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categoria: Poesie

IL PRINCIPE

Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?

H. HESSE

segnalata da basilicom martedì 13 aprile 2004

stelline voti: 8; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

-|.:.Addormentàti nel sole d'Autunno.:.|-

Sarà per sempre?
Non lo so,
Ma la pioggia che mi scivola sui capelli,
E sulle spalle,
Mi sussurra infinite volte il tuo nome.
Dolce respiro che mi preme sul cuore con delicata forza.

Ed è inebriante quest’aria attorno a te
Che riporta a galla emozioni immemori.
Nuoto in questa zuccherata brezza,
Che tiepidamente mi culla e protegge.

Risvegliato da lenti accordi di piano
Apro lentamente gli occhi a te,
E alle profumate candele che illuminano il tuo sguardo.
Vorrei perdermi per l’eternità in quel luminoso abisso,
Abbracciando i tuoi pensieri con dita di piuma...

Forse anime salve,
Forse gemelli di luna,
Forse eterni amanti.
Cosa saremo?
Non ha importanza ora,
Specchiati nel mio cuore e sorseggia quel caldo fiume di sentimento
Che scorre solo per te nelle profondità della mia anima.

Siamo solo noi due
Nel lento cadere di foglie.
Ascolta i miei sussulti al crepitio dei petali
Di questo amore ancora da sfogliare.

Addormentàti nel sole d’autunno
Osserviamo i nostri cuori uniti.

Paolo Zito

segnalata da Paolo Zito mercoledì 6 novembre 2002

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Somma ingratitudine

Pulsa affannoso il cuore della città,
che corre frenetica incontro al niente.
Nell'aria un rumore cupo, indefinito,
continuo, che mette ansia ed opprime;
nel cielo una cappa di veleno
sospesa minacciosa sulle teste
di automi, che si agitano scomposti,
incitati dalla sferza di padron denaro.

Visi assenti, tirati, incuranti
di quanta bellezza ci sta intorno,
sordi alle carezze della natura,
cui dànno in cambio pestiferi veleni,
cemento su cemento, orrende mutilazioni,
facendo strazio di mari e di fiumi,
portando il deserto dove prima
lussureggiante il verde sorrideva.

Modera, uomo, la tua insana corsa:
soffermati a mirare lo splendore
di spiagge libere che il mare azzurro bacia,
fai riposar lo sguardo su declivi boschivi,
su campi ondeggianti di messi;
assapora i profumi dell'aria tersa,
ascolta l'armonia dell'universo:
Natura si fa bella perchè tu sia felice.

Ignazio Amico

segnalata da amicuscertus mercoledì 24 ottobre 2007

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

“Io fui ciò che tu sei e tu sarai ciò che io sono!
Io risiedo in cimiteri solitari,
in sepolcri pieni d'ossa e senza suono.
Il tuo cuore adesso attraversa un tunnel d’oblio:
come naufragando in una tempesta tuonante,
come annegando in un mare senza limiti,
come cadendo dalla pelle all'anima.
Vi sono cadaveri nella fredda terra,
v'è la morte ove risiede il silenzio,
quindi non rimanere muto
urla, piangi e disperati
scrivi la storia con il tuo sangue.
La fine è simile all’apatia,
la morte invece a un suono puro,
a un latrato senza cane,
che forse viene da campane.
Essa cresce fradicia nelle tombe,
come un viso rigato dal pianto
come la terra bagnata dalla pioggia.
Io da solo vedo bare
a vela salpare
con pallidi defunti, con donne dai capelli morti,
con giovani pensose sposate con grassi notai.
Esse sono navi luride risalenti il verticale fiume dei morti,
trasportati inesorabilmente dalla livida corrente,
sempre più addentro nell’Ade.

rox88

segnalata da andrea rossi venerdì 5 ottobre 2007

stelline voti: 8; popolarità: 2; 0 commenti

categoria: Poesie

Angina Pectoris

Se qui c'è la metà del mio cuore,dottore,
l'altra metà sta in Cina
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
E poi ogni mattina,dottore,
ogni mattina all'alba
il mio cuore lo fucilano in Grecia.
E poi,quando i prigionieri cadono nel sonno
quando gli ultimi passi si allontanano
dall'infermeria
il mio cuore se ne va,dottore,
se ne va in una vecchia casa di legno,
a Istamburg.
E poi sono 10 anni,dottore,
che nn ho niente in mano da offrire al mio popolo,
niente altro che una mela
una mela rossa,il mio cuore.
E' per tutto questo,dottore,
e non per l'alteriosclerosi,per la nicotina,per la
prigione,
che ho questa Angina Pectoris.
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri che mi pesano sul petto
il mo cuore batte con la stella più lontana.

Nazim Hikmet

segnalata da Joey giovedì 15 settembre 2005

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

salveza

I mio ragazzo mi fu infedele me.
venne in odio ogni piacere Corsi
l’acqua scorreva avanti a me.
Mi fermai disperata e muta.
Nella testa come ubriaca,
quasi affondavo nella corrente,
il mondo giravo insieme a me.
A un tratto sentii un grido,
io gli voltavo le spalle,
era una vocina d’incanto:
<<attento! È profondo il fiume!>>.
Qualcosa m’attraversò il sangue;
guardo era un bellissimo ragazzo;
chiedevo: il suo nome ?Eduardo!
oh bello Eduardo tu sei buono!
Mi tieni lontano dalla morte,
la vita ti devo in eterno.
Solo questo per me è poco,
sii anche gioia della mia vita!
Poi li confidai il mio disagio;
lui chinò soavemente gli occhi,
lo baciai lui mi baciò me;
e per adesso niente più morte.

annabella - tratto da sono passionata

segnalata da annabella domenica 18 marzo 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

salveza

I mio ragazzo mi fu infedele me.
venne in odio ogni piacere Corsi
l’acqua scorreva avanti a me.
Mi fermai disperata e muta.
Nella testa come ubriaca,
quasi affondavo nella corrente,
il mondo giravo insieme a me.
A un tratto sentii un grido,
io gli voltavo le spalle,
era una vocina d’incanto:
<<attenta! È profondo il fiume!>>.
Qualcosa m’attraversò il sangue;
guardo era un bellissimo ragazzo;
chiedevo: il suo nome ?Eduardo!
oh bello Eduardo tu sei buono!
Mi tieni lontano dalla morte,
la vita ti devo in eterno.
Solo questo per me è poco,
sii anche gioia della mia vita!
Poi li confidai il mio disagio;
lui chinò soavemente gli occhi,
lo baciai lui mi baciò me;
e per adesso niente più morte.

annabella - tratto da sono passionata

segnalata da annabella domenica 18 marzo 2007

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Radica Di Veracità

La sincerità è un vetro limpido
che non conosce ombre.
È una nuda fiamma che arde
senza maschere di cera.
Quel fiume che scava la roccia
senza chiedere permesso.
È un filo d’oro che non teme
l’usura del tempo.
Il deserto che non offre miraggi
ma solo verità accecante.
Un albero che piega i rami
ma non finge radici.
Quel cielo che non cela le tempeste dietro le nuvole minacciose.
È una lama che recide le menzogne con taglio netto.
La campana che vibra solitaria
nella propria nota nel deserto.
Il faro che illumina anche quando ferisce gli occhi.
È una ferita che sanguina nonostante
il sole che schiarisce bugie.
Un giuramento inciso su scoglio
tra distorti bisbigli di sabbia.
È un libro di coralli pelle d'angelo
che non tollera pagine bianche.
Quella luce di stella che folgora
senza mendicare lo sguardo.
È quel mio respiro di veracità
che non sa fingere né silenzi di pace,
né cigolii di mendacia che insidiano.

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra lunedì 22 settembre 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ti Riscriverò

Ti riscriverò fiori di frasi 
cucite sulla tovaglia dell'innocenza 
della gratitudine che cullo da sempre. 
Ti scrivo con la penna della stima 
mai consumata dai pianti del tempo 
ciò che il cuore orchestra 
al sole sempre acceso ai nostri occhi, 
una lettera d'amore e amicizia, 
un foglio tinto con l'anima sincera 
di chi ringrazia il cielo per un dono 
così profondo e immenso 
nella sua semplicità di esistere. 
Non inventerò filastrocche 
per incantare momenti fuggitivi 
senza un tatuaggio che imprima 
l'emozione di chi vuol bene davvero. 
Ma ti riscriverò quello che la pelle 
del tuo vissuto nel percorso intrecciato dalle nostre vite unite, 
conosce già nel suo cuore. 
Oh amore, oh amicizia preziosa, 
possa la nostra felicità non dissolversi col vento delle minacce. 
Possano le nostre mani 
come sorelle sostenersi sempre, 
e le nostre parole un fiume in piena 
dove il destino ci lascia fluire 
col sorriso senza luce di lacrima.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra domenica 23 febbraio 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Radice Dello Stesso Albero

Nati come semi del miracolo 
sotto lo stesso contado, 
abbiamo spinto le nostre radici 
nella stessa calda terra fertile. 
Tu cercavi il calore del sole, 
io l’ombra del sollievo, 
ma la gemma della linfa
era la stessa, 
e ci parlava nel silenzio delle stagioni. 
Ogni litigio era un pugno di vento 
che spiegava i nostri rami, 
disperdendo le nostre foglie colorate, 
strappando i nostri frutti 
maturi alla comprensione
del perdono, 
ma non spezzava il tronco 
che ci legava uniti, più forti, 
contro le intemperie che ci sfidavano. 
Ho imparato il tuo passo 
nel buio dei giorni senza raccolto, 
tu hai ascoltato il mio respiro 
quando tacevo nel canto della vita. 
Le nostre parole, pietre nel fiume, 
hanno levigato il tempo 
fino a diventare carezze 
nella gioventù che ci abbozzava 
fratelli per la vita che disegnava 
pian piano le nostre rughe 
tra i capelli bianchi degli anni. 
Siamo stati tempesta e rifugio, 
due fari che si cercano nella nebbia. 
Ti porto addosso scolpito 
come un odore d’infanzia, 
invisibile ma eterno 
come la pioggia sulla pelle. 
Quando cadi, io tremo, 
quando rido, tu mi abbracci 
col calore dei tuoi occhi, 
perché il legame di sangue 
non conosce distanza che separa. 
Crescere insieme è solo 
un allontanarsi per ritrovarsi 
con nuove vite al proprio fianco 
senza spezzare mai 
l’origine del cuore che pulsa affetto. 
Siamo due rive che si guardano 
nello stesso specchio d’acqua, 
e quando il mondo farà silenzio, 
resterà la nostra voce, sottovoce, 
una radice che muore l’uno per l’altro.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra sabato 25 ottobre 2025

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ti amo,
amante, ti amo e m’ami e ti amo:
son corti i giorni, i mesi, la pioggia, i treni:
son alte le case, gli alberi, e siam più alti:
s’avvicina sulla sabbia la spuma che vuol baciarti:
emigrano gli uccelli dagli arcipelaghi
e crescono nel mio cuore le te radici di frumento.

Non v’è dubbio, amor mio, che la tempesta di
Settembre
Cadde col suo ferro ossidato sopra la tua testa
E quando, tra raffiche di spine ti vidi camminare
Indifesa,
presi la tua chitarra d’ambra, mi misi al tuo fianco,
sentendo che non potevo cantare senza la tua bocca,
che morivo se non mi guardavi piangendo nella pioggia.
Perché le pene d’amore sulla riva del fiume,
perché la cantata che in pieno crepuscolo ardeva
nella mia ombra,
perché si richiusero in te, chillaneja fragrante,
e restituirono il dono e l’aroma che abbisognava
il mio vestito sciupato da tante battaglie d’inverno?

BIMBA BRUNA E AGILE…
Bimba bruna e agile, il sole che Fa la frutta,
quello che rassoda il grano, quello che torce le alghe,
ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
e la tua bocca che ha il sorriso dell’acqua.

Un sole nero e ansioso ti si arrotola nei fili
Della nera capigliatura, quando stendi le braccia.
Tu giochi col sole come un ruscello
E lui ti lascia negli occhi due pozze oscure.

Bimba bruna e agile, nulla mi avvicina a te.
Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.
Sei la delirante gioventù dell’ape,
l’ebbrezza dell’onda, la forza della spiga.

Il mio cuore cupo ti cerca, tuttavia,
e amo il tuo corpo allegro, la tua voce sciolta e sottile.
Farfalla bruna dolce e definitiva
Come il campo di frumento e il sole,il papavero e l’acqua.

Pablo Neruda

segnalata da Giuly la mejo sabato 29 ottobre 2005

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

è giusto che io ti scriva ascoltando quella musica che per molto tempo ci ha tenuti legati nel scriverci parole che uscivano dal cuore...
è giusto che io ti scriva mentre il mio cuore muore come le stelle del mattino...
Quanto,
quanto tempo ancora,
io...tu,dobbiamo soffire?
per quanto tempo andremo cercando ciò che non ci vuole?
se il mio cuore nel tradirmi ti ha amato
e solo lui sa quanto,
se solo lui ha saputo parlare a modo suo,
scusalo..
credeva che un sogno si stesse avverando...
Ma tu che per me sei stata la mia dea
la mia musa
il mio angelo
cammina come hai fatto
vai per le strade cantando di gioia e felicità..
Calpesta quelle strade che nei secoli hanno visto e vissuto esperienze più grandi di te...
Guarda il cielo,
guardalo perchè ti darà forza come ha fatto con me...
Ama,ama,ama ancora perchè un giorno chi non ti ha amata piangerà per aver perso un piccolo angelo...
Non ti dico che ti voglio bene,
ma che ti amo
perchè questo il mio cuore grida per te...
Non mi ringraziare
si è avverato quello che tu hai detto:
un semplice angelo sceso per darti pur per poco felicità...
E non mi ringraziare,
se lo vuoi fare rimani per il resto dei tuoi giorni la donna quale sei diventata
quella che mi ha fatto innamorare di lei...
Non cambiare mai,mai e poi mai...
Cosi voglio che tu mi ringrazi,
solo cosi io ti ringrazierò...
E non piangere come io sto facendo
bastano le mie per portare i fiumi in piena...
Ma sorridi,
sorridi te ne prego!!!

(VERSIONE VERA E ORIGINALE!!!)

Dorian grey

segnalata da ALESSANDRA... venerdì 11 aprile 2008

stelline voti: 19; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

TUTTO IN UN BACIO

C’è un fiume in piena
Che scorre dentro me
Mi fa sentire in vena
Quando sono insieme a te.
C’è la voglia di sorridere
Il dolore scivola via
Vorrei poter vivere
Così con la donna mia.

Abbiamo così a lungo sognato
E gli occhi non gli abbiamo chiusi mai
Sono nato quando mi hai trovato
Prima non sono esistito mai.

Posso scriverti mille parole
O proteggerti con un abbraccio
Ma tutto questo grande amore
Lo sento tutto in un bacio.

C’è la voglia di crescere
E sorridere del passato
Il presente è vivere
Il futuro è immaginato.
C’è la voglia di darsi conforto
Quando le lacrime pizzicano la faccia
Il giorno in cui sarà morto
Spero di essermi addormentato fra le tue braccia.

Ci siamo trovati e anche persi
Ed ora siamo insieme noi due
Due cieli, due mondi, due universi
E le mie speranze sono le tue.

Posso sentire il tuo sapore
Quando mi proteggi nel tuo abbraccio
Ma tutto questo grande amore
Lo sento tutto in un bacio.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG mercoledì 1 agosto 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Mamma

Hai iniziato a tribolare fin dalla mia nascita
E' stato un crescendo di bordate pesanti
Intervallate da momenti abbastanza tranquilli
Hai fatto sempre la tua parte, con onesta serenità
Con picchi di gratuita severità, che non meritavo, e che non ti si addiceva
A onor del vero ti ha stressato di più il babbo
Altero, irrequieto, supponente, a volte anche prepotente
Ma senza mai alzare un dito, anche se la lingua fa male più degli schiaffi
E tu, impassibile, paziente, assorbivi tutto e lo fai ancora
Anche se ora è diverso, anche lui
Buffo...
Quando potevate darvi e darmi tanto, il piede era sul freno, inamovibile
Ora, che le primavere sono già considerevoli
E si affacciano pericolosi effetti collaterali
Il fiume della vostra vita scorre lento, ma ancora forte
E parlate, parliamo, ma mai abbastanza, come tutti
Mi spiace, e tanto, di avervi abbreviato l'esistenza
Quel giorno malefico vi è costato anni
Il giorno dopo era già visibile, il cambiamento
Così com'è stato per i nonni...
Per loro ancora peggio, perché già carichi di acciacchi
Nell'arco di 6 anni, da autonomi...
Sono finiti rigidi, in orizzontale, alla mercè del nulla
O al cospetto del tutto...
Sai quanto c'ho pensato, mamma?
Tantissimo, e talvolta mi pare un incubo...
Ma non riesco a sentirmi responsabile
E' una colpa che disconosco, e tu più di altri lo sai
Il rammarico, certo, quello è rimasto
Ma tuo figlio non ha mai avuto un buon rapporto con la dea bendata
E nel tuo cuore conti le cicatrici
Che io ho altrove
Però resisti, ancora, e grazie a me, anche
Che tante volte ti rimprovero di lamentarti troppo
O di non accontentarti di quanto hai, di come sei, di come siamo
Comunque sia... sei stata, e lo sei tuttora, forte
Davvero.

bigbruno - tratto da Pensieri

segnalata da bigbruno domenica 10 giugno 2007

stelline voti: 13; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ritratto di Donna

Lei ha gli occhi bruni.
Non ha esitazioni,
o drammi...

Solo emozioni.
E grida di sensualità,
nella notte.

Il suo vascello corre,
vele al vento,
incontro al tempo...

L’oceano spruzza
aneliti sul suo corpo
misti a quel senso

amato e violento
della sua libertà...
Mentre il sole

le infoca sul viso
il coraggio di vivere
tutta la passione.

Nell’anima ha già
tanta esperienza,
fra luci ed ombre

di sopravvivenza...
Ma Lei vivrà,
indomita,

sé stessa,
perché sa sperare
per ciò che vale!

Amore,
io non resisto...
vorrei sciogliere,

in te, tutto me stesso,
come l'acqua di neve,
fra le rocce,

va al mare
col primo sole...
Un fiume in piena

è l’amore,
se il desiderio
fa schizzar via

il pensiero...
quando si è nella valle
della Felicità.

FernyMax

segnalata da FernyMax mercoledì 28 maggio 2003

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Quanta vita

Quanta vita mi hai preso,
quanti giorni vissuti nell'assurdo,
quante notti insonni e minacciose,
quanti suoni martellanti
e parole versate addosso
come piene di fiumi violenti.

Raffiche di parole orribili
per ricordarmi che eri sempre lì,
che mai avresti mollato,
anche a costo di vedermi morire,
vedermi morire dentro
o morire del tutto.

Io che mi sento
e sempre mi sono sentita
come albero dritto e fiero,
che si fa spezzare dalla tormenta
ma non si china al suolo.
No, non mi chino alla tua furia,
alla tua volontà pazza e meschina,
preferisco ferirmi e spezzarmi.

E questo ti accresce ancor di più
la rabbia e l'ostinazione di volere
qualcosa che non ti è dovuto,
e ancor meno ti è dovuto quel rispetto
di cui tanto vorresti riempirti.

Non hai dignità di persona,
strisciante sei, come verde serpe,
preda di mostruosità di pensieri
che creano violenze e soprusi,
un agire cieco, sordo, folle...

Quanta vita mi hai tolto,
quanti segreti rubati e mortificati,
quante pressanti minacce, e ricatti,
quanti bui momenti e giornate buttate,
tutta vita percossa, sprecata.

Un abisso, sì, un abisso,
si schiuda improvviso sotto il tuo passo.
Quanta vita mi hai preso...
e quanta ancora potrai?

RitaS

segnalata da RitaS domenica 27 dicembre 2009

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categoria: Poesie

Vorrei amarti cosi.

Donna, completa,
mela carnale , d’antico desiderio,
peccaminoso.

Ahi, amarti è un sublime viaggio,
con acqua e con stelle,
tra brusche tempeste,
di lenzuola, dai nostri sudori
intrecciati e inumiditi.

Amarti, sarà come un combattimento
d’intensi lampi delle nostre anime,
infuocate, i tuoni, gemiti gentili,
in nostre gole
d’ aria soffocata,
e due corpi
da un solo miele sconfitti.

Bacio dopo bacio,
ripercorro il tuo corpo,
come penitenza lussuriosa,
ritrovandomi nel tuo essere
donna e madre.

I tuoi margini,
i tuoi fiumi,
i tuoi deliziosi villaggi,
minuscoli, di vene e carne,
giù per le gambe,
ad accarezzar le caviglie
tue.

Corre, il peccaminoso
desiderio d’amarti cosi,
piccantemente mia,
corre per i sottili
cammini del sangue,
fino ad essere
e non essere,
che un sol lampo
di passione.

Antonio de Lieto Vollaro - tratto da 3 raccolta di poesie

segnalata da wolf23 mercoledì 16 marzo 2011

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

Amami !

Mio piccolo grande amore, mio piccolo dolce fiore,
candido come la rugiada, bianco come un giglio,
delicato come un bambino, t'ho rivista dopo tre lunghi mesi!
Mio motivo di vivere, angelo delle mie notti,
sogno di una vita, passione di due interminabili anni,
t'ho ritrovata e non vorrei perderti!
Dolce pensiero della mia mente, luce del mio buio,
àncora della mia salvezza, dolce creatura,
fiore dei verdi prati, stella degli abissi,
sole della mia vita...ho bisogno del tuo calore,
del tuo affetto mio meraviglioso amore.
Sento freddo, tremo, sono percorso da brividi,
ho bisogno del tuo amore...aiutami soave profumo!
Occhi perlei, musetto delizioso, viso argenteo,
nube che vaghi nell'immenso cielo, ruscello che scorri
fra le alte montagne, dolce gorgoglio di un piccolo fiume,
libera rondine che voli, meraviglioso laghetto fra le più alte cime
ricambia il mio amore, non abbandonarmi...salvami bella regina, aiutami!
Sto precipitando in una profonda voragine senza fine,
dove davanti a me è solamente il vuoto, ma in questo
vuoto intravedo una luce, una speranza...Te!
Cornice d'uno stupendo quadro; te, dolce fonte dove
possa spegnere la mia sete; te, sinuoso corpo morbido come velluto;
te, bellissima venere che vieni dal nulla.
Son solo, ho paura, soffro tanto, non ho nessuno accanto a me,
il mio mondo non mi basta più, ho bisogno di qualcuno...di te,
dolce ninfa dei boschi; di te, dolce musica melodiosa;
di te, dea delle dee; di te, ragazza semplice e bella;
di te, che hai sconvolto la mia tranquillità; di te,
che puoi ridarmela: dammi un pò del tuo amore, del tuo calore,
del tuo affetto.
Non sono altro che un relitto in balia dell'uragano che
imperversa in me, sono solo una foglia portata via dal vento
chissà dove e vorrei tanto che mi portasse da te...che io amo.
Dolce fata turchina, fai di me un ragazzo felice col tuo incantesimo,
fai di me un uomo, fai di me tutto ciò che vuoi...ma amami!

vincenzo corsaro

segnalata da vincenzo corsaro venerdì 14 settembre 2012

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categoria: poesie

La Pace

Sognando la pace
si deve decidere da che parte stare
ogni gesto è un'occasione
da non sottovalutare,
cambia gli argini del fiume
che scorre verso il mare.
La pace
non si può trovare in un pensiero
la si deve conquistare
non può essere soltanto un desiderio
è un traguardo
e da noi dobbiamo incominciare.
La pace
che vogliamo è scelta di vita
è una strada stretta
che ci chiede di rinunciare
all'orgoglio
al rancore
a voler primeggiare
La pace
è un dono ricevuto
che dobbiamo riciclare
ci chiede occhi per vedere
mani per donare
cuori da riscaldare.
La pace
non è stare tranquilli
in un'oasi dorata
ma richiede il nostro impegno
al servizio dei fratelli.
La pace
può rimanere solo un sogno
se non sappiamo rinunciare
a quel che all'altro
può danneggiare.
E se è poco quel che possiamo fare
tutti insieme
riempiremo il mare.

Neris

segnalata da Neris venerdì 23 novembre 2012

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Acqua E Fuoco

Scorrono come acqua d'impeto 
le tue carezze sulla mia pelle, 
fredde come la neve del tuo cuore. 
Brucia la mia anima, 
mentre arde d'amore al solo 
tocco del tuo sguardo mentre sei qui. 
Bagnate parole pronunci sottovoce, 
prive di verità, spazzano come fiume 
ogni speranza tra le mie mani. 
Divampo al solo pensiero di perderti, 
tra la lava del vulcano che erutta 
parole di passione e sentimento, 
messe a tappeto solo per te! 
Sei acqua che quieta la mia ragione 
senza spegnere la luce 
di raggiungerti
per fondermi in eterno. 
Sono fuoco che ti prosciuga, 
divorandoti nel calore dei miei baci, 
dolci e veraci, musica orchestrale. 
Sono la futile parentesi indesiderata 
nella tua stagione senza ancora 
che mi voglia trattenere in te. 
Sei tu per me, quel combustibile 
che, acceso nella notte senza tempo, 
brilla di scintille luminose 
ad abbagliarmi il respiro che ti urla, 
quel "ti amo da morire, da morire." 
Sei calma acqua di mare
in superficie, 
antartica come i tuoi gesti 
che sprechi nella tua distrazione. 
Io, io quel fuoco di fulmine 
che si scaglia per amore bruciando 
nell'acqua che non può bere 
per goderne la sua essenza pura, 
tu, il flusso della mia vitalità, 
ristoro della mia sete senza fine, 
agonia senza pace che consoli, mai.

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra domenica 19 gennaio 2025


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