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categoria: Barzellette
Un mago sta passando le sue vacanze in una spiaggia di nudisti. Un giorno incontra una bella donna che lo conosce di fama che gli chiede un qualche gioco di magia. Il mago non ha alcun accessorio (e' nudo), ma ha un'idea e chiede alla dama: "D'accordo, giratevi e piegatevi un po' in avanti!". La donna esegue e poco dopo sente un corpo estraneo insinuarsi nel suo culetto. Allora il mago le chiede: "Allora, sentite il mio dito?". E la signora: "Si', si'...". Il mago quindi tende le braccia e passa le sue due mani davanti agli occhi della signora e le dice: "Eh voila'!".
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categoria: Barzellette » religione » preti e suore
In un convento le suore stanno giocando a pallavolo, mentre la superiora se ne sta tranquilla a leggere, sentendo le voci di quelle che stanno giocando: - Mia! - Passa! - Fuori! - Tua! - mia! (Vocione maschile) La superiora si alza di scatto e guarda le suore con aria interrogativa, ma senza notare nulla di strano... Il gioco continua: - Vai! - Schiaccia! - Tua! - mia! (Ancora il vocione maschile) La superiora si spazientisce e fa subito mettere tutte le suore in fila: - Ora passo di fronte ad ognuna di voi, e a turno dovete dire il vostro nome alzandovi la veste! La prima, alzandosi la veste: - Suor Maria. E cosi' via: - Suor Paola - Suor Giuseppina - Suor Luisa... Arriva il turno dell'ultima che, guardando la superiora in modo ironico, alza la veste e con vocione maschile esclama: - Suor...presa!!
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categoria: Barzellette
Gioco dei dadi - bassifondi di New York, è sera c'è la nebbia e si sta giocando d'azzardo con i dadi sotto la luce dei lampioni. Tutt'intorno un capannello di persone che assiste. Un italoamericano lancia i dadi e fa 8. Dal capannello qualcuno grida: baro! L'italoamericano arrabbiato si guarda intorno ma non vede chi è stato. Rilancia i dadi e fa 10. Ancora la voce: baro! L'italoamericano sempre più arrabbiato guarda ancora in giro per vedere chi è ma non riesce ancora ad individuarlo. Rilancia i dadi e fa 9. E la voce ancora: disbaro!
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categoria: Barzellette
Mike birbone
"Se me la da', Lei diventa la nuova campionessa"
[parlando della soluzione ad un gioco]
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categoria: Barzellette » uomini e donne
Marito e moglie, da quando è nato il loro bambino, non riescono più ad avere un attimo di intimita'.Un giorno, malgrado la presenza del figlio, decidono di fare l'amore e architettano questo stratagemma: "Paolino, facciamo un bel gioco"-dice la moglie-"Vai sul balcone e dimmi tutto quello che succede."Il bambino ubbidisce e i genitori subito si precipitano in camera da letto.Dopo un po' il bimbo dal balcone dice: "Mamma, vedo una signora col cagnolino."-"Bravo!Guarda, vedi altre cose?" dice la donna dalla camera da letto.-"Si, un signore che legge un giornale."-"e poi?"-"i signori di fronte stanno facendo l'amore!" "Cosa?"-"Si, perché anche il loro bambino sta fuori sul balcone..."
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categoria: Poesie
Passero solitario
D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.
Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia vòto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.
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categoria: Barzellette » lavoro
Impiegati statali...
Cinque uomini stanno vantando le doti dei loro cani: un ingegnere, un contabile, un chimico, un informatico ed un impiegato statale. L'ingegnere: "Regolo - il nome del cane - vieni qua". Il cane trotterella al suo tavolo, prende dei fogli, una penna e disegna un cerchio perfetto, un quadrato e un triangolo. Tutti d'accordo che è una cosa incredibile.
Ma il contabile dice che il suo cane può di meglio. Chiama il suo cane: "Bilancio, vieni qua e fai vedere ciò che sai fare". Il cane va in cucina e ritorna con una dozzina di uova e le divide in 4 gruppi di tre ciascuno. Tutti quanti sono d'accordo che di certo è meglio del cane dell'ingegnere. Ma il chimico afferma che ciò non basta. "Misura, vieni qua e mostra la performance che ti ho insegnato". Il cane va in cucina, prende 1/2 litro di latte, una tazza da 1/4 di latte e la riempie senza versare una goccia. Tutti rimangono impressionati. Ma l'informatico però pensa di metterli tutti a tacere: "Discorigido, vieni qua e fai vedere cosa sai fare!". Il cane accende il computer, controlla che non ci siano virus, manda una e-mail ed installa un nuovo gioco. E tutti, a questo punto, pensano che nulla di più possa essere fatto. Così i 4 uomini si rivolgono all'impiegato statale e gli dicono: "Cosa sa fare il tuo cane?". L'impiegato statale chiama il suo cane: "Pausacaffè, fai vedere!!!" Il cane salta sulle zampe, si beve tutto il latte, cancella tutti i files dal computer, si fa tutti e 4 gli altri cani, si lamenta per un forte mal di schiena dovuto a tutte queste azioni, invia un certificato medico e sta a casa 6 mesi...
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categoria: Poesie
Gia' per l'aula beata a cento intorno
Già per l'aula beata a cento intorno
Dispersi tavolier seggon le dive,
Seggon gli eroi, che dell'Esperia sono
Gloria somma o speranza. Ove di quattro
Un drappel si raccoglie: e dove un altro
Di tre soltanto. Ivi di molti e grandi
Fogli dipinti il tavolier si sparge:
Qui di pochi e di brevi. Altri combatte;
Altri sta sopra a contemplar gli eventi
De la instabil fortuna e i tratti egregi
Del sapere o dell'arte. In fronte a tutti
Grave regna il consiglio: e li circonda
Maestoso silenzio. Erran sul campo
Agevoli ventagli, onde le dame
Cercan ristoro all'agitato spirto
Dopo i miseri casi. Erran sul campo
Lucide tabacchiere. Indi sovente
Un'util rimembranza un pronto avviso
Con le dita si attigne: e spesso volge
I destini del gioco e de la veglia
Un atomo di polve. Ecco sen ugne
La panciuta matrona intorno al labbro
Le calugini adulte: ecco sen ugne
Le nari delicate e un po' di guancia
La sposa giovinetta. In vano il guardo
D'esperto cavalier, che già su lei
Medita nel suo cor future imprese,
Le domina dall'alto i pregi ascosi:
E in van d'un altro, timidetto ancora,
Il pertinace pie' l'estrema punta
Del bel pie' le sospigne. Ella non sente
O non vede o non cura. Entro a que' fogli ,
Ch'ella con man si lieve ordina o turba,
De le pompe muliebri a lei concesse
Or s'agita la sorte. Ivi è raccolto
Il suo cor la sua mente. Amor sorride;
E luogo e tempo a vendicarsi aspetta.
Giuseppe Parini - tratto da Il Giorno. Le odi. Dialogo sopra la nobilta'
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categoria: Poesie
Al padre
Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato. Le nostre notti cadono
nei carri merci e noi bestiame infantile
contiamo sogni polverosi con i morti
sfondati dai ferri, mordendo mandorle
e mele dissecate a ghirlanda. La scienza
del dolore mise verità e lame
nei giochi dei bassopiani di malaria
gialla e terzana gonfia di fango.
La tua pazienza
triste, delicata, ci rubò la paura,
fu lezione di giorni uniti alla morte
tradita, al vilipendio dei ladroni
presi fra i rottami e giustiziati al buio
dalla fucileria degli sbarchi, un conto
di numeri bassi che tornava esatto
concentrico, un bilancio di vita futura.
Il tuo berretto di sole andava su e giù
nel poco spazio che sempre ti hanno dato.
Anche a me misurarono ogni cosa,
e ho portato il tuo nome
un po’ più in là dell’odio e dell’invidia.
Quel rosso del tuo capo era una mitria,
una corona con le ali d’aquila.
E ora nell’aquila dei tuoi novant’anni
ho voluto parlare con te, coi tuoi segnali
di partenza colorati dalla lanterna
notturna, e qui da una ruota
imperfetta del mondo,
su una piena di muri serrati,
lontano dai gelsomini d’Arabia
dove ancora tu sei, per dirti
ciò che non potevo un tempo - difficile affinità
di pensieri - per dirti, e non ci ascoltano solo
cicale del biviere, agavi lentischi,
come il campiere dice al suo padrone:
"Baciamu li mani". Questo, non altro.
Oscuramente forte è la vita.
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categoria: frasi d'amore » lettere
amore a prima vista
ci sono tante cose che vorrei dirti ma non nè ò il coraggio, cè un silenzio eterno nel mio cuore. da quando ti ho visto eri cosi meravigliosa. non potrei mai scordare la tua faccia.vorrei che fossimo sempre insieme ma non credo sia possibile per colpa dell'abitazione. questa è la mia primalettera e ctredo che ti sia piaciuta.
segnalata da daniel mercoledì 31 agosto 2011
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categoria: Aforismi » amore
Chi ama per gioco se ne pentirà quando per gioco sarà amato.
segnalata da Cecy martedì 11 novembre 2003
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categoria: Aforismi » amore
non amare mai per gioco, perchè te ne pentirai quando per gioco sarai amato...
segnalata da greta mercoledì 7 luglio 2010
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categoria: Aforismi » cultura » arte
IL GIOCO VERO
Il GIOCO VERO non è casuale e stupido , il vero GIOCO ha delle regole precise.
candida riva - tratto da candida riva
segnalata da candida riva venerdì 3 settembre 2021
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categoria: Barzellette
gioco
lo sapete il gioco del piccoco e l'osso dolce io ta metto e tu etti vuce
segnalata da Enzo & Francesco Paolo mercoledì 27 giugno 2001
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categoria: Poesie
amare per gioco
Le ginocchia sulle quali
il mio cuore prende fiato
é donato da un innato amore per te.
Recupero energie in attesa di svegliarmi
capire e riconoscere emozioni lontane.
Altalenante amore questo pungente episodio
vita passata all'insegna di te
cuore ricambiato da parole bruciate
fretta di volere amare per gioco
ripudio le tue frasi ritenute irreali.
Guardandoti negli occhi detterò il mio pensiero
qui termina tutto,sia il falso che il vero.
alberto fertillo - tratto da il mio libro overniente pensieri oltre il limite
segnalata da alberto fertillo sabato 28 agosto 2004
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categoria: Leggi di Murphy
Legge dei Giochi di carte
Se vinci,sei un campione.
Se perdi,è colpa delle carte...
segnalata da Allanon mercoledì 1 dicembre 2004
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categoria: poesie
Io gioco ancora
Io gioco ancora,
per non perdermi nella consapevolezza della crescita,
Per poter correre ancora,avere dei sogni e ridere di niente,
Io gioco ancora,
senza età ne vincoli,senza sicurezze solo istinti
gioco per non crescere troppo e perdere la purezza
Io gioco ancora,
senza motivi certi,solo per il piacere di farlo
solo per il piacere di vivere
Valentina(io) - tratto da me stessa
segnalata da Valentina domenica 2 dicembre 2007
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categoria: Aforismi » amore
Il gioco dell'amore
è un emozione,
è la passione di una vita,
ti prende e nn ti lascia,
vinci e perdi,
re e regina,
nel amore nn c'è tempo,
tutto è possibile,
niente lo ferma,
è un movimento continuo,
raro nel suo essere vivo,
forse il tuo gioco inizia nel sogno..
e qui inizia il gioco dell'amore.
Sensible - tratto da da un gioco con l'amore mio
segnalata da Sensible lunedì 24 novembre 2008
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categoria: poesie
Crudele il gioco del cuore.
All’ombra di una ricerca
di un tragico amore,
il destino batte le ali,
abbandonando il cuore al dolore.
Crudele gioco il suo.
Silenzio nei miei pensieri del passato,
sul mistero di una rosa sbocciata sulla neve,
per quella lettera ingiallita di una sconosciuta
che accarezzava un sogno.
Il cielo lacrima al bacio di una donna
che ha lasciato la sua ombra,
sulla spiaggia bagnata.
naida santacruz
segnalata da naida santacruz sabato 28 marzo 2009
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categoria: SMS pronti » amore
L'AMORE NN E UN GIOCO
tutti gli uomini insensibili nn sanno cose l'amore tutte lle donne vanitose credono che sia solo un gioco ma nn sanno cosa li aspetta dietro a quelle voci,nn sanno quale il significato vero dell'amore almeno io nn lo sapevo ma poi sei arrivato tu e ho capito che l'amore e un sentimento infinito che permette di volare e andare su nel cielo a sognare e devo dirti grazie xke grazie a te io ho capito che ... TI AMO ...
ginevra fazio anzi l'amore che provo x te cucciolotto del mio cuore - tratto da IL MIO QUORE
segnalata da sofferente x amore venerdì 8 luglio 2011
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