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categoria: Frasi d'amore » lettere
Per Anna Strunsky - 3 Aprile 1901
Cara Anna,
Ho forse detto che gli essere umani possono essere archiviati in categorie? Allora, se l’ho detto, lasciami fare una precisazione: non tutti gli essere umani. Tu mi sfuggi. Non riesco a classificarti, non riesco ad afferrarti. Posso indovinare, nove volte su dieci, a seconda delle circostanze, posso prevedere le reazioni, quelle nove volte su dieci, dalle parole o dai gesti, posso riconoscere le pulsazioni dei cuori. Ma al decimo tentativo rinuncio. Non ci arrivo. Tu sei il decimo tentativo.
Mai sono esistite due anime così simili e così incomprensibilmente assortite!
Possiamo andare d’accordo, certamente, e a volte capita, ma quando non siamo d’accordo,ce ne accorgiamo subito e immediatamente non usiamo più lo stesso linguaggio. Diventiamo estranei. Dio riderà della nostra pantomima.
L’unico sprazzo di sensatezza in tutto questo è che siamo tutti e due generosi, abbastanza generosi per capirci. Perché è vero, spesso ci capiamo, ma in modi vaghi e confusi, per mezzo di deboli percezioni, come fantasmi, che, mentre noi diffidiamo, ci perseguitano con le loro verità.
E tuttora io, per primo, non oso crederci; perché tu sei sempre quel decimo che io non posso prevedere.
Sono incomprensibile ora? Non lo so, forse sì. Non riesco a trovare un linguaggio comune. Generosità, ecco cos’è. E’ la sola cosa che ci tiene uniti. Qualche volte siamo attraversati da un lampo, tu ed io, abbiamo quel qualcosa in comune che ci fa respirare insieme. Sebbene siamo così diversi. Sorrido dei tuoi entusiasmi? E’ un sorriso che si può perdonare, è un sorriso di invidia. Ho vissuto venticinque anni di repressione. Ho imparato a non essere più entusiasta. E’ una lezione dura. Incomincio ora a dimenticare, ma è così difficile. Al massimo, prima di morire, posso sperare di aver dimenticato qualcosa. Posso esultare, adesso che sto imparando, per piccole cose, per altre cose, ma per le mie cose, e per quelle segrete, doppiamente mie, non posso, non posso. Riesco a farmi capire? Riesci a sentire la mia voce? Temo di no. Ce ne sono tanti di posatori. Io sono il migliore di tutti.
Jack
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categoria: Barzellette
Un uomo e una donna sono divorziati da molti anni.
L'uomo paga alla donna ogni mese una forte somma quale alimenti per la figlia. Finalmente questa sta per compiere i 18 anni e l'uomo nel dare l'assegno alla figlia le dice: "Eccoti l'ultimo assegno.
Portalo a tua madre e guarda la sua faccia quando le dirai che è l'ultimo".
La ragazza porta l'assegno alla madre e le dice che è appunto l'ultimo. Con grande sorpresa la madre scoppia a ridere e dice alla figlia: "Torna da lui e guarda la sua faccia quando gli dirai che lui non è tuo padre!".
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categoria: Barzellette » ingegneri
Tre ingegneri della Compaq e tre ingegneri della Microsoft si incontrano alla stazione mentre stanno per recarsi ad un importante avvenimento informatico.
Gli ingegneri Microsoft comprano un biglietto ciascuno e, con grande sorpresa, notano chegli ingegneri Compaq comprano un solo biglietto in tre.
Stupiti, chiedono spiegazione ai colleghi che si mettono a ridere edicono: "Vedrete...".
Durante il viaggio, il controllore entra nella carrozza e, immediatamente, i tre ingegneri Compaq vanno verso la toilette e vi si chiudono dentro.
Gli ingegneri Microsoft osservano stupefatti la manovra poi, dopo essersi fatti controllare i biglietti, vedono il controllore bussare alla porta della toilette annunciando: "Biglietti, prego!".
Una voce dall'interno risponde: "Ecco!" e un biglietto passa sotto la porta.
Il controllore verifica il biglietto e poi se ne va.
Gli ingegneri Microsoft sono molto impressionati dalla tecnica dei colleghi Compaq.
Gli stessi sei ingegneri si incontrano alla stazione alla partenza del viaggio di ritorno.
Gli ingegneri Compaq comprano un biglietto, mentre quelli Microsoft non ne comprano nessuno.
Gli ingegneri Compaq fanno notare la cosa, ma gli ingegneri Microsoft si mettono a rideree dicono: "Vedrete...".
Durante il viaggio, il controllore entra nella carrozza e, immediatamente, gli ingegneri Compaq sidirigono verso la toilette e vi si chiudono dentro.
Gli ingegneri Microsoft meno pronti a reagire si incamminano lentamente.
Appena gli ingegneri Compaq sono chiusi dentro, uno degli ingegneriMicrosoft bussa alla porta della toilette e dice: "Biglietti, prego!", recupera il biglietto degli ingegneri Compaq e corre a chiudersi nella toilette con isuoi due altri compari... La morale? la Microsoft non si limita a copiare le idee degli altri, ma le "migliora"…
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categoria: Barzellette
Una piccola vecchia signora un giorno andò alla Banca del Canada portando con sé una borsa piena di denaro. Insistette che doveva parlare con il presidente della banca per aprireun conto perché "E' un sacco di denaro!".
Dopo un po' di ripensamenti, gli impiegati la portarono nell'ufficio presidente (il cliente ha sempre ragione!). Il presidente della banca le chiese quindi quanto voleva versare e lei disse "165.000 dollari" e buttò la borsa sulla sua scrivania. Il presidente fu, chiaramente, curioso di sapere come aveva fatto ad ottenere tutto quel contante, così glielo chiese: Signora, sono sorpreso di vedere che Lei si porta appresso tutto questo contante. Come ha fatto ad ottenerlo?".
La vecchia signora rispose: "Ho fatto delle scommesse".
Il presidente le chiese ancora: "Scommesse? Che tipo di scommesse?"
La vecchia signora rispose: "Per esempio, scommetto 25.000 dollari che le sue palle sono quadrate"
"Ah!" rise il presidente "E' una scommessa stupida. Lei non potrà mai vincere una scommessa di questo genere!"
La vecchia signora lo sfidò: "Allora, accetta la mia scommessa?"
"Certo" disse il presidente "Scommetto 25.000 dollari che le mie palle
non sono quadrate!"
Allora la vecchia signora disse: "Dato che si tratta di un mucchio di denaro, posso portare con me il mio avvocato domattina alle 10 come testimone?"
"Certo!" disse il fiducioso presidente.
Quella notte, il presidente era veramente nervoso a causa della commessa e passò un sacco di tempo davanti allo specchio a controllare le sue palle, girandosi a destra e a sinistra continuamente. Le controllò con attenzione finché non fu sicuro che non era assolutamente possibile che le sue palle fossero quadrate e che avrebbe vinto la scommessa.
Il mattino dopo alle 10 precise, la vecchia signora fece la sua comparsa con il suo avvocato nell'ufficio del presidente. Presentò l'avvocato al presidente e ripeté la scommessa: 25.000 dollari che le palle del presidente sono quadrate!"
Il presidente accettò di nuovo la scommessa e la vecchia signora gli chiese di abbassare i pantaloni, così tutti avrebbero potuto vedere. Il presidente accettò. La vecchia signora scrutò attentamente le palle
e poi gli chiese se poteva toccarle.
"Va bene, in fondo 25.000 dollari sono un sacco di soldi, quindi credo che Lei debba essere assolutamente sicura.
" In quel momento, egli notò che l'avvocato stava silenziosamente sbattendo la testa contro il muro.
Il presidente chiese alla signora: "Che diavolo ha il suo avvocato?"
Ella disse: "Niente, a parte il fatto che ho scommesso con lui 100.000 dollari che alle 10 di stamattina avrei avuto nelle mie mani le palle del Presidente della Banca del Canada".
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categoria: Barzellette
Una piccola vecchia signora un giorno andò alla Banca del Canada portando con sé una borsa piena di denaro. Insistette che doveva parlare con il presidente della banca per aprire un conto perché "E' un sacco di denaro!".
Dopo un po' di ripensamenti, gli impiegati la portarono nell'ufficio presidente (il cliente ha sempre ragione!).
Il presidente della banca le chiese quindi quanto voleva versare e lei disse "165.000 dollari" e buttò la borsa sulla sua scrivania. Il presidente fu, chiaramente, curioso di sapere come aveva fatto ad
ottenere tutto quel contante, così glielo chiese: Signora, sono sorpreso di vedere che Lei si porta appresso tutto questo contante. Come ha fatto ad ottenerlo?".
La vecchia signora rispose: "Ho fatto delle scommesse".
Il presidente le chiese ancora: "Scommesse? Che tipo di scommesse?"
La vecchia signora rispose: "Per esempio, scommetto 25.000 dollari che le sue palle sono quadrate"
"Ah!" rise il presidente "E' una scommessa stupida. Lei non potrà mai vincere una scommessa di questo genere!"
La vecchia signora lo sfidò: "Allora, accetta la mia scommessa?"
"Certo" disse il presidente "Scommetto 25.000 dollari che le mie palle non sono quadrate!"
Allora la vecchia signora disse: "Dato che si tratta di un mucchio di denaro, posso portare con me il mio avvocato domattina alle 10 come testimone?"
"Certo!" disse il fiducioso presidente.
Quella notte, il presidente era veramente nervoso a causa della commessa e passò un sacco di tempo davanti allo specchio a controllare le sue palle, girandosi a destra e a sinistra continuamente.
Le controllò con attenzione finché non fu sicuro che non era assolutamente possibile che le sue palle fossero quadrate e che avrebbe vinto la scommessa.
Il mattino dopo alle 10 precise, la vecchia signora fece la sua comparsa con il suo avvocato nell'ufficio del presidente. Presentò l'avvocato al presidente e ripeté la scommessa: 25.000 dollari che le palle del presidente sono quadrate!"
Il presidente accettò di nuovo la scommessa e la vecchia signora gli chiese di abbassare i pantaloni, così tutti avrebbero potuto vedere.
Il presidente accettò. La vecchia signora scrutò attentamente le palle e poi gli chiese se poteva toccarle. "Va bene, in fondo 25.000 dollari sono un sacco di soldi, quindi credo che Lei debba essere
assolutamente sicura."
In quel momento, egli notò che l'avvocato stava silenziosamente sbattendo la testa contro il muro.
Il presidente chiese alla signora: "Che diavolo ha il suo avvocato?"
Ella disse: "Niente, a parte il fatto che ho scommesso con lui 100.000 dollari che alle 10 di stamattina avrei avuto nelle mie mani le palle del Presidente della Banca del Canada".
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categoria: Aforismi » comportamento
Limportanza di ridere e piangere insieme, soprattutto ridere
Se non RIDI delle cose che RIDO io e se non piangi delle cose che piango io; chiudiamo baracca E BURATTINI , cosi non ci scanniamo e salviamo capra e cavoli.(Piu senplice di cosi si muore)
candida riva - tratto da candida riva
segnalata da candida riva martedì 19 ottobre 2021
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categoria: Proverbi
Ride bene chi ride a stomaco pieno!
Rain - tratto da un noto proverbio
segnalata da Rain martedì 14 marzo 2006
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categoria: Aforismi
Sono nata piangendo mentre tutti ridevano, sono morta ridendo mentre tutti piangevano...
segnalata da gegim giovedì 8 luglio 2010
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categoria: Aforismi » destino
La mia morte
Sono nato piangendo mentre tutti ridevano e morirò ridendo mentre tutti piangeranno
segnalata da Bella Thorne lunedì 11 luglio 2011
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categoria: Aforismi
I miei amici sono quelli che ridono con me, non quelli che ridono di me .
candida riva - tratto da la pittura straccia
segnalata da candida riva mercoledì 23 maggio 2012
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categoria: Aforismi
Non sorridere a chi non ride con te
Chi non ride con te, ride alle tue spalle.
candida riva - tratto da la pittura straccia
segnalata da candida riva martedì 24 settembre 2013
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categoria: Aforismi
Chi non ride insieme a te
Chi non ride insieme a te; ride alle tue spalle.
candida riva - tratto da la pittura straccia
segnalata da candida riva lunedì 1 febbraio 2016
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categoria: Poesie
il mio paese
Nel mio paese,piccolino e bello
si vede una montagna a testa di gallo
un isolotto e nel centro un castello
ai fianchi Capaci e Sferracavallo..
L'amavo tanto quando gli ero vicino
ma ancor di piu' ora che sto lontano
Oh! Dio del Cielo eterno e Divino
benedici la mia terra con la tua mano.
Questo e' un paese di sogni e d'amore
beati coloro che lo sanno amare.
E' stata la terra dei mie genitori
terra,che non so scordare
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi Isolano
segnalata da rossys lunedì 20 febbraio 2006
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categoria: Poesie
Il Mistero del numero 3
TRE i Re Magi,e ci danno un segnale
TRE Caravelle attraversano il mare
ci sono tanti TRE,con gandi misteri
anche c'e un TRE nelle bandiere
Pure nel cielo ci sono TRE stelle
che tutte le notti fan di sentinelle
ma c'e ne' TRE con nomi fatali
Marconi,Fermi e Colombo sul mare
nelle sue labbra e' diverso il sorriso
c'e anche l'inferno ,il purgatororio ,il paradiso
Ma ce n'e son TRE ancora piu belle
il Sole,la Luna,le Stelle
un altro TRE ci fa ripensare
il cielo la terra e anche il mare
TRE le parole che furon negate
TRE sulla croce i condannati
TRE i soldati di sentinella
dopo la morte trema la terra.
Risuscitava Iddio dell'amore
dopo TRE giorni ,ma ferito nel Cuore
a poco a poco si alzava pian piano
con un TRE nella sua mano
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi Isolano
segnalata da rossys lunedì 20 febbraio 2006
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categoria: Poesie
Rapina 1993
Nove di Gennaio,a li cincu di Matina
mi telefonaru ca mi ficiru n'a rapina,
yo yava currennu comu un sisperatu
e murmurava ..mi hannu rovinatu.
Sti pezzi di vigliacchi ed assassini
ca sunnu maliritti puru di parrini
senza cori e senza ciriveddi
ca vannu cunsumannu i puvireddi.
Ma chi vuliti di sti putiara
ca nun sapemu chiu' unn'amu a ghiri
li cammiali un si ponnu kiu' pagari
ti dicu a virita',e nun mi criri.
La curpa ci la dugnu ai Guvernanti
ca sunnu amici di sti delinquenti
n'hannu ngannatu si!a tutti quanti
si ci dumanni tutti su nnuccenti..
Un c'e na sira e mancu c'e matina
ca nni purtaru a tutti a la ruvina..
Vincenzo Riso - tratto da Poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys mercoledì 22 febbraio 2006
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categoria: Poesie
a tutti i bambini del mondo
Se sei anziano ed adori i bambini
adora di piu' i tuoi nipotini,
a me danno affetto ed amore
e rendo grazie al mio Signore
Oh! Dio del cielo! i figli son belli
ma i nipotini son come le stelle
tutte le notti ti fanno sognare
nelle tue braccia li vuoi cullare
Sono angioletti come fiammelle
ce ne sono di brutti,ce ne sono di belli,
amali tutti con grande amore
e non importa il loro colore
tutti i bambini del mondo intero
hanno un sorriso dolce e sincero,
sembrano rose e diamanti
vogliamoli bene a tuti quanti.
Vola colomba ,brilla una stella,
la tua piccina e' sempre piu' bella
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys domenica 2 aprile 2006
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categoria: Poesie
storia isolana(dialetto)
Sintiti chi succeri 'no paisi
genti senza soldi vonnu fatti i casi
ma c'e na storia veramente strana
di una famiglia Palermitana
Ora vi cuntu chiddu ca' passatu
'nno Municipiu ci vonnu rari aiutu
ma le donne orgogliose e prepotenti
si piglianu i soldi e vonnu l'appartamenti.
Arriva una rulotta di matina,erano i deci
e tocca la campana,a vuci forti
grida 'na signurina:datimi la casa,
e 'no ' Municipiu acchiana.
le donne unite e prepotenti
peggiu di li feri sconosciuti
'na li manu purtavanu li cati
chini di benzina e di rifiuti.
Guerra,gridava nna bedda signurina,
ina satannu peggiu di 'na giurana
'na' tutti i stanzi ittava benzina
pi ' fari nesciri tutti di la tana.
Cirina nna li manu aveva sta' picciotta
miagolava peggiu di na gatta
con un giovanotto facevano la lotta
e iddu grirava "asciuta ..asciuta"
ma tu si¡ matta?
Le donne vigliacche e crudeli
a stu picciotto vonnu ammazzari
iddi griravanu di ka' ti nna' ghiri
pi' curpa tua nn li pottimu abbruciari.
Dopo nu pocu arrivanu i pompieri
questo e' un intento,si puo' confermare
Un maresciallo e li carabineri
hanno arrestato a sti incendiari
e tutta la ciurma si purtarunu via..
Ringraziando Gesu',Giuseppe e Maria.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
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categoria: Poesie
La spiaggia Isolana
Nel mio paese ci sta un castello
una montagna a cresta di gallo
se lo vedessi diresti "che bello"
Ci sono i scogli a forma di cavallo.
Lungo la costa,nella Marina
c'e una pietra a forma di campana
nella spiaggia bianca e' la rina
quella e' la costa della Saverana
Isola bella baciata dal sole
la tua bellezza 'e la riva del mare,
dolce la frutta con vero sapore
bella la notte sotto le lampare.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Isola delle Femmine
Io ti dipingerei se fossi un pittore,
il cielo azzurro e la schiuma del mare,
tante barchette con i pescatori
i gabbiani tuffandosi nel mare.
Dipingerei di giorno e di notte,
i giocatori giocando a carte,
lo stesso farei con i monti ed i castelli
con tanto amore ,per essere belli.
Per me sarebbe un giorno divino
se l'Isolotto dipingessi per primo.
Vincenzo Riso - tratto da poesie di un vicchiareddu piscaturi isolano
segnalata da rossys lunedì 23 ottobre 2006
voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Barzellette
ridere
una bomba cade in un cimitero tutti morti nessun ferito
segnalata da maturi sabato 1 dicembre 2001
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