Nero. Più nero. Troppo nero. Moka. Il sonno ruzzola giù dalle scale della stanchezza. Una voglia pazza d'intorno ai nervi, gira, gira, gira. Il desiderio - ginnasta incomparabile - a salti mortali nel cervello. Le idee: mazzi di fiori, grandi, grandi, senza gambo, pigiati nel vaso del cranio. Gli occhi smisurati in ridda dietro profili di cose strane. Benessere. Strappo acuto. Forse vertigine. Subitaneo smarrimento. Ripresa al galoppo, per ogni fibra, dei turbini del caldo eccitante. Infine massaggio di mani di negre bruttissime su tutta la pelle, ilarità del passaggio leggero di una mammella floscia lungo la schiena Moka. Nero nero.
Dicevi:morte, silenzio, solitudine; come amore, vita. Parole delle nostre provvisorie immagini. E il vento s'è levato leggero ogni mattina e il tempo colore di pioggia e di ferro è passato sulle pietre, sul nostro chiuso ronzio di maledetti. Ancora la verità è lontana. E dimmi, uomo spaccato sulla croce, e tu dalle mani grosse di sangue, come risponderò a quelli che domandano? Ora, ora: prima che altro silenzio entri negli occhi, prima che altro vento salga e altra ruggine fiorisca.
Morire come le allodole assetate sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perché di volare non ha più voglia Ma non vivere di lamento come un cardellino accecato
"Io ardo" dissi, e la risposta invano, come 'l gioco chiedea, lasso, cercai; onde tutto quel giorno e l'altro andai qual uom, ch'e' fatto per gran doglia insano.
Poi che s'avide, ch'io potea lontano esser da quel penser, più pia che mai ver me volgendo de' begli occhi i rai, mi porse ignuda la sua bella mano.
Fredda era più che neve; ne' 'n quel punto scorsi il mio mal , tal di dolcezza velo m'avea dinanzi ordito il mio desire.
Or ben mi trovo a duro passo giunto, che', s'i' non erro, in quella guisa dire volle Madonna a me, com'era un gelo.
"Becchin' amor!" "Che vuo', falso tradito?" "Che mmi perdoni." "Tu non ne se' degno." "Merze', per Deo!" "Tu vien' molto gecchito." "E verro' sempre." "Che sara'mi pegno?"
"La buona fe'." "Tu nne se' mal fornito." "No inver' di te." "Non calmar, ch'i' ne vegno." "In che fallai?" "Tu ssà ch'i' l'abbo udito." "Dimmel', amor." "Va', che tti veng' un segno!"
"Vuo' pur ch'i' muoia?" "Anzi mi par mill' anni." "Tu non di' bene." "Tu m'insegnerai." "Ed i' morro'." "Ome', che ttu m'inganni!"
"Die te'l perdoni." "E cche', non te ne vai?" "Or potess'io!" "Tegnoti per li panni?" "Tu tieni 'l cuore." "E terro' co' tuo' guai."
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