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categoria: Poesie
Una storia che non esiste
La notte passò come tutte le altre la pelle era pallida e lo sguardo nascosto
in un lutto futuro di immagini scalze
rinchiuse in un fremito di metà agosto.
Grida un lamento e l'inchiostro s'intinge
sulle sue unghie che stridono ancora,
il buio è più chiaro del suo umore migliore,
la morte che vive e la vita che muore.
Non chiudere gli occhi fata silente,
non chiudere gli occhi la vita non mente.
La morte promette e non conosce bugia
ti presta la vita e te la porta via.
Un'altra mattina di luce tagliente
le illumina il volto e glie lo attraversa,
il destino sorride e beve i suoi sorsi
ed incide nel ventre una faccia perversa.
Come tutti i giorni viveva da sola
e accanto a lei non c'era nessuno
avrebbe venduto la sua vita intera
in cambio di un'unica e nuda parola.
Passavano i giorni e le notti veloci
e lei non mangiava e si consumava
e la sua bellezza non era capace
di bere due gocce di dolce rugiada.
Ormai scompariva il sorriso dal volto
perchè non aveva nemmeno un motivo
di dire mi son divertita molto
perchè in ogni istante le voglie le vivo.
Cadevano lacrime come cristalli
nel pozzo profondo di un mondo malvagio
un cane randagio che nella sua strada
non ha mai trovato sorelle o fratelli.
Per tutto quel tempo lei non era sola
ma c'era qualcuno che le stava accanto,
qualcuno che non si faceva scoprire
perchè aspettava il giusto momento.
Faceva il mestiere di chi sa aspettare
aspettando nel buio e attraverso le porte
guardava negli occhi la donna che amava
e alla quale avrebbe dato la morte.
Non è eutanasia ma è solo destino
quando hai il mestiere di dare la morte
e poi t'innamori della tua preda
prima di assecondarne la sorte.
Questa è la storia d'amore più triste
questa è una storia che non esiste
ma se esistesse sarebbe un dolore
perchè è la morte che vive
e l'amore che muore.
segnalata da Alessandro martedì 22 ottobre 2002
voti: 22; popolarità: 8; 0 commenti
categoria: Poesie
E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all'asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t'aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l'età che s'invola...
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...
E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand'eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e a regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...
Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto d'amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...
Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po' folle, un po' saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: "io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato..."
segnalata da Ambra lunedì 1 dicembre 2003
voti: 12; popolarità: 4; 0 commenti
categoria: Poesie
CHIARE FRESCHE E DOLCI ACQUE
Chiare fresche e dolci acque
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo, ove piacque,
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse con l'angelico seno;
aere sacro sereno
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S'egli è pur mio destino,
e 'l cielo in ciò s'adopra,
ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l'alma al proprio albergo ignuda;
la morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo,
ché lo spirito lasso
non poria mai più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l'ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch'a l'usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
e là 'v'ella mi scorse
nel benedetto giorno,
volga la vista disiosa e lieta,
cercandomi; ed o pietà!
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l'inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m'impetre,
e faccia forza al cielo
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da' be' rami scendea,
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra 'l suo grembo;
ed ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l'amoroso nembo;
qual fior cadea sul lembo,
qual su le treccie bionde,
ch'oro forbito e perle
eran quel dì a vederle;
qual si posava in terra e qual su l'onde,
qual con un vago errore
girando perea dir: "Qui regna Amore".
Quante volte diss'io
allor pien di spavento:
"Costei per fermo nacque in paradiso!".
Così carco d'oblio
il divin portamento
e 'l volto e le parole e'l dolce riso
m'aveano, e sì diviso
da l'imagine vera,
ch'i' dicea sospirando:
"Qui come venn'io o quando?"
credendo esser in ciel, non là dov'era.
Da indi in qua mi piace
quest'erba sì ch'altrove non ho pace.
segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004
voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
i giorni passano....
I giorni passano….
È arrivato l’autunno…
Io e te stiamo assieme da tre mesi….
e…anche se sono pochi…tre mesi…
ho capito che…..
quando t vedo e magari sono triste,
mi sento l’adolescente più felice della terra,
e da quando ho conosciuto te dalla ragazza più infelice, mi sono subito sentita la più felice tra le tante…..
e penso che non ci sia una parola che racchiuda la grandezza dei miei sentimenti che provo verso te…
perché i sentimenti nn devono “stare fermi”…
ma quelli veri
attraversano il tempo…
per rafforzarsi ogni giorno sempre più…
e l’amore..che nessuno lo potrà mai spiegare…
e che nessuno potrà mai ricevere l’amore che lui stesso da….
Ma dal momento che ti ho visto
ho scoperto perché ha vissuto fino a oggi…..
Cosa era quella cosa che mi mancava…
Le tue mani sul mio corpicino,
dolci
delicate…
quei brividi nostalgici…
che vengono….quando so di non averti accanto..
quando so di non poterti abbracciare..
quando so…di non poter respirare l’aria che respiri tu….
Amore mio…io non sono una poetessa…
Ma ascolto il mio cuore …e scrivo quello che mi dice.
Amore…sempre ho desiderato di vivere questi momenti..
E lo dico a te…
Perché solo tu riesci a darmi quella affettuosa sensazione…
E tanto, tanto altro ancora…
Ti voglio bene Dany ….la tua Stella.
segnalata da maristella giovedì 8 luglio 2004
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categoria: Poesie
senza te
Abbandonata nello sperduto infinito
mi sono persa... e non riesco più a trovare i miei passi,
la strada che stavo percorrendo
Perchè un brivido mi assale ogni volta
che sento quel nome?
perchè sono ancora qui nel nulla
da sola...
inizio a sentire freddo
mi sento legata a un palo
senza ali per scappare
senza forza per raggiungerlo...
E senza il suo sguardo
non riesco a sorridere
e senza il suo sorriso
non posso sorridere.
Sono stanca e sfinita,
ma mi manka e sentirlo vicino mi fa male...
sentirlo vicino lo allontana ancora di piu.
Cosa posso fare quando solo il suo nome
mi da la forza di vivere ?
E cosa quando invece esplode
la mia voglia sognata ormai da troppo tempo?
Ascolto la canzone della mia vita...
una melodia maliconica e nostalgia
troppo attaccata ai ricordi...
Ma perchè non mi rendo conto
che il passato non è più...?
e ke nn posso vivere pensando a ciò che è stato..
Ma quando la mia lacrima attraversa il cuore
quando il suo ricordo è vivo dentro di me
non riesco a smettere....non riesco a cedere !
O con lui o senza
il mio delirio vivrà per sempre
di quei ricordi che arrivano all'improvviso
e che custodisco in modo egoista...
quei ricordi sono solo miei ..solo miei
e pregherò per sempre che non si perdano
mai e rimangano in me
+ vivi del momento stesso in cui li ho vissuti
e lui in me....
x sempre!
segnalata da Angy miyu sabato 30 ottobre 2004
voti: 24; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Mille luci spente
Mille luci spente
che si accendono quando ti vedo,
quando ti parlo,
ti tocco,
ti sfioro....
Sei in un sogno,
un sogno che si impadronisce
improvvisamente della mia anima,
mille diari,
quei diari,
fatti di luce spenta
accanto a un focolaio,
scritti per anni di angosce totali,
di depressioni che mi uccidevano dentro,
vedo le pagine,
una mano tremante
di una vecchia ottantenne,
le rivedo...
dita sciupate da una vita vissuta male,
con lo sguardo incupito
da pensieri assillanti,
ora sono lì,
in quella scatola che chiuderò per sempre,
le mie mani non vogliono più toccare il buio,
ne ho già "abbracciato" tanto, troppo,
voglio rivederle vive
e non vogliono prendere più quella penna
che ha visto le macchie del quaderno...
ora accanto al focolaio
c'è un diario nuovo
che sto aprendo pagina per pagina,
la mano non è più quella di un tempo,
è bagnata di lacrime passate
ma non nuove...
un sogno,
il mio sogno:
ora sei tu !!!
segnalata da Tecnogatta giovedì 18 novembre 2004
voti: 16; popolarità: 0; 2 commenti
categoria: Poesie
La mia unica Lei
La mia donna non è di questo mondo...
La mia Lei ha la mia anima nel sangue.
Ed io la sua... al di là di queste ombre
siamo l'un per l'altra solamente luce!
Soltanto ora la riconoscerei fra mille,
perché ho sofferto per la sua mancanza...
Ho amato tante donne nel frattempo
e anch'io da loro sono stato amato,
ma no allo scopo, che Dio le aveva dato
di starmi accanto, perché le stessi accanto.
La mia Lei non l'ho ancora conosciuta...
ne ho avute tante, ma come Lei nessuna.
E aspetto, aspetto in tutti i chiari di luna
che il mio Angelo si presenti immacolato
dopo un volo digradante dalle stelle...
e mi si posi a carezzar la pelle, il fiato
e il pigolìo di un cuore lancinato,
che invoca il Paradiso a noi creato...
Ma non m'importa ora Lei con chi sia,
con chi abbia condiviso questa vita...
La nostra vita è oltre mille anagrafi
ed oltre questo tempo così ingrato...
Non contano i suoi uomini, o i suoi figli,
le proprietà, o i suoi titoli di studio...
Conta invece che al di là di queste vite
ci ritroviamo tutt'e due nell'Assoluto...
In questa fede m'addormento la notte.
So che possiamo rinascere assieme,
riappartenerci l'un l'altra come è stato
quando ci conoscevamo già in passato,
perchè la Storia delle nostre anime
innamorate non debba aver mai fine.
Siamo le due metà di una stessa vita
e il nostro Amore oltre ogni vita vivrà...
Così è scritto, Amor mio... e così sarà!
FernyMax - tratto da una fantasia sotto il cielo stellato
segnalata da FernyMax giovedì 18 maggio 2006
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categoria: Poesie
Pensiero
( A mia figlia Stefania sempre presente)
..Lentamente il mio passo
di certo quasi caduco
mi trascina via,
spaventato, inebetito!
Un frazionato barlume
di coscienza vera
mi riconduce indietro:
quando il tempo
era delle rose e i giorni
avanzavano nel verde della vita
senza immagine
perché il viso tondo
dell’Amore poi andò via….
Ancora, col mistero del trionfo
altri stupendi Amori
mi consegnavano la luce…
Ora, appagato raggiungerò
ciò che era futuro
perché sento dietro di me
l’alito della storia,
la paura di essere giunto,
mi rigiro intimidito,
solo e inerme,
stanco e avvilito:
l’oscuro viale ha pietà!
La vecchia panchina
stinta e affranta
mi accoglie per l’ultima sosta
ma di fianco ora sento
che l’alito è profumato….
Mi rigiro e rigenerato
vedo che qualcosa mi sostiene:
è Lei….Il mio Angelo Custode!
Geom.Alfredo Genovese
Alfredo Genovese - tratto da Pagine d'amore a Stefania
segnalata da alfred mercoledì 12 luglio 2006
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categoria: Poesie
La realtà dei sogni
Introduzione: E se la realtà fossero i sogni?
Ho conti in sospeso con mezzo mondo, poco a poco, in quel breve tempo che ho a disposizione risolvo problemi che mi tormentano da anni: mi immergo nel sogno che ho sempre sognato e risolvo tutto…
Che il mio sforzo non sia invano,
notte dopo notte ti cerco per
incontrarti un'altra volta
Dove sei?
Tu, che hai il potere
di creare sensazioni artificiali
in ambienti surreali
Cos’è?
Provo un emozione unica:
calore, attrazione, una leggera brezza
mi accarezza, qualcosa si avvicina,
mi fa sentir vivo….Ah!
Scusa, non ti ho visto passare.
Eccoti finalmente, benvenuta nel mio giardino,
sei più emozionante che nella realtà,
questo non è un sogno, è la mia visione:
ti vedo ad occhi chiusi
e mi ostino a non aprirli.
Ora devo andare, devo attenermi alle regole,
questa magia, sorseggiamola affinché
duri il più possibile,
memorizzo più che posso
per non dimenticare al mio risvegliar.
Ora, che ti vedo ad occhi aperti,
non è più la stessa cosa…
Ma come, non ricordi? C’eri anche tu…
Ci siamo conosciuti,
ma forse non ricorderai e,
anche se non ti interesso,
posso contare su di te
perché potrò rivederti
ogniqualvolta lo desidero
nei miei sogni più segreti.
Traditrice, questa notte,
vedrai,
te la farò pagare.
segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006
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categoria: poesie
A volte...
vorrei essere utile
o vorrei non averti mai incontrato
vivevo nel buio
rinchiusa nel mio guscio
dentro ad un mondo tutto mio
fatto di tristezza di incertezze
sarei mai stata capace di mettere la testa fuori
dare un occhiata al mondo
per vedere se sarei stata in grado di camminare da sola?
No
Ancora una volta mi chiudo in me stessa
dentro quella corazza che mi sono creata intorno a me per proteggermi da tutto il male che c è in questo mondo....
Scrack
Qualcuno mi ha calpestato...
il guscio in frantumi
Sofferente sento qualcosa che mi solleva da terra
mi porta al riparo in un posto a me sconosciuto
comincio a sentirmi meglio ogni giorno
che passa
sempre di piu finche
non scopro che il mio eroe
la mia salvezza sei stato te
Mi sento rinascere
la mia vita comincia a prendere forma
colori
comincio ad acquisire fiducia in essa
tutte le paure le incertezze e i dubbi svaniscono nell aria....
l amore che hai per me il modo col quale ti prendi cura di me il modo
con cui mi insegni a vivere
a partire dalle semplici cose
è a dir poco immenso...
un amore cosi grande
che a sua volta mi fa innamorare di te...
crash
sento un colpo forte
mi accorgo di essere caduta al suolo...
Ancora una volta la paura comincia a farsi sentire:
E la forza dell'amore
Amore ti ho fatto troppo stare male,
con me ti sei ritrovato imprigionato in una gabbia senza nessuna via di scampo
Adesso è arrivato il tempo di lasciare volare via libero verso infiniti orrizonti
quell' uccelino che mi aveva fatto ritrovare la luce
che tanto calore aveva saputo donarmi
ma che purtroppo io ho soffocato con il troppo amare
Ti Amo
Ora sei libero da ogni catena!...
e per tutto cio...
A volte non vorrei averti mai conosciuto
Anya - tratto da Anya
segnalata da Anya mercoledì 31 dicembre 2008
voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
ALI SPEZZATE ...
Tu che scambi il suo amore
per possesso
e la donna al tuo fianco
per lo sfogo delle tue frustrazioni e debolezze:
chi sei tu, vile,
per spezzare le ali ad un angelo?
Chi sei tu, insignificante nella vita,
per soffocare la sua voce
-repressa ed impalpabile-
tra le tue mani
-esangui ma inesauribili-,
ingabbiandone ogni sua speranza
nel tugurio della tua coscienza?
Come puoi scaricare sulle sue esili spalle
il fardello d’umiliazioni e vergogne
della tua morbosità?
Come puoi seppellire l’emozione
nella fossa vuota del tuo cuore,
e -dopo tutto-
avere ancora il coraggio di guardare?!
Farfalla dalle ali spezzate,
fuggi dai resti di questa vita,
sciogli ogni laccio ancora teso al cuore,
rompi il silenzio
e libera il tuo represso pianto
in urlo colmo di libertà!
Anche se un arcobaleno in bianco e nero
copre il cielo grigio di solitudine,
mira oltre il tuo sguardo denso di pudore,
fallo ora,
adesso,
per sempre!
Nessuna gioia potrà sanare
le ferite di un cuore irrimediabilmente spezzato,
come pane sconsacrato …
nessuna rinascita potrà ristabilire l’equilibrio
di un’anima appesa a un filo …
nessuno potrà ridonare la luce perduta
al tuo ormai secco viso,
scavato dal tempo e dalle lacrime …
Ma dove non puoi giungere domani,
in un batter d’ali,
potrai arrivare negli anni,
sui piedi e con la testa.
E se scegliendo la nuova strada,
seppellendo il tuo passato,
proverai paure, sentirai rimorsi,
lasciati andare,
che tu sia quel che veramente sei,
scopriti da ogni telo,
perché non esiste vita migliore
di quella che vogliamo
e non c’è motivo per non desiderarla!
Come da un seme scippato a un fusto
può nascere un fiore,
così da un presente sottratto a un destino vile
può nascere la speranza di un domani migliore!
E finché non riacquisterai il dono del sorriso
non saprai mai quanto bene possa farti
un semplice sorriso …
segnalata da Gaspare110 giovedì 22 gennaio 2009
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categoria: poesie
Caro Fratello
Caro Fratello
Ciao fratellino, come stai?
Quanto tempo che non ti sento
Cosa fai? Tutto bene a casa?
Quanto mi manchi
Eravamo sempre assieme
Avevamo gli stessi sogni
E poi? Cos’e successo?
Cosa c’e stato fra di noi
Che ci ha divisi cosi?
Perche?
Caro fratellino
Pensa ai giorni di ieri
Ti ricordi le scuole? Ti ricordi gli amici?
Ti ricordi la Mamma?
Qyante, ma quante ne abbiamo passate
Quante sbornie, quante risate, quanti ricordi
E poi? Cos’e successo?
Abbiamo cominciato sto schifio di vita
Che pero ‘na vita proprio buffa e
Quante gioie ci son state
Quznti, tanti, bei ricordi
Le scuole, gli amici,
La Mamma, I tuoi bimbi, e noi…
Sempre assieme, sempre uniti
Guarda che anche se non sono li con te
Sono sempre con te
Beh, adesso devo andare
Non voglio tirarla lunga
Ho cose da fare e, credo anche tu
Comunque, sappi che mi manchi
E, senti…
Un’altra cosa prima che vedo
Ti amo, ti amo tanto
Ciao
Tuo fratello
Fab Ricciardi - tratto da Fratello
segnalata da Fab mercoledì 28 gennaio 2009
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categoria: poesie
SAPORE DI SOLE
Si è fatta aspettare ma ora sta per arrivare
Quell’estate a cui eri solito pensare
E sognare quelle passeggiate in riva al mare
Forse quest’anno le cose potranno cambiare
Poiché la dovrai passare, con gente che prima non conoscevi
E che ora reputi speciale.
Ma io non mi accontento, del bel tempo
O di sentire il mare dentro
Io voglio il sole, voglio tutto il caldo
Voglio il mare alto e non stare mai calmo
Voglio la sabbia sulla pelle, voglio le notti di stelle
Perché quelle sono le più belle.
Voglio bruciare al sole
Voglio vedere seccarsi le gole
Voglio il sale del mare e affondare per poi tornare a galleggiare
Voglio il sapore di sole.
Non guardo tv e nella mia lista non trovi nessuna rivista
Qui la situazione si è persa di vista
Prendo un foglio dalla risma, è tutto scombinato per colpa del sisma
Questi giorni mi hanno scosso, ma io mi sono mosso
Sono andato in soccorso e non chiedo nessun rimborso.
Ora pretendo che questa sia un’estate memorabile
Per tutte le persone da quello stabile a quello mentalmente labile.
Voglio che la gente si possa divertire, e poter seppellire la crisi che non vuole sparire
Ma se pensa di vedermi morire, allora deve capire
Che io vincerò questa guerra, ci devo riuscire.
Io voglio bruciare al sole
Voglio infiammare le suole
Volgio sotterrare la rabbia sotto la sabbia nel caso ce l’abbia
Voglio il sapore di sole.
Giù per questa strada, giustizia nada
Prima che la pioggia cada, troverò qualcosa che mi aggrada
Ma vada come vada, sarò sempre come un pesce spada
In una pozzanghera ai bordi della strada.
E questa voglia di fuggire, che continuo a sentire
Voi non riuscite a capire, ma so che in fondo anche voi volete venire
Ma non lo volete dire.
Allora sentite questa idea, che pian piano si crea
Ci faremo un giro di boa, anche con la bandiera dell’alta marea
Ci tufferemo nel mare a mezzanotte, se farà freddo non me ne fotte
Ricorderemo sempre quella notte
E le delusioni verranno rotte.
Io voglio bruciare al sole
Voglio veder chiuse le scuole
Voglio andare in fondo al mare e poi tornare per respirare tutto il sale
Voglio il sapore di sole.
LucaG - tratto da MyLyrics
segnalata da LucaG domenica 26 luglio 2009
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categoria: poesie
Un fagotto
Ho fatto un fagotto
di fiabe e fandonie,
di luoghi comuni,
di frasi già fatte.
Ci ho messo i racconti
di mamme e di nonni,
le mode e i clichè
le fedi e gli inganni,
e ogni illusione
inventata per l'uomo.
Ho aggiunto entusiasta
le facili lodi
di chi non ascolta,
lusinghe sfacciate,
mielose preghiere,
i versi cantati
con le belle rime,
proverbi, rimedi,
scongiuri, bugie.
Il peso degli occhi
coi loro giudizi,
le dita puntate,
i ridicoli gesti
di chi non ha voce
per farsi ascoltare,
gli intrighi e le trame
per farci inciampare.
Gli stili pomposi,
la forma perfetta,
le pillolette
che danno saggezza,
la voce impostata
per fare più effetto,
i sorrisi stampati,
i falsi e cortesi,
i modi affettati
e il sottile bon ton.
E nella mia foga,
ancor più decisa,
ho tolto i cimeli
dal vecchio baule,
i futili segni
dei tempi passati,
carcasse ormai erose,
inutili pesi.
Che leggerezza
improvvisa, inattesa,
se avessi saputo
lo stato beato
ci avrei già pensato
prima ancor di capire.
segnalata da RitaS domenica 27 dicembre 2009
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categoria: Poesie
Tricarico
Ritornano le rondino
di questa nuova primavera
che portan con se i ricordi
di infiniti festeggiamenti
e suonar delle campane
appartenenti a un carnevale
che impresso nella mente di tutti,
spero rimarrà.
Il nostro paese
confinato da possenti torri
e quelle terre che d'un tempo
eran dominate da sogni e da speranze.
Quel paese che ha mutato le ali
per sorvolare i cieli della libertà,
senza dar conto nè al futuro nè al passato,
ma che vive i doni del presente.
Tricarico...il sogno d'un soldato
che adesso è libertà,
e morirà per te!
Dove dietro quelle montagne
continua a gridare per trovar risposta
a tutti i misteri e leggende
che ruotano attorno ad esso.
Un paese che formato
da tradizioni e magie,
da suoni di tammorre e chitarre,
di campane e grida,
dal fruscio del vento e
dal picchiettar della pioggia;
quel paese che
se non ci fossero le urla
dei bambini e ragazzi
la mattina alle otto,
non si chiamerebbe Tricarico!
Tricarico è tutto? O forse niente?
Un pò pigro, e di colpo alterato.
A volte fantasioso, a volte monotono.
Io paese delle Associazioni:
disse Francesco Tomacci!
Un paese che comprende cos'è davvero
la magia del Natale.
Non lo so.
Quel paese che a volte esagera,
ma che ha colpito il cuore
di 6.OOO cittadini!
segnalata da Milena Taylor sabato 11 dicembre 2010
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categoria: Poesie
Radioteque (Paranoid Android / Nude)
suoni
e
luci
rilasci
anestetici
soffusi,
alcolici
un salto
in cielo
tra le nubi
giorni passati
note
ricami
ricordi
impressioni
in estasi
per impulsi
meno impulsivi
ritagli
di alieni al primo sole
in un'alba che è ancora buia
rileggo
un lamento che si dimena
freddo e luci vuote
poi solo rosso sangue
a fior di labbra
un sapore
dolce, salato, amaro, acido...
qualcosa mai provato
il tempo di aprire gli occhi e cercarlo
di corsa
Cos'è?
un viaggio!
si sale su
e non si torna più...
gb - tratto da shantaram
segnalata da gb mercoledì 7 novembre 2012
voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Ultimamente
Ultimamente molti ricordi
sono nemici per me
io mi difendo scrivo
qualcosa per te
Solo un incontro
solo un momento
mi rendo conto chi sei
nel tuo respiro il mio destino sarà:
Chi ti può amare più di me,
chi ti conosce più di me
non mi dimentico lo sai
come potrei
chi ti può amare più di me,
chi ti conosce più di me
se questa notte sognerai
io sto pensando a te
Ultimamente
scrivo più forte
sto convincendomi che
nelle mie storie
ho dato la vita per te,
e passano i giorni
cambiano i sogni
ma tu rimani perchè
sei l'unica fame
l'unica sete che avrò
Chi ti può amare più di me
chi ti conosce più di me,
non mi dimentico lo sai
come potrei
Chi ti può amare più di me
chi ti conosce più di me
se questa notte sognerai
io sto pensando a te.
Non importa tutto quello
che farai grido forte
la mia voce arriverà
non importa quanto tempo ci vorrà
so che ti ritroverò
Chi ti conosce più di me ,
chi ti può amare più di me,
se questa notte sognerai
io sto pensando a te
se questa notte sognerai
io sto pensando a te!
Alex Baroni - tratto da Alex Baroni
segnalata da Gabriella C. venerdì 5 aprile 2013
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categoria: Poesie
FELICITà
FELICITÀ
Stage di 6 mesi, dopo colloqui:
colloquio tecnico, conoscitivo, test di logica e cultura generale, colloquio motivazionale, prova di inglese, colloqui online,
intanto fai altri colloqui per altre aziende, cerchi di apparire interessato anche se sai che il tuo sogno è ancora lì, a portata di mano e stai facendo di tutto per raggiungerlo.
Poi agosto di mezzo, le aziende chiudono, e tu sei li, in attesa, intanto cerchi di trovarti un lavoretto, per tirare avanti, intanto il tempo passa, i soldi sempre meno, l’ansia aumenta, intanto altri colloqui ma la tua mente è sempre li.
Poi un giorno, fine agosto, arriva una telefonata, quella che hai sperato per troppe notti,
le risorse umane, sempre vaghe, cominciano a parlare di contratto, di lavoro, la tua voce perde tonalità, non hai nemmeno il fiato per respirare ma ti sforzi comunque di rimanere normale.
L’ultimo step, ti dicono: “Le visite mediche sono domani mattina presto nel paese xxx” (ebbene si, anche le visite mediche),
tu sei al verde, ma con gli ultimi euri prendi il primo treno per raggiungere il posto,
lo studio di medicina del lavoro è lontanissimo dalla stazione ma non ti importa,
3 chilometri forse 4 a piedi alle 7 di mattina per le analisi mediche,
sei stanco ma sai in cuor tuo che non sarà di certo questo che ti fermerà dall’obiettivo.
Finalmente dopo qualche giorno sei li, in azienda,
senza neanche una moneta in tasca, la notte prima hai ricucito con ago e filo lo strappo al pantalone elegante, l’unico che hai, comprato per la laurea;
stai per firmare il contratto, dentro di te piangi dalla felicità,
poco prima di poggiare la penna sul foglio ti fermi, un sospiro,
e ti passano davanti gli ultimi 5/6 anni della tua vita,
le giornate sui libri, gli esami, quelli andati bene quelli no,
i sacrifici per arrivare a fine mese, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di continuare a sognare,
tutto insieme, un treno di ricordi, in un attimo.
Firmi, incontenibile una lacrima viene fuori dai tuoi occhi,
la asciughi immediatamente per non farla notare.
Alla fine i saluti: “Comincerà tra una settimana”.
Sinceramente è strano che in un periodo come questo trovare un lavoro sia quasi un punto di arrivo che di partenza, farò comunque in modo che sia un punto di partenza;
ad ogni modo posso dire che in quell’attimo,
in quell’infinitesimo istante prima di poggiare la penna e firmare,
ho sentito qualcosa, un brivido, un lampo:
FELICITÀ.
Firmato
Un lavoratore
segnalata da Un lavoratore domenica 12 luglio 2015
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categoria: Poesie
CREPUSCOLO DI FINE NOVEMBRE
scuro e freddo nell'orizzonte
nel cielo pieno di nubi, nell'irreale silenzio
che arriva al cuore, le foglie morte
formano tappeti colorati,
che frusciano sotto i piedi,
in questo tempo malato della terra,
inondata dal covid, tra i malati soli
che hanno bisogno di respirare
tra caschi e tubi, con occhi spalancati
di terrore, senza poter parlare e coloro che
passano non rivedono le loro famiglie,
hanno solo Dio da chiamare.
Mentre noi che stiamo rinchiusi a casa
osserviamo l'autunno attraverso i vetri
divisi, lontani, come sospesi tra
un presente angoscioso,
rimpiangendo il passato,
sfiduciati verso il futuro.
Vivere in una zona, cosi detta rossa!
Pericolosa per le persone,
perchè troppi morti e troppi malati.
La natura nella sua tranquillità
sorprende, sconvolge, annienta,
appare tranquilla e sorridente,
come indifferente verso l'essere umano,
condannato a subire un virus micidiale
e strisciante, silenzioso come un killer
che colpisce all'improvviso.
Noi nella nostra solitudine, che serve
per sopravvivere in una umanità,
sguarnita, confusa, violenta.
Ascolto il respiro di Dio, che sussurra
attraverso la preghiera, il suo spirito
è vicino a noi. La preghiera è la potente debolezza di Dio
che smuove il suo cuore entrando nel nostro,
stringendoci a lui.
segnalata da DANIELA CESTA lunedì 30 novembre 2020
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categoria: Poesie
BOSCO AUTUNNALE
come è bella la solitudine
nel bosco autunnale, inimitabile
e stupefacente! Io l'amo,
il mio animo inquieto si acquieta
mentre ascolto il respiro della natura,
che si prepara al sonno profondo
dell'inverno che arriva.
Lo scoiattolo nasconde i suoi noccioli
dopo averli cosparsi della sua saliva
sotto terra, per poterli riconoscere,
ha una grande memoria e un
sorprendente olfatto, non morirà di fame.
Foreste irradiate d'oro, autunno silente
bellezza apparente, tra la foschia e
una pioggerella malinconica..
passeggiare nel bosco autunnale
è come poter leggere un antico passato
spirito pulsante del mondo,
nel cuore selvaggio della terra.
Paradiso di giorni contati, le
giovani aquile conquistano il cielo
nel mezzo di raffiche di vento,
non hanno paura delle future avversità.
Luoghi preziosi sotto questo
leggendario cielo, sottigliezze che
non sfuggono a chi ama osservare la natura.
Molte ricchezze vegetali sono andate
perdute con l'andar del tempo,
la causa è l'uomo e la deforestazione,
la grande ferita della terra!
In un tacito momento, posate i
vostri occhi su una montagna,
tutto diventa potente e commovente
crea pensieri positivi che partono dagli occhi
alla mente e raggiungono il cuore,
il sole scende dietro la cima lentamente
e tutta la natura si prepara al cielo notturno.
segnalata da DANIELA CESTA venerdì 18 novembre 2022
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