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categoria: Frasi d'amore

La preghiera del Cane

Ho letto qualcosa sul giornale di oggi che il mio
umano mi ha mostrato, e voglio parlartene.

Trattami gentilmente, mio adorato padrone,
perché nessun cuore in tutto il mondo
è più riconoscente per la gentilezza
del mio cuore pieno d'amore.

Non umiliarmi bastonandomi,
perché sebbene io leccherei la tua mano durante i colpi,
la tua pazienza e comprensione
mi insegneranno più rapidamente le cose che vuoi.

Parlami spesso, perché la tua voce è la musica
più dolce del mondo, come tu puoi capire dal
mio selvaggio scodinzolamento, quando le
mie orecchie in attesa sentono i tuoi passi.

Quando fa freddo e piove,
per favore tienimi in casa,
perché io ora sono un animale addomesticato,
non più abituato alle intemperie.
Ed io non chiedo maggior gloria che il privilegio
di sedere ai tuoi piedi accanto al focolare.

Anche se non avessi una casa, io ti seguirei
attraverso il ghiaccio e la neve piuttosto
che riposare sul più soffice guanciale nella
più calda casa del mondo, perché tu sei il
mio Dio ed io il tuo devoto adoratore.

Lasciami la ciotola piena di acqua fresca, perché,
anche se io non ti rimprovererei se è asciutta,
io non posso dirti quando soffro la sete.

Dammi cibo sano, così posso stare bene, per
giocare chiassosamente e ubbidire ai tuoi comandi,
camminare al tuo fianco, ed essere pronto e capace di
proteggerti con la mia vita se la tua fosse in pericolo.

E,adorato padrone,se il Grande Padrone volesse
privarmi della salute o della vista,
non mandarmi via da te.

Piuttosto tienimi gentilmente tra le tue braccia
in modo che le tue mani esperte mi concedano
il pietoso favore dell'eterno riposo
e io ti lascerò sapendo col mio ultimo
respiro che la mia sorte è stata
sempre sicurissima nelle tue mani.

Beth Norman Harris

segnalata da Sinfonia d'Autunno mercoledì 14 luglio 2004

stelline voti: 12; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

...quando sarò lontana

Quando sarò lontana
guarda il cielo e pensa che
è il cielo che guardo anch'io
racchiudilo dentro di te
prima di addormentarmi
prima di averti mandato un bacio
io ti respirerò nell'aria
in questa notte chiara e troppo calda
io sto a pezzi senza di te
non so a chi parlare
ho tanti amici però
gli dico sempre no
io ci sto troppo bene con te
sei la mia leggenda
quando con l'indice
i tuoi capelli tolgo via, c'è poesia
Quando tu sarai lontano
guardando il sole io ti penserò
penserò a una cosa sola
tenerti stretto vicino a me
al tuo respiro calmo e dolce
quando il cuore tace un pò
se non ci sei l'amore non farò
io sto a pezzi senza di te
vado al manicomio
ma adesso chiamami dai
e non parto mai
io ci sto troppo bene con te
quando in controluce
mentre ti pettini mi fai
le facce buffe tu
ti vedrò nel rosso cielo
di un tramonto che si spegne
ricorderò di possedere
questo amore grande più del mare
coi suoi profondi abissi da esplorare
io sto a pezzi senza di te
altro non so dire
scusami

N.

segnalata da Aquila Nel Vento martedì 2 agosto 2005

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Fiorifinti e Piantegrasse

Mi regalavi sempre
rose fresche per il mio vaso
io conservavo quella vita
e la custodivo
come se potesse vivere in eterno.
Ora non più vita
ma fiori finti
e pinte grasse
lontani dalle mie cure
li osservo
non hanno bisogno di me
ormai anche tu
ora che sei forte
e dici di volermi
ma vuoi che io non parli di dolore
tu vuoi un'altra me!
per me ora tristezza
i miei occhi spenti
guardano alla vita come
a piante grasse
e alle persone
come fiori finti.
Non posso essere leggera
-soffro-
perchè il mondo va a rotoli
ma tu dove sei?
non sei per me
in quale realtà ti sei nascosto?
lontano da me
e dai miei occhi
che ti chiedono aiuto
non sei più la mia sorpresa..
non sei più un letto caldo e rosso..
sei diventato
il mio fisso appuntamento con la Speranza.

SonoComeMe

segnalata da SonoComeMe giovedì 3 novembre 2005

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ci siamo conosciuti e dopo un mese stavamo già insieme.
Quante litigate, si è vero, ma quanti sorrisi, quanti abbracci e quanti baci.
E' vero, ti ho fatto soffrire lasciandoti la vigilia di Natale in una fredda e triste giornata.
Però mi mancavi..
E così il 13 gennaio di nuovo insieme... io e te.
Ma qualcosa non andava, lo sapevamo entrambi;
e così quasi un mese e mezzo dopo decidiamo di farla finita...
a scuola non ci parliamo, non ci guardiamo.. perchè?
Passa un mese, ormai la nostra è una vecchia storia... quasi dimenticata.
Ma quella sera alla festa..
tu vieni da me, cominci a massaggiarmi le spalle, improvvisamente tutto riaffiora alla mente..
Quelle giornate passate a parlare, quegli abbracci tanto caldi in fredda giornate d'inverno.
Io non resisto. Ti prendo il braccio e me lo stringo forte sulla vita.
Si è lui, il mio amore, è tornato..
poi il vuoto, non ricordo nulla.
Un bacio, così scopro il giorno dopo.
Proprio un bacio. Te l'ho dato io...
Io ero ubriaca ma tu, tu c'eri con la testa.
Perchè ai lasciato che accadesse?
"Il bacio più dolce che tu mi abbia mai dato" mi dicesti il giorno dopo.
Ebbene eccoci di nuovo qua;
tu mi vuoi ancora.. tutta per te..
ma io no, sarà paura? Non lo so però io preferisco aspettare.
Tu però sei stanco di aspettare... oppure sei stanco di me?
L'ennesima litigata.
L'ultima litigata.
A scuola di nuovo quegli interminabili silenzi , ma più pesanti, più sentiti.
Una settimana dopo vengo a sapere che ti sei fidanzato con un'altra..
Io soffro... gelosia?
Non lo so, probabile, anzi sicuro.
Tu sei stato mio e ora non lo sei più.
Io sono stata tua e ora non lo sono più.
Al mio posto c'è un'altra.
Ora ti odio.
Forse per smettere di amarti.

Cori - tratto da me

segnalata da CORI martedì 2 maggio 2006

stelline voti: 10; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

Vecchia corteccia

Ti sto davanti, e penso...
vecchia corteccia,

quanti amori hai visto
nascere e morire
dagli anni belli
della giovinezza...

Quanta gioia i sorrisi
t'hanno confidato
e i baci appassionati
degli amanti...

e quanta pena, invece,
i loro sguardi tristi
e quei caldi,
disperati pianti...

Hai abbracciato
tutte le loro storie

conficcate di cuori
e di freccine,
coi loro nomi,
nella tua pelle viva...

e parole incise
coi temperini
dall'amore vincente
o già prostrato...

Hanno posato
su di te le mani
e i corpi con stille
di piacere o di dolore

Amori nati, cresciuti
o infine morti
hanno tatuato
di sé il tuo giardino

ove giornate di sole,
e di lacrime, sfinite
si sono fuse...
diventando fango,

nutrendo le radici,
e rilasciando
il loro profumo
alla tua terra eterna.

Ely - tratto da 1 sua poesia su www.scrivere.info

segnalata da FernyMax sabato 8 luglio 2006

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

io....

ora penso e scrivo.
questo mi dico
ma poi è Cristina all'ennesima potenza
e le domande e i desideri e i sogni si affollano
perchè non un minimo affetto?
perchè il mio amore infinito
non ha in lei un minimo riscontro?
domande che tanti
per tante altre anime belle hanno posto.
infinite le notti con te nel mio cervello
infinito questo maledetto desiderio...
ma continua ad esser bello il tuo sorriso..
eppure ti odio così tanto che non riesco
non riesco a comprendere come sia possibile in una testa sola elaborare due sentimenti
cosi enormi...
poi vedo te e per un attimo tutto sparisce
ci sei solo tu
Cristina, infinita bellezza, dal mignolo nudo
alla chioma bruna
e poi è nell'aria il tuo profumo
maledetto centro d'attrazione
sto cadendo sempre più
chiudo gli occchi un secondo e resisto al dolore
ma poi annuso e sei tu
e allora facciamo quello che non facciamo
cervello malato, cervello buono che mi da ciò che tu non mi dai...
Cristina, dolce e bella, voce simpatica e calda
bambina e donna, desiderio ed odio, io non smetto, io....
io vado a dormire che se chiudo gli occhi ci sei tu..
grazie al cervello che vede ciò che tu non mi fai vedere, che sente con le mani ciò che tu non mi fai toccare, che prova col corpo ciò che ritieni cosi brutto se fatto con me...
io aspetto perchè non può far male a nessuno star li disperato a guardare, solo a me...
ti prego....

mario - tratto da finito ed infinito

segnalata da mario giovedì 14 giugno 2007

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categoria: poesie

NN T ARRENDERE!!!

E' tardi, è notte.
Anche se ormai è primavera
fuori fa freddo,
in casa il camino arde.

Dovrei dormire ma nn ho sonno.

Mi avvicino alla finestra e penso:
vedo la mia vita, con tutti i suoi momenti belli,
vedo il mio Amore...

E' così stupendo
che mi sembra quasi ultraterreno...
...ma lui nn è + così...nn lo riconosco...

Lo vedo come era prima, o meglio,
come mi immaginavo ke fosse,
nn riuscendo a capire
xkè è dovuto cambiare...

Credo sia colpa mia.
Se nn glielo avessi permesso,
adesso nn sarei qui a rimpiangermi...

Mi odio. Lo odio. Lo amo.
Quale dei 3 sia + vero nn so...

Mi avvicino troppo al vetro...
Si appanna...
...e ci incido 1 "MI ODIO",
come quello inciso nel mio cuore.

Voglio tornare indietro
a quel 10 di maggio,
il nostro giorno amore,
ma nn voglio guardarlo in silenzio.

Mi alzerei,
lo fisserei negli occhi,
gli direi ''TI AMO'',
lo bacerei...

...1 lungo caldissimo bacio
fino a quel maledetto 5 dicembre,
quando gli chiederei
" XKE'? " ...... " Cosa posso fare x essere ancora nei tuoi pensieri? "

Niente, lo so,
ma almeno ci avrei provato,
e nn avrei quella sensazione
di nulla dentro di me...

...almeno NN MI SAREI ARRESA!!!

.:Luna93:. - tratto da Dal mio cuore

segnalata da .:Luna93:. lunedì 9 luglio 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

da un altra parte

il caldo mi schiaccia
ruba le mie forze
lasciando una sagoma
che si fa trascinare
con un anima piena di dubbi
insicurezze
ma posso superare tutto
mi basta essere
da un'altra parte
un'isola popolata da gente
li conosco tutti
morirei per loro
non possono non esserci
l'acqua è sempre fresca
pronta a lavare via le pesantezze
le palme coprono le nostre teste
e i pensieri non sono mai afosi
mi ritrovo abbracciato ad un'amica
in attesa che gli altri arrivino
sono già qui
pronti a vivere giorni
tutti diversi, indimeticabili
solo perchè lo vogliamo
la solitudine ci è sconosciuta
le lacrime sono solo di gioia
se sto sudando
è perchè sono abbracciato alla mia ragazza
non vedo l'orizzonte
non so cosa ci sarà dopo
e non voglio saperlo
mi basta stare qui
tra sorrisi
parole indimeticabili
ricordi senza dolore
e se nn credi che un posto così
possa esistere
chiudi gli occhi
ti accompagno io

solo io - tratto da me

segnalata da doe sabato 21 luglio 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Ardente Gelosia

Succhierò l’essenza di questo sentimento
e del suo siero rivestirò il mio corpo spoglio.

Gocce ruvide mi graffieranno la pelle
ma lingua calda ne laverà le ferite.

Brucerò di questa essenza
che mi infuoca dal di dentro
e di questo fuoco
farò stelle da innalzare al cielo.

Morbidamente mi concederò
al voluttuoso dire della gelosia
canto celato
di una profonda appartenenza.

Gelosia sarai tu messo di vita,
e quando al mio cuore conficcherai spina
io saprò d’aver vissuto amore.

Gelosia tu dell’amore sei la spia
lampeggia ti prego
fammi sentire palpitare il cuore.

Gelosia vento che sbatte la mia vela
soffia impetuoso,
riscalda le mie passioni,
accendi il mio fuoco,
e trascinami laddove c’è ardore.

Vivimi gelosia
instilla avido desiderio,
ed incontenibile voglia
e attraverso il fluido sentire
della mia essenza
io berrò amore.

Gelosia,
devastami,
possiedimi
più intensa sarai
e più profondo
sarà il messaggio d’amore
ascoltato dal cuore.

Cleonice Parisi

segnalata da Cleopa mercoledì 17 ottobre 2007

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categoria: Poesie

Il Vento e L'Arnese - Filastrocca

E’ il Vento chiese:

Dove poso quest’arnese?
Con me non lo posso più portare
quasi, quasi lo butto in Mare.

E fu così che cadde a fondo
quel seme che nel cuor cercava il mondo
e invece della terra come culla
trovò ad aspettarlo solo il nulla.

Ma il mare stanco di ricever cose,
al Vento un po’adirato un dì rispose:

Di ogni arnese son io a far le spese,
mi stai facendo inquietare, questo seme qui non può stare!

E così dicendo,
ributtò quel seme al Vento.

Ed ora dove poso questo arnese?

Di nuovo il Vento nel dir riprese.

Con me non lo posso più portare,
ora nel fiume lo faccio scivolare!

E fu così che cadde a fondo
quel seme che nel cuor cercava il mondo
e invece della terra come culla
trovò ad aspettarlo solo il nulla.

Il fiume nel rimescolio latente,
del seme non ne volle saper niente:

Già è tanto il mio penoso trasportare,
del Vento i pesi, io non voglio portare.

E così dicendo,
ributtò quel seme al Vento.

Che Tormento, che Tormento!

Disse ormai stanco il Vento.

Questo seme, non voglio più portare,
a chi lo devo dare?

E fu così che una voce bella
risuonò nel suo cuor come una campanella.

Son seme, io cerco solo Terra.

E il Vento quel dì comprese,
che fine dovea fare quell’arnese.

Lo trasportò fin sulla terra
e in quelle calde braccia
il seme trovò serra.

Per ogni arnese esiste già un paese,
ma solo nell’aver cercato tanto
il Vento il suo egoismo avea infranto.

Cleonice Parisi

segnalata da Cleopa giovedì 10 gennaio 2008

stelline voti: 19; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: Poesie

Il caldo a spezzare i sogni,
l'acqua a scivolare sulla pelle
goccia dopo goccia
tracciando un percorso ogni volta diverso.
Ma è pioggia o sono lacrime?
Tutti quei perchè nella mia mente continuano ad inseguire te
che vedi il mondo come io non lo vedrò mai
eppure sento
che qualcosa ci ha tenuti lontani
per poi riportarci a scrivere a quattro mani
tutte quelle emozioni.

E mi ripeto che non piango più
che è la pioggia legera dell'estate.
Che non spero e non attendo.
Ma mento
mi confondo
Nascondo molto di me
per non dirti che non c'è stato giorno
in cui
nel mio cuore
la mancanza di te non abbia lasciato un segno,
un solco,
un graffio prepotente.

Non c'è stato
un ricordo
che si sia scolorito con il tempo
Un'emozione che non vorrei
a qualunque prezzo
poter vivere ancora con te
Ma questa volta in modo diverso
perchè avendo visto il futuro
so che tu sei arrivato per non restare,
per non cercare la quiete nella mia anima.
Solo per accarezzarmi,
sfiorarmi ...
forse a volte desiderare di farlo
ma sempre nel silenzio dei giorni
che lasci susseguirsi uno dopo l'altro
lontano da me....

MONIKA SEFER

segnalata da luisa sabato 19 dicembre 2009

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categoria: poesie

Ad occhi chiusi

Fuori da mura strette,
fuori da grave materia,
viaggio nella mia dimensione,
quella più pura, più viva,
così vagamente profusa.

Il fascino di abbandonarmi
svincolata da sì piatte forme,
sgombra da ogni mio greve,
parto per luoghi ardenti...
... quei paesaggi densi,
vividi nei colori
e caldi nell'alitare,
lontani, al di là del mare.

A piedi nudi volteggio
su immensi tappeti di sabbia,
soffici e vellutati,
come impalpabili fiori.
Leggiadra nuoto nell'aria
coperta da un complice velo,
che, appena ondeggiante,
carezza le forme sinuose.

Mentre, sirena, io danzo
tracciando anelli di brama,
magiche sagome d'aria e colore
da me si dipartono, lente,
e poi si dissolvono, ai venti.

I sospiri sollevano sabbia,
più che nebbia un vortice nasce.
Del vortice mi vesto
se voglio celarmi al tuo sguardo.
Invece, col vortice stesso
una trappola io forgerei
per farti gustare, beato,
avvolti in sublime tepore,
riccioli di dolce ardimento.

RitaS

segnalata da RitaS lunedì 28 dicembre 2009

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categoria: poesie

Ne', miez'omo

Poesia di offesa
NE’, MIEZ’OMO

Ne’, miez’omo!
Nunn’ho saccio
si accummingianno
‘a parte ‘e sotto
oppure sulamente
‘a parte ‘e ‘ngoppa.
Tanto fai schifo,
sule ‘a verè ‘a luntano,
pure si tiene ‘a scorza
‘e l’ommo cosiddetto umano.

Tu si’ malamente
‘a rinta e a fora,
e sulo si te veco
assettato annanz’ò bar
me passe ‘ a voglia
e me piglià vicino ‘o bancone,
‘na tazzulella cavere ‘e cafè.

Tu si’ ‘na schifezza a capa ‘o pero,
si’ cumma ‘na cambiala prutestata,
‘na mille lire fauza e ‘nguacchiata,
‘nu fiasco ‘e vino juto acito,
‘na pizza rint’ò furno abbruciacchiata,
‘na vecchia femmina ‘e strada
racchia, zoccola e ‘mpestata.

Tu nun vali propetamente niente,
manco ‘sti stracci ca’ puorti ‘nguollo,
songo leggittimamente di tua probietà.
Quanno te vere passà pa’ via,
pure o bidone r’a munnezza,
pe’ vriogna se sposta all’atu lato,
e pure ‘o munnezzaro ca’ scopa ‘mmano,
te rice aroppa c’à t’ha ddato ‘na vuardata:
“ Tu hara aspettà ‘a raccolta differenziata!!!”

Catello Nastro

TRADUZIONE

Senti, mezzo uomo. Non so se incominciare dalla parte di sopra o di sotto. Tanto fai schifo solo a guardarti da lontano anche se hai l’aspetto di un essere umano. Tu sei malconcio dentro e fuori e solo se ti vedo seduto davanti al bar mi passa la voglia di prendere un caffè caldo al bancone del bar. Tu fai schifo dalla testa ai piedi, sei come una cambiale protestata, una mille lire falsa e sporcata, un fiasco di vino divenuto aceto, una pizza bruciata nel forno, una vecchia prostituta, brutta e malata. Tu non vali proprio niente, e nemmeno gli stracci che porti addosso sono di tua proprietà. Quando passa per strada il bidone dell’immondizia si spaventa e cambia marciapiedi, ed anche l’operatore ecologico ti rifiuta dicendo: “ Tu devi aspettare che fanno la raccolta differenziata!!!”

segnalata da Catello Nastro martedì 13 marzo 2012

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categoria: Aforismi » stati d`animo

RACCONTO SERALE DI UN GIORNO DI SETTEMBRE

bello il tramonto di settembre
il ruscello mormora con dolcezza
gli uccelli sono silenziosi
le ultime farfalle estive
si nascondono al freddo,
il freddo arriva al tramonto
abbraccia monti e boschi
insieme all'oscurità
il crepitio del fuoco risuona per le case
e il profumo di legna bruciata
aleggia per i vicoli vuoti.
L'uva è quasi matura e anche quest'anno
diventerà un ottimo vino rosso!
pere e mele pesano sui rami degli alberi
gli orsi scendono dai monti per mangiare
questa frutta che a loro piace molto,
i corgnoli sono di coloro rosso nero,
carichi di vitamina C, diventeranno
un ottimo sciroppo o liquore,
gli alberi di noci sono carichi
io sono golosa di noci fresche
sono cresciuta mangiando questi frutti!
Anche i grappoli di more, sono tante e saporite!
Faremo della ottimo marmellata,
è tornata anche la buona cicoria dei campi
cotta con olio e aglio è super!
le foglie hanno iniziato a ingiallire
ma lentamente, il caldo afoso non c'è piu
possiamo camminare bene nei campi
e nei sentieri delle foreste, l'aria pulita
abbraccia i polmoni e il cuore,
entra energia nel corpo e nella mente!
ohoo! L'autunno è così bello
perchè rimpiangere l'estate?

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 17 settembre 2013

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categoria: Aforismi

RICORDI

quando avevo 14 anni
avevo due lunghe code di cavallo
legate, con due piccoli, fiocchi rossi

um abito da bambola, molto corto
sopra due gambe, molto magre e abbronzate
correvo sotto il caldo sole,

giocavamo a nascondino
erano le lunghe estati, della mia giovinezza,
vivace, instancabile, sempre sorridente,

una ragazzo della mia età
era follemente innamorato di me
seguiva ogni mio passo,

dall'alba al tramonto.
E un giorno, prese dai miei capelli
uno dei miei fiocchi rossi.

Io tornavo a casa, con una coda sciolta
e un altro amico domandò"
"Ehyy hai perduto un fiocco...."

io risposi maliziosa, che l'aveva preso, un mio ammiratore
lui rimase a guardare me, senza nulla dire
fino a quando, io scomparii dalla sua vista.

Il giorno dopo, giocando a nascondino,
domandai a me stessa, dove stava il ragazzo
che aveva preso il mio fiocco.

quando all'improvviso, comparve il secondo ragazzo
che mise tra le mie mani, il mio fiocco!
Il piccolo fiocco era pieno di scritte

il mio nome e il nome di lui,
il mio nome, e il nome di lui,
"Cosa significa?" domandai

"io ho tolto il tuo fiocco a quel tipo,
abbiamo lottato per te...
ma io ho vinto e riconsegno il tuo fiocco a voi"

"ma come hai osato? cosa importa a te?
io sono libera di regalare qualcosa di me!"
gli voltai le spalle e lui in silenzio,

rimase a guardare me,
finchè non scomparii dalla sua vista.
Chissà forse qualcuno ha amato me,

nel corso della mia vita...
Bel ricordo.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 10 marzo 2014

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categoria: Aforismi » vita

il nido spezzato

Quello che ho visto oggi, lo ricorderò per tutta la durata della mia vita. in una bella giornata di sole, tutto brilla ed è bello stare all'aria aperta, godendo della primavera.
In un vicolo poco distante, c'era un nido di rondine,
e alcuni bambini erano intenti a giocare a pallone,
la casa era bassa e una forte pallonata, spezza a metà il piccolo nido
cinque uccellini cadono giu, sul camion pieno di fieno,
io ho gridato sconvolta e i bambini sono rimasti silenziosi a guardare,
mentre i piccoli pigolavano, pieni di paura.
Ho gridato loro tutto il mio dolore e la mia rabbia,
ma con coraggio e pietà, abbiamo preso i piccoli rondini, e li abbiamo messi dentro una ciotola.
Nell'attesa della mamma rondine, che speravamo sarebbe tornava a breve.

Noi ci siamo seduti di fronte al nido rotto, in un silenzio irreale spezzato solo dal pigolare dei piccoli malcapitati, abbiamo aspettato.
E mamma rondine è tornata! Ma la mia pelle ha avuto brividi terribili e il mio spirito ferite dolorose,
ascoltando il suo pianto, nel vedere il piccolo nido distrutto.
OH MIO DIO! piangeva la rondine e sembrava come impazzita,
poi ha visto i suoi piccoli nella ciotola, immediatamente con il suo becco
ha preso uno ed è volata via. E' tornata poco dopo e ha preso l'altro,
e così via, portando via tutti e cinque.
Noi tutti ammutoliti nel guardare quella scena impressionante.
Mamma rondine è tornata portando nel becco, pagliuzze per riparare il nido spezzato,
ma con nostra grande sorpresa, dietro di lei, gruppi di altre rondini che si alternavano
con pagliuzze nel becco, garrivano lavorando tutti insieme, svelte e vivaci quella nuvola di rondine che si alternavano con le pagliuzze nel becco!
Che grande lezione di vita davanti ai nostri occhi!
Che Dio abbia pietà delle persone di questa terra,
che si ignorano e non si aiutano a vicenda.
Il nido spezzato, in breve tempo fu ricostruito, caldo e accogliente
infine vedemmo mamma rondine, portare i suoi piccoli, uno alla volta
nella loro vecchia casa sotto il tetto di sempre.
I bambini ammutoliti, hanno preso il loro pallone e sono andati a giocare nel prato
mentre io ho asciugato tutte le mie lacrime, e tratto un sospiro di sollievo,
di gratitudine, amore, gioia, contentezza per tutti gli animali che vivono su questa terra.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta sabato 7 giugno 2014

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categoria: Poesie

Pulsione D'amore

Leggiadro amor,
come una bella rosa
sbocci nell'anima
con incantevole zelo celeste,
e il suo olezzo
conquista i miei pensieri
catturati dal nocciolo
della tua essenza,
volto del vero amore!
Oh, sentimento fiorito
attraverso le tue mute parole
tradotte in deliziose trepidazioni
puro balsamo di dolci versi
che ne tempo, ne col fato
avizziranno mai sfumandosi
nelle fredde folate
della vita.
Invadi nel mio intimo
con soave calda carezza,
toccando il mio essere più nascosto,
e sii meravigliosa
pioggia di emozioni
al chiarore del nostro amore
nell'oceano della palpitante voluttà,
ebrezza nel bel vortice
colmo di sussulti spasimanti
trascritti dai nostri baci,
circoscritti da veementi brividi
celebrati dal nostro irrefutable legame,
ove ogni effusione d'amore
dolce dono di rinascita ci dona,
soggiocati dal suo eterno paradiso
nel limbo del nostro peculiare amore,
siglillando risoluzione
per la nostra vicendevole cura,
e intrecciando in un unico sentiero
le nostre vite
in un unico sentimento.
L'amore!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra sabato 20 febbraio 2021

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categoria: Poesie

Melanconia Pioggia

Melanconica Pioggia

Nel giorno cupo
la pioggia forte scroscia,
tra le strade deserte
e i vetri oscuri.
Un'anima solitaria soffre,
nel suo cuore solo ombre!
Sotto il cielo grigio,
triste patema!
Gocce come lacrime
dal cielo cadono,
come pensieri affranti
che nel cuore affondano,
e il freddo umido nell'animo
si aggrovigliata nei respiri.
E l'ombra della solitudine
si espande come bomba d'acqua.
L' anima si fa lago,
ristagna il dolore,
soffre supplizio,
si arrende all'oblio!
Tra i riflessi d'argento
dell'acqua che scorre,
è la melanconia
che avvolge come un velo,
nella pioggia che ancora cade
senza un compenso.
Ma allo schiarire dei nembi,
una stella di sera brilla,
guidando il cammino
con dolcezza e scintilla,
a rischiarare speranze,
in un nuovo giorno sereno,
ove ogni palpito di vita
sia essenza d'amore
nella calda gioia di sapersi amare.

Laura Lapietra

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 16 maggio 2024

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categoria: Poesie

Una Vera Amica

Spontaneo è il sorriso sincero
di un’autentica amica,
è come il primo raggio di sole
che danza con grazia
tra le onde crespe
di un mare appena placato,
portando con sé la promessa
di un’alba serena nel suo azzurro
dopo il tumulto dell’inquietudine.
Il suo caldo bagliore,
fiamma di una scintilla d’oro
tra le giovani foglie,
fonde ogni ombra
di malinconia e tristezza,
come neve che si scioglie
sotto il primo tepore primaverile.
Riscalda quel terreno fertile
che si battezza amicizia,
quel curato giardino segreto
dove germogliano fiori
dai mille colori e forme senza parole,
nei nodi delle avventure,
veri e propri gioielli della natura:
la tenerezza, la gioia e la dolcezza.
In questo eden, la spensieratezza
e la comprensione fioriscono
come rose eterne di cristallo,
annodate silenziosamente
da una garza invisibile d’empatia,
forgiata nel fuoco del tempo.
Rincuora l’anima
come una dolce, antica melodia,
restituendo e ristabilendo
un vasto firmamento blu della notte,
nelle mani del fato che racconta
la serenità che regna sovrana, impavida e trionfante,
come faro luminoso
che guida il cuore
verso porti di pace e armonia,
nelle rughe delle pagine trascritte
con la mano dell’onda
della nostra vita condivisa negli anni.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra martedì 24 giugno 2025

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categoria: Poesie

Radice Dello Stesso Albero

Nati come semi del miracolo 
sotto lo stesso contado, 
abbiamo spinto le nostre radici 
nella stessa calda terra fertile. 
Tu cercavi il calore del sole, 
io l’ombra del sollievo, 
ma la gemma della linfa
era la stessa, 
e ci parlava nel silenzio delle stagioni. 
Ogni litigio era un pugno di vento 
che spiegava i nostri rami, 
disperdendo le nostre foglie colorate, 
strappando i nostri frutti 
maturi alla comprensione
del perdono, 
ma non spezzava il tronco 
che ci legava uniti, più forti, 
contro le intemperie che ci sfidavano. 
Ho imparato il tuo passo 
nel buio dei giorni senza raccolto, 
tu hai ascoltato il mio respiro 
quando tacevo nel canto della vita. 
Le nostre parole, pietre nel fiume, 
hanno levigato il tempo 
fino a diventare carezze 
nella gioventù che ci abbozzava 
fratelli per la vita che disegnava 
pian piano le nostre rughe 
tra i capelli bianchi degli anni. 
Siamo stati tempesta e rifugio, 
due fari che si cercano nella nebbia. 
Ti porto addosso scolpito 
come un odore d’infanzia, 
invisibile ma eterno 
come la pioggia sulla pelle. 
Quando cadi, io tremo, 
quando rido, tu mi abbracci 
col calore dei tuoi occhi, 
perché il legame di sangue 
non conosce distanza che separa. 
Crescere insieme è solo 
un allontanarsi per ritrovarsi 
con nuove vite al proprio fianco 
senza spezzare mai 
l’origine del cuore che pulsa affetto. 
Siamo due rive che si guardano 
nello stesso specchio d’acqua, 
e quando il mondo farà silenzio, 
resterà la nostra voce, sottovoce, 
una radice che muore l’uno per l’altro.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra sabato 25 ottobre 2025


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