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categoria: Frasi d'amore
Il canto del mare
Teresa è chiusa nella stanza
coi suoi non riesce più a parlare
la radio accesa e fogli di parole.
E Fabio fa tutti i concorsi
e scrive a casa che è dottore
ma poi ripara gomme per campare
E il canto del mare
quaggiù non può arrivare
La sera si muore
Non ci si può incontrare
Teresa non è andata a scuola
e Fabio vuole far l'amore
il cuore già gli batte sulle scale
.. e lei si tiene su le calze
che i suoi potrebbero rientrare
'Ti giuro amore non ti farò male'.
Ma il canto del mare
non passa le barriere
'Mio padre mi uccide, non farti più vedere'.
Ma Fabio adesso fa sul serio
ha già le chiavi del padrone
con quanta rabbia accende quel motore
'Teresa dai scappiamo amore,
corriamo forte fino al mare..'
'Vai piano che ci andiamo ad ammazzare'
E il canto del mare
lo sentono arrivare
E il canto del mare
gli passa sopra al cuore.
Michele Zarrillo - tratto da Il canto del mare
segnalata da Sara martedì 17 ottobre 2006
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categoria: aforismi
Non ci sono occhi più belli
di quelli che guardano un sogno
quando un sogno si è rotto.
Dopo averne
mille volte
ridisegnato i confini
tenendo insieme i pezzi
più deboli ad ogni sospiro.
Non c'è cosa più triste,
di un sorriso
quando tutte le lacrime sono finite
e non si sa più come rispondere al dolore
quando sono finite anche le parole
e il silenzio è quello dell'ultima scena.
Non c'è attimo più breve
di quello subito prima che cominci la fine.
Quando il cielo non è ancora
un telo nero bucherellato,
quando si arrotola l'azzurro
si spegne il sole
si impacchettano le voci
si ritirano i colori.
Non c'è finale più dolce
di quella mite risoluzione,
di mani che raccolgono piano
i cocci di un cuore in frantumi.
segnalata da fanny venerdì 6 aprile 2007
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categoria: Poesie
Giorni neri
In questo gioco della vita
Come sabbia tra le dita
Abbiamo paura che ciò a cui più teniamo
Con un colpo di vento ci scivoli via dalla mano
Pensiamo sempre ad un lontano futuro
E finiamo per non vivere il presente in modo maturo
A volte la paura non ci fa vivere a pieno il presente
Riempiendoci con falsi e oscuri pensieri la mente
Barriere del mio cuore abbassate il vostro sguardo
Che il mio cuore sta per raggiungere un traguardo
Lasciatemi in pace oscuri pensieri e mille paure
Quasi non sento più l’effetto delle vostre torture
Voglio vivere a pieno il presente
Aprendo il mio cuore e la mia mente
Aprire il cuore a chi mi ama
perché del gioco della vita questa è la mia trama
Se guardo gli occhi tuoi
Nei quali poi si specchiano i miei
Puoi dirmi quel che vuoi
Sei magica così come sei
Se chiudo gli occhi a te penso
E tutto ha più senso
Mi specchio nei tuoi occhi di brace
E nel mio corpo scende la pace
Ripenso alle carezze delle tue lisce mani
Che dei cieli mi fanno salire tutti i piani
E le tue labbra morbide e sottili
Quando mi sfiorano di tutti i pensieri perdo i fili.
segnalata da Gianluca domenica 22 aprile 2007
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categoria: poesie
Due vite separate,
due mondi diversi che si son scontrati in un giorno qualunque,
senza accorgerci che questa amicizia sarebbe durata, amico mio.
È notte fonda e chissà perché ti scrivo, chissà perché ti penso…
Forse perché questa sera mi è sembrato quasi di toccare la tua anima nonostante la lontananza..
Forse perché sentivo sussurrare le tue parole piano al mio cuore!
Eppure sono qui Pietro, che scrivo di te….della nostra amicizia capitata così improvvisamente
Su un semplice monitor e su di una fredda tastiera.
Non posso vederti, ma so che ci sei x ascoltarmi,
non posso toccarti ma mi sento più serena sapendo che fai parte di questa Terra.
……….Se alzi gli occhi e vedi la stessa luna, forse non siamo poi così distanti!!!!......
Oh piccolo mio, non mi importa la gente cosa possa pensare…io sono felice di aver conosciuto
Una persona come te in una chat così folle….è strano portare avanti un’amicizia su di un filo…
Che forse si potrà spezzare a momenti o forse non si spezzerà MAI!
Anche se ti sembrerò pazza,
mi piace renderti felice…sentirti sorridere….
E mai avrei creduto di scrivere queste parole ad una persona mai vista prima d’ora….
Ma è come se ti sentissi sempre accanto,tutto il tempo…..
Dovunque andrai ragazzo, io sarò con te…
Qualsiasi cosa farai ti penserò….
Buona notte angelo d’oro. Spero che polvere di stelle cadrà sul tuo volto sognante
X farti vivere la realtà più impossibile che ci sia!
Spero che il vento ti porterà il mio bacio….che forse domani mattina ti sveglierà….
Grazie x esser entrato nei miei pensieri,
grazie per le tue parole, x la tua bontà….e x la tua voglia di vivere.
Grazie Pietro x aver ascoltato il mio cuore….ricorda che persone come te, oggi son ben poke…
E quando le trovo sul mio stesso cammino cerco di non farle andare via….
Sei speciale…non c’è bisogno che tutto il mondo te lo ricordi…
Bastano solo tre parole x sapere che sorriderai anche stavolta: Ti Voglio Bene!
segnalata da hilary giovedì 5 luglio 2007
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categoria: Poesie
parole non dette
Non posso parlare, sospiro piano e rido
però dentro le lacrime spingono per uscire.
Lo sapevo ormai, capivo che sarebbe accaduto,
quelle parole non dette mi avevano suggerito tutto,
davvero, si capisce di più dalle parole non dette
che da un discorso serio.
E ora sta zitto, non parlare, so che quello che
mi dirai mi farà male,
per cui le parole non dette sono quelle
più sincere e non fanno soffire
e tu quelle parole non le conosci...
parli e io annuisco... così, con mille parole non dette
in bocca e tu li che parli...
e ora ti vedo qui che parli con me, non dirmelo,
le parole non dette non fanno male... non farmi soffrire adesso.
Le parole non dette forse si capiscono da uno sguardo e il tuo
è gelido, mi passa attraverso e mi lascia piangere.
Tu non capirai quanto soffrirò perchè le mie
sono parole non dette, e tu non le puoi capire.
No, non parlare, non dirlo... troppo tardi,
lo stai per dire...
-è tutto finito- le parole non dette...
non fanno soffrire, fanno sperare, e tu parli,
ma non ti ascolto più.
segnalata da vero love dreams mercoledì 18 giugno 2008
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categoria: poesie
poesie gioventù e fonte di scienza
Poesia
Gioventù
Sbocci e germogli come un fiore
Che vuole al più presto sviluppare
Le sue radici con cura e con amore.
Pian piano ti sollevi
Come il sole all’alba
E ti oscuri
Come il crepuscolo al tramonto.
Fa che il tuo giusto giudizio
Ti illumini il sentiero
Per avere comprensione
Su coloro che ti mostrano
Un affetto vero e sincero
Poesia
Fonte di scienza
La fonte di scienza
Appare su uomini illustri
Con esperienza e con sapienza.
Uomini che hanno studiato
Per distruggere o per amare.
Ogni calcolo è ripetuto
Ogni sbaglio può essere compiuto.
Sono solo menti umane
Che pretendono l’innovazione
Grande quanto il mare.
Solo Dio nei secoli può modificare
Quello che le loro menti
Hanno solo saputo disordinare.
Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici
segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008
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categoria: poesie
poesie lavoro e tasti di successo
Poesia
Tasti di successo
3 note iniziavano ad esaltare
3 dita ballettavano come il tam tam
Senza rinunciare come un generale.
Altre note si aggiunsero alla composizione
Formulando in melodia la sua canzone.
Approdava da una vera giustificazione
Se il vero senso appariva come un’illusione.
Quel’illustrazione di un volto universale
Che in note e musica riusciva a generare e interpretare.
Un pubblico gremito e stupito
Ascoltava i passi del piano da egli esibito.
Fu un successo esilarante
Inciso su un disco per un artista dilettante
Che in note e precisione
È riuscito ad arivare in una bella conclusione.
Poesia
Lavoro
Quanti fili da torcere ci dai
una volta riuscivi a stressare
Adesso nessuno ti può più trovare.
Non si può rubare per vivere
Non basta lottare per sopravvivere
Oggigiorno la vita pesa come una montagna
E i soldi servono quanto abbastanza
Almeno per sostenere un reddito familiare
Che dia forza fisica e morale.
Marco poeta siracusano - tratto da dai suoi brani poetici
segnalata da Marco sabato 27 dicembre 2008
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categoria: Poesie
semplici verità
Panni al primo sole
Fustini da pubblicizzare
Solita domanda: “quale sarà meglio comprare?”
E giochiamo a fare i finti
Per un giorno non davanti ai banchi
Solita scusa: “siamo stanchi?”
Strada di strade
Per chi lo sa o ci crede
Eccola affacciata,
Di sguardo, di faccia
Non che un decennio alle spalle
Li a mordersi le dita, poi le mani
Senza tanto pensare che farò domani
che strani
Noi tutti presi, infangati, inzuppati
A rotoloni tra carri, cigli e fossi
Gli alleati sassi
Prigionieri di se stessi
Uomini soli, traditi
Più esplicitamente cornuti
Arbitri venduti
In qualche azione fantasma
Nascondiglio il ripostiglio
Di racchette,
Segreti stupro, gravidanza e travaglio
Ecco il parto clandestino
Nido il catino, dei soliti panni
Canestro
Di mele ed inganni
Streghe, specchi e gl’anni
Che passavano, che volavano piano
Che correvano
Correvo anch’io.
segnalata da gerardo rizzi lunedì 19 luglio 2010
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categoria: barzellette » scherzi
Battute fichi d'india
Bruno:Salve,sono Benedetta Parodi,e questa è la mia cucina(Max:nn è la tua cucina,nn è la tua cucina,è quella dello studio,è quella dello studio)
Bruno:Ma basta!
Bruno(disperato):Salve,sono Benedetta Parodi(Max:l'hai già detto,l'hai già detto,l'hai già detto)
Bruno:Oggi prepareremo una ricetta che si chiama "Involtini alla mimosa"
Max:oggi è la festa della donna?oggi è la festa della donna?
Bruno(gridando):La festa della donna è l'8 marzo!
Max(insistendo):Non è vero è oggi la festa della donna...hai detto mimosa,hai detto mimosa!
Bruno(disperato come sempre):salve,sono benedetta parodi...e questa è la mia cucina.Allora gli ingredie...gli ingredie(dice così perchè non riesce a prendere gli ingredienti perchè max è salito sulla cucina).Ma togliti no?!?!?(Max fa cadere molti ingredienti,tra cui le famose uova)
Max:metti le uova,le uova,le uova le uova.
Bruno(gridando):Ma le ho già messe le uova!!!!!!
Salve sono benedetta parodi...e questa è la mia cucina.Come stavo dicendo...mettiamo tutto nella tegola e poi mischiare così("mischia" come un pazzo e come al solito c'è max che fa il primo piano...in modo sbagliato)
(Max mette la telecamera nell'orecchio di bruno)
Bruno(Parlando con la telecamera,come se fosse un telefono):sì,pronto.Ah!Sì carissima dimmi tutto!
(Max sposta la telecamera,nella tegola...facendo cadere tutto l'impasto!)
Bruno(arrabbiato + che mai e nello stesso tempo esaurito):Salve,sono cristina,no benedetta parodi,e questa è la mia cucina.Adesso dopo aver "impastato" bene,mettiamo tutto nel forno.
(E come al solito max impedisce l'azione).Dopo che l'impresa di mettere l'impasto nel forno,Bruno,apre il forno,estraendone l'impasto,ma come al solito,Max lo impedisce!Poi,anche dopo aver compiuto quest'altra impresa,è il momento dell'assaggio...ma nn va tanto bene,leggete:
Bruno: cotto e...(max leva la mano sull'impasto)
Cotto e...(max continua a farlo)Cotto e...(ancora...)cotto e....(max è proprio insistente e allora,Bruno prende la teiera....ma....):
Bruno(urlando come un pazzo):SCOTTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!(e benedetta parodi,sviene).
Max:Io avrei messo 2 UOVA!
Fine,cotto,mangiato e poi svenimento
Dolce_Comica - tratto da Cotto e colorado-Colorado2010
segnalata da Dolce_Comica giovedì 14 ottobre 2010
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categoria: Aforismi » stati d`animo
VOGLIA DI PULITO
La notte scende inesorabile su di me
Il mio cuore sembra esplodere in mille frammenti di odio
Tutto il mio essere e' un sussulto di fremiti di sconforto
Vorrei dimenticare e non posso
Vorrei riempire la mia anima d'oblio
Vorrei distruggere i pensieri di odio e vendetta
Vorrei ritrovare quella calma da tempo persa
Momenti di luce e dolcezza
Momenti d'amore e spensieratezza
Momenti di parole e di serene risate
Momenti di gioia e di parole sussurrate
Di fantasiose corse sulla sabbia
Momenti di giochi d'amore.
Ma il demone della notte porta solo incubi
Possibilita' alcuna non esiste di chiudere a scatto la mia mente
Bloccare il mio cuore e tornare ad essere la persona di sempre.
Fredde lacrime invadono in miei occhi
Ma non riesco a vedere i colori dell'arcobaleno
La dove il cielo si immerge nel profondo della piana.
Tutto e' diventato opaco, e la mia anima chiede pieta'
La mia anima chiede riposo
La mia anima ha una gran voglia di piangere!
Maurizio V.H.M - tratto da Riflessioni di una sera infauta
segnalata da marines lunedì 10 gennaio 2011
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categoria: Poesie
UNA VECCHIETTA CHE SI CHIAMAVA ITALIA
UNA VECCHIETTA CHE
SI CHIAMAVA ITALIA
Quando nacqui, settanta anni fa,
al piano terra, nel vicolo Mantello,
della città delle terme stabiane
e dei maestosi, prolifici Cantieri,
mi si fece incontro, lentamente,
all’inizio della vita in questa terra,
una vecchietta di ottant’anni,
lacera, rugosa, col volto martoriato,
coi segni inconfondibili
della truce, iniqua e disumana guerra.
“ Sei capitato in un momento inopportuno,
tra gente armata fino ai denti,
che, come una squallida partita a carte,
devono decidere i vincitori ed i perdenti.
Ci saranno vedove, orfani, mutilati,
morti dissepolti dalla scoppio di granate,
donne vestite a lutto col volto triste e spento
rese sole da un odio antico in un momento.
Ti volevo portare almeno un tozzo di pane,
ma le mie ricerche sono risultate vane.
Un grande dono ti ho portato in quantità:
una sacchetto pieno di amore e d’Italiana Dignità.”
Catello Nastro
segnalata da Catello Nastro domenica 20 febbraio 2011
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categoria: poesie
ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA
ZOMPA LA MAMMA ZOMPA LA FIGGHIA
Quanno torna a la casa re campagna,
lu’ zappatore pe’ primma cosa magna,
po’ se scola ‘nu peretto re vino,
e se ne vace a dorme cu la faccia supina,
pirichè ronfa ca’ pare nu mulino.
La mugghiera, ‘nzimmo a lu suppigno,
‘ngoppà ‘na pagliara re fieno pe’ lu ciuccio,
se cunzola cu’ lu vualano re lu fattore,
ca’ ogne sera s’annasconne per affà l’inciuccio.
E ‘ncuntrannese accussì ogni notte,
ha fatto tante re li ccorna a lu marito suovo,
ca’ si le mettessemo tutte ‘nzieme
putesseme enche pure ‘na votte.
A lu chiano re sotta, la zuriedda,
ca pigliao ra’ la mamma ca era bedda,
quanno la mamma saglìa ‘ngoppa,
e lu ffacìa sempe alla stess’ora,
facià trasi int’à lu pagliari,
Giuvannino lu figghio re lu pastori.
Capita sempi in ogne famigghia,
ca’ quanno zompa la mamma,
zompa pure la figghia.
Catello Nastro
TRADUZIONE
Quando torna a casa il contadino, al tramonto, si siede a tavola, mangia, si scola un fiasco di vino e poi se ne va a dormire supino per non disturbare col suo russare. La moglie, appena questi dorme, se ne scappa nel sottotetto per andare a fare all’amore con guardiano del fattore che l’aspetta a braccia aperte. Ogni sera si ripete la solita storia e se volessimo contare tutte le corna che la donna ha fatto al marito, potremmo addirittura riempire una botte.. Al piano di sotto, la figlia giovinetta, che era bella come la madre, si appartava col figlio del pastore nel pagliaio e lì facevano all’amore. Un vecchio proverbio cilentano dice che in una casa quando si concede la mamma, si concede pure la figlia…
segnalata da Catello Nastro venerdì 8 aprile 2011
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categoria: Aforismi » vita
La problematica di bene e male va affrontata sul piano
logico : E' sempre il bene che a volte assume aspetti
diversi da poter essere scambiato per male.
E le occasioni per dimostrarlo sono infinite, tre le quali
le seguenti :
- la sofferenza è male? No: essa ti è di accorgimento di quanto stai bene senza ;
- la politica è bene? No: con essa ti viene ricorrentemente ricordato quanto non pensa ai tuoi bisogni;
- la religione è male? No : essa ti porta ad analizzare
quante volte hai fatto bene e a non fare del male ;
- l'omosessualità è un male? No : essa serve per farti comprendere quanto sia un bene che tu stia su di un'altra sponda ;
- Il pagare i balzelli imposti è male? No : il farlo ti porta a comprendere quanto bene fai a quello a cui li dai ;
- L'essere infedele?' un bene? No : ti renderai conto di
quanto male ti farà quando il tuo partner ti cornificherà ;
- E il lamentarsi del lavoro? è un bene ? No : perché ti accorgi a tue spese quanto male faccia il non averlo ;
- Perdere la verginità per una donna, è male? No : solo così avrà modo di rendersi conto del bene che le fa un pene!
- Chiedere ad una donna di dartela, è male? No : per te
sarà un bene scoprire che la vergogna è metà per uno : tu per chiederla? e lei per dirti di no!
- E abbandonare un'amicizia, è un bene? No: ti renderai conto di quanto male ti faccia quando non saprai più
su chi piagnucolare le tue stronzate!
Ecco, questo è bene-male in chiave pratica:
se ne volete sapere di più chiedetemelo.
segnalata da DINO. DI GIROLAMO giovedì 21 luglio 2011
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categoria: Aforismi
nel bosco al tramonto
magico il bosco
pallido il tramonto
mentre il caldo avvolge tutto
il verde tutto intorno ha il sapore
di erbe
aromatiche
e fiori,
lo scoiattolo lesto e furbo
sale e scende dagli alberi
mentre una miriade di insetti volanti
volteggiano come
impazziti,
i cinghiali scendono a valle
scavano buche sulla terra,
la lince degli appennini
osserva e silenziosa si allontana,
gli occhi del lupo
guardano il lontano orizzonte
profondo e tacito il tramonto,
lo spirito dell'essere
vibra nella sua anima
mentre il magico silenzio
abbraccia il momento
che piano se ne va..
facendo il sentiero
alle prime ombre della sera.
segnalata da daniela cesta giovedì 20 giugno 2013
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categoria: Aforismi » stati d`animo » tristezza
Cipressi sul mare!
Quanti pensieri affollano la mente
nei momenti di solitudine,
pensieri che si addensano
e fan fatica a mettersi in fila.
Ma poi pian piano mentre guardo il mare
una figura appare all'orizzonte
sei tu..tu che vivi nei miei pensieri,
tu ..che fai parte di me.
Io sarò quì sull'orizzonte del mare
e ti aspetterò contando
le stagioni di nostalgia.
Sulla spiaggia..
sto ascoltando la canzone di Maria
la nostra canzone,la canzone mia
quelle note che vorticano nell'aria
attorno a me come melodia..
che mi porta il suono della voce tua.
Mentre ti cerco all'orizzonte,
una nebbia fitta nasconde i miei pensieri.
Tu sei lì ..sdraiata sulla spiaggia; immobile
dormi avvolta nel sonno e nella tua solitudine.
In qualsiasi momento della mia vita,mai
dimenticherò le ore felici vissute insieme.
Mi voltai verso le montagne
posai un fiore sulla tua tomba spoglia e..
allontanandomi mi confusi con il buio della notte
che oscura tutti i pensieri felici
e..illumina la mia malinconia
segnalata da Roberto Ciminera domenica 10 novembre 2013
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categoria: Poesie
RICORDI DI UN ALTRA VITA
quando ballavo il valzer, con il mio abito di tulle
ero splendida con i fiori di raso, tra i capelli,
giovanissima ed estremamente vivace,
insofferente a qualsiasi disciplina, non ammissibile
per quei tempi lontani, dove la donna doveva tacere e ubbidire,
l'unico suo scopo era trovare un ottimo marito e sfornare, figli..
il valzer io amavo, aveva il potere di inebriarmi ed eccitarmi
gli sguardi degli uomini, erano tutti per me, mentre venivo controllata
da madre e zii, le altre ragazze morivano di invidia,
ma i miei occhi erano frecce luccicanti, che colpivano i cuori
quando lo vidi era bellissimo, nella sua divisa militare ottocentesca,
sorrise a me, dall'altra parte della sala e piano camminò
suonava il mio valzer preferito, quando lui mi chiese di danzare
mentre i miei occhi grandi, lanciavano dardi fiammeggianti, gli diedi la mia mano
e iniziammo a volteggiare leggeri e sicuri
eleganti, eloquenti con un lieve sorriso,
le note trasportavano i nostri cuori
alzava me in aria, con il frusciare del mio abito rosa
l'eccitazione faceva brillare le mie pupille
e la mia pelle accaldata, profumavadi tuberosa
eravamo splendidi! Sotto gli sguardi di tutti
chi eravamo? dove eravamo?
ascoltavo il sussurro dalle sue labbra,
parole armoniose che toccavano la mia anima
nelle giravolte perfette, di due corpi giovani e innocenti
in un universo che sembrava fatto per noi,
tempi che non torneranno piu,
le ere passano in fretta, rimane il rimpianto malinconico
di attimi fuggenti, straordinari, e sconvolgenti.
segnalata da DANIELA CESTA martedì 10 ottobre 2017
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categoria: Poesie
Pensieri Erranti
Vi è quel pelago
di pensieri erranti
tra i fili danzanti d'erba
coi suoi petali svelleri,
nel soffio del vento
nel polline fecondo
di lacrime di catarsi,
e con essi si innalzano
mute voci del mio io
vagante politeista
braccando congrue braccia,
per raccontare sottovoce
fiabe di realtà nascoste
e nimuti sogni
che come evanescenti astri svaniscono pian piano,
piccoli atolli lontani
ove io come piccola indigena
dispersa nel tempo
non regno in ilarità
ma disperdo i miei anni
nei gomitoli delle esperienze,
nel fiato lacunoso
di quelle congetture
che sanno arrestare
la bellezza più pura
del volto del mio cuore,
una cinerea fine
colorata di disincanto.
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra sabato 9 settembre 2023
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categoria: Poesie
Intensità D'Amore
Ti amo, ti amo come la semplice
magnificenza del fiore
quando sboccia al sorriso della vita,
quando abiti nei miei pensieri
desertici e rigenerati
in gaudio d'eden da meraviglia,
in quelle emozioni che ingoiano
e dimenticano grigi singhiozzi
nella profonda pozzanghera
senza cielo che penetri sentimenti.
Se solo chiudo gli occhi dimentico
di respirare per l'intensità d'amore
che come uragano mi travolge.
Amore mio, ti amo, ti amo così tanto,
gli anni delle mie vuote e spoglie mani
non hanno di cosa offrirti,
se non me stesso per la vita, e oltre!
L' amore è nella tua lacrima
che riga il viso e asciughi piano,
amore mio, stringi la mia mano
e abbandonati al candore del sogno
che ci avvolge nell'apice del destino,
per essere intreccio di rizoma
nelle profondità delle percezioni
che ci legano l'uno all'altra
sottraendoci dalle parentesi
della cruda e malvagia fine.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra martedì 19 novembre 2024
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categoria: Poesie
AUTUNNO
Nel crepuscolo autunnale che s'infiamma,
il cielo è un palco d'addio, mesto e grande,
non rosso estivo né d'oro fiamma.
Aranci bruciati, ruggine che espande,
si fondono con viola cupo e muto,
mentre la luce s'arrende e si nasconde.
Le nubi, strisce scure, un saluto
trattengono l'ultimo bagliore vano,
prima che il giorno sia del tutto caduto.
Ogni sfumatura, un ciclo che si scioglie piano,
di foglie che si staccano e vanno via,
di giorni che si accorciano, mano a mano.
Una nostalgia profonda, melodia
d'un tempo che fu e d'un futuro prossimo,
l'inverno freddo che già s'avvicina.
L'aria si fa pungente, un umido richiamo
di foglie a terra, di terra che respira,
un sentore antico che l'anima infiamma.
Il vento non è gioco, ma un sospiro
freddo, che accarezza gli alberi spogli,
quasi a consolarli del loro martirio.
I contorni netti, contro i bagliori molli,
d'un mondo che al riposo si prepara,
bellezza che il cuore stringe e scioglie.
Non solo vista, ma un'emozione chiara,
un tramonto struggente che risuona,
con la malinconia intrinseca e rara.
Ricorda la vita che a cicli si rinnova,
e la splendida, ineluttabile caducità,
che ogni fine in sé un inizio trova.
segnalata da daniela cesta venerdì 30 maggio 2025
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categoria: Poesie
L'ultimo Sussurro Dell 'Estate
Sotto cieli di bronzo
l’estate si piega,
la stella, già stanca,
si vela nel passo.
Tra rami protesi
l’usignolo si quieta,
e l’aura non porta
più canto né grazia.
La rosa scolora,
chinando la fronte;
nel chiostro silente
si posa la sera.
Un lume tremante
sul sasso consunto
narra ricordi
di fervida attesa.
La calura svanisce,
danzando leggera;
tra fronde dorate
si spegne il mattino.
O dolce stagione,
speranza che fuggi,
in veli di nebbia
ti allontani piano.
Resta soltanto
l’eco d’un sogno fiorito:
l’anima attende
l’inverno smarrito,
mentre il cuore custodisce
l’estate svanita.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra lunedì 15 settembre 2025
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