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categoria: poesie
Imprigionarsi
Attraversare le stanze dell'invalicabile per poi affievolirsi infatuandosi dell'amore.
Guardarsi dentro per rimpiangere ciò che non si è stato per rimpiangersi e così capiamo che
il vuoto dell'amore nasce dal vuoto irreparabile dell'amore stesso.
Nuotiamo nelle acque impavide della nostra vita senza chiederci dove siamo e con chi siamo.
Preferiamo farci trascorrere dal tempo che trascorrerlo, preferiamo farci guidare dove il vento porti via i nostri pensieri.
Scaldiamo letti d'amori già vissuti per paura di non sentirci amati, ma in realtà abbiamo paura dell'amore stesso che ci abbandoni quando non sappiamo cosa in realtà cerchiamo.
La nostra essenza si fonde con il desiderio e diventiamo vittime del desiderio stesso,cerchiamo come una droga la nostra liberazione ma in realtà cerchiamo solo approvazione per noi stessi.
Ci infatuiamo del nuovo che poi ridiventa vecchio e continuiamo imperterriti la nostra ricerca.
Quando crediamo di aver trovato l'amore dopo ci accorgiamo che non è altro il non sentire il vuoto dei nostri limiti di essere considerati amati.
Infuatuandoci ogni volta cadiamo nell'eterna catena dell'insoddisfazione solo per dare a noi stessi un'altra opportunità, ma alla fine cadiamo schiavi dell'amore stesso senza lasciarlo libero di esprimersi e farci amare.
Per paura di farci imprigionare fuggiamo da noi stessi verso altre emozioni cercando di colmare il vuoto precedente. Se solo ci fermassimo a riflettere ci renderemmo conto di aver solo rincorso noi stessi e di aver perso un'opportunità, quell'opportunità di farci imprigionare dall'amore e non di imprigionare l'amore stesso...
segnalata da marco santoro venerdì 22 agosto 2008
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categoria: Aforismi
momento magico
calme le acque dell'oceano
mentre il cielo si tinge di rosso,
nel profondo orizzonte tutto sembra quieto
solo un lungo sorriso dolce,
con un volo di gabbiano che solca
impavido il cielo tinto,
è il tramonto di speranza
tranquillo nella sua immensità,
colora il mare accarezzando
le brume acque profonde,
sensazione che sconvolge il nostro cuore,
nel momento che fugge
noi amiamo.
segnalata da daniela cesta martedì 25 giugno 2013
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categoria: poesie
Ansie consapevoli
Respiro incarti di frasi
rubate ai poeti di sempre
Carpisco rumori di fondo
mentre respingo la sete
Aggiungo sonetti distratti
di angelici cori fanciulli
Vorrei potermi salvare
da caos e malumore
Contedere lo scettro reale
di impavidi cavalieri erranti
Dissolvermi tra le nebbie
di ponderate emozioni
Sconfiggere la rabbia
e la delusione universale
E invece rimango assente
tra germogli in fiore
Tra lame di ferro battuto
che feriscono gli occhi sfuggenti
Non rimane che la coscienza afflitta
per i mali immondi del mondo
Amen
segnalata da halley1 sabato 14 aprile 2007
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categoria: Frasi d'amore
Scorre l'asfalto sotto i piedi,
flash ripetuti nella testa
e un brivido lungo la schiena
che squarcia ogni impavido sentore.
Tremano le mani al solo
pensiero e si affanna il cuore.
Non ha un nome questa sensazione,
non ho parole per darle un senso,
ma fa male, tanto male.
Tu nelle mie mani,
io nelle tue mani,
e il mondo che si fermava
ad invidiarci quell'amore
che stupidamente credevo vero.
Quante lune vivranno sulla mia testa
senza darmi un solo attimo di pace,
quante notti a fissare il vuoto
senza mai trovarlo il senso,
quanti venti lambiranno
le coste del tuo amore
senza mai trovare pace.
Eppure è stato bello
crederci anke solo un istante,
crederci che fossi mia,
crederci che fosse tutto vero,
credere che stavolta fossi
io a ridere del mondo.
segnalata da Instinct lunedì 4 agosto 2008
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categoria: poesie
Viaggio
Ho cavalcato la sera, soave,
verso un richiamo di luce
per le parole già dette
e per quelle che sono nell'aria.
E' l'aria che assorbe i colori,
io la respiro... come una brezza
in un giorno stagnante,
carezza sul collo,
gaio sollievo sulla mia pelle.
Rincorro l'arcobaleno,
sfuggente fantasma notturno,
con l'indaco intenso e sublime
che abbaglia i miei occhi rapiti.
E, ancora, l'oceano immenso
a regalarmi le onde,
acqua che vive, che pulsa,
che inonda e poi affonda...
le onde, e correnti infinite
che spingono i sogni
al di là del respiro.
Le mani che creano, tese,
morbide pieghe,
dove riporre i segreti,
velluti soavi e suadenti,
tessuti di trame sottili e possenti.
Si librano in volo le mani...
e foggiano, ancora,
impavidi gesti e densa poesia.
Raccolgo opaline conchiglie
con l'eco dei grandi misteri,
suoni incantati, note vibranti,
e collane di gemme pregiate
...forti riflessi dai vivi colori.
Mi perdo e mi trovo,
al di là dei vasti confini,
oltre ogni stagione,
ogni giorno qualunque,
e cerco le orme leggere,
i segni lasciati al suo passo
da splendida e indomita fiera.
segnalata da RitaS domenica 27 dicembre 2009
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categoria: Poesie
Una Vera Amica
Spontaneo è il sorriso sincero
di un’autentica amica,
è come il primo raggio di sole
che danza con grazia
tra le onde crespe
di un mare appena placato,
portando con sé la promessa
di un’alba serena nel suo azzurro
dopo il tumulto dell’inquietudine.
Il suo caldo bagliore,
fiamma di una scintilla d’oro
tra le giovani foglie,
fonde ogni ombra
di malinconia e tristezza,
come neve che si scioglie
sotto il primo tepore primaverile.
Riscalda quel terreno fertile
che si battezza amicizia,
quel curato giardino segreto
dove germogliano fiori
dai mille colori e forme senza parole,
nei nodi delle avventure,
veri e propri gioielli della natura:
la tenerezza, la gioia e la dolcezza.
In questo eden, la spensieratezza
e la comprensione fioriscono
come rose eterne di cristallo,
annodate silenziosamente
da una garza invisibile d’empatia,
forgiata nel fuoco del tempo.
Rincuora l’anima
come una dolce, antica melodia,
restituendo e ristabilendo
un vasto firmamento blu della notte,
nelle mani del fato che racconta
la serenità che regna sovrana, impavida e trionfante,
come faro luminoso
che guida il cuore
verso porti di pace e armonia,
nelle rughe delle pagine trascritte
con la mano dell’onda
della nostra vita condivisa negli anni.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra martedì 24 giugno 2025
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categoria: Poesie
Radiosa Speme
E mi incammino mero scalzo
nei versi cinerei del tempo
tra le pigre piaghe dei solchi
degli eventi sordi e ostili,
ai riarsi gemiti
in quella ambascia
che m'investe monsonico
nel recinto spinato
prominente di cespugli
di rose assenti
al sorriso della lucente vita
nei miei limiti,
al confine della mia
intrinseca fede
volta alla radiosa speme
di quell'albore che mi veste
di lene intrepidezza
nell'oltrepassare l'acre sentito
del mio lungometraggio,
senza fine ai minuti
del mio irresoluto
destino ricamato
a punto ermellino
sulla pelle di seta del cuore
similare a pioggia di stelle!
Oh cuore mio sei dunque
foce di fiducia nell'avvenire?
Oh caro cuore mio
confidarmi flebile quanto ancor dovrò camminare
per non morire d'emblée
da greve manrovescio,
quando ostile vuol effigermi
sul viso mio riflesso
al propizio astro celeste
senza nebulose che offuschi
a rendermi buona sorte.
Cuor mio terso e impavido
nel cobalto respiro persuaso
da fulgida sterminata fiducia,
sussurrarmi ancora ti prego
quel segreto antico
che ancora e ancora
ti lascia risorgere
da torbide acque
lindo e cheto senza
fronzoli penduli d'incertezze,
a serrarti il sorriso
nella intima pozzanghera
che inghiottire ti vorrebbe!
Ragguagliami inarrestabile
all'invocarti del giorno
e sulle fauci della notte,
affinché di radiosa speme
al sapor di vaniglia
io viva chiara nell'amore
in serbo in grembo alla vita
che a sé mi intreccia,
per non lasciarmi sdrucciolare via
negli arroventati fondali
dai spigolosi enigmi
che inghiottirmi mi vorrebbe,
ed io per sempre ti loderò
come un dio d'oro
originato nel mio petto
unicamente per rendermi
libra nell'essenza d'anima
che designa il mio folklore.
segnalata da Laura Lapietra giovedì 9 febbraio 2023
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