.
Soy para ti, ese rosal
olor a voluptuosidad
teñido de púrpura
en terciopelo como
las sábanas que quisieras
deshacer conmigo,
mientras yo solo quiero
doblarlas.
Soy para ti,
esa espada de justicia
que te fortalece en tus luchas
con la vida,
pero sólo trae mi derrota.
Soy para ti, tu dulce
Ángel de salvación
cuando te susurro
dulzura al oído, pero no abro
mis alas por amor a ti...
Y aún soy,
soy muchas otras
cosas para ti, pero no para mí.
Te ruego ahora mírame,
mírame con otros ojos
con ojos nuevos
abiertos al rostro de la verdad,
la realidad que todavía revela
que en la vida habrá aún
quien con su miel
te ungirá
los labios y el corazón,
quien con su amor
será bálsamo
para tu ansia de amor!
Quien todavía llegará
para estar a tu lado,
y no sólo en los sueños!
Quien en sus espléndidas
apariencias
será tu paraíso terrenal...
Lo que no soy
y nunca seré, yo.

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra martedì 8 ottobre 2024


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