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Il Bacio Del Ritorno
Dicembre scese quieto,
nelle sere senza voce.
Il freddo incise sui vetri
trame sottili, come memorie
che l’inverno protegge nel suo palmo.
L’aria odorava di neve lontana
e le ombre si allungavano lente
sui muri addormentati.
Gennaio avanzò sui campi,
con il suo passo severo.
Sotto la crosta del ghiaccio
la terra taceva, raccolta,
come un cuore che trattiene il battito.
E non era morte, quel silenzio,
ma un’attesa profonda
che nessun vento osava disturbare.
Febbraio depose brina
sui rami nudi,
una luce stanca che sfiorava
le cose senza svegliarle.
Ogni forma restava immobile,
sospesa tra ombra e chiarore,
come se il mondo trattenesse il fiato
prima di un antico rito.
Poi venne marzo,
con un vento sottile e inquieto.
Si ruppe l’ultimo gelo
e nei solchi umidi dei campi
qualcosa tremò piano,
un fremito lieve come un segreto.
Forse era soltanto il soffio
della primavera che tornava,
chinandosi a baciare la sua terra
come un’amante ritrovata.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra domenica 22 marzo 2026
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Finalmente Tu
Finalmente tu,
nei miei giorni di cinigia ipoacusica,
dove il cuore non ricorda più
la folata d’idioma d’amore
a colorare i miei sogni assopiti
tra stelle stanche e tremule nel fatuo.
Scoppia il risveglio della vertigine,
come una fiamma nel pavento
che non chiede assenso d’ardere,
unicamente travolge di brama
la tua brama di travolgere,
tra flutti e frangenti spiegati
al destino che scrive e cancella luce.
Finalmente tu,
fiore delicato e nudo all’ipocrisia,
che geme promessa da infrangere
per disperdere come rancida polvere
sul ciglio del precipizio senza pace.
Trasogno, sospesa nel tuo centro,
la notte danzante di fuoco
sotto neve che scalda emozioni
da bruciare sottovoce,
come segreti che ardono solo al buio.
Finalmente tu,
penetrante fulmine che squarcia
il ghiaccio antico nel buiore
della mia solitudine,
spogliando le mie salmastre lacrime.
Modelli ombre in acque chete,
e arresa, e naufraga, e vagabonda,
senza più scialuppa di rinuncia
a questa tribù d’amore che tesse
le nostre rizomi ansimanti
sotto lembi di cielo cremisi
blanditi nei vezzi d’amore che conia.
segnalata da Laura Lapietra sabato 14 marzo 2026
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Gosetsu 0 (Poesia Giapponese)
Le colline dormienti
sotto falde di neve
sciolta appena.
Mi copro nello scialle
senza ago e filo.
segnalata da Laura Lapietra giovedì 12 marzo 2026
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Mimosa
Immensa come il mare
luminosa come l'aurora boreale
granitica come una roccia
e docile come un fiore di mimosa
appena raccolto.
segnalata da Angela Randisi domenica 8 marzo 2026
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Al solito posto
Ci vediamo al solito posto
davanti al mare
dove siamo nati
da dove dobbiamo ancora tornare
Pensarti, vederti da lontano
e starti accanto.
Parliamo un' altra lingua
di stelle che sorgono
e foglie che cadono
di onde pigre verso la battigia.
Un silenzio profondo
che dimentica le parole
perché solo il tempo conosce
la disperata quiete
che mi dimora nel cuore
quando il vento dolce e impietoso
mi riporta il tuo nome
segnalata da Sara venerdì 6 marzo 2026
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