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Tutte le frasi dell'autore Cesare Pavese

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categoria: SMS pronti

È religione anche non credere in niente.

Cesare Pavese

segnalata da ROBYMILLELUCI mercoledì 6 aprile 2005

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categoria: Aforismi

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola

Cesare Pavese

segnalata da Miki mercoledì 2 aprile 2003

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categoria: Aforismi

La fantasia umana è immensamente più povera della realtà

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

Ho tentato di baciarti e tu mi hai morso

Ho tentato di baciarti e tu mi hai morso,

tutto tutto è perduto.

Possedevo un divino paradiso

in quei giorni lontani.

Vivevo in un altro sogno

che i timori malcerti

di una fine e i rimorsi

mi facevano solo più bello.

Ora ho perduto tutto.

Per volere sapere,

per il mio male implacabile

che non crede al futuro

mi sono gettato nel buio…

Cesare Pavese

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categoria: Aforismi

Fra gli errori ci sono quelli che puzzano di fogna, e quelli che odorano di bucato

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

Semplicita'


L'uomo solo - che è stato in prigione -
ritorna in prigione ogni volta che morde
in un pezzo di pane.
In prigione sognava le lepri che fuggono
sul terriccio invernale. Nella nebbia d'inverno
l'uomo vive tra muri di strade, bevendo
acqua fredda e mordendo in un pezzo di pane.

Uno crede che dopo rinasca la vita,
che il respiro si calmi, che ritorni l'inverno
con l'odore del vino nella calda osteria,
e il buon fuoco, la stalla, e le cene. Uno crede,
fin che è dentro uno crede. Si esce fuori una sera,
e le lepri le han prese e le mangiano al caldo
gli altri, allegri. Bisogna guardarli dai vetri.

L'uomo solo osa entrare per bere un bicchiere
quando proprio si gela, e contempla il suo vino:
il colore fumoso, il sapore pesante.
Morde il pezzo di pane, che sapeva di lepre
in prigione, ma adesso non sa più di pane
ne' di nulla. E anche il vino non sa che di nebbia.

L'uomo solo ripensa a quei campi, contento
di saperli già arati. Nella sala deserta
sottovoce si prova a cantare. Rivede
lungo l'argine il ciuffo di rovi spogliati
che in agosto fu verde. Dà un fischio alla cagna.
E compare la lepre e non hanno più freddo.

Cesare Pavese - tratto da Lavorare stanca

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categoria: Aforismi » amore

Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il Cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

Sempre vieni dal mare

Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.
Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.
Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve nell'urto
ha gustato la morte
e la porta nel sangue.
Come buoni nemici
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
e viviamo affrontato
sotto povero cielo.
Tra noi non insidie,
non inutili cose -
combatteremo sempre.
Combatteremo ancora,
combatteremo sempre,
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati,
e abbiamo voce roca
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo.
Fummo fatti per questo.
Se tu od io cede all'urto.
segue una notte lunga
che non è pace o tregua
e non è morte vera.
Tu non sei più. Le braccia
si dibattono invano.
Fin che ci trema il cuore.
Hanno detto un tuo nome.
Ricomincia la morte.
Cosa ignota e selvaggia
sei rinata dal mare.

Cesare Pavese

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categoria: Aforismi

Si odiano gli altri perché si odia sé stessi

Cesare Pavese

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categoria: Poesie

Tu non sai le colline


Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
Vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline

9 novembre '45

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