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categoria: frasi d'amore

Parole nel vento

Dove sono adesso dimmi
quelle parole d'amore
Dove sono quei baci
e quel tuo modo di amare
Così disperato e dolce
Tenue come la neve
Così naturale in tutto
Così violento e lieve
E dove va a finire dimmi
L'amore quando non c'è più
Se tu conosci il posto vado
Magari vieni anche tu
Che ci riprendimo indietro
Quello che abbiamo buttato
Perchè non posso pensare
Che è stato un sogno mancato
E che erano solo...

Parole nel vento
Un lampo
Un momento
Un sogno di gloria
La nostra vittoria
Su questo mare piatto
Di una vita tranquilla
Che noi non cercavamo
Ma che poi ci attorciglia
Modella i pensieri
Amore di ieri
dove sei
dove sei...

E come sono adesso dimmi
Come stanno le tue mani
Sono liscie come allora
Quando nel buio mi sfioravi
Quando c'era da scoprire
Ogni volta qualcosa
Quando mi dicevi senti
Che buon profumo di rosa
Ma forse erano solo...

Parole nel vento...

STADIO - tratto da Parole nel vento

segnalata da fanny venerdì 9 marzo 2007

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

io....

ora penso e scrivo.
questo mi dico
ma poi è Cristina all'ennesima potenza
e le domande e i desideri e i sogni si affollano
perchè non un minimo affetto?
perchè il mio amore infinito
non ha in lei un minimo riscontro?
domande che tanti
per tante altre anime belle hanno posto.
infinite le notti con te nel mio cervello
infinito questo maledetto desiderio...
ma continua ad esser bello il tuo sorriso..
eppure ti odio così tanto che non riesco
non riesco a comprendere come sia possibile in una testa sola elaborare due sentimenti
cosi enormi...
poi vedo te e per un attimo tutto sparisce
ci sei solo tu
Cristina, infinita bellezza, dal mignolo nudo
alla chioma bruna
e poi è nell'aria il tuo profumo
maledetto centro d'attrazione
sto cadendo sempre più
chiudo gli occchi un secondo e resisto al dolore
ma poi annuso e sei tu
e allora facciamo quello che non facciamo
cervello malato, cervello buono che mi da ciò che tu non mi dai...
Cristina, dolce e bella, voce simpatica e calda
bambina e donna, desiderio ed odio, io non smetto, io....
io vado a dormire che se chiudo gli occhi ci sei tu..
grazie al cervello che vede ciò che tu non mi fai vedere, che sente con le mani ciò che tu non mi fai toccare, che prova col corpo ciò che ritieni cosi brutto se fatto con me...
io aspetto perchè non può far male a nessuno star li disperato a guardare, solo a me...
ti prego....

mario - tratto da finito ed infinito

segnalata da mario giovedì 14 giugno 2007

stelline voti: 7; popolarità: 0; 1 commenti

categoria: poesie

Un albero e la luna

Gocce
Di piacere
Di profumi nuovi
Intensi
Bagnano il suo viso
Gocce
Penetranti
Di luci soffuse
Inebriano i pensieri
Lasciano posto
A nuovi equilibri
Sospesi
In nuovi spazi
Troppo stretti
Per un abbraccio
Pallide lame
Sfiorano la sua pelle
Visioni
Di nuove dimensioni
Parole bagnate
Da rugiada di piacere
Confondono
Silenzi
Sospirati alla notte
Selenica
Seduzione
Di menti
Ascoltano
Voci
Sussurate
Donate
A candidi fiori
Che osservano
Timidi e voluttuosi
Protesi gelosi
Accarezzano desideri
Librati
Liberi, alti
Irragiungibili...
Prigionieri di verdi sguardi discreti.

Gianmaria V

segnalata da Gianmaria V venerdì 28 settembre 2007

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Mi lascio catturare...
...il suo profumo...
...trepidante bocca...
lingua danzante...
labbra rosse...
Il desiderio pervade
La stanza
Colma dei suoi sospiri.
La mente
Lascia
Spazio
Alla follia penetrante.
Percorro viali
Lunghe file
Di lampioni spenti
Il cammino rischiarano.
Cerco bramoso
Anelo esitante
Desidero folle
Penso lucido.
Voglio
Ora
Qui
Adesso
Follia.
Pretendo il suo corpo
Pretendo i suoi baci
Pretendo le sue mani.
Ascolto
Le sue parole leggere
Lievi
Che respiro.
Voglio
Inebriato
Essere folle
Una volta
Una sola volta.
E poi ancora
Lunghe file
Di lampioni spenti

Gianmaria V.

segnalata da Gianmaria V. martedì 2 ottobre 2007

stelline voti: 7; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

ESISTE QUALCOSA
DI PIU' GRANDE DEL SEMPLICE TI AMO...
ESISTE UN SENTIMENTO CHE NON SI PUO DESCRIVERE...
ESISTONO EMOZIONI CHE NON PUOI PROVARE CON CHIUNQUE...
CAPIRE IL SILENZIO
LEGGERE NEI SUOI OCCHI
INTERPRETARE I SUOI RESPIRI...
AMARE IL SUO CUORE...
AMARE IL PROFUMO DELLA SUA PELLE...
AMARE I SUOI DIFETTI...
AMARE TUTTO DI LUI, IL MODO BUFFO DI CAMMINARE, LE
ORECCHIE STRANE, I DENTI STORTI, IL RESPIRO PESANTE,
LE MANI CICCIOTTOSE, LA PANZETTA, LE SMAGLIATURE SUI
FIANCHI...
SOLO PERCHE' "E' LUI"...
PER NESSUN ALTRO MOTIVO...
MA SOLO PERCHE' SONO IO...ED E' LUI...
SIAMO NOI...SIAMO STATI NOI...SAREMMO POTUTI ESSERE
ANCORA NOI...
APRIRE GLI OCCHI OGNI MATTINA...
INIZIARE UN NUOVO GIORNO...
CON TUTTO IL PESO CHE LA VITA TI DA....
MA SORRIDERE AL SOLO PENSIERO DI LUI CHE SI SVEGLIA E
MUGULA, SI STIRACCHIA, E MAGARI IMPRECA ANCHE UN
PO'....SORRIDERE....E ANCORA SORRIDERE...PENSANDO A
QUELLO CHE E' STATO...ALLA GIOIA, AL PIACERE DI STARE
INSIEME, ALLE EMOZIONI, ALLA PAURA DI SCOPRIRSI
DIVERSA DA COME SI CREDEVA DI ESSERE, AL DESIDERIO E
ALLA PAURA DI PROVARE DESIDERIO, A QUELLO CHE FORSE HO
VISSUTO SOLO IO, HO SENTITO SOLO IO, HO DESIDERATO
SOLO IO, HO VOLUTO SOLO IO...
PERCHE' LUI NON C'E'...
PERCHE' IO CI SONO...
PERCHE'..ANCHE SE LONTANO...PERCHE' ANCHE SE
DIFFICILE...PERCHE' ANCHE SE COMPLICATO...PERCHE'
ANCHE ASSURDO...IL MIO CUORE LO STA SOFFRENDO...

segnalata da Simona venerdì 7 marzo 2008

stelline voti: 8; popolarità: 1; 2 commenti

categoria: Frasi d'amore

Per L0la

Sai leggere tra le righe,
sai dare il giusto colore alle parole
che cerco di tirar fuori dalla confusione
che ho dentro. E' vero,
scavo dentro a mani nude,
strappo radici che sono andate troppo giù,
e tolgo sassi che tagliano come lame,
ma non ho il coraggio di buttarli
perchè quei sassi sono parte di me,
e li ricopro di nuovo,
e riscavo di nuovo
per poterli anche solo guardare,
così ogni notte,così ogni giorno.
Li nascondo al mondo,
e a quella parte orgogliosa di me
che fa a pugni col cuore.
Quei sassi mi uccidono,
e mi tengono in vita,
mi fanno respirare e mi strozzano,
quei sassi profumano di lei.
Affondo le narici negli odori che mi ha lasciato,
ma anche quelli ora stanno volando via,
con la stessa leggerezza
del vento che ha portato via lei.
Stringe un nodo in gola ogni
respiro maledetto che ho afferrato
da quando non ho più lei,
e in petto corre a vuoto il cuore
ora che ho perso la bussola.
Risuona stanco l'eco di quell'amore
tra le pagine di un quaderno sbiadito,
e le righe di una lettera datata,
ed io lentamente scivolo via dalla mia vita,
senza batter ciglio o porre freni,
nell'attesa di un profumo nuovo,
che mi aiuti a cancellare le tracce
di quello che un tempo chiamavo
"amore" ed ora non so più cos'era.

Instinct

segnalata da Instinct giovedì 28 agosto 2008

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Dieci Giorni

Dieci Giorni

Son passati dieci giorni
Ancora stanotte
Hai interrotto I miei sogni

Ma e possible?
Non mi puoi lasciare in pace?

Avevi detto addio
Non volevi piu vedermi
Invece io
Ti vedo dapertutto

Lasciami in pace

Son dieci giorni
Che non riesco piu a dormire
Una bottiglia dopo l’altra
Cercando di dimenticarti
E, niente da fare
Solo il ricordo di te
Mi rende ubriaco

Son dieci giorni
Che non mi faccio la barba
Non posso avvicinarmi allo specchio
Senza vedere il tuo riflesso

La memoria di quelle mattine assieme
Noi due nel bagnetto
Gia troppo piccolo
Scherzando, ridendo, cantando

Perche non mi lasci in pace?

Avevi detto addio
Che era meglio cosi
Ma meglio per chi?
Per te? E poi, perche?
Son passati dieci giorni
Il letto ancora vuoto
Pieno di sogni bruciati
Le foto dei giorni felici
Sparse sul letto
Che ancora ora
Porta il tuo profumo

Non c’e la faccio piu
Voglio dormire
Forse per sempre
Cosi anch’io
Potro dirti
Addio

Fab Ricciardi - tratto da Divorzio

segnalata da Fab mercoledì 28 gennaio 2009

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Le Strade del Cuore

Il freddo vuota le panchine affollate di un rigido inverno,
la scura notte arriverà presto ad abbracciare la città.
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere,
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere
rigidi cappotti a chiudere il collo e portici pronti a difendere
il loro viso dagli attacchi del vento.

Lungo il viale tra le panchine ormai abbandonate
è rimasto solo un vecchio signore,
con lo sguardo basso scruta
il suo cappello logoro di vita,
scorrere lento fra le sue dita.

Il cielo del mio paese ha le sfumature indefinibili
dei tuoi occhi, fra le sue strade cammino lento
come se passassi le mani fra i tuoi capelli.
Il vento allontana le nuvole e mi riporta il tuo profumo,
osservo una coppia di teneri amanti
poi desolato ed invidioso, mi fermo a guardare
distrattamente tra le vetrine, i balocchi preziosi nei negozi.

Il freddo fa rabbrividire il mio corpo,
ma l'amore è la più contagiosa delle malattie,
oramai stordito dalla febbre per il tuo amore
mi ritrovo sorridendo, da solo a camminare
mentre intorno a me la città fugge via.
Sosto a lungo sul bordo di una fontana
vorrei anche io adesso un cappello
da potere scorrere fra le dita,
ci nasconderei dentro i miei pensieri di oggi
e poi gentilmente lo poggerei in testa…
Il viale è oramai desolato,
le foglie cadute danzano al vento i ricordi della loro vita,
non c'è più quel vecchio signore seduto sulla panchina…
avrei voluto chiedergli quali ricordi contenesse il suo cappello
ma la fredda sera lo ha portato via…
Rimango solo io con i miei pensieri
pensieri d'amore…
liberi pensieri per le strade del cuore...

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » amore

tutto è cosi

Ti vorrei qui,
con un solo soffio saprei darti il calore del sole di oggi che gioca a nascondino,
perché noi siamo umani che viviamo con la presenza di determinate cose,
e senza tali siamo spiazzati immersi nella solitudine;
dopo aver trovato un pensiero fisso.
Togliendosi le lacrime da questo nostro viso,
come lino ti guardo.. sei la mia vita sei tutto ciò che mi rende felice,
anche se per altri sei brutto\a per me la miglior meraviglia che possa esser nata\o su questo pianeta;che farei senza te.
Ogni tanto penso a te,
ad un mondo senza stelle e una persona senza cuore che potrebbe fare?
Ora ascolto la musica e mi sembra di averti qui;
vorrei essere nuda e assaporare il tuo profumo,
sei il pensiero che mi occupa.
Sei per me il cosi detto calmante quanto sono agitata ogni pensiero negativo con te si cancella mi fai dimenticare tutto l’accaduto;
e cosa faresti se dovessi cambiare?
Ti prego non farlo mai,
mi ritrovo a pensare a mille cose.. con domande tue senza una valida risposta.
Quante notti senza te ho passato e quanto amore mi sono persa,
perché non sapevo della tua esistenza;
ogni tanto mi ritornano in mente episodi della mia vita che vorrei trasgressivamente cancellare da queste pagine dell’libro del mio inizio.
Parlando e parlando di tutto questo non so il perché penso a te.
Non riesco a non pensarti come non riesco a non averti vicino..
Perché per me sei l’ossigeno sei una parte di tutta la mia vita,sei quella persona che in un modo o nell’altro mi hai salvata da questa brutta fase non ti saprei spiegare come;
ma sappi solo che ci sei riuscito.
E de per questo che non so stare senza te;
perche sei tutto ciò di cui ho bisogno.
E senza te non ho una vita,
senza te non so che fare,
mi sento inutile;
e da quello che ti dico da quello che forse riesco ha farti capire che il mio cuore batte solamente per te;
quanto non ti respiro non vivo.

sensibol-sensible - tratto da te Alessandro amore mio

segnalata da Sensibol mercoledì 10 marzo 2010

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categoria: Poesie

La poesia semplice di Silvia Del Galdo

LA POESIA SEMPLICE DI SILVIA DEL GALDO

La poesia di Silvia Del Galdo, che vive in provincia di Milano già da alcuni anni, è semplice e genuina, quasi una lirica naive proprio per i temi attuali descritti in maniera chiara ma incisiva.
Il dolore, l’amore, ma anche la compartecipazione all’evolversi del mondo morale e spirituale sono temi frequenti nelle sue liriche. Tra queste spicca la poesia “14 AGOSTO 1999” che riportiamo integralmente non far torto all’autrice ed anche al fruitore della composizione.

14 AGOSTO 1999

Il viso sofferente
E gli occhi ormai velati
Non brillan più d’amore
Ma si legge il dolore,
e mentre io ti guardo,
il cuore mi si stringe
e il viso mio tirato
di lagrime si tinge.

Ormai più non respiri
Al Padre sei tornata
E nello stesso istante
Il cuore è lacerato.

Silvia De Galdo

Da notare in questi versi la drammaticità del tema trattato, la rassegnazione cristiana e la compartecipazione dignitosa al dolore per la dipartita di una persona cara. Inoltre, noti bene il lettore, che Silvia Del Galdo scrive in maniera incisiva. Ogni suo verso è quasi un capitolo di un lungo diario. Un’altra composizione semplice e senza ricercatezza di astrusi vocaboli è “IL PAESAGGIO”.

IL PESAGGIO

Com’è bello il paesaggio
Dalla macchina l’osservo,
sembra quello del Presepe
con le capre e l’asinello
con le luci piccoline
come fossero stelline
e di notte è illuminato
come mai l’ho immaginato
con i boschi e con le siepi
con i campi coltivati
con le pinte di limoni
e il profumo di lamponi:

Silvia Del Galdo

La chiara ispirazione cristiana, la semplicità dell’esposizione, sebbene con un vocabolario non molto forbito e pregno di ricercatezza, spingono il critico a prendere in considerazione i versi di Silvia Del Galdo e proporli al lettore spesso sbandato in un clima di apatia o l contrario, di un novello barocchismo linguistico atto a meravigliare più per la forma che per il contenuto.

Catello Nastro

agropolicultura.blogspot.com

segnalata da Catello Nastro mercoledì 3 novembre 2010

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

fa male sentire lo stridio del nostro cielo
ti perdi nascosta dietro un nero velo
le sporche anime stranamente si incontrano
dopo pochi istanti rapidamente si scontrano

Comportamento che tradimento ora mi mostra
La mano si ferma a ogni sospiro trema
la tua persona fuori dal solito schema
che fugge però ad ogni singolo problema

ti Stanchi di nuotare in una mente confusa
scocciato di scacciare queste rumorose fusa
aggiusti tristemente i peggio guai alla rinfusa
peccato troppo docile a cui non regge scusa

Pretendi risposte che chiariscono i tuoi dubbi
troppo contorti ed è il motivo per cui fuggi
gli occhi si spengono su colpe che tu aggiungi
fungi da baratro spezza distanze che allunghi

Rit.
Guarda come Viaggia la mia fantasia
Senti come non distrugge quest'agonia
Distruggi la magia di non essere più mia
Lascia che quest'aria sappia di malinconia
Adesso Piangi

Soffi su fuochi credimi già spenti
Sguardi danno voce ora ai sentimenti
lenti passano i meravigliosi silenzi
consumano i fastidiosi tormenti

Dono la preziosa vita in cambio del nulla
chiudo i miei occhi/dolce melodia mi culla
mentre una lacrima scende sul mio viso
accompagnata dal ricordo di un tuo sorriso

Angelo apri quella porta in paradiso
quando del profumo le lenzuola hai intriso
sai che la sofferenza mia hai deciso
ma sulla pelle ho il nome tuo inciso

Questa Notte cruda ti abbraccia fredda
con la speranza forse che in un sogno venga
Le tue carezze per me traccie d'utopia
Intanto io prego -si- portami via...

non io ;)

segnalata da aleksa giovedì 7 aprile 2011

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

malinconia

Eccola,eccola che arriva,triste e solitaria.
Carica di ricordi e ricca di desideri....con le sue speranze,con i suoi dolori,col suo modo di essere...
Ha un vestito da sposa...dal magnifico aspetto.
Sul suo capo,è posata una corona.
Fatta di gigli,e incastonata di non-ti-scordar-di-me.
Era giovane e bella,ma ora il suo bel viso è reso logoro e vecchio,simile a un albero ormai stanco ed abbattuto, da un triste e lungo inverno.
I suoi occhi sono di un verde acceso,accesi come la speranza che la illumina.
Quella speranza che la fà vivere...
I suoi capelli invece,sono di un bianco candido come la neve...come la neve che cade.
Cammina sempre da sola... per luoghi deserti e rocciosi,ma che nella sua giovinezza ricorda verdeggianti e rigogliosi... come il più bello di tutti i giardini.
Qui viveva felice, assieme al suo sposo.
Ma col suo presente oramai in frantumi,lei ora piange, pensando al passato...che mai più ritornerà.
Soffre per il suo amore.
Si,per quell'amore, che è tutta la vita che cerca...quell'amore che non ha mai conosciuto,ma che ne sente tristemente la mancanza.
Lei,lo conosce bene...certo!
Perchè infatti, è proprio quell'amore che scorre nelle sue vene... che impetuoso passa attraverso i rivi del suo cuore.
Lei è figlia del tempo,ma il tempo, suo padre,gli ha portato via tutto ciò che aveva:felicità e vigore,salute e bellezza,orgoglio e prosperità, letizia e profumo.
Ma soprattutto gli ha rubato lui... il suo amato sposo!
-Dove sei amor mio,torna!
-oh me infelice.
-se solo potessi fermare l'attimo,quell'attimo che sempre sfugge,e che mi scivola di dosso...!
E'sempre questa è la sua preghiera,e il suo gridare!
-Vieni o eternità,poni fine al mio dolore,e fammi incontrare colui che amo,affinche la parola fine mai più vincerà.
-Unisci le nostre vite,sposaci!
-Si...laddove la vita è più forte della morte!
-Solo allora avrò pace,solo lì,potremo stare insieme.....per sempre(pausa)
Eccola,è già arrivata.
In un attimo mi siede affianco.
Non l'avete riconosciuta?
Il suo nome è Malinconia....
Malinconia... figlia del tempo.
Lei vuole essere compatita,ma non c'è nessuno che possa consolarla.
Quando la incontri vuol sempre abbracciarti....
Compatiscila pure se vuoi,abbracciala.
Ma se la bacierai,il suo bacio ti congelerà,ti trafiggerà il cuore,trasportandoti via.
Entrerai nella sua vita,nei suoi ricordi,nei suoi pensieri,vedrai le sue speranze,proverai il suo dolore!...lei ti farà volare nel passato,rendendo il presente non degno di essere vissuto.
Perchè ciò che ha perso, per lei ,ha più valore di ciò che ha.
Lei è malinconia,mia triste e fedele compagnia... la sola ed unica persona che resta al mio fianco,quando tu non ci sei!

Alessio

Alessio - tratto da Alessio

segnalata da Asso847 lunedì 16 maggio 2011

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Amami !

Mio piccolo grande amore, mio piccolo dolce fiore,
candido come la rugiada, bianco come un giglio,
delicato come un bambino, t'ho rivista dopo tre lunghi mesi!
Mio motivo di vivere, angelo delle mie notti,
sogno di una vita, passione di due interminabili anni,
t'ho ritrovata e non vorrei perderti!
Dolce pensiero della mia mente, luce del mio buio,
àncora della mia salvezza, dolce creatura,
fiore dei verdi prati, stella degli abissi,
sole della mia vita...ho bisogno del tuo calore,
del tuo affetto mio meraviglioso amore.
Sento freddo, tremo, sono percorso da brividi,
ho bisogno del tuo amore...aiutami soave profumo!
Occhi perlei, musetto delizioso, viso argenteo,
nube che vaghi nell'immenso cielo, ruscello che scorri
fra le alte montagne, dolce gorgoglio di un piccolo fiume,
libera rondine che voli, meraviglioso laghetto fra le più alte cime
ricambia il mio amore, non abbandonarmi...salvami bella regina, aiutami!
Sto precipitando in una profonda voragine senza fine,
dove davanti a me è solamente il vuoto, ma in questo
vuoto intravedo una luce, una speranza...Te!
Cornice d'uno stupendo quadro; te, dolce fonte dove
possa spegnere la mia sete; te, sinuoso corpo morbido come velluto;
te, bellissima venere che vieni dal nulla.
Son solo, ho paura, soffro tanto, non ho nessuno accanto a me,
il mio mondo non mi basta più, ho bisogno di qualcuno...di te,
dolce ninfa dei boschi; di te, dolce musica melodiosa;
di te, dea delle dee; di te, ragazza semplice e bella;
di te, che hai sconvolto la mia tranquillità; di te,
che puoi ridarmela: dammi un pò del tuo amore, del tuo calore,
del tuo affetto.
Non sono altro che un relitto in balia dell'uragano che
imperversa in me, sono solo una foglia portata via dal vento
chissà dove e vorrei tanto che mi portasse da te...che io amo.
Dolce fata turchina, fai di me un ragazzo felice col tuo incantesimo,
fai di me un uomo, fai di me tutto ciò che vuoi...ma amami!

vincenzo corsaro

segnalata da vincenzo corsaro venerdì 14 settembre 2012

stelline voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

pezzo di vita

sapere che il tempo ti invecchia senza poesia
e un pezzo di vita ogni giorno va via
vedere un mondo cosparso di paure
di loschi individui e cattive figure
non è poi cosi facile vivere in un presente
dove lotti come un cane senza ricevere niente
la gente è brava quando deve ferirti o mentirti
ma quando cerchi conforto non ha nulla da dirti
c'è troppo vento ed è piu gelido e forte
arriva prepotente lasciando odore di morte
qualcuno per favore mi indichi l'uscita!
voglio andare via questa non è vita!
vorrei parlare con colui che comanda
fatemi salire voglio fargli qualche domanda
desidero dire a chi è cosi onnipotente
perchè mai tace perchè non fa niente
ha lasciato a noi il compito di credere e pregare
ma si è tenuto le ali per non farci volare
hanno scritto un libro che parla di doveri
saranno poi giusti,saranno poi veri?
io non ti giudico ma credere a tutto non posso
voglio fidarmi di te avendo il tuo profumo addosso
con esso ogni notte lavo la mia pelle
poi guardo il cielo e ti cerco tra le stelle
ovunque tu sia ti prego fa qualcosa
il mio cuore è stanco da troppo tempo non riposa
si avvicina per lui la parola fine
ormai non regge piu atutte quelle spine
ti chiedo aiuto ne ho davvero bisogno
fatti vedere anche solo in sogno
sono troppe le cose che non riesco a capire
forse per riuscirci dovrei morire
siamo in tanti a cercarti avanti guardaci!
stiamo annegando per favore salvaci!

genny caiazzo - tratto da vita vissuta

segnalata da genny caiazzo giovedì 20 settembre 2012

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categoria: Aforismi » stati d`animo

RACCONTO SERALE DI UN GIORNO DI SETTEMBRE

bello il tramonto di settembre
il ruscello mormora con dolcezza
gli uccelli sono silenziosi
le ultime farfalle estive
si nascondono al freddo,
il freddo arriva al tramonto
abbraccia monti e boschi
insieme all'oscurità
il crepitio del fuoco risuona per le case
e il profumo di legna bruciata
aleggia per i vicoli vuoti.
L'uva è quasi matura e anche quest'anno
diventerà un ottimo vino rosso!
pere e mele pesano sui rami degli alberi
gli orsi scendono dai monti per mangiare
questa frutta che a loro piace molto,
i corgnoli sono di coloro rosso nero,
carichi di vitamina C, diventeranno
un ottimo sciroppo o liquore,
gli alberi di noci sono carichi
io sono golosa di noci fresche
sono cresciuta mangiando questi frutti!
Anche i grappoli di more, sono tante e saporite!
Faremo della ottimo marmellata,
è tornata anche la buona cicoria dei campi
cotta con olio e aglio è super!
le foglie hanno iniziato a ingiallire
ma lentamente, il caldo afoso non c'è piu
possiamo camminare bene nei campi
e nei sentieri delle foreste, l'aria pulita
abbraccia i polmoni e il cuore,
entra energia nel corpo e nella mente!
ohoo! L'autunno è così bello
perchè rimpiangere l'estate?

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 17 settembre 2013

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categoria: poesie

La vita che non conosci

Che ne sai
di quello che non ho mai fatto
di quelle corse da perdere il fiato
di quella valigia sempre chiusa
di quella lettera un po’ confusa
e della voglia di andar via ,
della paura e della nostalgia .
che ne sai?
Che ne sai
del tintinnio di pioggia caduta sopra il tetto
e della parole scritte sopra il vetro
udite nel vuoto di un silenzio
e dei profumi di fiori appena raccolti
nei pensieri distolti
e dalle aurore
che nascono tra l’azzurro e il sole .
Che ne sai
degli oceani separati
troppo lunghi maltrattati
che si uniscono all’orizzonte
con l’oriente e l’occidente
e delle tracce lasciate
d’ una poesia mai scritta
un po’ per pigrizia
che tocca l’anima
in un pendio sussurrato d’amore
sulla strada sassata e sabbiosa
che attraversa il mondo
in un cammino claudicante
che oscura la luna
in un cielo
che piove inchiostro nero
e scoprire che tutto può sparire in un baleno.
Che ne sai ...
...eppure t’ho tanto amato .

Giulia Gabbia - tratto da dedicata a mio padre

segnalata da Giulia Gabbia venerdì 8 novembre 2013

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » ricordo

ricordo, immagini, fantasia

Quando cominciai a capire
salivo le scale a quattro, zampe,
nella vecchia casa dei miei nonni,

tutto scricchiolava, e le pietre antiche erano fredde,
quando sono cresciuta, dall'alto scivolavo sulla lunga scalinata
partivo come un razzo per scivolare e le pietre erano diventate

lisce, levigate, lucide, ma nelle giornate di pioggia, non mi bastava piu
una intera casa per giocare, scendevo nelle cantine a guardare le botti
gli attrezzi di campagna, oggetti antichi, prosciutti appesi,

e un giorno cominciai a risalire le vecchie scale,
sempre piu su, fino all'ultima camera e capii che
la scala continuava a salire nel buio..

avevo tra le mani la mia piccola bambola
e una piccola porta scorticata, io vidi
diedi una leggera spinta e come per magia la porta si spalancò,

un bagliore giallo verde, arrivava da una piccola finestra,
una soffitta mai visitata, pensai, bauli vecchi di secoli
in un angolo, spalliere di un letto di ferro battuto,

una specchiera di, chissà, quale trisnonna
vecchie lettere con una calligrafia svolazzante ed elegante,
mi tolsi le scarpe e le poggiai sul davanzale della finestrella

gli ultimi raggi del sole scomparivano dietro la montagna
e la luna spuntava, sembrava cantare dolci armonie celestiali,
ascoltai il sussurro del vento, valutavo che chiamasse me,

sentii lo sgocciolare della rugiada sugli steli di erba, nel prato
e notai un sentiero verso il bosco, attraverso i vetri, lo reputavo cosi misterioso,
immaginai elfi, fate, gnomi, su quel viottolo erboso

immaginavo loro che danzavano sotto la luce della luna!
E il bosco che sorrideva e tutti gli animali che facevano festa,
lasciai la mia bambola e chiusi gli occhi mentre dentro le mie piccole narici

entravano aromi e profumi di fiori ed erbe aromatiche
farfalle che svolazzavano sopra la mia testa, e i folletti che
chiamavano il mio nome....

la mia immaginazione non aveva limite,
abbandonai la mia bambola alla soffitta....per sempre,
il bosco aspettava me, per ogni avventura nella natura.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 9 novembre 2015

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categoria: Poesie

incapace d'amare?

i miei occhi osservano nel buio della notte
sembrano godere di quell'intimità nascosta,
mentre il vento sibila tra le fessure,
la malinconia assale il mio animo,
mentre fruscia tra gli alberi, sembra spingere nel mio cuore,
quando ulula, ho perso ogni speranza.
Bisogna imparare ad amare, prima di pretendere
di essere amati, dobbiamo amare noi stessi,
la solitudine deve diventare la nostra migliore compagna,
come la luna, lei è meno sola di me, ha miliardi di stelle
che le fanno compagnia e angeli che volano liberi intorno
in una pace positiva.
Tu sei amore.. qualcuno mi aveva sussurrato, in un tramonto
perso nella notte dei tempi, io avevo creduto,
l'amore è tutto e niente nel primo ostacolo o tradimento,
può essere un grande sogno o può avere effetti devastanti,
può toglierti il fiato per l'emozione, ma può riempire i tuoi occhi di lacrime bollenti,
possiamo volare oltre l'immaginazione, possiamo sentirci padroni del mondo,
sembrerà di vivere in un giardino incantato, tra profumi e baci,
in uno splendido sorriso, con gli occhi che brillano,
l'amore rende splendenti, cuori intrecciati, voglia di toccarsi continuamente,
la felicità sembra non avere fine e non ti importa del resto del mondo..
perchè hai tutto attraverso la persona che hai accanto,
e con un fuoco che brucia dentro a entrambi...
il vento continua con il suo fruscio, soffio, ululato,
mio compagno della notte, rompe la mia solitudine,
vorrei conoscere il suo segreto, ma solo gli alberi conoscono
il mistero del vento, le sue parole e i suoi sussurri,
io so solo ascoltarlo, sento il suo alitare, percuote il mio spirito
spinge la mia mente in ricordi lontani..
mormora e sospira alla mia finestra che sono incapace ad amare

daniela cesta

segnalata da daniela cesta domenica 27 dicembre 2015

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categoria: Poesie

e arrivò aprile

e aprile arrivò, sequestrati anima e corpo
da dietro i vetri di una finestra, chiusi in casa
prigionieri per un virus mortale,
non abbiamo goduto dell'entrata della primavera,
ne delle carezze del suo vento
viviamo reclusi tra le mura di casa
non coglieremo i fiori di aprile,
piangiamo a volte per il nostro paese,
da nord a sud, dalle Alpi agli Appennini,
con i loro splendidi villaggi,
laghi e fiumi che l'attraversano, boschi e valli
città piccole e grandi, cariche di storia,
che hanno donato civiltà al mondo
pieni di musei a cieli aperti,
capolavori inimitabili, delle persone del nostro passato
noi siamo un popolo affabile, che vive con amici e parenti
amiamo il bar, gli aperitivi, il parlare e sorridere
amiamo vestire bene, sfoggiare la nostra conoscenza
ascoltare il cinguettio gioioso degli uccelli a primavera,
aprile e i suoi mandorli in fiore, densi di profumo
inebria spirito, sublime estasi che mostra la gloria di Dio,
aprile italiano di questo terribile anno, città vuote e deserte
villaggi come fantasmi, boschi, valli e campagne
appartengono ora agli animali, le persone vivono in casa
chiusi senza vedere nessuno, periodo peggiore per un italiano.
Migliaia e migliaia di morti in questa nazione, che una volta portati in ospedale, i loro familiari non hanno piu visto e non vedranno piu.
Senza un funerale , ne un addio, ne un ultimo sguardo,
migliaia di povere anime che hanno tenuto la mano di
una infermiera vestita come un astronauta, che tratteneva le lacrime
aprile è arrivato e noi dobbiamo avere solo speranza e
amore per un passato che non dimenticheremo mai.

DANIELA CESTA

segnalata da daniela cesta martedì 31 marzo 2020

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categoria: Poesie

Giardino D'Innocenza

Corro lesto
sulla fresca erba del mattin
colma di fulgente rugiada
confidato nei tuoi verdi occhi,
che brillano di speranza
quando son pieni
di dolci lacrime.
Innocente letto ove stendere
ogni viva emozione
accanto ai tuoi desideri,
integerrimo giardino
dal profumo di pulito
nel tenero dei tuoi primi anni
dove ogni malizia
non è ancora fiorita
intingendola di giallo e viola
quel prato con la mano dell’errore,
dove il rosso delle forti emozioni
stonano profondamente
col chiaro pastello dei tuoi
gentili sentimenti,
quando semplicemente
il tuo motivato sguardo
rivolto nell’azzurro del cielo
contempla tra le avvolgenti braccia
dell’amore di una mamma
che trasognante
non vede altro che
il suo futuro, quel futuro che
attraverso gli occhi di suo figlio,
dolce fanciullo ignaro
attende il suo domani
custodito sotto quel coltre d’amore
che mai il tempo avrà
braccio di baronia
per sgualcire il magico legame
di una madre con suo figlio,
quando ratificato col sigillo
di adorata predilezione.

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra lunedì 11 marzo 2024


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