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categoria: Poesie
Tricarico
Ritornano le rondino
di questa nuova primavera
che portan con se i ricordi
di infiniti festeggiamenti
e suonar delle campane
appartenenti a un carnevale
che impresso nella mente di tutti,
spero rimarrà.
Il nostro paese
confinato da possenti torri
e quelle terre che d'un tempo
eran dominate da sogni e da speranze.
Quel paese che ha mutato le ali
per sorvolare i cieli della libertà,
senza dar conto nè al futuro nè al passato,
ma che vive i doni del presente.
Tricarico...il sogno d'un soldato
che adesso è libertà,
e morirà per te!
Dove dietro quelle montagne
continua a gridare per trovar risposta
a tutti i misteri e leggende
che ruotano attorno ad esso.
Un paese che formato
da tradizioni e magie,
da suoni di tammorre e chitarre,
di campane e grida,
dal fruscio del vento e
dal picchiettar della pioggia;
quel paese che
se non ci fossero le urla
dei bambini e ragazzi
la mattina alle otto,
non si chiamerebbe Tricarico!
Tricarico è tutto? O forse niente?
Un pò pigro, e di colpo alterato.
A volte fantasioso, a volte monotono.
Io paese delle Associazioni:
disse Francesco Tomacci!
Un paese che comprende cos'è davvero
la magia del Natale.
Non lo so.
Quel paese che a volte esagera,
ma che ha colpito il cuore
di 6.OOO cittadini!
segnalata da Milena Taylor sabato 11 dicembre 2010
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categoria: Poesie
Essere Ogni Essere
Essere ogni essere è il sublime capire
ma il tempo dell'anima felice è lontana
a divenire
l'oggi è ancor privo di quella essenza
che apre il cuore e libera la mente.
Amore, vita... e nulla più.
Sentirsi così trascinati da un oblio
che mette fine ai mille conflitti
quotidiani,
debolezze della carne!
Questo è il futuro da invocare
ardentemente.
Amore, vita; vita, specchio riflesso...
Riflesso e qui è l'inganno:
guardare le pulsioni dell'oblio,
e non viverle fino che la morte libera
il tormento.
Ecco la verità che ci riguarda,
la natura ci fa tutti liberi,
e dovunque noi siamo in catene.
Crediamo che potere e ricchezza
possono ridarci la libertà perduta,
e invece ci rendono ancor più schiavi.
E chi non vorrebbe riavere indietro
l'innocenza.
Grande sarebbe la gioia se la vita
sciogliesse le nostre membra come
un tempo.
Tutto svanirebbe, i dolori e le pene
sopportate fino adesso,
la crudeltà dei tiranni, le frustrazioni
dell'orgoglio,
le fitte d'amore spezzato, l'arroganza
dei potenti
e l'ingiustizia verso i deboli derisi,
chi potrebbe mai cancellare questo
se non la vita stessa che è in noi?
Chi non vorrebbe felicità e armonia ora,
sotto questo cielo azzurro,
se non fosse la paura di sentire quello
che nessuno mai è tornato a sentire.
La prigione, così, fa tutti ciechi,
così il ricordo della libertà
si riflette in noi come un sogno,
e le imprese alte e basse ci disviano
illudendoci di aver trovato l'uscita vera.
segnalata da bruno franchi venerdì 25 luglio 2008
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categoria: Poesie
Canzone : Il ricordo di un amore
Sentirsi infondo un po' cambiati
difronte alle persone che s'incontra
difronte ai problemi di questo mondo
trovare un nuovo sguardo per il futuro.
Avere un progetto per la vita
un hobby o, che ne so,una passione
un po' di coraggio per realizzarlo
trasformare i sogni in realtà.
Ma io che volevo un sorriso
e parole di conforto
l'aiuto da un po' d'amore
per condividere la mia libertà,
e tu che sorrisi già ne avevi
e parole di conforto quante ne vuoi
l'eterna lotta fra terra e paradiso
ci ha portato solo un po' di guai.
Ricordo quando ci consolavamo
un viaggio all'avventura e poi l'amore
nudi sopra il nostro letto
sul divano o sul tavolo di sala.
Forse facevamo del peccato
ma per me era peggio non vederti
pensarti con quell'altro uomo
che fa il duro con i soldi di papà.
Ma un giorno tornasti con un addìo
"..è giunto il momento di partire
il mio matrimonio è ormai vicino..
..smettiamola dài,ognuno per la sua via..."
Ma tu scoppiasti in un pianto
ed io che non smettevo di imprecare
"..QUELL'UOMO PIENO D' ORGOGLIO SENZA FANTASIA
NELLA VITA COSA MAI TI POTRA' DARE!"
Da quel giorno sono passati dieci anni
e solo ora me ne rendo conto
che quell'addìo era persempre
e chissà mai se la rivedrò.
Ma ora che infondo son cambiato
ma i pensieri in testa ancora ne ho
con la voglia di riprovare amore
quello vero pieno di felicità!
E adesso che mi trovo solo
in riva al mare o in cima ad un monte
a scrutare l'orizzonte
rivedendo te e il tuo sorriso,
e adesso che mi trovo solo
testardo e duro come pietra
pronto a sgretolarmi al sol pensiero
di poterti amare ancora un po'.
segnalata da Daniele mercoledì 27 febbraio 2008
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categoria: Poesie
Incanti Nelle Cicatrici
Incanti Nelle Cicatrici
Fulgidi rivoli di vita
sul mio viso spento e affranto
sotto la pioggia di brillanti stelle
tra le tue avvolgenti strette sul cuore,
dove sorpresa ancora
muoio d'amore
nel freddo di questo inverno!
Sussurri piano incantesimi
di crisoberilli magici
al mio animo nel plenilunio,
tra filigrana che intrecciano
bianche bugie nella notte oscura,
ai bordi infiniti del tempo
nelle incantate girovolte
di quegli alterni perdoni inarcati,
sui nostri sfavillanti sorrisi!
Baciami ancora
dolce antico amore,
come fosse ancora
la prima volta,
come fosse per sempre!
E disegnerò
l'essenza della pura
radiante felicità
sulla pergamena del fato,
che attraversa l'orizzonte argentato
nel congiungerci
ancora un'altra volta,
dal passato al futuro
in un salto senza respiro
a farci cadere nel vuoto
ancora un'altra volta,
sulla terra ferma
ove ogni fremito
possiede la sua fine!
Fammi evadere ancora,
lasciami sognare giuliva
nel cuore di questo istante
tra le tue parole d'incanto,
nelle lacrime che lecco
mentre le accarezzo dolcemente
dalle tue profonde cicatrici,
assaggerò ogni tuo dolore
e ne farò un sacro mausoleo
ove rendere culto,
e ti amerò come fosse
ancora la prima volta,
come fosse ancora per sempre,
come se ogni tua parola
fosse la mia certezza d'amore,
ove non possa più perderti
disperso in naufragi
delle futili incomprensioni,
e in quelle inaspettate
collisioni d'impeti
in altri occhi nuovi
da conquistare e amare.
segnalata da Laura Lapietra martedì 30 luglio 2024
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categoria: Poesie
Walking Without You
It is already late,
in these threads of faded,
tasteless days,
that by my side slowly walk
in silence to shade me,
without listening to
the heart that cries,
without a smile to brighten my face,
a caress to warm my skin,
without speaking to me
of you and your eyes,
of how much they are
missed in these hours!
Now I walk with my reflection
through your favorite flowering streets in the summer days,
and the deserted winter roads
under the snow that whitened.
Spring was your feast
in the olive fields,
sitting on the bench,
patiently you watched it.
Autumn, your melancholy,
dyed yellow and bronze
the red leaves of our garden,
and in every memory you wrote,
to return it to the sensitivity
of the heart among
the folds of the soul,
there was the mark of feeling.
And in those sunsets
without a reason,
your lullabies about your jewels
most precious that you flaunted
with pride, our splendid children,
hanging on the future
that secretly weaves
their fates unknown to us,
that in the nights amid your prayers,
in your imprisoned tears,
a light of pure soul,
were hope on your sincere face!
Oh dear, weary and sad, breathless
with happiness to let us fly
on the ocean of love,
my wandering steps sow
a storm wind behind me,
without noises of resignation.
You dressed in soul pearls
to fall asleep, now mature
in your years of thorns and victories,
in the arms of eternal sleep,
towards the valley
of eternal freedom.
And here I am, still in this jungle
of time that tears and patches wounds on the heart
that always burns,
only this love in my chest.
My love, faithful white dove,
your wings are my tears,
but the memory of your essence
is the blanket that warms the soul
in the flower of love for you,
that on your tomb
of cold marble I gently lay
so as not to ever let you lack
the noise in the storm of love
in the sacrifice of broken silence
in every petal that withers,
but regains reason in the
eternal sky
in your hands that one
day I will see again.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025
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categoria: Poesie
Cammino Senza Di Te
È già tardi, in questi fili
di giorni sbiaditi senza sale,
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra,
senza ascoltare il cuore che piange,
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle,
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi,
di quanto manchino in queste ore!
Ormai cammino con il mio riflesso
tra le tue preferite vie in fiore
nei giorni d'estate,
e le strade deserte d'inverno
sotto la neve che imbiancava.
La primavera era la tua festa
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca,
paziente restavi a osservarla.
L’autunno, la tua malinconia,
tingeva di giallo e bronzo
le foglie rosse del nostro giardino,
e in ogni ricordo che scrivevi,
per restituirlo alla sensibilità
del cuore tra le pieghe dell'anima,
c'era il timbro del sentimento.
E in quei tramonti senza un perché,
le tue cantilene sui tuoi gioielli
più preziosi che sfoggiavi
con orgoglio, i nostri splendidi figli,
appesi al futuro che tesse in segreto
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere,
nelle tue lacrime imprigionate,
una luce di purezza d'animo,
erano speranza sul tuo volto sincero!
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me,
senza rumori di rassegnazioni.
Ti sei vestita di perle d'anima
per addormentarti, ormai matura
nei tuoi anni di spine e vittorie,
nelle braccia del sonno eterno,
verso la valle della libertà eterna.
E io qui, ancora in questa giungla
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre,
soltanto questo amore nel mio petto.
Amore mio, fedele colomba bianca,
le tue ali sono le mie lacrime,
ma il ricordo della tua essenza
è la coltre che scalda l'anima
nel fiore d'amore per te,
che sulla tua tomba
di freddo marmo adagio piano
per non farti mancare mai
il frastuono in tormenta d'amore
nel sacrificio del silenzio rotto
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo
nelle tue mani che un giorno rivedrò.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025
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categoria: Poesie
Velleità D'Amore
Candore sinfonico
di foriero del giorno
mormora al cuor note d'oriente,
nenie diuturne che euritmicano
riecheggiando dentro
celando trepidazioni proscritte
in danzanti strofe
nei meandri d'eternità,
lasciandomi incerti trasogni
in minuscole poesie connesse
come intrecci di fili d'oro
in mille metafore come fiori sparsi nel turchese prato
di questo immenso mare
dallo sguardo ondulato!
Un panorama intenso
nella sua estesa di fine Agosto,
e come lieve brezza accarezza
la mia anima in fuga e persa
nel mistero del suo effluvio,
disegna ricordi da vivere
nel futuro che non vuol avanzare!
Oh incanto di luce sei, amor mio,
dove sei o vibrazione divina?!
Oggidì che pigramente scorri
tra le linee del mio destino
per poi traboccare nei colori
del tramonto sfumato d'amore,
colori l'orizzonte di sussulti
in quei sbuffi di nugoli gridellini,
suvvia raccontami una favola
sulle sue labbra come rose
in fiammelle di passione
sulle mie altrettanto infuocate,
e del suo respiro nel mio
che come musica ci sospinge
nel più alto dei cieli,
raccontami ti prego oggidì,
ancor chimera per i miei occhi
sarà il suo cuore per me?!
Ancora la sogno ad occhi aperti
sulle ali del destino
che ancor mi seppellisce
nel profondo delle mie lacrime
di questa realtà che triste
si spegne lenta disperdendo
ogni velleità d'amore,
come scuri coriandoli al vento!
Io chiudo il mio viso tra le mani
nel disincanto di poterla
un giorno veder arrivare,
poterla venerare
e godere d'amore al suo fianco,
fino all'estremo del mio
veemente ardente sentimento
che non si esaurisce
alla fine della notte
senza luna che sorride,
mentre io disteso
sullo scoglio mi assopisco
nel più bel sogno
che lei possa esser qui
mia per sempre,
esprimo desideri alle stelle
che brillanti sorridono
facendomi da trapunta
scaldandomi il cuor
morente d'amore per lei,
che ancor mistero è per me!
© Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra domenica 3 settembre 2023
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categoria: Poesie
Instabile Clima
Nel vasto politeama del mondo
il clima pavonesco danza
come orchestra di vento,
che incanta nello sgomento!
La terra,
palcoscenico mutevole
ospita quel cambiamento,
come musical commedy,
una tranche di tormento.
L'oceano,
come un pittore abile
ma distratto
dipinge ornamenti di frastagli
contro imprudenti scogli
a inabissarli nelle sue acque
col suo nuovo stile,
ameni sfide!
Le correnti,
come tersicoree in scena
avvicendano ritmo
e movimenti senza pena,
pericolosa avanscena!
Il sole,
come signore dorato
un altero regale
dirige il suo calore,
senza uguale!
Mentre la pioggia,
spruzza e crea a catinelle
come folle artista
i suoi schizzi bagnati
dal petricore che affonda,
nel volume che esonda!
L'aria,
come compositore
di flauto traverso,
senza una fine
scrive nuove note
nel suo vasto confine!
E le verdi montagne,
come giganti imponenti
scolpiscono il paesaggio
con gesti possenti.
Ma l'uomo,
come un intruso smemorato
altera questo equilibrio
tutto sconcertato!
Col suo sregolato progresso, inarrestabile
lascia il pianeta
in uno stato instabile!
Così il clima,
come un'opera bizzarra
si trasforma per noi
in un nuovo dramma dato in arra!
E mentre la natura
cerca di resistere,
l'uomo dovrebbe
agire per non disperdere!
Oh, al bivio di questa storia,
una scelta memorabile
dobbiamo affrontare
e ritrovare saggezza
che ci ha abbandonato,
dobbiamo ammantare!
Oh, per salvare questa Terra
bisogna agire con coscienza
con la mente e con il cuore,
bisogna liberarla dall'anteguerra
che poi scivola in guerra!
Rispettare la natura
che ci ha generato,
affinché possa ancora
regalare quel futuro ben sperato!
Dare voce alle voci
di chi è stato oppresso,
per proteggere gli esseri
che sono stati messi
a rischio espresso!
Perché il clima
come fiore delicato,
ha bisogno di cure
per non soccombere abbagliato!
E come sinfonia, uniti,
dobbiamo suonare,
per onorare la bellezza
che il mondo sa creare!
Il finale è nelle nostre mani.
Noi siamo gli autori,
dovremo scrivere una storia
che cancelli gli orrori!
Rinveniamo in armonia
la vera essenza della vita
senza quella sporca ipocrisia,
in questo marasma consunto
del consumismo esaltato
alterando quel clima ammalato,
in questo vasto politeama
del mondo,
dove il clima pavonesco
danza in discordanza
una fievole baldanza
che pian piano sbiadisce
la sua dolce fragranza.
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra venerdì 17 novembre 2023
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categoria: Poesie
Lemma D'amore
Lascio che sia il cuore
a scrivere le parole dell’anima.
Lascio che siano
le emozioni a dare colore
a quello che sento,
mentre vivo ciò che affiora
nella mente mentre domina
il destino che creo
giorno dopo giorno
accanto a te
che sei l’unica ragione
di gioia nella vita mia.
Così, nella bellezza
della pura semplicità
delle parole prive
di tante espressioni
che rendono pacchiani
quei momenti luminosi
che sanno esprimere
autenticità di ardori
nella nostra vita.
Così, con quella melodia
nell’ aria dalla fragranza
del cuore che annebbia
il mio futuro segreto
nascosto dagli sguardi
che non saranno mai
così ansiosi di conoscerlo,
per non disperdere
col tempo presente
quella foga di perdersi
nel nostro ricercarci,
finché l’intensità
del nostro cuore
ci formi come un unica
fonte di particella
che plasma incessantemente
il nostro bene comune
la fiamma reciproca
del nostro amarci
per cui dedichiamo
anelito di vita in spasimo
insieme, sotto lo stesso tetto
per custodire con generosa gelosia
quel tesoro reso regno reale
che mai nessun anello d’oro
e promessa nuziale
potrà mai incatenare
nel terreno l’essenza del cuore,
poiché è più alto
l’estratto dell’anima in amore
di quel livello di dedizione
sottomessa all’affetto
tra le righe di carta,
poiché il volto della bramosia
non si mostra in nessun
altro modo all’infuori che,
viversi fedelmente
ogni istante senza
quel bisogno di costringersi
attraverso documenti sacri,
che un giorno potrebbero
cambiare viso e carte in tavola.
Lascia che siamo noi
a scrivere la nostra storia
attraverso le nostre parole
tradotte in emozioni!
Così, semplicemente
senza tante strofe
costruite a regola d’arte.
Così, nella delicata profondità
d’anima in cui si perde
il nostro inconfutabile amore.
E lascia che sia
così, come arriva
tra il bene e il male
tra malattia e salute
nella prosperità e povertà.
Così, come arriva
per proiettarsi nel vortice
delle sue innumerevoli prove,
ma insieme,
nello stesso sentiero
con lo stesso cuore
che pulsa per noi
nella nostra unica vita,
insieme ma
da sposati nel cuore.
segnalata da Laura Lapietra martedì 20 luglio 2021
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