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categoria: Poesie

Le Strade del Cuore

Il freddo vuota le panchine affollate di un rigido inverno,
la scura notte arriverà presto ad abbracciare la città.
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere,
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere
rigidi cappotti a chiudere il collo e portici pronti a difendere
il loro viso dagli attacchi del vento.

Lungo il viale tra le panchine ormai abbandonate
è rimasto solo un vecchio signore,
con lo sguardo basso scruta
il suo cappello logoro di vita,
scorrere lento fra le sue dita.

Il cielo del mio paese ha le sfumature indefinibili
dei tuoi occhi, fra le sue strade cammino lento
come se passassi le mani fra i tuoi capelli.
Il vento allontana le nuvole e mi riporta il tuo profumo,
osservo una coppia di teneri amanti
poi desolato ed invidioso, mi fermo a guardare
distrattamente tra le vetrine, i balocchi preziosi nei negozi.

Il freddo fa rabbrividire il mio corpo,
ma l'amore è la più contagiosa delle malattie,
oramai stordito dalla febbre per il tuo amore
mi ritrovo sorridendo, da solo a camminare
mentre intorno a me la città fugge via.
Sosto a lungo sul bordo di una fontana
vorrei anche io adesso un cappello
da potere scorrere fra le dita,
ci nasconderei dentro i miei pensieri di oggi
e poi gentilmente lo poggerei in testa…
Il viale è oramai desolato,
le foglie cadute danzano al vento i ricordi della loro vita,
non c'è più quel vecchio signore seduto sulla panchina…
avrei voluto chiedergli quali ricordi contenesse il suo cappello
ma la fredda sera lo ha portato via…
Rimango solo io con i miei pensieri
pensieri d'amore…
liberi pensieri per le strade del cuore...

Vallant Langosco

segnalata da Vallant giovedì 14 gennaio 2010

stelline voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » vita

Crescendo impari
che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando,
come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi.
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente;
non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto"
e che esplodono fuori con tuoni spettacolari.
La felicità non è quella di grattacieli da scalare,
di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose.
E impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno,
e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate,
di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi,
sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro
o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono,
ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami.
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingstone.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Fabio Volo - tratto da trasmissione Il Volo del mattino.

segnalata da marines venerdì 24 febbraio 2012

stelline voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Per tutti i bambini che vivono in luoghi di guerra

Quanto può valere
il sorriso di un bambino
Quanto la sua gioia
e quanto la sua libertà.
Oggi ho pianto...
coprendomi il volto
con le mani
per non vedere
quegli sguardi atterriti
quei visi impauriti
e quegli occhi velati
che non sorridono più.
Quanto può valere
la gioia di un bambino,
le corse in mezzo ai prati
prendendosi per mano
andando incotro alla sorte.
Amici per la vita
ma anche nella morte.
Amici per sempre
e correre sui prati
con le ali spiegate
come tante piccole fate.
Librasi prendendosi per mano
e dire al mondo intero-:
"io sono ancora puro
ho saltato quel muro
di odio e di dolore
ed ho visto l'amore"-
Oggi ho pianto
ho chiuso gli occhi stanchi
ma poi ho capito che
bisogna andare avanti .
Gli angeli non sono
su questa terra.

Laura.

segnalata da Laura. martedì 20 novembre 2012

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

La vita che non conosci

Che ne sai
di quello che non ho mai fatto
di quelle corse da perdere il fiato
di quella valigia sempre chiusa
di quella lettera un po’ confusa
e della voglia di andar via ,
della paura e della nostalgia .
che ne sai?
Che ne sai
del tintinnio di pioggia caduta sopra il tetto
e della parole scritte sopra il vetro
udite nel vuoto di un silenzio
e dei profumi di fiori appena raccolti
nei pensieri distolti
e dalle aurore
che nascono tra l’azzurro e il sole .
Che ne sai
degli oceani separati
troppo lunghi maltrattati
che si uniscono all’orizzonte
con l’oriente e l’occidente
e delle tracce lasciate
d’ una poesia mai scritta
un po’ per pigrizia
che tocca l’anima
in un pendio sussurrato d’amore
sulla strada sassata e sabbiosa
che attraversa il mondo
in un cammino claudicante
che oscura la luna
in un cielo
che piove inchiostro nero
e scoprire che tutto può sparire in un baleno.
Che ne sai ...
...eppure t’ho tanto amato .

Giulia Gabbia - tratto da dedicata a mio padre

segnalata da Giulia Gabbia venerdì 8 novembre 2013

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: poesie

sul sentiero delle querce

il respiro dei giganti rugosi, arrivano fino a me,
sussurri da lontano, mormorano il mio nome,
chiamano, invocano, il mio spirito che dorme,

le querce sussurrano il mio nome,
sorridono, cantano, melodiose sinfonie di foresta
sul sentiero vivo e verde, dalla primavera

è tutto una immensa sinfonia magica,
i fiori ondeggiano, con la loro corolla,
i rami rinverditi, frusciano come impazziti

il vento scivola sul sentiero, come un grande maestro
gnomi, folletti, elfi, saltano e cantano a squarciagola
tra l'erba alta, con le rane accanto al ruscello

i riganti rugosi, gonfiano il loro tronco
mandano il loro alito di vita,
raggiungono la mia finestra

e io tra le lacrime, non ancora guarita,
sento il mio spirito che scalpita,
il mio nome trasportato dal vento

il sentiero delle querce è in festa
aspetta me, ha bisogno dei miei piedi
che calpestano la morbida terra,

il sentiero ha bisogno delle mie mani
che accarezzano tronchi, rami, foglie, fiori
ha bisogno dei miei occhi, del mio sguardo d'amore

il bosco canta il mio nome, con tutto l'ardore
sente la mia mancanza e io piango
fa festa per il mio ritorno..

ascolto la loro allegria potente
la felicità tra il cielo e la terra
l'amore incondizionato

arriva al mio cuore, lo circonda di calore
l'energia entra nel mio sangue
trasportandola, per tutto il mio corpo

le lacrime scendono turgide
sulle mie guancie, arrivano alle mie labbra
sento il salato del mare,

mentre la musica della foresta
lentamente calma tutto il mio essere
gli occhi si chiudono, umidi di lacrime.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta martedì 6 maggio 2014

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

FELICITà

FELICITÀ

Stage di 6 mesi, dopo colloqui:
colloquio tecnico, conoscitivo, test di logica e cultura generale, colloquio motivazionale, prova di inglese, colloqui online,
intanto fai altri colloqui per altre aziende, cerchi di apparire interessato anche se sai che il tuo sogno è ancora lì, a portata di mano e stai facendo di tutto per raggiungerlo.

Poi agosto di mezzo, le aziende chiudono, e tu sei li, in attesa, intanto cerchi di trovarti un lavoretto, per tirare avanti, intanto il tempo passa, i soldi sempre meno, l’ansia aumenta, intanto altri colloqui ma la tua mente è sempre li.

Poi un giorno, fine agosto, arriva una telefonata, quella che hai sperato per troppe notti,
le risorse umane, sempre vaghe, cominciano a parlare di contratto, di lavoro, la tua voce perde tonalità, non hai nemmeno il fiato per respirare ma ti sforzi comunque di rimanere normale.

L’ultimo step, ti dicono: “Le visite mediche sono domani mattina presto nel paese xxx” (ebbene si, anche le visite mediche),
tu sei al verde, ma con gli ultimi euri prendi il primo treno per raggiungere il posto,
lo studio di medicina del lavoro è lontanissimo dalla stazione ma non ti importa,
3 chilometri forse 4 a piedi alle 7 di mattina per le analisi mediche,
sei stanco ma sai in cuor tuo che non sarà di certo questo che ti fermerà dall’obiettivo.

Finalmente dopo qualche giorno sei li, in azienda,
senza neanche una moneta in tasca, la notte prima hai ricucito con ago e filo lo strappo al pantalone elegante, l’unico che hai, comprato per la laurea;

stai per firmare il contratto, dentro di te piangi dalla felicità,
poco prima di poggiare la penna sul foglio ti fermi, un sospiro,
e ti passano davanti gli ultimi 5/6 anni della tua vita,
le giornate sui libri, gli esami, quelli andati bene quelli no,
i sacrifici per arrivare a fine mese, i sacrifici dei tuoi genitori per permetterti di continuare a sognare,
tutto insieme, un treno di ricordi, in un attimo.

Firmi, incontenibile una lacrima viene fuori dai tuoi occhi,
la asciughi immediatamente per non farla notare.
Alla fine i saluti: “Comincerà tra una settimana”.

Sinceramente è strano che in un periodo come questo trovare un lavoro sia quasi un punto di arrivo che di partenza, farò comunque in modo che sia un punto di partenza;

ad ogni modo posso dire che in quell’attimo,
in quell’infinitesimo istante prima di poggiare la penna e firmare,
ho sentito qualcosa, un brivido, un lampo:
FELICITÀ.

Firmato
Un lavoratore

Un lavoratore

segnalata da Un lavoratore domenica 12 luglio 2015

stelline voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Aforismi » ricordo

ricordo, immagini, fantasia

Quando cominciai a capire
salivo le scale a quattro, zampe,
nella vecchia casa dei miei nonni,

tutto scricchiolava, e le pietre antiche erano fredde,
quando sono cresciuta, dall'alto scivolavo sulla lunga scalinata
partivo come un razzo per scivolare e le pietre erano diventate

lisce, levigate, lucide, ma nelle giornate di pioggia, non mi bastava piu
una intera casa per giocare, scendevo nelle cantine a guardare le botti
gli attrezzi di campagna, oggetti antichi, prosciutti appesi,

e un giorno cominciai a risalire le vecchie scale,
sempre piu su, fino all'ultima camera e capii che
la scala continuava a salire nel buio..

avevo tra le mani la mia piccola bambola
e una piccola porta scorticata, io vidi
diedi una leggera spinta e come per magia la porta si spalancò,

un bagliore giallo verde, arrivava da una piccola finestra,
una soffitta mai visitata, pensai, bauli vecchi di secoli
in un angolo, spalliere di un letto di ferro battuto,

una specchiera di, chissà, quale trisnonna
vecchie lettere con una calligrafia svolazzante ed elegante,
mi tolsi le scarpe e le poggiai sul davanzale della finestrella

gli ultimi raggi del sole scomparivano dietro la montagna
e la luna spuntava, sembrava cantare dolci armonie celestiali,
ascoltai il sussurro del vento, valutavo che chiamasse me,

sentii lo sgocciolare della rugiada sugli steli di erba, nel prato
e notai un sentiero verso il bosco, attraverso i vetri, lo reputavo cosi misterioso,
immaginai elfi, fate, gnomi, su quel viottolo erboso

immaginavo loro che danzavano sotto la luce della luna!
E il bosco che sorrideva e tutti gli animali che facevano festa,
lasciai la mia bambola e chiusi gli occhi mentre dentro le mie piccole narici

entravano aromi e profumi di fiori ed erbe aromatiche
farfalle che svolazzavano sopra la mia testa, e i folletti che
chiamavano il mio nome....

la mia immaginazione non aveva limite,
abbandonai la mia bambola alla soffitta....per sempre,
il bosco aspettava me, per ogni avventura nella natura.

daniela cesta

segnalata da daniela cesta lunedì 9 novembre 2015

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categoria: Poesie

Ti Amo

Ti Amo

Ti amo e basta.
Ti amo per i brividi
che mi attraversano il cuore,
ti amo come non mai
ti amo per le parole d'amore
che teneramente mi sussurri
in penombra
sul ciglio dei nostri sogni.
Ti amo,
per le mani che baci con trepidazione
mentre mi giuri amore eterno
in ginocchio come un principe azzurro,
ai piedi della sua amata principessa.
Ti amo,
per tutte quelle volte
nella quale il mio corpo
perso nel tuo,
raggiunge l'universo mai inventato prima.
Ti amo, tanto,
quando i tuoi occhi
profondi come il bene
chiusi vedono in segreto
i miei ammirandoli amandoli,
quando ti guardo
implorandoti lodi
di pura inaudita sensualità.
Ti amo,
ti amo, e ti amo ancora,
ogniqualvolta che ti amo
e per sempre unicamente
come la prima volta,
perché io,
ti amo e basta!

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra venerdì 19 febbraio 2021

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Ti prego Aiutami

Ti sento
In ogni momento,
al chiuso o all’aperto
ci sei ti avverto,
non è finita
sei ancora vita,
niente può la morte
il nostro noi è più forte,
perdo pezzi di cuore
bevo rabbia e dolore,
nella testa c’è odio e guerra
senza di te sulla terra,
sopravvivo e resisto
sei tra le braccia di Cristo,
ti raggiungerei con un salto
tu mi guardi dall’alto,
non posso ne fare ne dire
mi sembra di impazzire,
lo so che in un altro modo ci sei
ma mi manchi ed è qui che ti vorrei,
lascio aperte tutte le porte
vieni a stringermi forte,
vuoi che reagisco e mi vergogno
ma devo piangere ne ho bisogno,
fa davvero troppo male
mi sembra tutto surreale,
voglio averti accanto
mi sento spento e affranto,
mandami una nuvola ed io volo
voglio raggiungerti mi sento solo,
se sto sbagliando Signore scusami
ma se mi capisci ti prego Aiutami.

Genny Caiazzo

Genny Caiazzo - tratto da Le poesie di Genny Caiazzo

segnalata da Genny Caiazzo mercoledì 29 settembre 2021

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Capovolte Parole

Capovolte Parole

Capovolgo parole taciute 
per rimarcarle con vigore 
al vento che attraversa il mare 
fino a raggiungere la città perduta 
nel tuo cuore chiuso in un angolo 
senza spiragli di allegria e serenità. 
Vorrei forzare la serratura di ferro 
della tua ragione arrugginita 
dall'egoismo che ti copre e ti scalda 
lasciandoti macerare in un bagno 
di lacrime e lamenti senza rimorsi, 
che ti ridestino dal sonno convulso 
che ti scuote lasciandoti cadere 
in fondo al buio senza speranza. 
Vorrei capovolgere il tuo dolore 
ferito dalla crudeltà del destino, 
in una cicatrice da portare fiero 
sulla pelle del cuore che, guarito, 
assapora la vita
nella sua complessità, 
ammirata dal vertice della tua anima, 
libera come un rapace ribelle 
che sovrasta incondizionato 
su quegli obiettivi che fanno 
respirare ancora
il senso di conquista. 
Capovolgo ancora i tuoi silenzi 
sotto il cielo immobile del tuo lutto 
trasformandoli in parole che scavino 
tunnel fino a raggiungere il cuore, 
perché è da lì che rinascerai ancora 
senza morire ancora sotto 
il braccio della scura maschera 
della depressione, che a passo svelto 
ti lascia bere al calice del suo veleno. 

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra mercoledì 5 febbraio 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Se un dio sapesse

Se un dio sapesse
quello che accade quaggiù
a chi darebbe la colpa?
Chi non vive
chi muore
chi ha fame.
Un sudario di polvere
bambini che restano bambini
sotto le macerie.
Non accadono i miracoli quando piove
la patria dei morti non ha terra
e' nuda, senza saliva
e se un dio contasse le lacrime
che bagnano questo mare
riuscirebbe a perdonarsi?
Non ha più figli,
la morte gira per le strade
con una stella tra le mani.
Ossa come petali di un fiore
sparse per tutta casa
le finestre chiuse.
Se un dio vi abitasse
se si affacciasse sulle fosse
guarderebbe altrove
per non vederla sprofondare
nell' orrore.
Io non sono un dio
non posso voltarmi
il mio cuore piange
come quello di un uomo.
Il silenzio avrà voce
ma nel pronunciare il tuo nome
Gaza
resta oramai in bocca
solo il sapore del sangue

Michele Gentile

segnalata da Sara mercoledì 3 settembre 2025

voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Folgore Senza Promessa

Sbocciano come petali di rose
agli occhi ammaliati,
i miei sentimenti, tra le antiche rovine di sismi d'angoscia,
nasce un tuffo di piombo nel cuore verace, spoglio da catene,
fiondandomi nei tuoi sogni,
dove percorrono fili di emozioni
nei frammenti che conservi
nel tuo segreto.
Una parentesi in un angolo
nelle tue labbra di ciliegia,
una cantilena sul giaciglio
dell'arco della speranza impaurita.
Batte il cuore all'unisono
col tuo silenzio, mentre mente,
ridipingendo il sole infranto rubandogli il suo folgore,
per ricoprire la mia pelle
anonima nella tua identità.
Sono un viandante che traccia benzina nell'anima,
una traccia da depistare nel ballo degli inganni senza interrogativo.
Amarci, è sconvolgere la differenza delle ragioni rassegnate,
un alito di scintille che sorprende ancora, senza lacrime,
un abbandonarsi negli abissi
del refolo d'amore che sigilla l'incanto,
Corre inanime, l'allegria che si spoglia all'alba di rugiada,
è un altro nodo da stringere
nel petto senza giardino,
un altro cimelio che conserverò
nella cenere d'oro,
un altro pugno di farfalle
nello stomaco, nel brivido che geme,
mentre lentamente ti allontani
senza chiudete la porta,
senza chiudere la porta,
al nostro amore, senza promessa.

Laura Lapietra ©

Laura Lapietra

segnalata da Laura Lapietra giovedì 9 aprile 2026

stelline voti: 15; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Caro nonno...

...queste lacrime mi sembrano eterne,
tu,che con tanta pazienza,
mi hai accudito fin dalla nascita,
adesso ti ritrovo in un letto,
in fin di vita,
e ancora ti preoccupi di me,
tu,uomo di grande cuore,
perchè devi morire?...
..io avrei voluto piangere per amore,
ma non per la tua morte.
Io,non posso far niente,
e il mio cuore va in frantumi
quando ti osserva in quel letto
dell'ospedale,
pallido,sciupato.
Ci sono persone che ti odiano,
ma io mi vendicherò.
Quando verai a conoscenza
della tua malattia,
piangerai dentro,
per non far piangere noi,
perchè tu sei l'uomo più speciale del mondo.
Ti volgio tanto bene,
e tu lo sai,
faccio di tutto per farti sorridere
per non fingere il dolore che ho chiuso
dentro un piccolo cuore di ragazzina.
Nonno,
nel momento del bisogno mi hai sempre aiutato,
se le mie lacrime potrebbero trasformarsi
in una medicina per curarti,
piangerei notte e giorno.
Ma non ti preoccupare,
ti metterò un fiorellino accanto al tuo corpo senza vita,
che non appassirà mai,
perchè sarà tenuto in vita dalle mie lacrime.
In cielo sarai felice,
ri incontrerai di nuovo tuo padre,
in fondo,
se il Signore ti sta kiamando,
c'è un motivo.
Adesso, comunque ho capito,
che i buoni muoiono,
perchè capiscono che essere buoni
nella vita
non serve a niente.
Ti ricorderò per sempre,
la tua nipotina Simona.

Simona

segnalata da Simona giovedì 13 giugno 2002

stelline voti: 7; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Caro nonno...
...queste lacrime mi sembrano eterne,
tu,che con tanta pazienza,
mi hai accudito fin dalla nascita,
adesso ti ritrovo in un letto,
in fin di vita,
e ancora ti preoccupi di me,
tu,uomo di grande cuore,
perchè devi morire?...
..io avrei voluto piangere per amore,
ma non per la tua morte.
Io,non posso far niente,
e il mio cuore va in frantumi
quando ti osserva in quel letto
dell'ospedale,
pallido,sciupato.
Ci sono persone che ti odiano,
ma io mi vendicherò.
Quando verai a conoscenza
della tua malattia,
piangerai dentro,
per non far piangere noi,
perchè tu sei l'uomo più speciale del mondo.
Ti volgio tanto bene,
e tu lo sai,
faccio di tutto per farti sorridere
per non fingere il dolore che ho chiuso
dentro un piccolo cuore di ragazzina.
Nonno,
nel momento del bisogno mi hai sempre aiutato,
se le mie lacrime potrebbero trasformarsi
in una medicina per curarti,
piangerei notte e giorno.
Ma non ti preoccupare,
ti metterò un fiorellino accanto al tuo corpo senza vita,
che non appassirà mai,
perchè sarà tenuto in vita dalle mie lacrime.
In cielo sarai felice,
ri incontrerai di nuovo tuo padre,
in fondo,
se il Signore ti sta kiamando,
c'è un motivo.
Adesso, comunque ho capito,
che i buoni muoiono,
perchè capiscono che essere buoni
nella vita
non serve a niente.
Ti ricorderò per sempre,
la tua nipotina Simona.
Simona

Simona

segnalata da Simona venerdì 14 giugno 2002

stelline voti: 13; popolarità: 3; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

Pensieri

Sussurri, sigilli e silenzi
appartata del mondo per servirti
con l'obiettivo del tuo nome
con le ansie del tuo corpo
col pensiero nei tuoi occhi
sussurri, parole di amore
gemendo lacrime di emozione
regalando carezze interminabili
sussurri, amori accesi
Sussurri, sigilli e silenzi
appartato del mondo per servirti
con l'obiettivo del tuo nome
con le ansie del tuo corpo
col pensiero nei tuoi occhi
sussurri, parole di amore
gemendo lacrime di emozione
regalando carezze interminabili
sussurri, amori accesi
e tu sostenendo la mia vita.

Centi momenti fermati
tutto il tempo per sentirti
benché mi sia fatto breve
e ogni notte arrivi
dicendomi che vai via
ma che ritornerai a me
cento assenze, cento ritorni
ognuno con una lacrima
ogni addio con mille pianti

Fidate di me, chiude gli occhi
lasciami che ti porti per le mie strade
dammi la mano e seguimi,
insieme troveremo i nostri destini
insieme troveremo i nostri segreti
ed insieme saremo capace di trovare il volere
perché insieme siamo uno, un solo amore

Sarò l'ombra che ti guidi se insecuro,
sarò la voce che ascolti se perso
sarò il ristagno che ti curi se stanco
sarò la meta che raggiunga se speranzoso
sarò il sonno che goda se dormito
sarò il cielo che percorra se felice

Avrò preparati sonni e carezze, conserverò baci e sentimenti, aspetterò il tuo ritorno ricordando la tua bellezza....
* * * *
La tua presenza mi ricorda petali nel tuo corpo e sospiri nella tua bocca, la tua compagnia mi provoca sentimenti e la tua tenerezza mi fa vivere eternamente
* * * *
Mi piacerebbe viaggiare ad un posto dove solo tu esista, dove ogni suono sia un'eco della tua tenerezza ed ogni luce, un raggio dei tuoi occhi, mi piacerebbe stare in te e morire di amore.
* * * *
Ora voglio pensarti lentamente, assaggiare i miei ricordi di te, ricordare ogni bacio della tua bocca ed ogni carezza delle tue mani, ora voglio continuare ad amarti, benché stia lontano
* * * *
Offriremo i nostri momenti, i nostri secondi, affinché silenziosi guardiamoci e godiamo, annegheremo in carezze ed in mille baci, e continueremo a guardandoci ed amandoci...
* * * *
Ti servirò carezze alloggiate nelle mie mani, coperte di fiori soavi, ti adornerò con la stessa luce dei tuoi occhi, ti darò tutto il mio piacere fino a donarmi a te.
* * * *
Ed io ti sentivo senza vederti, ti idolatravo, ti aspettavo.. ti amavo, fino a che la tua presenza diventò detta e la mia attesa si trasformò nel tuo corpo, ed i miei giorni furono vita per darti.

Jasmine - tratto da Amore...

segnalata da Jasmine mercoledì 26 novembre 2003

stelline voti: 11; popolarità: 1; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore

A lui....

Spegne il mio pianto che significa dolore
che consuma tutte le mie speranze,
asciuga le mie lacrime che hanno il tuo nome
e richiamano alle tue labbra rimpiante,
riempimi di te,
perché di te vivo,
e per te respiro... ed amo.
* * * *
Legge nei miei occhi i miei sentimenti,
ogni sguardo è un sospiro,
ogni taccio è una parola,
ogni desidero è un grido,
ogni chiamata è un insonnie,
ogni bacio è un rinascere,
ogni momento sei tu,
che riempi la mia anima.
* * * *
Sto aspettando un bacio delle tue labbra,
con la tua bocca di manicaretti infiniti,
che lascia vedere la tua anima trasparente,
sto aspettando mille baci di emozioni,
che significhino inizi di passione
e timbri di promesse dedite all'amore,
sto sperando che la tua bocca mi dica tutto
e mi regali ogni parte di te,
e che ognuno dei tuoi sentimenti
sia l'inizio del nostro prossimo volere.
* * * *
Lasci orme in ogni parte di me
in tutti i miei pori aperti a te,
lasci ricordi nella mia pelle
frutto delle tue sognate carezze,
sono rastrelli che mi emozionano,
lasci tutto in me, perché a te amo.
* * * *
Chiude gli occhi e continua a guardarmi,
sente la mia pelle che ti circonda,
immagina che questo sogno non finisce,
e lotta per essere mio, per essere io tua,
fa' che questo istante non finisca,
nel che la felicità regni
e tu esista per diventare tua.
* * * *
Godiamo del "noi" magico,
con miracoli e piaceri,
essendo tu ed essendo io, essendo due,
riconosciamo il nostro amore
affinché viviamo della nostra fortuna,
e possiamo gridare che c'amiamo,
ed occultare che non ci separeremo mai.

Jasmine - tratto da Amore nascente

segnalata da Jasmine giovedì 5 febbraio 2004

stelline voti: 20; popolarità: 6; 0 commenti

categoria: Frasi d'amore » lettere

Se tornerai

Se tornerai
lo farai con il mio cuore in mano
se tornerai
lo farai senza mai chieder scusa
tu sei così
sei come il sole,
e come il sole vieni e vai
tornerai... tornerai...

Se tornerai
non ti chiederò dove sei stata
ne'... ne' con chi
non starò lì ad annusare il tuo profumo diverso
e non guarderò nelle tue tasche...
via, metto via
l'orgoglio e la mia solita poesia
metto via
tutto quello che non è servito
a tenerti ancora qui con me.

Se tornerai
sarà come non averti amata mai
come fai
a non sentire il vuoto di quest'anima
come fai
a non dare un giorno al tuo ritorno tu
tu come fai

Se tornerai
quest'anima ti aspetta già da un po'
e lo sai
lascio sempre la mia chiave fuori
così se tu
arrivassi anche di notte entrerai,
entrerai, la chiave ce l'hai ancora quindi
ti aspetterò nel mezzo di un bel sogno
o quando mi sveglierò col cuore sopra il tuo.

Ma come fai a non chiamare né a rispondere
cos'è che ti dà
il potere di non farmi respirare cos'è
che comanda il senso di queste parole
che voglio dire

Se tornerai
sarà come non averti amata mai
come fai
a non sentire il vuoto di quest'anima
come fai
a non dare un giorno al tuo ritorno
tu col mio destino che ti chiama
a voce bassa, ma ti chiama
Il tuo silenzio è come un taglio
che non si chiude
dove sei?

segnalata da Gianluca martedì 16 marzo 2004

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categoria: Frasi d'amore

Per fare il ritratto di un uccello

Anzitutto dipingere una gabbia
con la porticina aperta
dipingere quindi
qualcosa di grazioso
qualcosa di semplice
qualcosa di bello
qualcosa di utile per l'uccello
appoggiare poi il quadro ad un albero
in un giardino
in un bosco
o in una foresta
nascondersi dietro l'albero
silenziosi
immobili..
A volte l'uccello arriva presto
ma può anche impiegare degli anni
prima di decidersi
Non scoraggiarsi
attendere
attendere se è il caso per anni
la rapidità o la lentezza dell'arrivo
non ha nessun rapporto
con la riuscita del quadro
Quando l'uccello arriva
se arriva
osservare il più profondo silenzio
aspettare che l'uccello entri nella gabbia
e quando è entrato
chiudere dolcemente la porta col pennello
poi cancellare una dopo l'altra tutte le sbarre
avendo cura di non toccare nessuna piuma dell'uccello
Fare quindi il ritratto dell'albero
scegliendo il ramo più bello
per l'uccello
dipingere anche il verde fogliame e la frescura del vento
il pulviscolo del sole
e il fruscio delle bestie dell'erba nella calura estiva
e poi aspettare che l'uccello si decida a cantare
Se l'uccello non canta
è cattivo segno
segno che il quadro è sbagliato
ma se canta è buon segno
segno che voi potete firmare
Allora strappate con tanta dolcezza
una piuma all'uccello
e il vostro nome scrivete in un angolo del quadro

Prevert

segnalata da sole38 sabato 17 luglio 2004

stelline voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti

categoria: Poesie

Claro hombre?

- dedicata a Cecilia -

Fra i seni della notte
io cerco una rosa ed una spina:
io sono curioso.

Un vento di sabbia mi morde gli occhi
e la mano della paura mi fruga il sangue:
ma io non mi arrendo.

Senza rumore cadde il cielo
e nel mattino io comunque mi dovevo alzare;
da un dolore senza nome
è cresciuto nel mio respiro un cristallo:
ed io spero.

Sferzato dalla solitudine
come un relitto in alto mare,
acqua fredda e sapone:
io sotto la doccia canto.

Quando al posto delle vene
mi bevono il respiro le strade
e chilometri fioriscono
nelle ore della mia solitudine:
io in macchina canticchio.

Apro gli occhi e scopro che respiro ancora,
ancora sono vivo ed è caldo il mio respiro;
sorprendo sotto la mia pelle l'emozione
ed il pensiero che s'inclina
come una spiga al vento.
Ed allora sì che io mi meraviglio.

Quando danzo ai margini
e ritaglio pezzi di sogno
affrancati e liberi d'essere gettati,
quando faccio monili di parole
e lascio le parole nel silenzio fra le stelle,
quando guardo altrove e sto zitto
ed innghiotto il fuoco che mi brucia,
io non distruggo un entusiasmo.

Questo chi è se non un uomo?
È chiaro, dirai.
E non privo di poesia.

Ma forse il mio tesoro non sono che parole,
la mia forza solo rabbia feroce,
il mio canto solo un sospiro sotto il peso dell'odio,
il mio stupore solo un sussulto di vita,
la mia speranza nient'altro che dolore,
la mia curiosità nient'altro che disperazione,
e l'entusiasmo un vento che rinfresca l'inferno delle mie ore,
forse.

Ma questo in fondo chi è se non un uomo?
È chiaro, dirai.
E non privo di poesia.

Eppure io vorrei solo chiudere gli occhi
e farmi coprire dalle carezze d'un manto di foglie dorate.

Emiliano Laurenzi

segnalata da Emiliano Laurenzi domenica 21 novembre 2004

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categoria: aforismi » sogno

Notte mia
le strade spente
su di me
La luna è chiusa fra le nuvole
se stai dormendo
mi sognerai
Sogni noi
che stiamo accanto
perchè qui
nell'ora sospesa tra gli angeli
l'amore non basta mai...
Perchè sei
il nuovo amore
Se lo vuoi
saprò viaggiarti come un'isola
che in mezzo al mare
io scoprirei
Come me
aspetti il vento
che di noi
conosce i segreti più intimi
l'amore non basta mai...
Nel silenzio
la notte più lunga del mondo
Ecco il vento
sta crescendo
come un canto
per noi
Notte mia
incontro luce
vanno via
e si diradano le nuvole
mia sconosciuta
mai stella mia
Tu mi vuoi
cos'è la notte
io lo so
adesso è sentire
che insieme a te
l'amore non basta mai...
Nel silenzio
la notte più lunga del mondo
Soffia il vento
sta crescendo
come un canto
per noi
via i rimpianti con il vento
che sa tutto di noi...

A.Minghi

segnalata da fanny mercoledì 25 aprile 2007


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