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categoria: Poesie

TRAMONTO INVERNALE

Tramonto invernale così gelido!
melodia silenziosa, che avvolgi il cuore,
nell'essenza di momenti, straordinari, tra cielo e terra,

la terra arida e ghiacciata, tace come morta,
gli alberi muti, senza vento, rinsecchiti e immobili,
le pietre coperte, da uno strato di neve,

il cuore ha un fremito freddo, mentre osserva
la piccola macchia, rossastra, nel cielo,
piccolo istante di colore, che in fretta viene coperto,

dalle prime ombre della sera, nel giorno che veloce passa,
non camminiamo nelle tenebre, anche nel buio
vediamo una luce sfolgorante, che aiuterà noi.

Misteriosa e scintillante stella che guida il nostro cammino.

Daniela Cesta

segnalata da DANIELA CESTA martedì 23 dicembre 2014

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categoria: Poesie

I BAMBINI DEL NOSTRO MONDO

la nostra umanità, ha, un imperdonabile peccato
maltratta, tortura, uccide, i bambini di questo mondo!
la nostra umanità è macchiata del loro sangue.

il sangue dei bambini è l'innocenza del sangue di Cristo!
semplice, puro, ingenuo, candido, fiducioso,incontaminato, ignaro,
questo è un bambino!

mentre ci sono persone che, sono: malvagi, criminali, corrotti, depravati e viziosi!
e i piccoli fanciulli sono prede ambite, per le loro fauci!
i bambini hanno, la grande virtù, di essere, ingenui,

Dio li ama all'infinito, e non perdonerà mai, coloro che
violentano o uccidono, questi fiori vergini, di illibatezza!
Ma Dio non perdonerà, neanche coloro che

fanno scandalo agli occhi dei bambini!
Ricordate demoni, quando chiuderete i vostri occhi per sempre,
inizierà il terribile vostro tormento eterno.

DANIELA CESTA

segnalata da DANIELA CESTA martedì 26 maggio 2015

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Liturgia

Resta una sigaretta spenta,
una macchia di gelato
restano una poesia da finire
e un altare da ricostruire.
Resta la sera sul davanzale,
l'ultima lacrima prima di partire
restano una luce accesa
e una vita da dimenticare.
Ma io non voglio vedere oltre le tue spalle
non voglio sgusciarti via dalle mani,
inchiodo al muro le nostre ombre
che restano abbracciate
aspettando che faccia giorno.

Michele Gentile

segnalata da Sara lunedì 3 luglio 2017

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

DI NOTTE NEL LAVANDETO

Un lavandeto di notte è un'esperienza sensoriale unica e suggestiva, molto diversa da come appare di giorno.
Atmosfera e Colori
Di giorno, il lavandeto esplode in un violaceo vibrante, ma di notte, i colori si attenuano e si trasformano. Sotto il cielo stellato o la luce della luna, il campo assume sfumature più scure, quasi blu-nere, con il viola che si intravede in modo più soffuso. Le piante di lavanda creano un paesaggio più misterioso e intimo, dove le forme diventano silhouette contro l'orizzonte. Si creano giochi di ombre lunghi e affascinanti, esaltando la texture delle piante.
Profumi e Suoni
È di notte che il profumo della lavanda diventa ancora più intenso e avvolgente. Con l'aria più fresca e meno ventosa, le molecole aromatiche si diffondono con maggiore persistenza, creando una vera e propria bolla olfattiva. Il profumo non è solo quello della lavanda, ma si mescola con gli odori della notte: la terra umida, l'erba, e forse anche la fragranza di altri fiori notturni o della macchia mediterranea.
I suoni del giorno, come il ronzio delle api e il fruscio del vento tra le foglie, lasciano il posto a un silenzio quasi sacro. Si possono percepire i suoni della natura notturna: il canto dei grilli, il frinire delle cicale il richiamo di qualche civetta o gufo, e forse il dolce scricchiolio delle foglie sotto i piedi. L'assenza di rumori artificiali, tipica delle campagne di notte, amplifica queste piccole sonorità, rendendo l'esperienza ancora più meditativa.
Sensazioni ed Emozioni
Passeggiare in un lavandeto di notte evoca un senso di pace profonda e tranquillità. La calma e il silenzio favoriscono la riflessione e la contemplazione. È un luogo dove ci si può sentire in profonda connessione con la natura, lontano dal trambusto della vita quotidiana. La vista del cielo stellato sopra il campo di lavanda è spesso mozzafiato e può ispirare un senso di meraviglia e immensità.
In sintesi, un lavandeto di notte non è solo un luogo da vedere, ma un'esperienza da vivere con tutti i sensi: un'immersione nel silenzio, nell'aroma e nella magia di un paesaggio notturno.Danielacesta

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta lunedì 21 luglio 2025

stelline voti: 14; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Donna

Nel tuo esserci
l'incanto dell'essere,
La vita,
tua storia,
segnata dal desiderio
d'essere semplicemente
donna!
Nel tuo corpo
ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione,
dell'oppressione…
in te
l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!

segnalata da Gianluca lunedì 29 marzo 2004

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

E’ il giorno del domani nei miei occhi
e nella mia coscienza assopita.
Una spiaggia deserta. Medito sul
mare, in cima all’albero di questa
nave che traghetta speranzosi..
Sorrido, sola. Nessuna inquietudine
macchia il mio petto e i miei occhi
chiari e ripuliti che osservano gli
sbuffi dell’acqua, increspata dalle
correnti di est…è scesa la sera
sulle nostre incoscienza stanche
del viaggio…continuo ad osservare
il limite scurito dalla notte.
Musiche, danze, luci e colori…
Danziamo e omaggiamo la luna…
le donne qui si amano, non ho paura
di guardarti negli occhi.

segnalata da Barbara martedì 30 gennaio 2007

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Barzellette

Battute baz

tatatà pubblicità
al mio cane...davo sempre i cibi migliori...ma è morto lo stesso (baz)

tatatà pubblicità
L'OMINO DEL MONTE HA DETTO SIIIIII !!!!!........ e chi gli ha chiesto niente ?(baz)

tatatà pubblicità
sogni una tariffa gratis che puoi chiamare sempre e in qualunque posto a qualunque operatore ?.......non esiste(baz)

baz film titanic
-guarda jack,sto volando jack........questa è scema
-jack sento freddo jack.......copriti
baz a beppe braida

baz:- non fare così beppe,seno poi ti viene il mal di gola e....
beppe:-si lo so muoio
baz:-no,però qualcosa di brutto ti succede

ta ta ta!!pubblicità....hai sempre quelle macchie ingiallite sui tuoi vestiti? hai sempre quell'odore sgradevole e non sai come liberartene? e ma lavati!!(baz)

ADRIANAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!Dimmi(baz)

Queste sono alcune battute di baz..in colorado...spero vi piacciano!

Dolce_Comica - tratto da Baz-Colorado

segnalata da Dolce_Comica sabato 16 ottobre 2010

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

amore nell'aria

Nell'aria aleggia, la sensazione stupenda,
dell'amore Divino, straordinario tempo per ognuno di noi,
ogni essere umano, ha il suo approccio segreto, e intimo, con il Natale,

un pettirosso schivo e guardingo, si posa sul davanzale, della mia finestra
spillucca briciole di pane, mentre io osservo la sua macchia
inconfondibile sul petto, e sulla faccia, fa vibrare la sua coda!

Che strano, sembra volersi mettere in mostra, è l'aria del Natale
che provoca questi dolci miracoli, tra cielo e terra,
ha lasciato il freddo bosco, per cercare cibo sui davanzali,

Tacito il tramonto di dicembre, freddo pungente, mentre dai comignoli
il fumo esce aggrovigliandosi, verso il cielo, come una liberazione,
il cielo è la nostra forma di libertà, così inspiegabile,

solo gli angeli, puro spirito, che sono i padroni dei cieli,
e volano allegri, osservando i preparativi per la sacra nascita,
il potente Dio, la Sapienza incontenibile, il Divino Creatore,

fa nascere suo figlio diletto, in una fredda stalla, nessuno di noi
su questa terra, è così umile.

Daniela Cesta

segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 17 dicembre 2014

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categoria: Aforismi » comportamento

Mi Spiace.

C’è un limite sottile, un filo d’ombra,
dove il “mi spiace” perde il suo colore,
e la parola data si fa ingombra,
senza più il peso del suo vecchio onore.
?Hai camminato sopra il cuore altrui
come chi crede l’erba sempre eterna,
ma i giorni si son fatti più bui,
e spenta è la luce della lanterna.
?Non è rabbia, né urlo, né tempesta,
è un passo indietro, fermo e misurato.
Chi non perdona più, nulla ti resta
ti restituisce solo ciò che hai dato.
?E in quel riflesso, specchio di rigore,
scopri la macchia che non puoi lavare
non è la colpa il peso del dolore,
ma aver perso chi sapeva aspettare.

stelline voti: 25; popolarità: 10; 0 commenti

categoria: Aforismi » sorriso

Non togliermi il tuo sorriso...

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma non togliermi mai il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.
Amor mio,
nell'ora più oscura sgrana il tuo sorriso,
e se d'improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada,
ridi, perchè il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresa.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore, voglio il tuo riso
come il fiore che attendevo, il fiore azzurro,
la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna,
riditela delle strade contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria, la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morirei.

Neruda

segnalata da VoLaVeRuNt domenica 30 novembre 2003

stelline voti: 24; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Mille luci spente

Mille luci spente
che si accendono quando ti vedo,
quando ti parlo,
ti tocco,
ti sfioro....

Sei in un sogno,

un sogno che si impadronisce
improvvisamente della mia anima,

mille diari,

quei diari,
fatti di luce spenta
accanto a un focolaio,

scritti per anni di angosce totali,
di depressioni che mi uccidevano dentro,
vedo le pagine,
una mano tremante
di una vecchia ottantenne,

le rivedo...

dita sciupate da una vita vissuta male,
con lo sguardo incupito
da pensieri assillanti,

ora sono lì,
in quella scatola che chiuderò per sempre,

le mie mani non vogliono più toccare il buio,
ne ho già "abbracciato" tanto, troppo,

voglio rivederle vive
e non vogliono prendere più quella penna
che ha visto le macchie del quaderno...

ora accanto al focolaio
c'è un diario nuovo
che sto aprendo pagina per pagina,

la mano non è più quella di un tempo,
è bagnata di lacrime passate
ma non nuove...

un sogno,
il mio sogno:

ora sei tu !!!

segnalata da Tecnogatta giovedì 18 novembre 2004

stelline voti: 14; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

L'amore in una frase

Vorrei scriverti una frase
che vada oltre i confini
della normale abitudine...

Qualcosa in cui trovare
te stessa, e il vero amore
che sai resuscitare...

Tu non sai che il mondo
non vuole le tue cure.
Buttatela alle spalle

la sua ingratitudine
e spargi su di me
le carezze odorose,

mia amata soave...
spandi sul tuo crine
preziose fragranze,

stordiscimi i sensi
col tuo splendore.
Non bramo che baci

delicati sulle ferite
della mia anima.
Io darei tutto

quello che mi resta
per potere asciugare...
una sola goccia

della rugiada che imperla
quel tuo viso bello
di tenera passione.

Ecco il mio cuore
in queste frasi per te,
viva di gioia e pianto...

di piacere e di dolore,
angelo mio senza macchia
e senza pudore...

Ah, potessi legarti
ancora con la forza
delle semplici parole...

Ti amo.

FernyMax - tratto da L'Immortale è l'Amore.

segnalata da FernyMax domenica 23 ottobre 2005

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

memorie 2

La fine del mio tormento,
l’estinzione di una malattia,
lascia che gridi per accrescere la mia ira,
l’ira di un amore spento,
grida, del buio e del dolore,
delle labbra bruciate, dell’eco assordante.
Fammi arrivare dove le mie grida vogliono gridare,
dove le mie parole sono fiamme degli inferi
e le lacrime la lava del vulcano sacro.
Nasce l’arma perfetta, fredda, fluida all’apparenza,
ardente e affilata all’occorrenza.
Strizzo le mie mani, e mi trafiggo,
nascerà il sangue della sofferenza,
il liquido dell’ignoranza e della forza bruta.
Bevi, la mia essenza
lo stato fuso della mia vendetta,
bevi, assorbilo, assorbimi,
ti travolgo, ti sto attraversando, spegniti.
Prova l’angoscia di non poterlo più fare,
di non poter commettere più errori,
di non provocare più male.
Una spada insanguinata invisibile alla tua incredulità.
Affoga, nel sonno più depresso, il non ritorno.
Tenta, non concedo tregua,
la rabbia si è riversata, ora ti schiaccia,
ti comprime ancora, finché la tua ombra diverrà
ombra dei tuoi residui, nulla.
Sei stata trafitta senza misura, come volevo,
hai bevuto fino all’ultimo sorso,
retrogusto mortale.
La pioggia cadrà silenziosamente
sul luogo del delitto, non lascerà tracce,
diluirà acqua con sangue, formerà la pozzanghera
del peccato, lo specchio della tua morte.
Non ci sarà sole eterno e raggio capace
di cambiare la sua natura,
siamo io e te, macchiati dalla spada e dalla follia.

segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

QUI LUCE NON AVVIENE

Che bugiardo il silenzio
quando s’aggrappa
alla soglia dell’errore
e inghiotte il suono-

Qui luce non avviene
sono figlia d’un tempo approssimato
dove l’ora si scaglia in empietà-

ed io non sono.

I giorni sono anime arrese
piccoli scheletri ignoranti-
che non sanno dire domani
e se ne vanno insulsi e disadorni
macchiati di tacere e di sgomenti.

Ecco- ne spengo l’eco
mi fisso al non ritorno
inghiotto il sasso- e manco alla mia voce.

Ma è vita questa linea mediocre
inizio o fine-
è forse l’estro divino
che rapina l’occhio
e dispone l’effimero
in assetto regale
per rendermi imprudente all’evento?

Non so dire.

Ho solo due grammi di vita
appesi al collo
tele di ragno e vermi nel pensiero-
questo è cielo presunto- lo rinnego
luce ipotizzata- non conclusa.

Non ho che sogni
imbanditi dal maestrale
il sole l’hanno giustiziato
al frontespizio del tacere
ombra compiacente
dell’ultima omertà.

Anite

segnalata da Anite martedì 28 ottobre 2008

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

quando io faccio domande
voglio risposte immediate
no voglio temporeggiamenti!
no indecisioni
io sono chiara e limpida
e no amo chi mormora
dietro le mie spalle senza farmi capire,
io ho sempre voluto capire ogni cosa
e da bambina volevo sapere,
no amo i doppi giochi,
neanche chi vive di bugie,
io sono una farfalla,
amo il cielo azzurro
senza macchie nere,
yess io sono come sono,
amo chi parla chiaro,
no chi cerca di
imbrogliare me,
io sono un poeta semplice e lineare,
vivo di ebbrezza d'animo,
l'istinto e le sensazioni
fanno allontanare me,
da chi vive nel buio delle fandonie
dell'incoerenza
del subdolo comportamento,
nell'intrigo di bugie,
il mio spirito è libero da queste cose,
sono una farfalla amata
da persone con anima pura,
lascia che io guardare i vostri occhi,
e io vi dirò come siete fatti.
E' il mio spirito che
rivela tutto!
Per questo io no ho paura di nessuno
perchè prima che qualcuno
possa fare del male a me
io sono già lontana.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta sabato 23 febbraio 2013

stelline voti: 2; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: poesie

Scuro

Ti guardi in un arido specchio,
opaco il tuo sguardo e astratto,
cerco in te dove soffia tempesta,
di te rimane l'oscuro ritratto.

Cosa sei? Gli domando,
- Sparisci nel vento! - gli urlo.
l'ho già visto fuggire nel bosco
voltò le spalle a me sogghignando.

Il ritratto oscuro di te,
di zucchero e miele velato,
quand'esce dal tuo petto amato,
mi stringe la gola e mi spegne il fiato.

Come pallida principessa
dal volto macchiato
di imperfetti nei,

scuri stagni del tuo limpido cuore,
sabbie mobili per il mio Cavaliere,
semini insidie contro il tuo volere.

Ma cauto e fiero andante, il destriero
chiede ancora la corsa al maniero.
Fatti fummo per far parte ai giochi,

ma il tuo cuore per me è cosa seria.
Senza cercare mai alcuna gloria,
accanto a te fu la mia vittoria.
Scorgo ancor tempeste e tuoni,
ma se son tuoi per me sono doni.

Di quei nei mi sono ammutolito,
di quei nei mi sono innamorato;
di quel ritratto mi sono incupito,
di esso stesso ancor prima ho gioito.

E dallo stagno che è limpido ora
emerge una luce di un colore aurora
brilla nell'acqua e ogni riflesso dora.
E' quando il tuo vero amore emerge,
la vita in me e nello stagno risorge.

luixx

segnalata da luizao1987 martedì 14 aprile 2015

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Dolci Respiri

Oh! Dolci respiri miei,
spento è il vostro fragile cuore,
candele pure accese
nel giardino degli innocenti,
il mio cuore vi adorna
di lacrime che ramificano nostalgia,
un dolore che culla assenze
nelle notti insonni ad ascoltare
silenzi che parlano senza fiato.
Le vostre ali dispiegate alla vita
ancor prima di divenire
accanto a me
son diventate piume celesti
a circondare del vostro ricordo
ovunque io, incerta, cammini
tra le fiamme della fredda realtà.
Vi lascerò,
senza abbandonarvi mai,
che siate nelle braccia dell'origine,
che siate alito purissimo
senza macchia che vi inquini l'anima,
e che colmi dell'amore infinito
mi aspettiate dove la triste morte
non esiste più.
Oh, miei amati angioletti
seppur non vi ho mai visto
il viso, le mani,i vostri dolci occhi
e il vostro sguardo curioso,
nei miei sogni vi ho abbracciato
in quell'arrivederci che ci riunirà
cancellando ogni malinconia,
e come stelle brilleremo
del nostro amore intrecciato
nel tempo che scriverà
la consolazione che rallegrerà
ogni istante del nostro per sempre.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra domenica 27 ottobre 2024

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

io

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

io - tratto da IO

segnalata da Ciclistinooooo venerdì 11 luglio 2003

stelline voti: 29; popolarità: 7; 0 commenti

categoria: Poesie

IL SORRISO

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda

pablo neruda

segnalata da sole38 giovedì 29 gennaio 2004

stelline voti: 8; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Lacrime dal cuore

Lacrime silenziose solcano il mio viso,
scivolano stanche lungo le guance arrossate dal pianto e dalla passione
si infrangono sulla pelle macchiata d'inchiostro
poi svaniscono, portate via da dita tremanti

E di nuovo si rincorrono timide e discrete;
passano senza far rumore
passano e nessuno se ne accorge...

Stringo a me il cuscino,
forte
ancora più forte, come per soffocare la rabbia che sento crescere dentro,
poi lo scaravento a terra, insoddisfatta di quel falso contatto
di quel finto e inutile conforto

Mi sento sola,
nemmeno le lacrime riescono più a farmi compagnia
così, all'apice del mio masochismo, apro il diario e prendo la sua foto
lo guardo e tutto mi sembra bellissimo
lo guardo e tutto mi sembra terribilmente triste

Labbra turgide e tremanti sussurrano il suo nome,
lo implorano invano di venire da loro,
gli chiedono umilmente di poter sfiorare la sua pelle, la sua bocca...

Ma lui non risponde
continua a fare quello che sta facendo
senza sospettare che un giovane cuore si lacera di giorno in giorno per lui;
ripenso ai suoi sguardi e ai suoi sorrisi,
ai suoi occhi e alle sue mani

All'improvviso mi scrollo dalle mie tiepide illusioni e comprendo...
comprendo forzatamente che è e rimarrà solo un'utopia,
un fantasma evanescente che più rincorro, più si allontana
un morbido sogno che s'infrange brutalmente al suono della sveglia mattutina

E così mi rendo perfettamente conto che lui non potrà mai appartenermi;
eppure continuo a pensare a lui...
continuo a versare lacrime per lui, a contemplare la sua foto,
ad assaporare l'aroma dei ricordi di quei pochi momenti passati in sua compagnia

E perchè?
a che serve tutto questo, che senso ha?
ah, spiegatemelo voi!
datemi voi una risposta valida, perchè io proprio non riesco a trovarla...

Com'è crudele con me l'amore
mi rallegra col lieve profumo dei suoi candidi fiori,
ma non mi lascia assaporare il gusto intenso dei suoi frutti scarlatti;
mi sorride ingenuamente e poi, col volto dell'astuzia, mi accoltella alle spalle;
una ferita precisa e profonda

E di nuovo continua a sorridere
e mi guarda con occhi di luce,
mentre, ormai arresa a questo cinico gioco, mi rallegro di perire per sua mano.

Meleth

segnalata da Meleth lunedì 10 gennaio 2005


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