Se riesci a mantenere la calma quando tutti attorno a te la stanno perdendo, Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te tenendo conto pero' dei loro dubbi; Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o essendo calunniato non rispondere con calunnie o essendo odiato non dare spazio all'odio senza tuttavia sembrare troppo buono ne' parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni; Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine; Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo; Se riesci a sopportare di sentire la verita' che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui; Se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita distrutte e sai umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere e ricominciare dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso; Se sai costringere il tuo cuore,i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti piu' e cosi' resistere quando in te non c'e' piu' nulla tranne la volonta' che dice : resisti !;
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onesta' o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale; Se non possono ferirti ne' i nemici ne' gli amici troppo premurosi; Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo; Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: tua e' la Terra e tutto cio' che vi e' in essa e - quel che piu' conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!
Vivono la vita calma delle radici. I loro desideri non li opprime il Fato, o, se li opprime, li redime con la vita immortale. Non hanno ombre o altri che li attristino. E, inoltre, non esistono...
Feritevi, ferite, viperette mordaci, dolci guerriere ardite del Diletto e d'Amor, bocche sagaci! Saettatevi pur, vibrate ardenti l'armi vostre pungenti! Ma le morti sien vite, ma le guerre sien paci, sian saette le lingue e piaghe i baci
Come allodola ondosa Nel vento lieto sui giovani prati, Le braccia ti sanno leggera, vieni. Ci scorderemo di quaggiù, E del mare e del cielo, E del mio sangue rapido alla guerra, Di passi d'ombre memori Entro rossori di mattine nuove. Dove non muove foglia più la luce, Sogni e crucci passati ad altre rive, Dov'è posata sera, Vieni ti porterò Alle colline d'oro. L'ora costante, liberi d'età, Nel suo perduto nimbo Sarà nostro lenzuolo
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