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categoria: Barzellette
Una coppia di turisti americani arrivano propio nell'ora più calda del giorno in un desolato paesino messicano. La strada principale del paesino è completamente deserta; solo, in un angolo, accovacciato contro un muro, ecco un messicano! Il turista americano si accosta con la macchina al poveraccio ma questi lo ignora completamente, anzi continua a nascondersi sotto il suo enorme sombrero facendolo oscillare in modo strano. " Hei amigo - fa l'americano - non aver timor de migo... " Ma il messicano continua a nascondersi sotto il suo sombrero continuando a oscillare in modo strano. L'americano cerca di rompere il giaccio: " Hei amigo, se fa la siesta e'!? " " No, senor - ribatte con voce sommessa il messicano - me facio la siettima! "
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categoria: Barzellette
Due giovani si trovano per una stradina di campagna, quando vedono una cascina. Arrivano lì e bussano. Dopo aver bussato per parecchie volte, una vecchina apre la porta e chiede "Che volete?" Uno dei due giovani risponde "Siamo testimoni di Geova e vorremmo venderle una Bibbia". La vecchina dice "Eh?"(e' un po' sorda). Il giovane ripete per due o tre volte la domanda e alla fine la vecchina sembra aver capito. Dietro la cascina c'è il marito della vecchina che stà zappando l'orto ed è molto adirato perché fa un caldo bestia. La vecchina gli urla "Anselmo, ci sono due di Genova che vogliono venderci la Libia". Il marito risponde "Mandali a quel paese, chi vuoi che la zappi poi tutta quella terra!"
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categoria: Barzellette
Donna: una Analisi Chimica Elemento: Donna Simbolo: Do Peso Atomico: Accettato come 60, ma può variare da 50 a 90 Scopritore: Adamo Abbondanza: Si trova in grandi quantità in tutte le aree urbane, con concentrazioni leggermente inferiori in aree suburbane e rurali. Soggetta a fluttuazioni stagionali. Proprietà Fisiche: 1) Superficie solitamente coperta con una pellicola colorata. 2) Entra in ebollizione per niente e si ghiaccia senza una ragione. 3) Si scioglie se trattata adeguatamente. 4) Amara se usata in modo scorretto. Può provocare mal di testa. Maneggiare con cura! 5) Si ritrova in vari stati che vanno da metallo vergine a minerale comune. 6) Si piega facilmente se la pressione viene applicata nei punti giusti. Proprietà Chimiche: 1) Ha grossa affinità per l'Oro, l'Argento, il Platino e molte delle pietre preziose. 2) Assorbe grandi quantità di sostanze costose. 3) Può esplodere spontaneamente se piantata in asso. 4) Insolubile nei liquidi, ma manifesta una attività maggiore se saturata in alcool al punto giusto. 5) Respinge i materiali poco costosi. E' neutra al senso comune. 6) Il più potente agente riducente per il denaro conosciuto all'uomo. Usi: Altamente ornamentale, particolarmente in automobili sportive. Può aumentare notevolmente i livelli di rilassamento. Può riscaldare ed essere di conforto in certe circostanze. Può raffreddare le cose quando l'atmosfera è troppo calda. Esperimenti: Gli esemplari puri sono di colore roseo allo stato naturale, diventano di colore verde se collocate accanto ad un esemplare migliore. Attenzione: 1) Altamente pericoloso tranne che in mani esperte. Usare estrema cura nel maneggiarla. 2) E' illegale possederne più di una, tranne che nei Paesi Arabi e in Utah. **********************
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categoria: Poesie
Alla primavera
Perché i celesti danni
Ristori il sole, e perché l'aure inferme
Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
Delle nubi la grave ombra s'avvalla;
Credano il petto inerme
Gli augelli al vento, e la diurna luce
Novo d'amor desio, nova speranza
Ne' penetrati boschi e fra le sciolte
Pruine induca alle commosse belve;
Forse alle stanche e nel dolor sepolte
Umane menti riede
La bella età, cui la sciagura e l'atra
Face del ver consunse
Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti
Di febo i raggi al misero non sono
In sempiterno? ed anco,
Primavera odorata, inspiri e tenti
Questo gelido cor, questo ch'amara
Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara?
Vivi tu, vivi, o santa
Natura? vivi e il dissueto orecchio
Della materna voce il suono accoglie?
Già di candide ninfe i rivi albergo,
Placido albergo e specchio
Furo i liquidi fonti. Arcane danze
D'immortal piede i ruinosi gioghi
Scossero e l'ardue selve (oggi romito
Nido de' venti): e il pastorel ch'all'ombre
Meridiane incerte ed al fiorito
Margo adducea de' fiumi
Le sitibonde agnelle, arguto carme
Sonar d'agresti Pani
Udì lungo le ripe; e tremar l'onda
Vide, e stupì, che non palese al guardo
La faretrata Diva
Scendea ne' caldi flutti, e dall'immonda
Polve tergea della sanguigna caccia
Il niveo lato e le verginee braccia.
Vissero i fiori e l'erbe,
Vissero i boschi un dì. Conscie le molli
Aure, le nubi e la titania lampa
Fur dell'umana gente, allor che ignuda
Te per le piagge e i colli,
Ciprigna luce, alla deserta notte
Con gli occhi intenti il viator seguendo,
Te compagna alla via, te de' mortali
Pensosa immaginò. Che se gl'impuri
Cittadini consorzi e le fatali
Ire fuggendo e l'onte,
Gl'ispidi tronchi al petto altri nell'ime
Selve remoto accolse,
Viva fiamma agitar l'esangui vene,
Spirar le foglie, e palpitar segreta
Nel doloroso amplesso
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categoria: Barzellette
E' Natale e Babbo Natale è in giro per il mondo per consegnare i regali ai bimbi buoni.
Si è infilato nell'ennesimo camino e ha depositato i vari regali per i bambini che vivono in quell'appartamento.
Sta per risalire per il camino quando sente una voce calda e suadente che gli dice: "Per favore, non andartene".
Babbo Natale si guarda in giro e vede una bellissima donna, poco vestita, sdraiata seducentemente sul letto.
Babbo Natale manda giù con fatica e dice: "Mi dispiace, ma questa notte ho molto da fare.
Debbo proprio andare!".
La donna si slaccia la vestaglia mostrando un corpicino veramente perfetto modellato da un bel reggiseno rosso e da provocanti slip e calze rosse, e poi quasi supplicando gli dice: "Per favore, ti prego, Babbo Natale, rimani qui con me!".
Babbo Natale deglutisce ancora più a fatica, si slaccia lo stretto colletto, ma alla fine dice: "Mi dispiace, debbo proprio andare.
Ho tanti regali da consegnare!".
La donna con fare molto seducente si toglie il reggiseno e gli slip rossi e poi supplica ancora Babbo Natale: "Per favore, rimani qui con me!".
Allora Babbo Natale, che sta sudando profusamente, guarda la donna, si guarda in basso e dice: "Cacchio, mi tocca rimanere! Non riesco più a risalire il camino con questo coso cosí !".
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categoria: Barzellette
Un gruppo di suore è in visita alla basilica del Santo a Padova. E' luglio e fa un caldo terrificante. Le suore gemono dal calore. Una suorina si avvanza e chiede alla superiora se non fosse possibile allegerire un po' la nera divisa, togliwendo qualche parafernalia. La risposta e': "No! Non possiamo sorella". Il calore è asfissiante, il sottanone lungo è terrificante. Già iniziano i primi malori. Sulla piazza non un filo d'ombra, se non un gruppo di alberi ai vicini giardinetti. Il branco (di suore) decide di spostarsi sotto l'ombra di quegli alberi. Il calore resta alto. La suorina riprova "Ma Superiora, potremmo almeno toglierci le mutande di lana... tanto con 'sti sottanoni non ci vede nessuno..." La risposta e': "No! Non si puo'...". Passano alcuni minuti... Arriva ai giardinetti un'anziana signora con una fetta di anguria, si avvicina ad una panchina e, dopo essersi tirata sù la gonna al ginocchio, si siede ed inizia a mangiare la sua anguria. La suorina, curiosa, osserva... non ha le mutande!! Ormai cecata dal calore infernale la poverella parte in avanscoperta. Si avvicina alla signora e chiede con voce flebile: "Signora, mi scusi, ma le non ha le mutande, vero?". La signora: "Per forza! Vuoi che tutte le mosche mi vadano sull'anguria?".
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categoria: Barzellette
Un tipo freddoloso defunte e la sua anima, monda di peccato, sale al cielo. Si trova così a battere i denti al cospetto di un sorridente e quanto mai paterno San Pietro. -In vita sei stato un esempio di probita'-gli dice il celeste custode-e percio' entra pure in paradiso… -Veramente-balbetta il neobeato-preferirei l’ inferno. -Ma che cosa dic? -Là c’e' caldo… -Ma si soffrono anche pene indicibili! -Non il freddo pero'…-dice tremando l’ anima pia. -e va bene-sospira San pirto-se proprio lo vuoi… e scaraventa il mancato elettonel buio profondo dell’ inferno. Subito dopo, pero', si pente di aver accondisceso a così assurda domanda condannando un giusto. Decide percio' di andarselo a riprendere e di strapparlo all’eterna dannazione. Scende fino all’inferno, ne schiude la porta e, restando sulla soglia si guarda intorno, in cerca dall’ anima benedetta. Non riesce a vederla ma ne sente all’improvviso la voce che sbraita: -La porta, maledizione!
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categoria: Barzellette
Due signore sono molto amiche anche se molto diverse fra di loro. La prima è una bella donna, piuttosto frivola, attenta solo a tutto quanto è esteriorità: moda, bellezza, ecc., mentre la seconda è una signora intellettuale, attenta ai veri valori della vita, e impegnata in campo ecologico. Un giorno si incontrano e la prima ha un'acconciatura nuova, molto appariscente. - Come stai bene pettinata cosí - le dice l'amica - Scommetto che sei appena uscita dal parrucchiere. - E no, ti sbagli, me li sono acconciati da sola. Sai che a me piace, e poi devo dirti che ho scoperto una linea di prodotti che è veramente favolosa!!!!! Sono tutti prodotti spray, li devi provare e resterai incantata. Ad esempio io stamattina mi sono lavata i capelli, li ho messi in piega e poi psst, psst, psst, senza economia me li sono spruzzati con questa lacca spray, ed ora per tutto il giorno sono a posto, a dispetto del vento ! - Ma non è tutto, continua, hanno dei deodoranti che sembrano profumi !!, Tu ti fai la doccia e poi, psst, psst, psst, senza economia, e puoi stare tranquilla per tutto il giorno; anche in pieno estate sarai sempre fresca e profumata. - E non ti dico per i piedi, quando fa caldo sudano, si gonfiano e sono subito stanchi. Nessun problema, con lo spray per i piedi, dopo il pediluvio, psst, psst, psst, senza economia, e ti sembrerà di volare. Cara li devi proprio provare. L'amica che l'aveva ascoltata in silenzio, le dice:- Ma scusa, ma tu al buco dell'ozono non ci pensi mai ? - Oh quello, basta un po' d'acqua e sapone e sono a posto.
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categoria: Barzellette » uomini e donne
Due ragazze venete stanno facendo l’autostop. E’ estate, fa un caldo boia, dall’asfalto sale un’onda di calore insopportabile, e la strada non ha un filo d’ombra, e non passa nessuno. Dopo una lunga ora interminabile, si vede in lontananza un puntolino, e’ una macchina! Si avvicina e le due ragazze vedono che la targa e’ tedesca. A bordo, ci sono due tedeschi. Mi non so parlar el crucco - dice la prima all’altra - Prova un fia’ ti’! - e la manda avanti. La poverina gesticola un po’, fa dei segni, ripete due o tre volte il nome della citta'’ dove devono andare, e alla fine il tedesco al volante fa cenni di aver compreso, e risponde: Jawhol! - Cosi’ la seconda torna indietro dall’amica che vuole sapere come e’ andata la conversazione. - Che xe che te ga dito? - le chiede.? Me ga dito che ja vol - La tizia allora si guarda attorno (il calore dell’asfalto e’ un forno), guarda la strada deserta e ci pensa su un momento... - Beh... se la vol, noi ghe a demo... -
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categoria: Barzellette
I computers intelligenti
Un giorno un tale confida ad un amico: "Ho un braccio che mi fa veramente male. Dovrei farmi vedere da un medico". L'amico gli dice: "Non farlo. C'è un computer al drug-store che può diagnosticare qualsiasi cosa e molto più velocemente di un medico. Semplicemente gli dai un campione delle tue urine, il computer diagnostica il tuo problema e ti dice che cosa devi fare. Costa solo 10.000 lire"
Il tale pensa che ha poco da perdere, raccoglie in un contenitore un po' delle sue urine e si reca al drug-store. Trova il computer, inserisce i soldi e quindi versa il campione delle urine. Il computer inizia l'analisi e in pochi istanti produce un ticket con la diagnosi: "Hai il gomito del tennista. Fai degli impacchi con acqua calda e tieni il braccio a riposo. In un paio di settimane starai meglio". La sera stessa il tale, riflettendo sulla portata di questa nuova tecnologia e di come cambierà la scienza medica in futuro, inizia a pensare se il computer può essere ingannato. Decide di provare. Prende un contenitore e ci mette un po' di acqua del cesso, feci del suo cane, urine della figlia, urine della moglie, e per finire si masturba e mette anche un po' del suo sperma. Torna al drug-store, inserisce nel computer i soldi e il contenuto della scatoletta. Il computer inizia la sua analisi ed emette la seguente diagnosi: "L'acqua del tuo cesso è troppo dura. Usa un anticalcare. Il tuo cane ha le pulci. Fagli un bel bagno con un buon shampoo. Tua figlia fa uso di cocaina. Portala in una comunità di riabilitazione. Tua moglie è incinta. Due femmine. Non sono tue. Vai da un avvocato. E se non smetti di masturbarti, il gomito non ti guarirà mai"
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categoria: Poesie
Il Rinato
Non videro la stella d'oriente
i magi, non andava innanzi a loro
ella per scorta su le nevi ardente;
non improvviso udiron elli il coro
dei Messaggeri in Betleem di Giuda
prostrandosi; non mirra, incenso ed oro
offersero alla creatura ignuda
sopra la paglia della mangiatoia
calda di fiati nella notte cruda;
né, curvi in calca sotto la tettoia
radiosa, i pastori di Giudea
intonarono cantico di gioia.
S'ebbe natività nella trincea cava il Figliuol dell'uomo; e solo quivi,
messo in fasce da piaghe, si giacea.
Fasciato di tristezza era tra i vivi
e i morti, solo; e il ferro e il sangue e il loto
erano innanzi a lui doni votivi.
E non piangea, ma intento era ed immoto.
Laude gli era il rimbombo senza fine
per il silenzio delle nevi ignoto;
cantico gli era il croscio delle mine
occulto; gli era aròmato il fetore
ventato su dalle carneficine.
E sanguinava in fasce; ed il rossore
Si dilatava come immenso raggio,
sicché tutti i ghiacciai parvero aurore,
tutte le nevi parvero il messaggio
dei dì prossimi, l'ombra fu promessa
di luce, il buio fu di luce ostaggio.
Ed intendemmo la parola stessa
del suo profeta: "Un grido è stato udito
in Rama, un mugolio di leonessa,
un lamento, un rammarico infinito:
Rachele piange i suoi figliuoli che non sono più.
Una cosa novella, ecco, è creata.
Il Signore ha creata una virtù
nella carne. Quel ch'apre la matrice
Ei farà santo. Ei semina quaggiù
una semenza d'uomini". Ora dicembre una voce: "Io farò rigermogliare
in carne i tuoi germogli, o genitrice.
Ritieni gli occhi tuoi di lacrimare,
ritieni la tua gioia del lamento;
perché come la rena del tuo mare
t'accrescerò, come la rena al vento
ti spanderò. Eccoti i tuoi figliuoli
moltiplicati dal combattimento.
Senza sudarii tu, senza lenzuoli,
li seppellisci ed io li dissotterro.
Rifioriranno ai tuoi novelli soli,
alla nova stagione ch'io disserro".
E quivi il Figliuol d'uomo era, il Rinato;
e quivi erano il loto e il sangue e il ferro.
E con fasce da piaghe era fasciato;
e sanguinava senza croce, come
per il colpo di lancia nel costato.
Ma "Colui ch'è il più forte" era il suo nome.
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categoria: Barzellette » animali
Un prete ed una suora si trovano da soli in mezzo al deserto con una cammella. Ad un certo punto la cammella muore e i due religiosi rimangono a piedi proprio in mezzo al Sahara infuocato. Presi dalla disperazione, si mettono a pregare e ad invocare Dio, ma... niente. Ben presto diventa chiaro che sono destinati a perire per il caldo e la fatica. Vista la situazione, il prete si fa coraggio e chiede alla suora: "Sorella, so che forse non è il caso, ma... prima di morire, mi piacerebbe farlo almeno una volta!". La suora risponde di si' e tutti e due si trovano poco dopo nudi in mezzo al deserto. "Ma come siamo diversi! - esclama la suora - Cos'e' quella cosa che io non ho e lei invece ha, fratello?". "Questo? Questo è un arnese che quando è infilato a dovere fa resuscitare i morti! - s'ingalluzzisce il prete. "Ah si'? E allora perché non lo infila alla cammella, che cosi' possiamo andarcene!"
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categoria: Poesie
La melanconia
Fonti e colline
chiesi agli Dei:
m'udiro alfine,
pago io vivro'.
Ne' mai quel fonte
co' desir miei,
ne' mai quel monte
trapassero'.
Gli onor che sono?
che val ricchezza?
Di miglior dono
vommene altier:
d'un'alma pura,
che la bellezza
della natura
gusta e del ver.
Ne' può di tempre
cangiar mio fato:
dipinto sempre
il ciel sara'.
Ritorneranno
i fior nel prato
sin che a me l'anno
ritornera'.
Melanconia,
ninfa gentile,
la vita mia
consegno a te.
I tuoi piaceri
chi tiene a vile,
ai piacer veri
nato non e'.
O sotto un faggio
io ti ritrovi
al caldo raggio
di bianco ciel,
mentre il pensoso
occhio non movi
dal frettoloso
noto ruscel;
o che ti piaccia
di dolce luna
l'argentea faccia
amoreggiar,
quando nel petto
la notte bruna
stilla il diletto
del meditar;
non rimarrai,
no, tutta sola:
me ti vedrai
sempre vicin.
Oh come è bello
quel di viola
tuo manto, e quello
sparso tuo crin!
Più dell'attorta
chioma e del manto,
che roseo porta
la dea d'amor;
e del vivace
suo sguardo, o quanto
più il tuo mi piace
contemplator!
Mi guardi amica
la tua pupilla
sempre, o pudica
ninfa gentil;
e a te, soave
ninfa tranquilla,
fia sacro il grave
nuovo mio stil.
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categoria: Barzellette
Genesi della donna
Dio dice ad Adamo: "Adamo, come stai?"
"Non male, ma sono solo qui e mi annoio"
"Beh? Io ti posso trovare un po' di compagnia, una che cucina per te, pulisce tutto, ti tiene caldo di notte, con grande passione, va sempre d'accordo con te e non ti crea nessuna noia. Ma ti costerà caro. Ti costerà un occhio della testa!"
"Un occhio? Ma senti, che cosa puoi fare invece con una costola?"
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categoria: Barzellette
Ci sono due gemelli che stanno per nascere, ovviamente si trovano ancora nel grembo materno, uno dei due ha una faccia molto triste, tanto da suscitare interesse nel fratello, che dopo un po' gli domanda:
- Cosa c'è che non va?, hai una faccia!!
- Be sai, tra un po' nasceremo, e allora....
- Allora cosa?
- Be insomma, noi qui stiamo bene, al caldo,abbiamo da mangiare
non ci manca propio ninente, e nascere mi spaventa, sai magari facciamo parte di una famiglia poverissima.
- Io non mi preocuperei tanto, comunque c'è un metodo per risolvere
il tuo dubbio.
- A si e quale?
- Ci do un'occhiata al mondo fuori, e poi ti dico cosa saremo, al limite
rimaniamo qui.
- Be provaci!!
Dopo un po' di tempo ritorna con un sorriso enorme e dice al fratello
pensieroso:
- Non ci sono problemi, vedrai saremo felici!
- Perché?
- Perché siamo ricchissimi!
- Ma come fai a dirlo, hai solo guardato fuori un momento!
- Be pensa, siamo talmente ricchi che appena ho messo la testa fuori, avevo già la pelliccia attorno al collo.
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categoria: Aforismi » amore
Non mangia che colombe l'amore, e ciò genera sangue caldo, e il sangue caldo genera caldi pensieri e i caldi pensieri generano calde azioni, e le calde azioni sono l'amore.
segnalata da VoLaVeRuNt domenica 7 dicembre 2003
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categoria: Poesie
caldo freddo d'inverno
Avverto nell'aria il freddo gelido
che pungente scalda le mie vene
un freddo dal calore tenero
un tenero cuore gelido caldo di pensieri
un pensiero senza vita che sfida
le dure leggi del surreale
e manifesto qui il mio amore
rinnegando parte di un dolore
che affligge una vita di rimpianti
in cui la fine sarà l'inizio dei miei giorni.
alberto fertillo - tratto da il mio libro " overniente oltre il limite "
segnalata da alberto fertillo sabato 28 agosto 2004
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categoria: Poesie
caldo
il caldo di un giorno di sole,fra le dune e le rocce,vettori di te ...lo sciabodio infinito ,luce opaca e cielo,nel giorno la caluria silente atmosfera tua sulla sabbia intorno che immobile ti riverba .
segnalata da alinasolare mercoledì 15 giugno 2005
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categoria: Poesie
Mani calde
Mani calde sul tuo viso
battere come antico suono
cuore di rubino..
Lacrime d'amore sul gelido petto
di coloro che pensandoti
vivono di follia..
Rischiara l'alba del tuo giorno
fra la fitta nebbia dei tuoi pensieri
guardando da un vetro
la donna che sarai
nascosta fra la gente.
segnalata da Marilin mercoledì 1 febbraio 2006
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categoria: Barzellette » marito e moglie
Ke caldo!
Un giorno molto caldo,dopo la doccia, la moglie kiede al marito di tagliare l'erba del giardino.L'uomo ,tutto nudo,domanda alla moglie,,cosa ne dici se la taglio così come sono?Caro io niente ma i vicini diranno ke ti ho sposato per i soldi!
cabezzone - tratto da meahora
segnalata da pedrukau martedì 23 giugno 2009
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