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categoria: frasi d'amore
Le luci nella notte mi fanno compagnia
sto in macchina da solo xkè tu sei andata via
e provo a immaginare il mio futuro senza te
cm farò a ricominciare?
Un'altra donna cn un altro modo di fare,
e abituarmi a mangiare
a guardare un film
a dormire insieme
a nn aver paura dei miei cattivi odori
e sussurrare piano:
GLI AMORI VANNO VIA...
MA IL NOSTRO...
IL NOSTRO...NO!
Il tempo passa mentre aspetti qualkosa in più
ma non rimette a posto niente
se nn lo fai tu...
e intanto ogni cosa,se vuoi,
da sempre mi parla di noi...
Stasera sei lontana mentre io penso a te,
eppure sei vicina a me
non chiedermi perchè,
sarà che MI HAI CAMBIATO LA VITA...
eppure mi hai cambiato la vita!
Gli amori vanno via,
ma i sogni,
ma i sogni...no!
Alcuni nn si avvereranno mai però...
immaginare l'unica certezza che ho,
e questa SOLITUDINE CHE SENTO
sarà il prezzo x un pò di libertà...
Sarà che mi hai cambiato la vita...SEMBRA IERI...
EPPURE MI HAI CAMBIATO LA VITA!
Fabrizio Moro - tratto da Eppure mi hai cambiato la vita
segnalata da L0la lunedì 1 settembre 2008
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categoria: Poesie
Un Padre
Quando un Padre muore
il tuo cuore scoppia,
non hai più parole.
Ti senti inerme e svuotato dentro,
il filing che ti univa
si recide in un momento.
Lui che ti ha protetto sempre dalle insidie quotidiane,
ora ti costringe ad affrontarle tutte...
anche quelle più dolorose e strane.
Se sei cresciuto, fai finta di accettare questo evento naturale,
ma poi, quando sei solo con te stesso, provi tanto male.
Hai dentro un buco nero e profondo,
che non si riempirà mai del tutto...
neanche se ti aggrapperai alle gioie del mondo.
Non potrai più parlargli o farci questione,
non vedrai più il suo sguardo allegro
o i suoi muscoli in tensione.
Non ti urlerà più:- Falla finita!
Ma ti farà venir voglia di seguirlo nell'altra vita.
Un Padre che se ne va per sempre,
è un tarlo che hai nel cervello,
un tarlo che pian piano ti rosicchia la mente.
Andrai avanti aggrappandoti ad altri affetti,
ad altre emozioni,
ma lui sarà sempre dentro di te
a controllare le tue travolgenti passioni.
Vorrai sognarlo e vedere il suo viso ogni giorno della vita,
ma lui per non farti soffrire si nasconderà...
e tu berrai una dose d'oblio,
per ricominciare la giornata in salita.
Un Padre è una figura strana ed affascinante,
quando ce l'hai, lo accusi sempre...
quando lo perderai non potrai che camminare con le tue sole gambe.
Ed allora recandoti a trovarlo in una tomba bianca,
dentro di te avrai voglia di urlare...
ti sentirai solo e stanco.
segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010
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categoria: Poesie
Cammineró
Camminerò
sul giaciglio del tuo animo
per non far rumore
coi battiti del mio cuore,
nel rossore delle mie emozioni che tinteggiano le mie gote
innocenti e bugiarde
smentendo quella indifferenza,
mentre provo a recitati
come miglior attore
sul palcoscenico
della mia stoltezza!
Camminerò piano
per non oltrepassare
quel filo sottile che mi lega
a quella fragile idea
che tu possa esser mia,
rosa prediletta!
Non solo nei mie sogni
ma nei miei giorni!
E poi continuerò a camminarti accanto invisibile
come lo sono sempre stato,
ma con molte altre
lacrime in più
da asciugare al chiarore
della luna,
per farle brillare
di strana luce offuscata
da una stordita agonia,
che mi parla di te
e di come non puoi
immaginare che dolorosa
è la profonda voragine abissale che mi separa da te,
da te che adagi
il tuo bel viso
dall'altra parte dell'orizzonte
dei miei sogni.
Per questo io scelgo
di camminarti un passo
mille passi dietro di te,
fino a perderti
lentamente,
e poi infinitamente.
segnalata da Laura Lapietra venerdì 21 maggio 2021
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categoria: Poesie
LUCE MISTERIOSA
In novembre la luce fugge veloce
il buio è così pesto, misterioso,
affascinante! l'oscurità avvolge cielo e terra
solo qualche stella brilla in cielo, immobile.
adoro osservare il cielo notturno
a volte sembra annunciare qualcosa
di straordinario.
Dunque, immersa con gli occhi verso l'alto
a frugare le poche stelle luminose.
Improvvisamente ecco apparire un aereo di linea
con il suo lampeggiare di luce rossa e gialla,
oltre la montagna da ovest, sorrido pensando
quale sarà la sua meta.
Sposto i miei occhi verso l'alto, al di sopra dell'aereo
una strana stella sembrava scivolare lentamente
con una luminosa luce fissa, rimasi stupita,
sbalordita e attonita.
La seguivo con gli occhi, cercando, di non perderla di vista
sembrava qualcosa di magico!
Silenziosa, stupenda, scintillava come una grande stella,
dava senso di leggerezza, come se accarezzasse il buio
ma scomparve ai miei occhi perchè aveva raggiunto
l'ombra del mio tetto,
Corsi ad un altra finestra che dava a est....e l'oggetto lucente
era in quello spazio di cielo, impressionante, imponente.
Scivolava lentamente, maestosamente brillante! Come
una principesca di luce, che passeggia nell'universo.
Uno spettacolo seducente che ammalia, incantesimo
attrazione, fascino per gli occhi...
Poi improvvisamente la luce piano, svanì
nella profondità del buio firmamento.
Una grande stella? un pallone meteo?
un satellite? Non lo saprò mai.
Ma, mi ha fatto sognare.
segnalata da daniela cesta martedì 22 novembre 2022
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categoria: Poesie
LUCE MISTERIOSA
In novembre la luce fugge veloce
il buio è così pesto, misterioso,
affascinante! l'oscurità avvolge cielo e terra
solo qualche stella brilla in cielo, immobile.
adoro osservare il cielo notturno
a volte sembra annunciare qualcosa
di straordinario.
Dunque, immersa con gli occhi verso l'alto
a frugare le poche stelle luminose.
Improvvisamente ecco apparire un aereo di linea
con il suo lampeggiare di luce rossa e gialla,
oltre la montagna da ovest, sorrido pensando
quale sarà la sua meta.
Sposto i miei occhi verso l'alto, al di sopra dell'aereo
una strana stella sembrava scivolare lentamente
con una luminosa luce fissa, rimasi stupita,
sbalordita e attonita.
La seguivo con gli occhi, cercando, di non perderla di vista
sembrava qualcosa di magico!
Silenziosa, stupenda, scintillava come una grande stella,
dava senso di leggerezza, come se accarezzasse il buio
ma scomparve ai miei occhi perchè aveva raggiunto
l'ombra del mio tetto,
Corsi ad un altra finestra che dava a est....e l'oggetto lucente
era in quello spazio di cielo, impressionante, imponente.
Scivolava lentamente, maestosamente brillante! Come
una principessa di luce, che passeggia nell'universo.
Uno spettacolo seducente che ammalia, incantesimo
attrazione, fascino per gli occhi...
Poi improvvisamente la luce piano, svanì
nella profondità del buio firmamento.
Una grande stella? un pallone meteo?
un satellite? Non lo saprò mai.
Ma, mi ha fatto sognare.
segnalata da daniela cesta giovedì 24 novembre 2022
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categoria: Poesie
Radice Dello Stesso Albero
Nati come semi del miracolo
sotto lo stesso contado,
abbiamo spinto le nostre radici
nella stessa calda terra fertile.
Tu cercavi il calore del sole,
io l’ombra del sollievo,
ma la gemma della linfa
era la stessa,
e ci parlava nel silenzio delle stagioni.
Ogni litigio era un pugno di vento
che spiegava i nostri rami,
disperdendo le nostre foglie colorate,
strappando i nostri frutti
maturi alla comprensione
del perdono,
ma non spezzava il tronco
che ci legava uniti, più forti,
contro le intemperie che ci sfidavano.
Ho imparato il tuo passo
nel buio dei giorni senza raccolto,
tu hai ascoltato il mio respiro
quando tacevo nel canto della vita.
Le nostre parole, pietre nel fiume,
hanno levigato il tempo
fino a diventare carezze
nella gioventù che ci abbozzava
fratelli per la vita che disegnava
pian piano le nostre rughe
tra i capelli bianchi degli anni.
Siamo stati tempesta e rifugio,
due fari che si cercano nella nebbia.
Ti porto addosso scolpito
come un odore d’infanzia,
invisibile ma eterno
come la pioggia sulla pelle.
Quando cadi, io tremo,
quando rido, tu mi abbracci
col calore dei tuoi occhi,
perché il legame di sangue
non conosce distanza che separa.
Crescere insieme è solo
un allontanarsi per ritrovarsi
con nuove vite al proprio fianco
senza spezzare mai
l’origine del cuore che pulsa affetto.
Siamo due rive che si guardano
nello stesso specchio d’acqua,
e quando il mondo farà silenzio,
resterà la nostra voce, sottovoce,
una radice che muore l’uno per l’altro.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra sabato 25 ottobre 2025
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categoria: Poesie
Eppure la gente si è dimenticata,
la gente non vuole guardare,
ma anch’io faccio parte di questi mille colori,
io sono il grigio.
Quante cose riesco a vedere,
la felicità mi passa davanti tutti i giorni,
entra negli animi,
regala sorrisi,
ti isola dal freddo
si impregna sui muri,
ma a fatica,
perché già colmi di sensazioni,
di emozioni,
che sprigionano pian piano nell’aria
e si fanno trasportare,
penetrano nella pelle,
e tu non te ne accorgi,
tutto diventa magico.
Alzi gli occhi
Praga non è mai stata così bella,
hai davanti una città dove tutto può nascere,
ti guardi attorno,
sei circondato da immense bellezze.
Ma cosa stai cercando?
Non ti accorgi di me?
Rossi i visi della folla che colorano ponte Carlo,
alte le loro voci,
mi schivano gli sguardi,
ma anch’io faccio parte dell’aria che respirate,
io sono il brutto della città.
La pietà,
a volte,
spinge quest’animi felici a venirmi accanto,
e i miei pensieri vengono interrotti
dal tintinnio delle monetine che mi cadono ai piedi.
Perché non parlate con me?
Mi escludete?
Eppure anch’io sono seduto su questi terreni freddi,
anch’io faccio parte del tutto
perché non mi chiedete di parlare?
Io vedo la magia che voi solo sentite.
Eppure la gente si è dimenticata
la gente non vuole guardare
ma anch’io faccio parte di questi mille colori
Io sono il grigio.
MarcoCogo - tratto da un mio viaggio
segnalata da marco Cogo sabato 23 agosto 2003
voti: 18; popolarità: 1; 0 commenti
categoria: Frasi d'amore » lettere
sono seduta qui...la mia mente vaga...
il mio cuore vorrebbe trovare
qualke appiglio per non cadere....
per non affondare nell'immenso abbisso...
tutto intorno è scuro..nero...
pian piano mi accorgo che nulla
potrà mai tornare come prima
nulla...tutto è perso....
ogni piccola se pur remota possibilità svanita...
solo ricordi a riempire la mia mente..
a riempire il mio cuore...
solo lacrime a riempire i miei occhi...
pochi,inutili sorrisi sulle mie labbra,
sorrisi falsi,ingannevoli....
mancava qualcosa...
quel qualcosa che faceva parte della mia vita,
della mia felicità, del mio cuore...
quel qualcosa che riempiva
le mie giornate di allegria,
anche le più buie....
ma ormai è troppo tardi...
impossibile tornare indietro....
ma fa male...troppo male
per continuare a fingere
che tutto vada maledettamente bene....
che tutto sia ancora come prima,
che nulla sia cambiato....
era un incubo?or son sveglia?
no...era realtà....
era una maledetta realtà...
che con un maledetto gesto
dettato solo dall'impulso
mi ha portato via
la cosa a cui tenevo di più....
quell'appiglio che il mio cuore
insistentemente cerca....
che ha bisogno di ritrovare...
ma che per sempre è perduto....
non tornerà....
ora però sento la sua mancanza...
vorrei averlo qui....
accanto a me...fargli capire
che non l'ho mai abbandonato....
ma non posso...
soffro....non importa....
non servirebbe a far tornare
il mio unico tesoro....
il mio amore.....
segnalata da franceskina giovedì 15 aprile 2004
voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Grandine
Strano, tutto è così strano
tu non ci sei più, ma io ti sento continuamente
Dentro, forte e dritto al centro
dove la ragione non risolve le mie incertezze
Dove sei
come stai
con chi sei… avevi detto
“ti amerò
non lo so”
un’inquietudine sei. E resto a…
terra, solo sulla terra
dopo una tempesta di asteroidi dal mio passato
Neve, scende come miele
sopra questi occhi che guardandoti
ho consumato
Dove sei
come mai
perché lui…avevi detto
“non lo so
lo amo? No!”
e adesso non sei più qui. Sei come…
Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più
Sei solo grandine, sei solo grandine
fredda da sciogliere, fredda da sciogliere
e non cammino più, io non cammino più
se poi non ci sei tu, sei poi non ci sei tu
Piano lasci la mai mano
e restano confusi i tuoi profumi nel mio salotto
“sento poco sentimento”
firmi il tuo riscatto
con parole che mi hai rubato
lui chi è
sta con te
dimmi questo è vero amore
non lo sai
mi odierai
se poi ritorni da me… sei come
Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più
Sei solo grandine, sei solo grandine
fredda da sciogliere, fredda da sciogliere
e non cammino più, e non cammino più
se poi non ci sei tu, se poi non ci sei tu
Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più
segnalata da Laurab mercoledì 21 dicembre 2005
voti: 9; popolarità: 1; 0 commenti
categoria: poesie
strade di fuoco
La porta sbatte
L'aria fa volteggiare il tuo vestito
Come un pensiero si libera nell'aria
Mentre un giorno è finito
Il piano suona per i cuori solitari
Eccomi qui per i nostri sogni più cari
Non lasciarmi uscire
Fuori ci sono cose che non voglio capire
Non chiuderti in camera, sai perché son venuto fin quaggiù
Mi guardi e dici che non sei più una bambina, non più
Non esser triste, la notte è senza catene
Non ti senti tanto bella ma per me vai bene
Puoi nasconderti sotto le coperte
E lasciare che il dolore trovi le porte aperte
Strappare fiori, pensando ai tuoi amori
Che hai gettato fuori
Spendere un'intera estate pregando inutilmente
Per una buona azione da parte della gente
Non sono un eroe, questo è chiaro
Tutto ciò che posso offrirti è un po di riparo
Con qualche probabilità di poter arrivare
Che cos'altro possiamo fare?
Se non chiuderci dentro
E lasciare che il vento
Butti all'indietro i tuoi capelli
La notte sembra schiarita
Lungo quella strada infinita
In mezzo a sogni che sono sempre quelli
Abbiamo una possibilità di rendere i nostri sogni reali
Di cambiare queste ruote con delle buone ali
Credi in ciò che non vedi
Il cielo ci aspetta lungo questi marciapiedi
Vieni vicino a me
Arriveremo in un posto che sono sicuro c'è
In queste strade di fuoco
Piccole luci in una terra abbagliata dal sole
Possiamo farcela se il nostro cuore lo vuole
Tieni duro e buttati
Nelle strade di fuoco
Ebbene, ho questa penna che sa come scrivere
Io sono qui, se ti va di correre
Il nostro sogno lo vedremo realizzato
La strada è libera ma il percorso è ostacolato
So che ti senti sola, lo capisco dalle tue parole
Ci sentiremo liberi e le promesse saranno sciolte al sole
Posso leggere il dolore negli occhi di chi stai lasciando
Ma le loro lacrime si fermaranno ai sorrisi
Quando capiranno che il tuo sogno si sta realizzando
C'è chi grida il tuo nome nella notte
Buttando le ginocchia a terra
O pregando su finestre rotte
E tutta la vita che ho tenuto fra i denti
Finalmente la potrò vivere
È una città di perdenti
E ne sto uscendo per vincere.
LucaG - tratto da MyLirics
segnalata da LucaG giovedì 25 gennaio 2007
voti: 32; popolarità: 0; 3 commenti
categoria: poesie
Ti scrivo in sogno,
esteso e sterminato
di sensazioni mai vissute
di un baratro infinito.
Ti scrivo in sogno,
di un affetto mal celato,
di parole proferite
in pensieri taciturni.
Parole solo mie,
pensieri e un pò bugie.
Davanti un mare piatto,
mi osserva un pò corrotto.
Di barche ondulanti,
di coppie amanti,
di occhi lucidi di pianto,
del dolore di un canto.
Di smarrimento arcano
di un silenzioso "ti amo"
detto nella mente,
forse inutilmente;
Una lacrima mi bagna, piove!
Piove
sul volto di noia,
sulla ritrovata gioia,
su una dolce amarezza,
sulla muta mestizia
d'un cuore indebolito,
ma per nulla rassegnato.
Piove sulle urla,
il rimpianto,
sul vanto e
l'orgoglio,
sul foglio
iscritto di rabbia.
Piove ed è nebbia
su false promesse,
su un sogno piegato,
piove su spemi deluse,
piove sui morti pensieri,
sulla rude sventura,
sulla nuda natura
piove su un caldo sorriso,
su un cuore beffato.
E crepitano sentimenti
dove d'allucinato fragore
nel tamburo del cuore
si rompono inclementi
nel buio del temporale.
Ma non fa male...
Qualcuno svaniva lontano
perdendo l'orizzonte, piano...
E ancora un " ti amo",
di parole mai dette...
Troppo ordinario.
E ti parlo sognando,
nel mio immaginario!
E sognando sorridevo,
e sorridendo sognavo...
di cose mai viste,
di audacia che insiste!
E da un concetto...
ad un groviglio
d'orgoglio;
Su un manto
di pianto,
di vanto,
di canto...
No...No...
Un sogno!
Un sogno soltanto...
Amare è lasciar liberi di fare!
segnalata da fanny martedì 4 dicembre 2007
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categoria: poesie
SAPORE DI SOLE
Si è fatta aspettare ma ora sta per arrivare
Quell’estate a cui eri solito pensare
E sognare quelle passeggiate in riva al mare
Forse quest’anno le cose potranno cambiare
Poiché la dovrai passare, con gente che prima non conoscevi
E che ora reputi speciale.
Ma io non mi accontento, del bel tempo
O di sentire il mare dentro
Io voglio il sole, voglio tutto il caldo
Voglio il mare alto e non stare mai calmo
Voglio la sabbia sulla pelle, voglio le notti di stelle
Perché quelle sono le più belle.
Voglio bruciare al sole
Voglio vedere seccarsi le gole
Voglio il sale del mare e affondare per poi tornare a galleggiare
Voglio il sapore di sole.
Non guardo tv e nella mia lista non trovi nessuna rivista
Qui la situazione si è persa di vista
Prendo un foglio dalla risma, è tutto scombinato per colpa del sisma
Questi giorni mi hanno scosso, ma io mi sono mosso
Sono andato in soccorso e non chiedo nessun rimborso.
Ora pretendo che questa sia un’estate memorabile
Per tutte le persone da quello stabile a quello mentalmente labile.
Voglio che la gente si possa divertire, e poter seppellire la crisi che non vuole sparire
Ma se pensa di vedermi morire, allora deve capire
Che io vincerò questa guerra, ci devo riuscire.
Io voglio bruciare al sole
Voglio infiammare le suole
Volgio sotterrare la rabbia sotto la sabbia nel caso ce l’abbia
Voglio il sapore di sole.
Giù per questa strada, giustizia nada
Prima che la pioggia cada, troverò qualcosa che mi aggrada
Ma vada come vada, sarò sempre come un pesce spada
In una pozzanghera ai bordi della strada.
E questa voglia di fuggire, che continuo a sentire
Voi non riuscite a capire, ma so che in fondo anche voi volete venire
Ma non lo volete dire.
Allora sentite questa idea, che pian piano si crea
Ci faremo un giro di boa, anche con la bandiera dell’alta marea
Ci tufferemo nel mare a mezzanotte, se farà freddo non me ne fotte
Ricorderemo sempre quella notte
E le delusioni verranno rotte.
Io voglio bruciare al sole
Voglio veder chiuse le scuole
Voglio andare in fondo al mare e poi tornare per respirare tutto il sale
Voglio il sapore di sole.
LucaG - tratto da MyLyrics
segnalata da LucaG domenica 26 luglio 2009
voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Ghò verto
Ghò verto
un cassetto
E me xè vegnuo
In man
Nà fotografia
Me xè vegnuo
Fora ricordi
Con ea nostalgia
Ricordi de anni
E dai tempi lontani
Ricordi de all'ora
Mà che ancora
Ancu eo i me onora
Mi me ricordo
Ghò vogà
Con veci campioni
Che i gaveva ea forsa
De tanti leoni
Parlando de gare
De regate dè mare
Che solo a Venessia
Ancora se fà
Anca perchè sò
Sora d'età
Ma mi mè ricordo
Perchè ghò vogá
Ghò vogà
Con i Strighetta
Con lo Ciacci e Chinica
E con Fungher
Lino Beppi e Palmiro
I vogava fin all'ultimo respiro
Ghe Gera i veci Vignotto
Ma perchè i vinseva
Ghe voleva un terno all' lotto
Ma el numero uno
Gera
Vianello Gianfranco
Detto Crea
Perchè de regate
El ghe nà
fate nà marea
E le ghà vinte
Quasi tutte
Portando a casa
L'unica bandiera
con le tre punte
Mi ghò vogà
Con gondole vecie
E con gondole nove
Ma chè ancora adesso
Le piane sè muove
De regate n'è xè tante
Ma solo al primo
Ghe và le esultanse
Onori e bandiere
Riva fin al quarto
Ma el pensiero
Mio
Xè sempre
In alto.
Radames.Papalone - tratto da da mè diretto
segnalata da Radames venerdì 20 dicembre 2013
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categoria: poesie
i romani
io sono cresciuta ai piedi del Colosseo
nel caos della città del giorno,
piena di turisti, di ogni nazionalità
ero con altri bambini vivaci e svelti
correvamo dietro gli americani
a chiedere un dollaro,
i nostri genitori, lavoravano tutto il giorno
e noi sperduti intorno al Colosseo
a giocare a nascondino
io ero piccola, e con le trecce
giocavamo tra, le antiche rovine di Roma
fino a quando il cielo, si tingeva di rosso
da bambini, sappiamo già, che
il Colosseo è il monumento
piu importante di Roma
irripetibile, inimitabile, epico,
i cristiani venivano uccisi, tra quelle mura
e io conoscevo anche i sotterranei
perchè il Colosseo era aperto a tutti
e noi bambini, entravamo e uscivamo
come e quando noi volevamo
ma un giorno, salii al primo piano
delle arcate, io mi affacciai per guardare giu
e....caddi sotto!!!!!
miracolo! Caddi sopra una morbida valigia
di un turista, ormai molto spaventato
io illesa e, svelta, fuggii verso il foro romano.
Ma la storia che, ascoltai sui banchi
della scuola elementare, oggi l'ho scritta
in un romanzo, perchè sono poeta e scrittore.
Conosco bene Roma e i suoi misteri eterni
il grande impero romano, le sue leggi
valide ancora oggi,
le legioni romani, erano macchine da guerra
i suoi imperatori, le straordinarie donne, così libere
la sua storia affascinante,
gandi costruttori i romani, dall'Asia all'Europa
hanno lasciato, città, acquedotti, strade,
i romani maniaci del corpo pulito
costruivano grandi terme,
e odiavano i barbari, perchè sporchi
incivili e con capelli lunghi come bestie
forse l'orgoglio romano esagerava ma
dobbiamo ricordare che
se i romani non fossero esistiti
i popoli europei, vivrebbero ancora
dentro le capanne, e gli uomini
porterebbero ancora, le corna in testa.
segnalata da daniela cesta sabato 22 marzo 2014
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categoria: Poesie
Mareggiata Del Cuore
Onde ineluttabili su di noi
a cancellare ogni antico respiro
incompreso tra di noi,
nelle fredde folate di silenzi
celati dai risentimenti.
Onde gelate a deturpare
tutto ciò che ci circonda
sottopelle in questo mare immenso
nella sua tempesta di pieno inverno,
eppure il suo rumore
non dona sgomento
se ascoltato piano con il cuore
seppur in frantumi,
e la sua forza assume
forma nell'illusione
seppur residua
tra gli scogli della vita.
Oh, se questo mare fosse più calmo!
O almeno per un istante
tra le tue ferme braccia
ritroverei pace, ma ormai
discosta è quella stagione
in cui quiete e felicità
navigavano a pari passo
nel destino dell'anima
intrecciate nelle nostre arterie
portandoci sulla cresta
dell'onda inappuntabile,
quella dell'amore, il nostro amore!
Ormai arenato.
Oh amore, amore spento
da un cielo piombo
ostile ai nostri sogni
spazzati via con un sol colpo
da quel livido vento
tra le mani colme di fuoco
bramanti ed esigenti
dai nostri sentimenti
da donare l'un l'altro.
Oh, se questo mare fosse calmo,
non ascolterei più
il suo fragoroso vocio
mentre mi sottolinea con furore
lampi e tuoni sui nostri sguardi
sgualciti e consumati
dalla nostra fatale fine!
Se solo fosse calmo
questo mare, non ci scaraventerebbe
con inaudita violenza
alla deriva delle nostre bramosie
costringendoci alla infausta deriva
di una amara fine,
tra i nostri confini sconfinati
tra le onde di questo
impetuoso e irruente
tumultuoso mare,
come il nostro cuore
ormai inabissato inghiottito
tra le onde schiumose e veementi
dispersi nei suoi
più profondi ricordi
che solo in questo maestoso mare,
contraddittorio,
può sopravvenire!
segnalata da Laura Lapietra domenica 7 marzo 2021
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categoria: Poesie
Bugia D'amore
Bugia D'Amore
Ti ho adagiato
piano
delicatamente
nella vetusta
bugia d'oro
che ho meticolosamente
conservato
a lungo
nel fondale
del mio cuore.
Affinché tu
potessi fare,
luce eterna
come
una candela d'amore
che arde
il suo fuoco
non estinguendolo
mai,
per me.
Affinché
il suo olezzo
magia fragorosa
per il mio essere
emotivo
al suo sentire,
possa diventare
mausoleo d'eternità
per me.
Per rammentarlo
nei cicli
dei tempi,
per te.
Affinché
questo amore
divenga
una fulgida
ineguagliabile,
bugia d'amore!
Che possa
mutarsi
in una dolce
perla
nella sua
verità,
unica
nel suo vibrare,
unica
nel suo vivere.
segnalata da Laura Lapietra giovedì 7 ottobre 2021
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categoria: Poesie
Trappola Nel Labirinto Digitale
Trappola Nel Labirinto Digitale
Nelle soporifere notti del destino
nel labirinto astruso
dei contrastati desideri
tra le insidie celate del web,
solerte si annidava
simile a un raffinato cacciatore,
l'illusione di un amore platonico!
Una perfida apparizione ingannevole.
Nutriva l'anima di sorridenti sogni
in gemme di speranze negli sbocci
di quel malinconico autunno,
sospesi tra le distorsioni
delle immagini che pian piano
che quel qualcuno tesseva
nella trappola di vento,
e l'irrazionalità delle parole
che come navi da guerra
partivano per colpire il cuore!
Sul palcoscenico del social network,
sbocciavano colorate emozioni
come una interminabile fila indiana,
come bei fiori di plastica
in un giardino di cristallo,
innaffiati dai veri sentimenti
ma illuminati da luci artificiali
che offuscavano la cruda verità,
con le loro fragili illusioni!
In quel oceano di false
approvazioni e condivisioni,
nasceva un connubio passionale
dall'intensità di un fuoco di cerino,
costruito su messaggi enigmatici
e belle emoticon criptiche,
che celavano l'intimità
e la pura essenza di chi erano!
Ma in breve quel sogno
si tramutò in un crudo incubo!
La maschera si scioglieva
tra i battiti della tastiera
al calore delle contraddizioni,
e la verità si rivelava nelle espressioni
più recondite dell'anima bugiarda,
scavando ferite profonde nell'anima,
tradendo la fiducia e l'innocenza!
L'amore platonico si svelava
per ciò che era e non era affatto!
Un illusione in trappola,
un inganno subdolo e malevolo,
che privava l'anima e il cuore,
lasciandolo solo annegare
nel dolore e nel disincanto!
E così la bellezza virtuale
si dissolveva come vapore,
come effimera illusione
nell'abisso gelido della realtà,
dove la verità risplendeva
in tutta la sua verace intransigenza!
E quell'amore platonico
svaniva nel nulla,
come un miraggio sbiadito all'alba,
lasciando solo lacrime
e orme di rimpianti.
Sulla sabbia del luttuoso silenzio
ai bordi del mare della tradigione,
dove onde di lacrime continuavano
a cancellare quei segni inobliabili
in altre notti da raccontare,
a quei tasti della artificiosa vita
che come neofita confida
come fede da coltivare
per un pugno d'amore,
nella caparbia continuava
a scrivere nuove avventure
alla smodata ricerca
di un nuovo porto dove approdare,
poiché l'alchimia dell'anima
non svanisce nel tempo,
come non svanisce
neppure il tarlo del vizio.
segnalata da Laura Lapietra lunedì 8 luglio 2024
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categoria: Poesie
Incanti Nelle Cicatrici
Incanti Nelle Cicatrici
Fulgidi rivoli di vita
sul mio viso spento e affranto
sotto la pioggia di brillanti stelle
tra le tue avvolgenti strette sul cuore,
dove sorpresa ancora
muoio d'amore
nel freddo di questo inverno!
Sussurri piano incantesimi
di crisoberilli magici
al mio animo nel plenilunio,
tra filigrana che intrecciano
bianche bugie nella notte oscura,
ai bordi infiniti del tempo
nelle incantate girovolte
di quegli alterni perdoni inarcati,
sui nostri sfavillanti sorrisi!
Baciami ancora
dolce antico amore,
come fosse ancora
la prima volta,
come fosse per sempre!
E disegnerò
l'essenza della pura
radiante felicità
sulla pergamena del fato,
che attraversa l'orizzonte argentato
nel congiungerci
ancora un'altra volta,
dal passato al futuro
in un salto senza respiro
a farci cadere nel vuoto
ancora un'altra volta,
sulla terra ferma
ove ogni fremito
possiede la sua fine!
Fammi evadere ancora,
lasciami sognare giuliva
nel cuore di questo istante
tra le tue parole d'incanto,
nelle lacrime che lecco
mentre le accarezzo dolcemente
dalle tue profonde cicatrici,
assaggerò ogni tuo dolore
e ne farò un sacro mausoleo
ove rendere culto,
e ti amerò come fosse
ancora la prima volta,
come fosse ancora per sempre,
come se ogni tua parola
fosse la mia certezza d'amore,
ove non possa più perderti
disperso in naufragi
delle futili incomprensioni,
e in quelle inaspettate
collisioni d'impeti
in altri occhi nuovi
da conquistare e amare.
segnalata da Laura Lapietra martedì 30 luglio 2024
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categoria: Poesie
Cammino Senza Di Te
È già tardi, in questi fili
di giorni sbiaditi senza sale,
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra,
senza ascoltare il cuore che piange,
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle,
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi,
di quanto manchino in queste ore!
Ormai cammino con il mio riflesso
tra le tue preferite vie in fiore
nei giorni d'estate,
e le strade deserte d'inverno
sotto la neve che imbiancava.
La primavera era la tua festa
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca,
paziente restavi a osservarla.
L’autunno, la tua malinconia,
tingeva di giallo e bronzo
le foglie rosse del nostro giardino,
e in ogni ricordo che scrivevi,
per restituirlo alla sensibilità
del cuore tra le pieghe dell'anima,
c'era il timbro del sentimento.
E in quei tramonti senza un perché,
le tue cantilene sui tuoi gioielli
più preziosi che sfoggiavi
con orgoglio, i nostri splendidi figli,
appesi al futuro che tesse in segreto
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere,
nelle tue lacrime imprigionate,
una luce di purezza d'animo,
erano speranza sul tuo volto sincero!
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me,
senza rumori di rassegnazioni.
Ti sei vestita di perle d'anima
per addormentarti, ormai matura
nei tuoi anni di spine e vittorie,
nelle braccia del sonno eterno,
verso la valle della libertà eterna.
E io qui, ancora in questa giungla
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre,
soltanto questo amore nel mio petto.
Amore mio, fedele colomba bianca,
le tue ali sono le mie lacrime,
ma il ricordo della tua essenza
è la coltre che scalda l'anima
nel fiore d'amore per te,
che sulla tua tomba
di freddo marmo adagio piano
per non farti mancare mai
il frastuono in tormenta d'amore
nel sacrificio del silenzio rotto
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo
nelle tue mani che un giorno rivedrò.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 2 aprile 2025
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categoria: Poesie
Instabile Clima
Nel vasto politeama del mondo
il clima pavonesco danza
come orchestra di vento,
che incanta nello sgomento!
La terra,
palcoscenico mutevole
ospita quel cambiamento,
come musical commedy,
una tranche di tormento.
L'oceano,
come un pittore abile
ma distratto
dipinge ornamenti di frastagli
contro imprudenti scogli
a inabissarli nelle sue acque
col suo nuovo stile,
ameni sfide!
Le correnti,
come tersicoree in scena
avvicendano ritmo
e movimenti senza pena,
pericolosa avanscena!
Il sole,
come signore dorato
un altero regale
dirige il suo calore,
senza uguale!
Mentre la pioggia,
spruzza e crea a catinelle
come folle artista
i suoi schizzi bagnati
dal petricore che affonda,
nel volume che esonda!
L'aria,
come compositore
di flauto traverso,
senza una fine
scrive nuove note
nel suo vasto confine!
E le verdi montagne,
come giganti imponenti
scolpiscono il paesaggio
con gesti possenti.
Ma l'uomo,
come un intruso smemorato
altera questo equilibrio
tutto sconcertato!
Col suo sregolato progresso, inarrestabile
lascia il pianeta
in uno stato instabile!
Così il clima,
come un'opera bizzarra
si trasforma per noi
in un nuovo dramma dato in arra!
E mentre la natura
cerca di resistere,
l'uomo dovrebbe
agire per non disperdere!
Oh, al bivio di questa storia,
una scelta memorabile
dobbiamo affrontare
e ritrovare saggezza
che ci ha abbandonato,
dobbiamo ammantare!
Oh, per salvare questa Terra
bisogna agire con coscienza
con la mente e con il cuore,
bisogna liberarla dall'anteguerra
che poi scivola in guerra!
Rispettare la natura
che ci ha generato,
affinché possa ancora
regalare quel futuro ben sperato!
Dare voce alle voci
di chi è stato oppresso,
per proteggere gli esseri
che sono stati messi
a rischio espresso!
Perché il clima
come fiore delicato,
ha bisogno di cure
per non soccombere abbagliato!
E come sinfonia, uniti,
dobbiamo suonare,
per onorare la bellezza
che il mondo sa creare!
Il finale è nelle nostre mani.
Noi siamo gli autori,
dovremo scrivere una storia
che cancelli gli orrori!
Rinveniamo in armonia
la vera essenza della vita
senza quella sporca ipocrisia,
in questo marasma consunto
del consumismo esaltato
alterando quel clima ammalato,
in questo vasto politeama
del mondo,
dove il clima pavonesco
danza in discordanza
una fievole baldanza
che pian piano sbiadisce
la sua dolce fragranza.
©Laura Lapietra
segnalata da Laura Lapietra venerdì 17 novembre 2023
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