Tu sei qui: Frasi.net » frasi » cerca » con pelle
archivio frasi | autori | classifiche | commenti | cerca | scrivi frasi
Sono presenti 763 frasi. Pagina 39 di 39: dalla 761a posizione alla 763a.
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Rimembranze Scolpite
Rimembranze Scolpite
Sul papiro delle stagioni,
falsamente sbiadito ormai
è il colore del rimpianto
in frammenti di quei papaveri sparsi
di lacca di robbia, dispersi,
come le tue morbide labbra d'amore
accese di brio sulla proda malachite,
quando parlavi silenzi
nel sorriso ingenuo che ti distingueva
immensa nel diluvio della natura,
come gemma di bimba selvatica,
accarezzata dolcemente
dallo sguardo indaco del cielo
nel fato fecondo alla nostra passione.
Giuro, col nero della rabbia
sul bianco dei fantasmi dubbi,
che la penna della circospezione
dal bugiardo colore nell'anima
ne traccia una fine nell'ultima lacrima,
che per te severo verserò!
Ripenserò, incredulo a questa nota,
dimentico dei tristi nugoli
che tingono i miei occhi soffocati
dalla tua trasparente assenza,
nella lente del sottobosco
del mio canceroso presente,
a cucirmi sulla pelle valanghe
nelle piaghe di convinzioni
originate su misura,
per coartare la gente a credere
che dal subisso di interrogativi
senza posa che rifiati
la pallida mia serenità,
sian ormai pugni di mosche
nel sibilo della rassegnazione,
che come spinato filo avvolge il fiato
che come bandoneon intono,
aerofono ad ancia libera,
imperniato sul rudimentale fondale
del mio crudo amore per te,
senza più ali che lasciano vivere
percezioni d'emozioni nel cuore
a scolpirmi il vuoto che resta,
dopo averti mandata via per inganno
nella malinconia
del tempo che mi resta.
segnalata da Laura Lapietra venerdì 29 novembre 2024
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Cammino Senza Di Te
È già tardi, in questi fili
di giorni sbiaditi senza sale,
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra,
senza ascoltare il cuore che piange,
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle,
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi,
di quanto manchino in queste ore!
Ormai cammino con il mio riflesso
tra le tue preferite vie in fiore
nei giorni d'estate,
e le strade deserte d'inverno
sotto la neve che imbiancava.
La primavera era la tua festa
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca,
paziente restavi a osservarla.
L’autunno, la tua malinconia,
tingeva di giallo e bronzo
le foglie rosse del nostro giardino,
e in ogni ricordo che scrivevi,
per restituirlo alla sensibilità
del cuore tra le pieghe dell'anima,
c'era il timbro del sentimento.
E in quei tramonti senza un perché,
le tue cantilene sui tuoi gioielli
più preziosi che sfoggiavi
con orgoglio, i nostri splendidi figli,
appesi al futuro che tesse in segreto
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere,
nelle tue lacrime imprigionate,
una luce di purezza d'animo,
erano speranza sul tuo volto sincero!
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me,
senza rumori di rassegnazioni.
Ti sei vestita di perle d'anima
per addormentarti, ormai matura
nei tuoi anni di spine e vittorie,
nelle braccia del sonno eterno,
verso la valle della libertà eterna.
E io qui, ancora in questa giungla
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre,
soltanto questo amore nel mio petto.
Amore mio, fedele colomba bianca,
le tue ali sono le mie lacrime,
ma il ricordo della tua essenza
è la coltre che scalda l'anima
nel fiore d'amore per te,
che sulla tua tomba
di freddo marmo adagio piano
per non farti mancare mai
il frastuono in tormenta d'amore
nel sacrificio del silenzio rotto
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo
nelle tue mani che un giorno rivedrò.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Autunno Meteoropatico
Nel folto grigiore urbano
a sprazzi splendente,
l'astro ameno del giorno
si cela sfumato e corbellante
sui quei volti indifferenti
dei loro convulsi corpi
spediti verso le proprie mete,
mentre placida l'autunno intraprende le sue piroette
sul libeccio che aspira sfociare
in una intensa pioggia
di melanconia da scordare!
Cromie sfumate
si allontanano avvolte
nel silenzio dietro ogni angolo,
mentre foglie brune e gialle
sussurrano il loro stormire
sotto alle mie suola,
le vie come vesti di cenere
si tingono d'ombre
ed errate congetture
che come un veleno
il cuore inerte rende immobile!
Dal parabrezza ahimè
ignava or cerco
il riflesso rarefatto dell'etere,
la metamorfosi che la Terra
dona in tale momento,
ma l'umido asfalto
nel suo abbraccio inerte,
privano i miei occhi
da quel bagliore incantato!
È un'assenza costante,
un'obliterazione implacabile
che mi spacca il cuore,
respiro saviamente riposta
solo nella tua casa, nella tua vita!
Amor che or mi sei lontano...
E così, rimango prigioniera
del tempo irremovibile,
senza poter annusare
il profumo del risveglio
delle dolci caldarroste
dopo l'amplesso dei sensi
dalle più sensuali movenze.
Le strade or si ergono
come celle asfittiche,
in cui l'autunno canta
folate stonate dal crepitio
della malinconica pioggia
da cancellare sulla mia pelle!
Ma le mie pietrificate membra non avvertono la lirica,
mancano i sensi per catturarne l'essenza vibrante...
Eppure là fuori,
la sconfinata bellezza
delle bronzee foglie
che danzano
e danzano in cerchio,
come candide gocce di rugiada,
e l'arcobaleno
dalle tenue tonalità,
rendono magnifico
il mio sguardo di vita o di morte,
in un'arpa che la natura accorda!
Mi sfugge la speranza d'averti,
che come fronde caduche
or siamo amanti scostanti
nel fruscio che si leva
come cantilena
nelle piaghe che risvegliano
il presente nel traffico
dagli assordanti clacson,
ma tra le mura dell'urbanità
che mi imprigiona e avvita,
resto legata a un panorama monotono e opaco,
annusando fragranze
che la mia città frutta,
come un animale assetato
di antichi olezzi che non trovo!
Forse un giorno astratto fuggirò
da questo scuro labirinto,
dalle urla della metropoli
che opprime e confonde,
per vivere l'autunno
con lo sguardo estinto
dalla meteoropatia
sulle spalle di una natura
che implora respiro profondo!
Fuggirò per raggiungerti.
E fino a quel giorno,
mi dedicherò a ricordare
immersa nella caverna dell'urbanità infame
che esiste un mondo
di intervalli e cadenze,
non solo ricamati di nostalgie
e reminiscenze in amarezze,
ma anche di intagli
di sbuffi d'aliti di vita
da cogliere per vitalizzare
quei momenti da lavare
con fiducia nella fede
che in quel giorno che verrà
sarà magione per l'amore,
senza grigiore e senza orpello
a offrire un autunno
senza affanno e senza ombrello!
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 4 ottobre 2023
| ◄ indietro |
| avanti ► |
Puoi eseguire la ricerca nel sito anche tramite Google: