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categoria: Poesie
La Dolce Bontà
La bontà
è come un germe infante
piantato nella terra dell'anima,
germoglia silente come delicato fiore
dai suoi gracili petali vellutati
alla pelle percettibile!
Autentica la bontà
si apre nei suoi sorrisi più sinceri
ai raggi del sole nella vita
nonostante riluce
con le sue lacrime di rugiada
cadute dalle foschie
sulla costa delle controversie.
Solo quando consapevole
del suo olezzo,
cresce vigorosa e rigogliosa
come altissimo albero maestoso,
donando i suoi frutti più dolci
gratificando nei riverberi
dei cuori malleabili,
melodie di giustizia alle pupille
che accarezzano il suo sguardo
colmo di brezza d'amore!
Così,con le sue blandizie
la bontà nutre arricchendo
anche noi in ogni angolo
del cuore alacre alla sua voce.
La bontà, come segreto giardino
che mai sfiorisce negli anni
nella sua empirea bellezza
ma si valorizza nelle pieghe
delle sue esperienze,
spiega comprensione
dopo calvari vinti con placidità!
Ma se calpestata
dal piede del violento fato
svellandola dalle sue
candide vesti ricamate in Calais,
certo potrà godere
umiliandola sui selci
dell'arrogante manrovescio
che con protervia
infligge dolore,
ma non potrà mai
privarla del suo puro spirito
a farla vivere in eterno
nell'etere della natura
nell'umanità che vuol amare
in ferace vallea di pace
senza nembi di nefaste oscurità,
vangeli di distruzione
mediante impure entità
chiamate uomini
a scompigliare l'equilibrio
che il feeling del buon senso
traduce in dolce bontà!
La sua dolce essenza
non potrà morire mai
neppure se ignorata a vita.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra sabato 21 ottobre 2023
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categoria: Poesie
Primordiale Amore
Primordiale Amore
È primordio assoluto
ogniqualvolta i nostri cuori colmi d'albore d'amore
si baciano
nei sospiri anelanti
per viversi
nello spazio del tempo.
Un'elio che ci solleva
nella idilliaca troposfera
senza crepuscoli di gineprai
a porre cinerei declini
in anticagli da poter estinguere
col nero grafite
del rancore in germoglio!
È trasporto di bagagli
di autentica voluttà
senza flemmatica posa
che induca a sopore
nelle stazioni dei sensi!
Oh... Il vero nome
del nostro peculiare amore
non ha origine di nota
e mai né avrà
su bocca d'uomo mendace,
è pura amaranta magia
in mutamenti
di rivoli dorati di emozioni
e gemme sfavillanti
di trepidazioni
sulle nostre pelli,
che come coltre
di porpora in merinos
ricopre scaldando
l'immensità abissale
dei nostri sentimenti,
bandolo di soluzione
per il nostro scintillante
plasma d'amore
a farlo sgorgare vivo
ogniqualvolta i nostri cuori
si fondono all'unisono
della calda felicità dipanata
come stelle tipo zero,
che oltre il Big Rip
non si estingueranno mai
di rifulgere l'uno per l'altra
a ogni occhi d'uomo
acrimonioso nella sua gelosia
egoista di filantropia!
Resteremo solo noi
ad abbandonarci primitivi
come infanti innocenti
fuori dal comune
a raccontare
che l'istintivo amore sarà incondizionato senza un fine,
inglobante eterno austro
nel perenne inesorabile volo
nell'emisfero del nostro
inusitato innamorato
perduto cuore.
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra sabato 6 gennaio 2024
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categoria: Poesie
Essenza Di Vita
Essenza Di Vita
Sotto il celato drappo
dell'essere incostante
ove il chronos urge
e fluisce incessante,
si dispiega una danza
di affetti e aspirazioni,
come vortici di penombre
e chiarori da tessere
in boccioli che sbocciano
lenemente per divenire.
E in questa complessa
trama di intrecciati fati,
si nasconde l'enigma
di un'anima cinta di sofferenza,
sopprimendo i singhiozzi
in quei calici dolci e amari,
nelle visioni frantumate,
quali serafini dalle ali distorte!
L'esistenza,
un dedalo di ardue scelte,
dove il cammino
si dipana in vacillanti passi,
i pensieri si smarriscono
fra meditazioni e disinganni,
sotto sottili fardelli
e persistenti inquietudini,
a ornare ghirlande
di lacrime e speranze.
Qual flutto remoto
che defluisce imponente,
così si manifesta la vita,
radiosa e sfuggente,
fra carezze dell'alba
e patimenti funesti,
ci incanta e rapisce,
senza scampo né evasioni.
E nei meandri del crepuscolo,
nelle oscurità dell'animo,
le parole melliflue
divengono canto e armonia,
un concerto di sensazioni,
con accenti di tristezza,
fra amori perduti
e passioni irrecuperabili,
nelle perle della vita.
E in quelle allegorie
di questo cosmo lirico,
si intona la speranza,
ma anche il rimpianto,
come un vento furioso
che insegue le ore,
ove il passato e il domani
si amalgamano in concordia.
E così, fra versi labirintici
e termini esoterici,
ricerchiamo un significato,
un movente nell'essere,
poiché anche nella malinconia
come nello sforzo,
l'essenza bisbiglia parole
di perseveranza.
E questa vita,
un dipinto di cromie
e gradazioni policromati,
dove il gusto dell'affetto
si intreccia al tormento,
come germogli che erompono nell'agonia dell'esistere,
un aroma eterno,
che non segue sempre
il proprio flusso, segue la sua scia.
E così, in questa percezione,
il cuore si dilata
e si rivela nella sua tenerezza,
sonda gli affetti più reconditi,
come un oceano in burrasca,
dove lo spirito si emancipa,
nella sua forma più consona,
e accetta consapevole
ogni mutamento nel suo seno
come un inquieto infante
da nutrire e coltivare,
fino all'ultimo respiro.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra martedì 7 maggio 2024
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categoria: Poesie
Ess
Sotto il celato drappo
dell'essere incostante
ove il chronos urge
e fluisce incessante,
si dispiega una danza
di affetti e aspirazioni,
come vortici di penombre
e chiarori da tessere
in boccioli che sbocciano
lenemente per divenire.
E in questa complessa
trama di intrecciati fati,
si nasconde l'enigma
di un'anima cinta di sofferenza,
sopprimendo i singhiozzi
in quei calici dolci e amari,
nelle visioni frantumate,
quali serafini dalle ali distorte!
L'esistenza,
un dedalo di ardue scelte,
dove il cammino
si dipana in vacillanti passi,
i pensieri si smarriscono
fra meditazioni e disinganni,
sotto sottili fardelli
e persistenti inquietudini,
a ornare ghirlande
di lacrime e speranze.
Qual flutto remoto
che defluisce imponente,
così si manifesta la vita,
radiosa e sfuggente,
fra carezze dell'alba
e patimenti funesti,
ci incanta e rapisce,
senza scampo né evasioni.
E nei meandri del crepuscolo,
nelle oscurità dell'animo,
le parole melliflue
divengono canto e armonia,
un concerto di sensazioni,
con accenti di tristezza,
fra amori perduti
e passioni irrecuperabili,
nelle perle della vita.
E in quelle allegorie
di questo cosmo lirico,
si intona la speranza,
ma anche il rimpianto,
come un vento furioso
che insegue le ore,
ove il passato e il domani
si amalgamano in concordia.
E così, fra versi labirintici
e termini esoterici,
ricerchiamo un significato,
un movente nell'essere,
poiché anche nella malinconia
come nello sforzo,
l'essenza bisbiglia parole
di perseveranza.
E questa vita,
un dipinto di cromie
e gradazioni policromati,
dove il gusto dell'affetto
si intreccia al tormento,
come germogli che erompono nell'agonia dell'esistere,
un aroma eterno,
che non segue sempre
il proprio flusso, segue la sua scia.
E così, in questa percezione,
il cuore si dilata
e si rivela nella sua tenerezza,
sonda gli affetti più reconditi,
come un oceano in burrasca,
dove lo spirito si emancipa,
nella sua forma più consona,
e accetta consapevole
ogni mutamento nel suo seno
come un inquieto infante
da nutrire e coltivare,
fino all'ultimo respiro.
segnalata da Laura Lapietra lunedì 5 agosto 2024
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categoria: Poesie
Opulenza Evaporata
L' opulenza evapora come nebbia
al primo albeggiare della cognizione,
sotto i suoi occhi smeraldi, assetati.
Un velo enigmatico che si disperde
tra le correnti eterne,
lo rendono schiavo del suo nudo
una volta andato
non è più possibile riacquistarlo.
Perle di fortuna evanescenti
nella brezza imprevedibile
dell'incauto imprudente
cadono dalle scale della perdita,
nell'aria l'ira del leone sconfitto.
Ogni avere, cangiante e caduco, lanciato al suolo risuonando
elogi di autocompiacimento
si manifesta come un sauro
che scivola via in un battito di ciglia, emblema di un ricordo
ormai disperso nell'arroganza.
Un forziere vuoto di sogni brilla
nel suo nulla, in quelle promesse
mai onorate per qualcuno,
ma dissipate con frivolezza!
La speranza si esilia in ogni volto,
volti che un tempo
risplendevano con convinzione.
Ora metamorfosati in ombre,
riccioli di ricordi effimeri,
dove ogni raggio di luce
diventa un'eco di rammarico, lasciando l'abisso vuoto
assorbendo all'anima la pace.
L'angoscia si insidia
tra le pieghe del cuore,
e il dolore si fa compagno veleno muto e incisivo!
Un inchiostro indelebile
su pagine ormai ingiallite
sul quale piangere disperato.
In questo scenario desolante
di perdite e tormento,
il tempo si arresta e osserva
con occhio critico, l'egoismo punito,
mentre le storie
di colori festivi e opulenti
vivi di lussureggiante armonia,
acquistati con fiamma dorata
si estinguono nel baratro.
E i sogni, un tempo vibranti,
ora giacciono come foglie
morte sul terreno sterile.
Così il ricordo di ciò
che era apprezzato
per la sua carnalità,
si trasmuta in un soffio fetido annegato in un oceano di ombre,
di nostalgiche riflessioni
senza zattera salvifica
di salvezza mai coltivata
per eccessiva superbia,
e il fango nel suo latte
è letto perpetuo nel dimenticatoio
del rimorso nel suo ineluttabile
dissidio imperituro.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 11 settembre 2024
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categoria: Poesie
Señora Soledad
Señora Soledad
La sombra de la soledad
que me envuelve,
dama velada,
fiel compañera,
a mi lado
nunca te duermes,
no por error,
no por benevolencia.
En tus brazos
toda alegría se desvanece,
y el corazón se viste de sombra,
rompiendo el ritmo
de la vida que corre,
bajo la luna,
pálida y cortés.
El mundo está cubierto
de un manto estrellado,
el viento susurra
idiomas extranjeros.
Poco a poco se van apagando
las luces de las casas,
las farolas de la calle permanecen,
guardianes solitarios.
Todo es tan doloroso
en el corazón solitario.
Que yo esté en un castillo
de antiguos esplendores,
o en un barco para navegar
océanos infinitos,
o descubriendo el bosque
oscuro y misterioso,
tu susurro,
leve e inexorable,
siempre resuena.
Sin banquete,
ni risa feliz,
ni aventuras atrevidas
pueden disolver
tu cruda presencia.
Oh, tú nunca me abandonas,
soledad.
El amor me ha dejado
para secarme,
y tú, graciosa,
me envuelves y me atacas.
Ahora sólo el paso
resuena,
dentro de estos muros
de piedra rota.
Señora de las lágrimas,
encuentro un eco en ti
con un sabor antiguo,
una lección profunda,
una advertencia silenciosa.
El vacío me enseña
un oro de valor antiguo,
la esencia del ser,
la humilde razón.
Porque si la nada
reina suprema,
el alma libre
busca lo divino,
para encontrar de nuevo
vida que renace.
En silencio,
la eterna lejanía
puede volver a hablar,
con un acento
de amor y esperanza.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra domenica 12 gennaio 2025
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categoria: Poesie
Aurora Che Deflagra
Nel fauto soffio
del tuo nome,
appendo sul cuore
il giorno d'amore
della mia ambascia di seta
come una giacca di luce,
e il sorriso labile
del primo sole che rischiara
boccioli di emozioni,
nel refolo d'attesa,
impara, tra cumulonembi
a respirare dal tuo passo,
drappo magnetico
che ammalia bradi silenzi.
Sei una chiave d’acqua
che apre serrature di polvere,
dove l'anima, sibilla celata
di mappe di sale e candele,
accende il fuoco della voluttà.
Quando mi guardi,
mansueto il tempo ramifica
parole d'argento, e tace,
diventa pane caldo spezzato
che nutre, tra le ore
dei batticuori che sussurrano.
Le tue affabili mani,
nidi che ricordano un volo,
raccolgono il mio tremito
e lo erge canto eterno.
Ti penso come
una costellazione senza fine,
stelle che orientano
un ritorno senza cielo
che si spegne
alla trasmutazione.
La tua calma è una neve
che ascolta istanti caduchi,
copre ferite, e insegna
la mia primavera a rifiorire.
Amarti è bere l’ombra
fino alla sorgente della vita,
è perdere il nome
per trovarne due intrecciati,
per restare, infine,
come un faro nel petto,
che batte confini di balza
penetrano l'aurora d'amore
che deflagra, senza scrivere
una fine nel panorama
del nostro veemente ardore,
nelle fiammelle del candelabro
che chiarisce il nostro fato,
per sempre.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra lunedì 23 febbraio 2026
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categoria: Poesie
Angelo Radioso
Angelo Radioso
Brillano
le melanconie vive
in questa sera
dai malesseri
di un cuore trafitto
dai dispiaceri,
e tristi ormai
sono gli effluvi
che ne respira l'anima
ai ricordi del bel tempo,
con te...dolce presenza
dove carezze e sorrisi
sospirati nell'anima,
si mescolavano
tra i silenzi
e le profonde parole
taciute
ma profondamente sentite
nei teneri abbracci
dentro nel cuore
nei desideri che resteranno
lì immobili,
paralizzati,
dove non potranno
mai più realizzarsi
a colpi di battiti di cuore,
quel cuore ora
ormai piangente,
il mio,
in questa livida sera inconsolabile!
E in quei ricordi
che ormai vaganti
nel vento dei sentimenti
aleggiano in questo tempo
che mi investe colpendomi
alle spalle,
gelandomi il respiro!
Morsi nella notte
mi infliggeranno
mentre tenteranno
di approdare
sui terreni fertili
della mia fragilità,
pronta a sprofondare
per non combattere lucida,
ma insistenti e prepotenti
nel porsi soli,
quei morsi di dolore
solo per tentare
di afferrare anche
ormai l'inafferrabile,
i ricordi d'amore
di una figlia, la tua.
Solo per tentare
di riabbracciare
nei segreti profondi
chi,
ormai con un paio d'ali
ha vestito il suo essere,
per esser oltre la terra
della mia vita diventando
Angelo Radioso!
Solo per riabbracciare
chi,
ormai non c'è più,
ma quel flusso d'amore
che ci ha legati,
potente e sconfinato
sigillato nel
profondo dell'essere mio,
vivrà per sempre!
Solo unicamente
per esso,
un ricordo dolce
che ha combattuto
per tutta la sua vita
e tanto amato
la sua famiglia
nel suo meraviglioso
animo radioso
come un angelo
sempre allegro
silenzioso, tanto umile
nelle sue malinconie,
senza far pesare mai
a nessuno le tristezze
dell'anima sua sensibile,
proprio come me!
Nel cielo del mio cuore,
riposerai e sorriderai sempre,
libero dal male
che lentamente ti ha divorato le viscere
e la luce dei tuoi occhi,
e tu in silenzioso
ti spegnevi
nei tuoi sguardi consapevoli
che quel mostro
presto ti avrebbe strappato
dalle mie, dalle nostre braccia
impreparate e impotenti,
ma mai dal mio cuore,
dal nostro cuore.
E io
caro dolce papá ...
Ti avrò sempre dentro
di me e
ti amerò per sempre,
non salutandoti mai
con un addio
ma con un"Arrivederci"
in quella certezza vera
in cui noi
abbiamo salda fede,
che un giorno ritorneremo
a essere nuovamente
insieme per sempre
nel verde giardino della pace, eterno regno celeste
sempre radioso come te.
segnalata da Laura Lapietra venerdì 29 ottobre 2021
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