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categoria: Barzellette
Il Budda se ne sta, da molti anni, in profonda meditazione nel folto della foresta. Un giorno, arriva un burlone che, inginocchiatosi davanti all'Illuminato, lo interroga sul senso della vita: "Cos'e' il dolore, Maestro?" "E' ciò che lega l'uomo alla vita." "e cos'è la quiete?" "E' ciò che innalza l'uomo fino al cielo." "e cos'è la perfezione?" "Uno stato di pura coscienza." "e cos'è l'amore?" "Il principio di ricerca." "e cos'è quell'animale con le corna che muggisce?" "Tua sorella."
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categoria: Barzellette
Nei boschi, al confine tra Austria e Germania, un cacciatore austriaco incontra un amico tedesco tutto malconcio: "Cosa ti è successo?" gli chiede. "Sai che caccio gli orsi". "e allora?" "Non sono come voi austriaci, cacciatori di conigli: volevo prendere un grosso orso, il più grande mai cacciato. Ho visto una tana, ma ospitava un piccolo orso e l'ho lasciato perdere. In una grotta più grande c'era un orso di media grandezza, ma ho proseguito. Poi ho visto una tana gigantesca, alta e profonda. E sono entrato". "e chi ti ha ridotto così, un orso enorme?"No, il treno dell'Alpen Express"
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categoria: Barzellette
Scienziati inglesi hanno scavato 50 metri sottoterra e hanno scoperto piccoli pezzi di cavi di rame. Dopo averli analizzati, sono arrivati alla conclusione che gli antichi britannici avevano una rete nazionale di telefonia già 25.000 anni fa. D'altra parte, agli Stati Uniti non è sembrato niente di così straordinario. Hanno chiesto ai loro scienziati di scavare più profondo. A 100 metri di profondità hanno trovato piccoli pezzi di cristallo che secondo loro formavano parte del sistema di fibra ottica azionale che avevano gli antichi americani già 35.000 anni fa. Gli scienziati italiani non si sono lasciati impressionare. Hanno scavato fino a 200 metri e non hanno trovato niente. Dunque sono arrivati alla conclusione (ragionevole) che gli antichi italiani già più di 55.000 anni fa avevano i telefoni cellulari.
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categoria: Barzellette
Distesa di ghiaccio.
In mezzo un carabiniere con la sua borsa da pesca e la sua canna.
E' seduto su uno sgabello e comincia a fare un buco nel ghiaccio, poi ci infila la canna da pesca.
Ad un tratto sente una voce d'oltre tomba, profonda, glaciale, rimbombante che annuncia: "NON CI SONO PESCI QUI...".
Il carabiniere, stupefatto, si ferma, si guarda attorno, ma non vedendo nessuno continua a gettare la canna da pesca nel buco sul ghiaccio.
Ad un tratto sente la solita voce: "NON CI SONO PESCI QUI !".
Ancora una volta si ferma, tende l'orecchio e riprende a pescare.
Ma poco dopo di nuovo: "NON CI SONO PESCI QUI !!!".
E il carabiniere: "Ma insomma chi parla?!".
E la voce: "IL DIRETTORE DELLA PISTA DI PATTINAGGIO!!".
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categoria: Barzellette » uomini e donne
E' notte. La signora Clotilde e il signor Bruno sono a letto. Nel sonno più profondo la signora Clotilde prende in mano il membro di Bruno e lo usa a mo' di cambio: "Prima... Seconda... Terza... Quarta". Bruno si sveglia ma decide di lasciar perdere. Ma questo avviene anche la seconda e anche la terza sera. Dopo una settimana di "gare automobilistiche" Bruno decide di andare dal dottore. L'unico consiglio che gli viene dato è quello di tagliarselo. Lui lo fa e poi torna a casa. Alla solita ora Clotilde allunga la mano ma non trova il tanto agognato cambio. Si sveglia di soprassalto e dice: "Bruno... ci hanno rubato la macchina!!" e Bruno: "Non ti preoccupare, l'abbiamo cambiata, ora abbiamo il cambio automatico!!"
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categoria: Barzellette » religione » preti e suore
Abram è sconvolto quando un giorno suo figlio gli annuncia di volersi convertire dal Giudaismo al Cristianesimo. Disperato si reca dal suo amico Moshe. Gli spiega la situazione e l'amico risponde: "E' strano che me ne parli, ma anche mio figlio ha intenzione di convertirsi dal Giudaismo al Cristianesimo. Vieni, andiamo a trovare il rabbino e chiediamogli un consiglio". Vanno insieme alla sinagoga e raccontano al rabbino il loro problema: "Strano che me ne parliate - dice il rabbino - ma anche mio figlio ha annunciato il suo desiderio di convertirsi dal Giudaismo al Cristianesimo. Sapete, scommetto che sta succedendo qualche cosa di strano. Credo che faremmo meglio a parlarne con Dio". Si recano insieme al santuario e il rabbino dice: "Signore Iddio, tutti i nostri figli hanno abbandonato il Giudaismo per il Cristianesimo. Dicci che cosa dobbiamo fare!". In cielo scoppiano lampi e tuoni e poi una voce profonda eccheggia nel tempio: "Strano che me ne parliate, ma anche mio figlio...".
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categoria: Barzellette » dal medico
A un uomo viene diagnosicata una malattia che per i medici italiani era inguaribile.
Preoccupato per la sua vita si reca in Svizzera,ma anche lì viene giudicato inguaribile,si sposta poi in Germania,in Francia,in America e persino da un luminare russo,ma ogni volta la stessa risposta.
L'uomo cade in profonda depressione,finchè,sfogliando un giornale di medicina,trova un annuncio di un medico cinese:"Guarisco tutte le malattie!Anche le più rare!" Fiducioso,l'uomo spende tuttii suoi soldi per incontrare il fenomenale cinese.
Quando si trova davanti al suo capezzale,il medico comincia:"Si spogli"e l'uomo si spoglia.
"Si gili"e lui si gira.
"Si gili ancola!"e lui si gira di nuovo.
"Si gili ancola!",l'uomo ubbidisce subito.
"Inculabile!"
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categoria: Poesie
L'Infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
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categoria: Barzellette » animali
Un tizio trova in mezzo ad un campo un pozzo.
Per cercare di capire quanto è profondo decide di buttarci dentro un sasso; lo butta ma non sente il pluf neppure dopo parecchi secondi.
Tenta allora con un sasso più grosso, ma anche con questo niente pluf.
Allora prende un enorme masso e butta quello nel pozzo.
Finalmente, dopo un minuto buono, si sente un bello splash.
Dopo qualche secondo sente scalpitare alle sue spalle; si gira e vede un caprone che gli viene incontro caricando a testa bassa e correndo come un pazzo; quando si accorge che viene proprio verso di lui, il tizio sale sul pozzo impaurito; il caprone arriva di corsa e, saltato il muretto, si butta nel pozzo. Dopo un pò arriva un contadino che chiede al tizio: "Scusi, ha mica visto un caprone??".
Ed il tizio: "Perchè me lo chiede??".
Il contadino: "Beh, vede, lo avevo legato ad un masso con una corda lunga lunga ma ora non lo trovo più!".
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categoria: Barzellette
Su un aereo che sta per atterrare a New York, uno svizzero, che ha il posto presso il finestrino e si gode il panorama, si rivolge ad un americano che gli siede accanto e gli domanda: -Scusi l’ indiscrezione, ma…ho sentito dire che l’ America è stata scoperta da qualcuno… -Certo! Dal genovese Cristoforo Colombo. –risponde l’americano, non senza una certa meraviglia. Lo svizzero si profonde in ringraziamenti e torna a contemplare il paesaggio. Poco dopo, quando l’ aereo è atterrato e i passeggeri si ritrovano per recuperare i loro bagagli, lo svizzero torna ad abbordare l’ americano: -Mi scusi, mi ripete il nome di quel tale che ha scoperto l’ America? –Cristoforo Colombo-sospira l’ americano, un po’ seccato e cominciando a credere di essre preso in giro. –ah, gia, Colombo-fa lo svizzero. E continua, come tra sé: -Del resto, mi domando come avrebbe potuto non vederla, tutta sta terra!
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categoria: Barzellette
"Nei boschi, al confine tra Austria e Germania, un cacciatore austriaco incontra un amico tedesco tutto malconcio: "Cosa ti è successo?" gli chiede. "Sai che caccio gli orsi". "e allora?" "Non sono come voi austriaci, cacciatori di conigli: volevo prendere un grosso orso, il più grande mai cacciato. Ho visto una tana, ma ospitava un piccolo orso e l'ho lasciato perdere. In una grotta più grande c'era un orso di media grandezza, ma ho proseguito. Poi ho visto una tana gigantesca, alta e profonda. E sono entrato". "e chi ti ha ridotto così, un orso enorme?"No, il treno dell'Alpen Express". (grazie a "caramm")"
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categoria: Poesie
L'anguilla
L' anguilla, la sirena
dei mari freddi che lascia il Baltico
per giungere ai nostri mari,
ai nostri estuari, ai fiumi
che risale in profondo, sotto la piena avversa,
di ramo in ramo e poi
di capello in capello, assottigliati,
sempre piú addentro, sempre piú nel cuore
del macigno, filtrando
tra gorielli di melma finché un giorno
una luce scoccata dai castagni
ne accende il guizzo in pozze d' acquamorta,
nei fossi che declinano
dai balzi d' Appennino alla Romagna;
l' anguilla, torcia, frusta,
freccia d' Amore in terra
che solo i nostri botri o i disseccati
ruscelli pirenaici riconducono
a paradisi di fecondazione;
l' anima verde che cerca
vita là dove solo
morde l' arsura e la desolazione,
la scintilla che dice
tutto comincia quando tutto pare
incarbonirsi, bronco seppellito:
l' iride breve, gemella
di quella che incastonano i tuoi cigli
e fai brillare intatta in mezzo ai figli
dell' uomo, immersi nel tuo fango, puoi tu
non crederla sorella?
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categoria: Barzellette » carabinieri
Un carabiniere sta pescando in riva ad un fiume. Arriva un signore con un fuoristrada nuovo, che è la fine del mondo. Il tipo fa al carabiniere: " ma quanto è profonda l'acqua..buon uomo, sa il mio fuoristrada è nuovo..e non vorrei roviarlo?!" e il carabiniere: "...mah, saranno si e no 40 cm." e l'altro.."ma è sicuro?" "Certo!" Allora il signore sale in macchina e inizia ad attraversare il fiume, giunto a metà ad un tratto la macchina viene inghiottita dall'acqua. Dopo 3 minuti il signore miracolosamente torna a riva, bagnato fradico, e maledicendo il carabiniere urla: " ma lei è pazzo, 40 cm..saranno 3 metri!" ed il carabiniere: "ma come 3 metri, quando passano le anatre l'acqua le arriva a malapena alla vita!!".
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categoria: Barzellette
Due tipi camminano in un bosco e trovano un pozzo grande e apparentemente profondissimo.
- Wow... sembra veramente profondo.
- Davvero! Prova a lanciare dei sassi così vediamo..
Prendono un po' di sassolini, li tirano nel pozzo e... niente, nessun rumore. Allora ne prendono un paio più grossi, stile pallone da calcio, li buttano, aspettano e... ancora niente.
- Madonna, deve essere VERAMENTE fondo! Non è possibile. Dobbiamo trovare qualcosa di grosso che faccia ancora più rumore.
Si guardano intorno e proprio lì vicino c'è una rotaia abbandonata. Prendono una grossa traversina, la trascinano a fatica all'imboccatura del pozzo e la lasciano cadere dentro.
Due secondi dopo, dal bosco di fianco, appare un asino che corre come un pazzo verso di loro. Non fanno a tempo neanche a capire cosa succede che questo arriva al pozzo, salta e si butta dentro.
I due amici si guardano allibiti per quello che hanno appena visto.
Intanto dal bosco esce un contadino che li chiama a grandi cenni.
- Hey voi, ragazzi, avete visto per caso passare di qui il mio asino?
- Senta, lei non ci crederà ma abbiamo assistito a una cosa sconvolgente. Un asino è appena passato di qui correndo come un pazzo e si è buttato nel pozzo!
- No, no -dice il contadino- non poteva essere il mio. Il mio era legato a una grossa traversina di quella rotaia...
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categoria: Frasi d'amore » lettere
Per una donna sconosciuta
Mio angelo, mio tutto, mio io. Solo poche parole per oggi e addirittura a matita (con la tua) — Non sarò sicuro del mio alloggio sino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! — Perché quest'angoscia profonda, quando parla la necessità — il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? — Oh, Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella Natura e da’ pace al tuo animo per ciò che deve essere — L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te, di te per me — Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità, tanto poco quanto la sento io - Il viaggio è stato orribile. Sono arrivato qui soltanto ieri mattina alle quattro.
Siccome c’erano pochi cavalli, la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco ma ciò non è servito ad altro che a spronarmi — e ho avuto torto.
La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero di campagna senza fondo. Se non avessi avuto quei due postiglioni, sarei rimasto per strada — Per l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che io con quattro — Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche fatto piacere, come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo — Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che ho rimuginato in questi ultimi giorni sulla mia vita — Se i nostri cuori fossero sempre l’uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. II mio cuore trabocca del desiderio di dirti tante cose — Ahimè - ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata — Cerca di essere serena — e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, ii mio tutto, come io lo sono per te. Sono gli dèi che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro destino.
Il tuo fedele
Ludwig
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categoria: Frasi d'amore » lettere
Per Jeanne Duval
Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento! tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su ün cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.
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categoria: Barzellette
Un proprietario di un circo possiede un asino molto triste, per cui decide di mettere un cartello: "Chi riesce a far ridere l'asino vince 1.000.000!". Molti cercano di far ridere il ciuccio ma senza risultato finche' arriva un tipo mingherlino che chiede di provare ma a condizione che nessuno entri nella stalla insieme a lui. Il tipo entra e dopo qualche minuto esce. Il proprietario dell'asino entra e vede il ciuccio steso per terra con le gambe per aria che si sganascia dalle risate. Ma dopo alcune settimane, l'asino non smette di ridere, e ride tanto che smette di mangiare. Percio', preoccupato, il padrone dell'asino mette un nuovo cartello: "Chi riesce a far piangere il ciuccio vince 2.000.000!". Di nuovo si presentano molte persone, ma nessuno riesce nell'intento finche' non si presenta il tipo di prima. Questi va dal proprietario e gli chiede di nuovo di rimanere da solo con l'asino. Il tipo entra e dopo qualche minuto esce". E il proprietario, entrato, vede il ciuccio nella più profonda prostrazione, in lacrime. L'uomo allora chiede al tipetto: "Va be'! Io ti pago, ma mi devi dire come hai fatto!". "Ok, quando sono venuto la prima volta ho detto al ciuccio che ce l'avevo più lungo del suo!". "e la seconda?". "Glie l'ho fatto vedere!".
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categoria: Barzellette
Un tipo freddoloso defunte e la sua anima, monda di peccato, sale al cielo. Si trova così a battere i denti al cospetto di un sorridente e quanto mai paterno San Pietro. -In vita sei stato un esempio di probita'-gli dice il celeste custode-e percio' entra pure in paradiso… -Veramente-balbetta il neobeato-preferirei l’ inferno. -Ma che cosa dic? -Là c’e' caldo… -Ma si soffrono anche pene indicibili! -Non il freddo pero'…-dice tremando l’ anima pia. -e va bene-sospira San pirto-se proprio lo vuoi… e scaraventa il mancato elettonel buio profondo dell’ inferno. Subito dopo, pero', si pente di aver accondisceso a così assurda domanda condannando un giusto. Decide percio' di andarselo a riprendere e di strapparlo all’eterna dannazione. Scende fino all’inferno, ne schiude la porta e, restando sulla soglia si guarda intorno, in cerca dall’ anima benedetta. Non riesce a vederla ma ne sente all’improvviso la voce che sbraita: -La porta, maledizione!
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categoria: Barzellette » dal medico
Dopo una giornata passata con un fortissimo mal di pancia, Aldo si reca dal dottore. Il dottore lo visita accuratamente, poi: "Guardi, secondo me lei non ha niente... solo lo stress. Vada a casa, si metta una borsa dell'acqua calda sulla pancia e stia ben coperto tutta la notte. Domani ritorni che ricontrolliamo." "Ok dottore, solo che non ho una borsa dell'acqua calda." "Ce l'ha un gatto?" "Si sì ce l'ho" "Bene! Allora metta il gatto sulla pancia!" L'indomani Aldo torna dal medico e, quando si toglie la camicia, il dottore vede una serie impressionante di graffi, alcuni dei quali anche profondi. "Ma lei, ha un gatto o una tigre? Ha avuto problemi quando se l'e' messo sulla pancia per caso?" "No dottore... non quando l'ho messo sulla pancia... quando ho cercato di riempirlo d'acqua calda!"
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categoria: Frasi d'amore » lettere
Per Antonietta Fagnani Arese - 1801
Tu sei certa dunque ch’io t’amo, o celeste creatura? Oh!…si, io t’amo quanto posso amare; il mio cuore non può reggere più alla piena di tante sensazioni. Io sento la passione onnipotente dentro di me…eterna! Si io t’amo.
Io sperava da’ tuoi baci un qualche ristoro; ma io invece ardo ognor più…Il sorriso è fuggito dalle mie labbra; e la profonda malinconia che mi domina non mi lascia se non quando io ti vedo…e ti vedo venire così amorosa verso di me a farmi confessare come, ad onta di tanti mali, la vita è preziosa. Ma io …tremo! Che farai di me ora che sei sicura del tuo potere? Mi abbandonerai tu alle lagrime e alla disperazione? ti raffredderai tu con me? –
io so che mi sarebbero utili le arti del libertinaggio per farmi amare di più: dovrei fingere meno ardore per irritare il tuo amor proprio, dovrei…ah! La mia ragione le conosce tutte queste arti, ma pur troppo il mio povero cuore non sa fare alleanza con la mia ragione. Io lo abbandono tutto a te…io spero che tu non sarai capace di tradirlo.
E' vero, mia cara, ch’io temo del tuo amore perché ne’ suoi principi è stato troppo impetuoso, perché tu sei troppo bella, o troppo circondata dal bel – mondo in cui ti perdi, perché…ma con tutto ciò io non ti credo così cattiva da lasciarmi crudelmente: quando l’amore si raffredderà in te, posso io lusingarmi, o Antonietta, che la compassione e la riconoscenza ti parleranno in favore del tuo amico? Si, io me ne lusingo, perché il tuo cuore è ben fatto…perché io non merito di essere tradito.
T’amai e t’amo con tutta la lealtà e la delicatezza della virtù…io mi sono confidato tutto a te…nelle mie stesse diffidenze io ho prescelto di essere piuttosto tradito che di non credere ai tuoi giuramenti.
Rispondimi lealmente, o mia amica; e rispondimi con tutta l’effusione della tua anima.
La tua passione per me s’è ella raffreddata?… Oh terribile idea! Ma tu rispondimi.
Non temer dal mio canto né rimproveri, né eccessi…Io piangerò, io morirò, ma rispettando sempre la tua fama. Io verserò l’ultimo respiro su le tue lettere. E dirò leggendole: la mia Antonietta mi ha pur qualche volta dato tutto il suo cuore e ha confuso le sue lagrime alle mie. Intanto odilo: niuna donna può vantarsi di essere stata tanto amata da me. Ho amato, è vero, ma non sapeva di poter amare tanto; i miei passati amori hanno avuto o i caratteri romanzeschi, o con qualche donna del gran mondo quei del libertinaggio; ma con tanta passione, con tanta ingenuità, con tanta verità di amore non ho amato mai.
E non amerò più! Io te lo ripeto, o Antonietta, questo giuramento:tu sarai l’ultima donna ch’io amerò: e dopo di te non mi avrà che la solitudine, o la sepoltura.
Rispondimi. Addio.
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