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categoria: frasi d'amore » lettere

Lettera ad uno sconosciuto

Ci sono nuvole oggi in cielo.
Le vedi?
Forse sta per piovere.
Forse non lo farà
e tutto questo grigio che sfila lassù,
sarà servito solo a rendere più cupa
un'altra giornata.
Non danza il vento.
L'aria è immobile,
quasi addormentata.
Fiuto tempo d'attesa,
di cose che stanno per accadere,
che accadranno,
sperate,
desiderate.
Idee assillanti
che sembrano piccole follie,
che lo sono.
E lo sai.
Com'è che si comincia
a pensare a qualcuno?
Com'è che ci si riscopre
con la testa assediata da qualcuno?
Com'è che mi sento piena di te?
Non conosco la tua voce,
il profilo del tuo volto,
i lineamenti.
I tuoi capelli.
Di che colore sono?
Le tue mani.
Sono lisce e grandi
tanto da curarmi l'anima,
cullarmi il cuore?
O forti quanto basta
da sfidare la vita con i pugni alzati?
E gli occhi.
Sono di chi sa raccogliere
nella loro profondità
tutto il blu del cielo?
Oppure,
somigliano più a piccole finestre
accostate sul mondo
che si serrano rapide di fronte al dolore?
Le braccia.
Nidi robusti dove coricare
pensieri dolci/amari?
O piuttosto morse improvvise
che attanagliano il corpo
inducendo al peccato?
Non so.
Non so nulla di te.
Eppure qualcosa
del tuo essermi ignoto
è talmente affine
da catturarmi intimamente.
Hai mai provato un simile desiderio?
Un frastuono nella mente,
alito caldo
che soffia nei pertugi della coscienza
con tanta violenza da lasciarti inerme?
Ti sogno,
quando non v'è più nulla da sognare.
Ti cerco,
quando non ho altre strade da seguire
se non quella dei palpiti in corsa
che ti rincorrono.
Ti desidero,
la notte.
Nelle ore dove il sonno
come uno zingaro
vaga bramando dimore felici.
Lentamente una carezza,
poi un'altra,
tracciano a pelle le voglie di te.
Ti prendo,
ti lascio andare.
Raccolgo adesso gli ultimi pensieri,
sono per te.
Per tutto ciò che non conosco.
Ci sono nuvole oggi in cielo.
Le vedi?
Forse pioverà.
Forse no,
e questo grigio che sfila lassù
sarà servito solo a rendere più cupa
un'altra giornata.
Un'altra senza di te.

segnalata da fanny domenica 16 dicembre 2007

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

L'iconoclasta

Durante il millennio dell’impero,
un tal che abominava il simulacro
degli dei di Bisanzio e il sacro
inganno del riflesso del mistero,

volle passare in amplia rassegna
ogni immagine e icona veneranda
per giugere a ciò che rimanda,
per svelare ciò che il mistero insegna.

La sua avidità si abbattè prima
sul simbolo che la vista osserva
ignorando il contenuto che serva.
Al rogo mandò icona e dottrina.

Non vide più l’esigua evidenza,
ritenne ingannosi pittori e scalpelli
da Fidia a tutti i dorati tasselli
dei mosaici di Giustiniano e la scienza

di Platone e della sua memoria
che tra idee nel Iperuranio erra
(come era duro Platone in terra
mentre ora lì vaga la sua scoria).

Qualcuno defini l’adolescente
immaturo e dura e aspra esperienza
l’avrebbe tolto all’errata sapienza
che divide il simulacro dall’Ente.

Il povero ragazzo pianse notti
e giorni interi, in ricerca continua
del silenzio che a volte s’insinua
tra dipinti, disegni e marmi rotti.

Non ne rimase molto al suo passaggio
fu tutto, si diceva, un grande sbaglio.
Anche poi il verbo divenne bersaglio,
uccise oratori e un monaco saggio.

Vide nelle parole il pallido specchio
di un dio morto, di una luce portata
da un angelo che l’aveva rubata
all’Archetipo uditore, l’Orecchio.

E si tagliò l’orecchio (così forse
l’iconolatra olandese concordava
con il ragazzo), la lingua grondava
di sangue e silenzio quando la morse.
Nulla era più recondito riflesso,
solo il mondo e l’inscrutabile Ente,
tutto era vuoto, tutto era l’Ente,
finché non vide un dì il più complesso

motivo dell’infelicità umana,
non contemplato a Nicea né a Roma:
il proprio riflesso e l’assioma
che lo vede come dimora vana,

il corpo e anche lo spettro nel riflesso,
di quello che è, spirito e sostanza
della luce delle pupille e della costanza
dell’Io, dimora, abitante e nesso.

Volle uccidere se stesso, il suo io,
perché capì di essere il più raro
simbolo e forse anche il più amaro.
Può forse il suo simbolo uccidere Dio?

Non si uccise. Piangendo balbettava
qualche suono, umiliato e maldestro.
Senza parole quindi, divenne maestro
nell’arte che il ragazzo rifiutava.

Vive in opere immense e durature
oggi,sempre, muto e senza mistero.
Dio diede un taciturno e sincero
simbolo, tra tante Sue immagini scure.

Che Dio sia forse il simbolo più alto
di Qualcosa ancora superiore?
Non oso dare all’icona maggiore
peso. Il silenzio Gli darà risalto.

AnonimFederico E. D’Angelo Di Paolao

segnalata da Federico E. D'Angelo Di Paola martedì 3 giugno 2008

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categoria: frasi d'amore

ancora m kiedo se era qst
ke volevo x noi due amore mio..
ma nn riesco a darmi una risposta
ed il cuore...anke lui sembra se ne sia andato..
dirti addio nn è stato facile,
cm nn è facile accetare l'idea
ke qualcuno abbia fatto d tt
x separarci...
e csi è stato...
nn siamo stati forti abbastanza,
e ora tu ancora m kiedi d tornare indietro,
sento ancora la tua voce ke m supplica,
ma nn posso...
xkè nn posso amare una persona e soffrire allo stesso tempo..
abbiamo passato un anno assieme,
e nn è stato facile etu lo sai
amore mio..
ma m piace ricordare quei bei momenti
x cui vale ancora la penadi versare una lacrima di gioia,
tra le migliaia di dolore ke ogni gg
verso pensando a qst amore finito cm
nessun amore è mai finito prima d'ora..
mi fa male leggere tra i tuoi messaggi
ke mi ami ancora anke se alla fine
sn stata io ad arrendermi x prima
davanti all'ostacolo più alto..
e sento di nn meritarti più,
di nn meritare tutto qll amore ke m daresti se io tornassi indietro e ricominciassi daccapo..
se ho lottato x un anno intero
è stata la tua forza a mandarmi avanti..
e poi cm una fragile foglia
sn caduta e ho fatto cadere il mondo
addosso a te..
è diffile nn poterti dire qll ke ora provo,
perkè putroppo le parole vengono a mancare
qnd devi descrivere l'indescrivibile
dolore ke in qst momento e sempre mi
affolla l'anima..
nessuno è mai morto x amore..
ma dentro si..
sentro si muore senza ke te ne accorgi..
e poi qnd sarai morto ti ribellerai
al mondo intero kiedendogli il perchè,
il perchè sia capitato proprio a te,
il perkè nn ci sia un rimedio,
il perkè t senti solo e se ti giri,
al tuo fianco nn c'è mai nessuno...
e allora capisci..
ke mai nessuno potrebbe capirti...
se nn la persona x cui stai soffrendo,
lei è la metà della tua anima,
ke prova lo stesso dolore ke provi tu..
mi dispiace d farti soffrire csi ...
in silenzio,
mentre continui a supplicarmi...
xo sappi ke anke io soffro..
e dentro d me sto morendo..
cerco di rinnegarti al mio cuore
e all'amore ke ancora ho x te...
ma ke so ke nn riuscirò mai a darti...
ogni tuo messaggio ke ricevo è una pugnalata sempre più forte ke tu dai al mio cuore..
e sono le parole più dolci, più semplici e sincere quelle a farmi più male...
xkè io quelle parole da te nn le merito più
amore mio...
ti giuro nn m fermerei...
scriverei fino all'infinito,
fino a raggiungere lìimmensità del tuo sguardo
x poi guardarti negli okki...
ma adesso le lacrime mi appannano la vista
e nn riesco a scrivere...
continuo ad asciugarle...
ma loro sn più forte d me e continuano a scendere
addio amore mio
e grazie d essere esistito nella mia vita lasciando un ricordo csi bello ke ha volte ho paura di ricordare sapenso ke potrei ripensarci e tornare indietro correndo da te....
addio...

ANONIMA - tratto da ME

segnalata da ANONIMA sabato 23 agosto 2008

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categoria: poesie

SAPORE DI SOLE

Si è fatta aspettare ma ora sta per arrivare
Quell’estate a cui eri solito pensare
E sognare quelle passeggiate in riva al mare
Forse quest’anno le cose potranno cambiare
Poiché la dovrai passare, con gente che prima non conoscevi
E che ora reputi speciale.
Ma io non mi accontento, del bel tempo
O di sentire il mare dentro
Io voglio il sole, voglio tutto il caldo
Voglio il mare alto e non stare mai calmo
Voglio la sabbia sulla pelle, voglio le notti di stelle
Perché quelle sono le più belle.

Voglio bruciare al sole
Voglio vedere seccarsi le gole
Voglio il sale del mare e affondare per poi tornare a galleggiare
Voglio il sapore di sole.

Non guardo tv e nella mia lista non trovi nessuna rivista
Qui la situazione si è persa di vista
Prendo un foglio dalla risma, è tutto scombinato per colpa del sisma
Questi giorni mi hanno scosso, ma io mi sono mosso
Sono andato in soccorso e non chiedo nessun rimborso.
Ora pretendo che questa sia un’estate memorabile
Per tutte le persone da quello stabile a quello mentalmente labile.
Voglio che la gente si possa divertire, e poter seppellire la crisi che non vuole sparire
Ma se pensa di vedermi morire, allora deve capire
Che io vincerò questa guerra, ci devo riuscire.

Io voglio bruciare al sole
Voglio infiammare le suole
Volgio sotterrare la rabbia sotto la sabbia nel caso ce l’abbia
Voglio il sapore di sole.

Giù per questa strada, giustizia nada
Prima che la pioggia cada, troverò qualcosa che mi aggrada
Ma vada come vada, sarò sempre come un pesce spada
In una pozzanghera ai bordi della strada.
E questa voglia di fuggire, che continuo a sentire
Voi non riuscite a capire, ma so che in fondo anche voi volete venire
Ma non lo volete dire.
Allora sentite questa idea, che pian piano si crea
Ci faremo un giro di boa, anche con la bandiera dell’alta marea
Ci tufferemo nel mare a mezzanotte, se farà freddo non me ne fotte
Ricorderemo sempre quella notte
E le delusioni verranno rotte.

Io voglio bruciare al sole
Voglio veder chiuse le scuole
Voglio andare in fondo al mare e poi tornare per respirare tutto il sale
Voglio il sapore di sole.

LucaG - tratto da MyLyrics

segnalata da LucaG domenica 26 luglio 2009

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categoria: Poesie

Vento

Ti amo, vento, che soffi stanotte
e come foglia, spietato, mi scuoti,
la mia chioma scompigli,
e mi bruci negli occhi,
mi incuti paura e sgomento,
eppure io ti amo.
Tormenti il povero salice
sommesso e indifeso,
lì nel giardino percosso
frusciano e fischiano anche gli arbusti
e qui, proprio accanto,
tintinnano i vetri, vibranti.
Affannato, il mio cane ti teme:
guaisce di te, per scacciarti o subirti,
fugge, cerca rifugio ai miei piedi
e infine, arrendevole, tace…
Ti vedo sull’onda increspata
che s’alza infuriata e si frange su rocce,
su nuvole in corsa sfrenata,
su campi maturi di spighe dorate,
t’insinui, sottile e tagliente,
con somma maestria
in oscuri anfratti e tra umane miserie.
Fascino spettrale, spirito in rivolta,
la forza tu sei, e forza mi dai,
lambisci la pelle che trema,
ricopri i banali rumori
e stordisci il mio orecchio di te,
sonora armonia dell’immenso…
Carezzi al passaggio con furia o dolcezza
i pensieri e le idee che fioriscono in me,
mi porti le voci lontane da qui
quegli echi che ascolto, che sento realtà.
Alzati, vento, vai ancora più su,
rapiscimi in volo, non indugiare…
portami ora a errare con te
su questo lembo di complicità,
che hai teso per me, per me solo…
fammi lanciare lo sguardo
sulle distese infinite, le terre ed i mari,
e sugli orizzonti sempre più vasti,
così libertà io respiro, e mi vivo…
mi vivo in profondo, ci sono, mi sento.
Puro e solingo, intrigante compagno,
ti amo, vento che soffi stanotte…

Rita Stanzione

segnalata da RitaS lunedì 25 gennaio 2010

stelline voti: 10; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Biglietti » auguri

Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa...

Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei brutti momenti...

Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari

Ti auguro la primavera e la meraviglia di
constatare che è sempre migliore di quanto
avevi osato sperare.

Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
- un mazzo di denti di leone appassiti,
- una caramella succhiata a metà
- una rana
- un bacio

Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello.

Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e,
dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera.

Ti auguro di rimanere affascinato dall’infinita
varietà della vita animale
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,
conquistata con pazienza e amore.

Ti auguro che tu possa non dover comprare
l’amore al prezzo dell’umiliazione.

Ti auguro che tu possa sempre trovare le
parole giuste per mantenere al loro posto
gli spacconi e avere abbastanza forza
nelle ginocchia per camminare con dignità.

Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore
e giudizi accorti.

Ti auguro la gioia di essere desiderato,
e di trovare il regalo perfetto,
sentire il profumo della terra, dal prato aperto.

Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente,
con una calligrafia che non vedevi da anni.

Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
Ti auguro lettere sciupate,
macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci.

Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.

Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista, l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.

Ti auguro felicità... ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare, di correre il rischio d’amare.
Tratta la felicità con gentilezza: è un prestito

Pam Brown

segnalata da marines sabato 16 ottobre 2010

stelline voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » religione » angeli

Tu non sei mai solo
hai un angelo accanto a te,
nei momenti più bui
ti stringe forte tra le ali e il cuore
e non ti lascia andare.
Tu non sei mai solo
hai il tuo angelo accanto a te,
nel silenzio dei tuoi giorni che sembrano così tristi,
nella gioia dei tuoi momenti più belli,
hai un angelo accanto a te
che sorride e spera per i tuoi sogni,
che ti soffia nel cuore una idea, una intuizione,
che ti fa incontrare la persona giusta
al momento giusto..
tu hai un angelo accanto a te,
ti accarezza e ti avvolge nel tuo cammino,
se fai silenzio e allenti il rumore esterno
lo potrai scoprire ad accarezzarti il viso
e a disegnarti un sorriso;
e quando è sera ed i pensieri, i ricordi,
i sogni, si fanno intensi,
ricorda c'è il tuo angelo accanto a te
che non ti lascia solo un istante.
Sorridi ora, perché leggendo queste parole,
hai un angelo accanto a te
e ti accompagna per la vita.
Tu non sei mai solo,
hai un Angelo accanto a te,
anche se può sembrarti lontano,
là da qualche parte nel cielo
che vola tra le nuvole,
ma quello è il posto
da cui gli Angeli provengono,
non dove risiedono.
Tu devi solo chiamarli
perché siano subito al tuo fianco.
Perché tu non si mai solo,
tu hai un Angelo accanto a te,
almeno uno se non di più.
Chiedi loro qualcosa,
aspetta la risposta
attraverso la TV,
la posta o attraverso i sogni,
ci sarà un loro messaggio
dall'alto per aiutarti, guidarti,
per farti sentire amato.
Perché tu non sei mai solo,
c'è un Angelo accanto a te.
Quindi, se ti senti solo,
o se ti senti triste, ricorda
tu non si mai solo, c'è un Angelo
accanto a te.

segnalata da marines lunedì 13 dicembre 2010

stelline voti: 3; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » società » giustizia

L’IMPOSSIBILE NON ACCETTATO

Chi ama veramente
vorrebbe risolvere
tutti i problemi dell’umanità.

Non accetta che ci sia la fame,
la guerra, il malato non curato,
bambini e bambine violentati,
popoli interi in esodo forzato.

E’ un’esigenza d’amore
desiderare che tutti vivano la pace.
Ed è un’esigenza d’amore
non arrendersi a queste evidenze
volute solo dall’egoismo.

Quest’amore si aspetta
Che i politici dicano idealmente di sì alla giustizia
e non all’interesse di parte o privato,
che diventino i servitori della gente.

Che ci siano sacerdoti
che solo a vederli vivere
ci indichino la strada della bontà
e della trascendenza.

Che ci siano industriali
che non dormono la notte
per inventare posti di lavoro.

Che scienziati e ricercatori
entrino nei misteri della natura
per aiutare realmente l’uomo
ad affrontare mali oggi incurabili,
e non mettano la loro intelligenza
al servizio di ricerche che non aiutano
l’uomo a vivere meglio.

Che filosofi e uomini di pensiero
non abbiano paura di trasmettere
pensieri in cui Dio sia al centro.

Che nessuno pensi di aver chiuso
con la vita, con la ricerca della verità.

Che tutti gli uomini, le donne,
possano scoprire che Dio li ama.

Che l’uomo creda realmente
che si può vivere da disarmati,
senza bisogno di pietre, di frecce,
di pistole e missili
per far valere le proprie idee e difendere la pace.

Che nessun uomo si senta inutile
e che ognuno scopra il talento
che custodisce dentro di sè.

Ernesto Olivero

segnalata da marines lunedì 18 giugno 2012

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categoria: Poesie

Il figlio della luna

Riemergo dal silenzio
dei giorni a venire
come Atlantide dagli abissi
con quelle verità
che vi possono guarire.
Idolatro il sentiero
che mi scelse da bambino,
le sue ferite ancora aperte
l'inchiostro sulla pelle,
l'amaro in gola
per infettarmi il sangue
con la rabbia della parola.
Il passo è lento ma
non conosce riposo.
Si muove nel vento
feroce, vigoroso.
Lascia impronte profonde
sul mare in tempesta
sono isole feconde
che coltivo nella testa.
Mille volte sono crollato
scosso da una lacrima,
mille volte mi sono rialzato
con indosso quella lacrima,
ogni giorno più forte e disperato di ieri
un misantropo Pierrot che resta ancora in piedi.
E oggi che l'età si compie
oltre il corso della vita mia
non c'è ragione
che io cambi idea
sulla malinconia.
Nessuna obbedienza, nessuna pietà
per chi non dimora la poesia,
nessuna alleanza, nessun aldilà
per chi vuole vietare la fantasia.
Io sono il perdono
che non merita questa realtà
sono la grazia
che non è concessa
a sua maestà.
Sono la tua preghiera
sono la mia bandiera,
sono uno che non ha paura
sono solo un poeta,
il figlio della luna.

Michele Gentile

segnalata da Sara mercoledì 25 marzo 2020

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categoria: Poesie

Ritornerò Senza Di Voi

Ritornerò Senza Di Voi

Ritornerò a sorridere
di vero cuore
tra le vie della vita,
sotto la volta celeste
luminosa e tersa dal dolore
e dalla rabbia delle divergenze delle idee di quelle varie
teorie in evoluzione.
Ritornerò a sorridere
con polmoni colmi di gioia insieme a te guardandosi intensamente negli occhi,
senza alcuna mascherina
a velarci le emozioni
inarcate sul viso
senza più distanze
a sottrarci dagli abbracci,
ma tenendosi le mani assaporandone il loro calore stringendole forte sul cuore, come se ci ritrovassimo dopo lunghi anni sotto quel cielo costellato di speranze e sogni, liberi, liberi di essere vissuti, finalmente dopo l'onda nefasta dei virus che imprigionano ancora le nostre vite
sotto i suoi sguardi severi,
che ancora condiziona
il nostro essere inerme
al suo oscuro passaggio seminando nella sua scia
morte, malattia e paura,
e tante mascherine colorate
come se fosse
una gran festa in maschera!
Ma io, tu, tutti ritorneremo
a sorridere un giorno,
poiché la certezza è già vittoria!
Non contaminerà mai
la nostra voglia di riemergere
e vivere liberamente, finalmente,
non sdradicherà mai
la nostra speranza vera essenza
delle nostre opere
dettate dal cuore.
Ritornerò insieme a te
e a tutti a sorridere sinceramente,
perché forte è nel tempo
il desiderio di rialzarsi
da sotto le macerie dei virus,
come araba fenice
che spicca il volo della libertà
nel cielo libero del destino,
per essere spirito puro
nel mondo,
finalmente libero,
Privo di virus e mascherina
che nascondono la nostra vitalità,
la nostra bellezza
espressa dall'anima,
quella libertà che ci fa essere incondizionatamente unici!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 9 settembre 2021

stelline voti: 15; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

La Porta (1978. Parte prima)

Viva la Porta!
Questa mia Porta,
oltre la quale
c’è l’Universo,
e chissà dove
può ancora portare...
Fra viali e tramonti...
sentimenti imprecisi,
forze nascoste
e sentieri scoscesi,
che abbiamo dentro
e vogliamo capire:
creare spazio...
alla vena centrale!

Sì, viva la porta
del Paradiso,
e quella pure
del suo Nemico,
se può servirci
a guadagnare coscienza
del fatto che siamo
su questa terra:
puntino invisibile
fra il Tempo e lo Spazio;
sospesi a mezz'aria
fra il Bene e il Male,
e tutto, in fondo,
resta tale e quale...!

“Quanti sospiri
m’hai fatto gettare...”
vita crudele,
illusione di miele!
Credevo un pò a tutto,
non credo più a niente...
di quello che pensa
tutta questa gente!
Ma... oltre la Porta,
io credo al presente,
io fondo la vita
sul poco che ho...
(e già per me è molto)
e nessuno può togliermi,
perché un Uomo è risorto!

Tutto questo è scolpito
nel mio pensiero,
e più in fondo ancora:
fra i viali alberati
e i ruscelli ridenti...
e le cascate croscianti
d’un Sogno di Cristallo
irriducibile...

Il Cammino,
che ognuno, sai,
si porta dentro,
di Vita in Vita
e di Porta in Porta,
quasi tormento
o benedizione,
oltre il pensiero:
nell'Anima
nuda e immortale,
anche al di là
del bene e del male,
come lo vede
un mondo testone,
di idee ristrette
ed accettate
per convenzione...

Andare...
andare oltre la Porta:
il limite, uomo,
che non devi accettare!
Spingere lo sguardo
oltre la tempesta dei No,
dei Ma, dei Forse
e dei Non so!
Gridare al Vento
che tu vai con lui,
indistruttibile,
in ogni momento!

Pensiero tenace,
anima di ferro,
uomo,
tu vieni e vai
senza fermarti mai,
seguendo il cammino,
che ti pone il destino
d’una immane evoluzione,
più grande di te,
e che si trova in te...
più grande del cielo,
perché è tutto il Cielo,
mentre noi ne vediamo
solo piccola parte.

FernyMax

segnalata da FernyMax martedì 20 maggio 2003


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