Tu sei qui: Frasi.net » frasi » cerca » liberazione
archivio frasi | autori | classifiche | commenti | cerca | scrivi frasi
Sono presenti 12 poesie.
voti: 9; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Due sigarette
Ogni notte è la liberazione. Si guarda i riflessi
dell'asfalto sui corsi che si aprono lucidi al vento.
Ogni rado passante ha una faccia e una storia.
Ma a quest'ora non c'è più stanchezza: i lampioni a migliaia
sono tutti per chi si sofferma a sfregare un cerino.
La fiammella si spegne sul volto alla donna
che mi ha chiesto un cerino. Si spegne nel vento
e la donna delusa ne chiede un secondo
che si spegne: la donna ora ride sommessa.
Qui possiamo parlare a voce alta e gridare,
che nessuno ci sente. Leviamo gli sguardi
alle tante finestre - occhi spenti che dormono -
e attendiamo. La donna si stringe le spalle
e si lagna che ha perso la sciarpa a colori
che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci
contro l'angolo e il vento non è più che un soffio.
Sull'asfalto consunto c'è già un mozzicone.
Questa sciarpa veniva da Rio, ma dice la donna
che è contenta d'averla perduta, perché mi ha incontrato.
Se la sciarpa veniva da Rio, è passata di notte
sull'oceano inondato di luce dal gran transatlantico.
Certo, notti di vento. E' il regalo di un suo marinaio.
Non c'è più il marinaio. La donna bisbiglia
che, se salgo con lei, me ne mostra il ritratto
ricciolino e abbronzato. Viaggiava su sporchi vapori
e puliva le macchine: io sono più bello.
Sull'asfalto c'è due mozziconi. Guardiamo nel cielo:
la finestra là in alto - mi addita la donna - la nostra.
Ma lassù non c'è stufa. La notte, i vapori sperduti
hanno pochi fanali o soltanto le stelle.
Traversiamo l'asfalto a braccetto, giocando a scaldarci.
voti: 2; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: poesie
Un braccio ripiegato sotto la testa... a pancia in su, c’è profumo di pensieri dolci nella stanza.
Non mi ha mai spaventato la tempesta, nemmeno da piccola.
Incisiva, è forza, gocce ampie e decise, un grido di liberazione contro gli affanni di un tempo indeciso.
Liquido amniocentico del cielo, vita che genera altra vita.
La nona di B...eethoven.
E ti ritrovo anche qui, presenza liquida nell’assenza…
Silenzio ora, solo i passi con scarpe da tic tac sulle ante…allungo le gambe nude ed io scivolo languidamente nei sogni.
segnalata da grazia domenica 20 gennaio 2013
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
nel silenzio
quanto può essere pesante il silenzio
tenebroso avvinghiato a noi
come un mostro di mille braccia,
e noi fermi senza sapere cosa fare,
nelle notti senza sorrisi,
sei come morto in un angolo buio,
nei giorni di sole che no vedi
e senti freddo troppo con il gelo nel cuore
e aspetti la morte come una liberazione
come il respiro che cerchi e non hai
a volte siamo l'ombra di noi stessi.
segnalata da daniela cesta venerdì 4 ottobre 2013
voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.
Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.
segnalata da Alex73 giovedì 3 luglio 2003
voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: poesie
Imprigionarsi
Attraversare le stanze dell'invalicabile per poi affievolirsi infatuandosi dell'amore.
Guardarsi dentro per rimpiangere ciò che non si è stato per rimpiangersi e così capiamo che
il vuoto dell'amore nasce dal vuoto irreparabile dell'amore stesso.
Nuotiamo nelle acque impavide della nostra vita senza chiederci dove siamo e con chi siamo.
Preferiamo farci trascorrere dal tempo che trascorrerlo, preferiamo farci guidare dove il vento porti via i nostri pensieri.
Scaldiamo letti d'amori già vissuti per paura di non sentirci amati, ma in realtà abbiamo paura dell'amore stesso che ci abbandoni quando non sappiamo cosa in realtà cerchiamo.
La nostra essenza si fonde con il desiderio e diventiamo vittime del desiderio stesso,cerchiamo come una droga la nostra liberazione ma in realtà cerchiamo solo approvazione per noi stessi.
Ci infatuiamo del nuovo che poi ridiventa vecchio e continuiamo imperterriti la nostra ricerca.
Quando crediamo di aver trovato l'amore dopo ci accorgiamo che non è altro il non sentire il vuoto dei nostri limiti di essere considerati amati.
Infuatuandoci ogni volta cadiamo nell'eterna catena dell'insoddisfazione solo per dare a noi stessi un'altra opportunità, ma alla fine cadiamo schiavi dell'amore stesso senza lasciarlo libero di esprimersi e farci amare.
Per paura di farci imprigionare fuggiamo da noi stessi verso altre emozioni cercando di colmare il vuoto precedente. Se solo ci fermassimo a riflettere ci renderemmo conto di aver solo rincorso noi stessi e di aver perso un'opportunità, quell'opportunità di farci imprigionare dall'amore e non di imprigionare l'amore stesso...
segnalata da marco santoro venerdì 22 agosto 2008
voti: 4; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: poesie
Imprigionarsi
Attraversare le stanze dell'invalicabile per poi affievolirsi infatuandosi dell'amore.
Guardarsi dentro per rimpiangere ciò che non si è stato per rimpiangersi e così capiamo che
il vuoto dell'amore nasce dal vuoto irreparabile dell'amore stesso.
Nuotiamo nelle acque impavide della nostra vita senza chiederci dove siamo e con chi siamo.
Preferiamo farci trascorrere dal tempo che trascorrerlo, preferiamo farci guidare dove il vento porti via i nostri pensieri.
Scaldiamo letti d'amori già vissuti per paura di non sentirci amati, ma in realtà abbiamo paura dell'amore stesso che ci abbandoni quando non sappiamo cosa in realtà cerchiamo.
La nostra essenza si fonde con il desiderio e diventiamo vittime del desiderio stesso,cerchiamo come una droga la nostra liberazione ma in realtà cerchiamo solo approvazione per noi stessi.
Ci infatuiamo del nuovo che poi ridiventa vecchio e continuiamo imperterriti la nostra ricerca.
Quando crediamo di aver trovato l'amore dopo ci accorgiamo che non è altro il non sentire il vuoto dei nostri limiti di essere considerati amati.
Infuatuandoci ogni volta cadiamo nell'eterna catena dell'insoddisfazione solo per dare a noi stessi un'altra opportunità, ma alla fine cadiamo schiavi dell'amore stesso senza lasciarlo libero di esprimersi e farci amare.
Per paura di farci imprigionare fuggiamo da noi stessi verso altre emozioni cercando di colmare il vuoto precedente. Se solo ci fermassimo a riflettere ci renderemmo conto di aver solo rincorso noi stessi e di aver perso un'opportunità, quell'opportunità di farci imprigionare dall'amore e non di imprigionare l'amore stesso...
segnalata da marco santoro venerdì 22 agosto 2008
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: poesie
amore nell'aria
Nell'aria aleggia, la sensazione stupenda,
dell'amore Divino, straordinario tempo per ognuno di noi,
ogni essere umano, ha il suo approccio segreto, e intimo, con il Natale,
un pettirosso schivo e guardingo, si posa sul davanzale, della mia finestra
spillucca briciole di pane, mentre io osservo la sua macchia
inconfondibile sul petto, e sulla faccia, fa vibrare la sua coda!
Che strano, sembra volersi mettere in mostra, è l'aria del Natale
che provoca questi dolci miracoli, tra cielo e terra,
ha lasciato il freddo bosco, per cercare cibo sui davanzali,
Tacito il tramonto di dicembre, freddo pungente, mentre dai comignoli
il fumo esce aggrovigliandosi, verso il cielo, come una liberazione,
il cielo è la nostra forma di libertà, così inspiegabile,
solo gli angeli, puro spirito, che sono i padroni dei cieli,
e volano allegri, osservando i preparativi per la sacra nascita,
il potente Dio, la Sapienza incontenibile, il Divino Creatore,
fa nascere suo figlio diletto, in una fredda stalla, nessuno di noi
su questa terra, è così umile.
segnalata da DANIELA CESTA mercoledì 17 dicembre 2014
voti: 0; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Corona Di Volontà
Nel giaciglio d’ombre delle lacrime,
la mia pena vegliava insonne,
e il corpo emaciato
sbucava, tremula candela bianca,
sul punto di spegnersi al fato.
Ma dal caldo fuoco del cuore,
più duro d’una rocca antica,
s’innalzò favilla di brama in speme,
che vinse la tenebra al soffio di luce.
Come antenata quercia piegata
da venti sgarbati senza sentiero,
restai saldo, come radice di speme
nel grembo della terra feconda.
Il male fu drago nelle mie carni,
il sangue, mia spada trionfante,
lo spirito, scudo di guarigione,
temprato nel pianto di liberazione.
Ora cammino sulle mie certezze,
pellegrino di luce tra le crepe,
con la fronte alta alla velata vita
e col petto ardente di brama d’amore,
tessendo una corona di volontà,
forgiata nelle fiamme dell’angustia,
che non mi ha consumato l’anima,
ma, restituendomela, io rinaqui.
Laura Lapietra ©
segnalata da Laura Lapietra mercoledì 8 ottobre 2025
voti: 6; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Mano nella mano
Due anime vaganti
incontrate per caso
ognuna complementare all'altra
Scoprendosi indispensabili a vicenda
formano un solo corpo
un solo destino
Spesso ostacolato
dalle brusche onde
della vita malvagia
Costretto sempre a subire
l'egoismo dei poteri abusati
l'indifferenza del mondo infame
Ogni lacrima una liberazione
ogni sorriso un trionfo
e ogni anno vissuto una conquista
Ma mano nella mano
si guarda avanti
sperando nel futuro migliore
Condividendo ogni piccola gioia
ogni presente maledetto
e ogni futuro incerto
Ecco davanti un altro traguardo
un altro anno che se ne va
e mano nella mano si festeggia!
Blessing Sunday Osuchukwu - tratto da http://blessingsundayosuchukwu.blogspot.com
segnalata da Blessing Sunday Osuchukwu sabato 6 dicembre 2008
voti: 22; popolarità: 1; 2 commenti
categoria: Poesie
Nostalgia d'amore
Gocce di pioggia Risvegliano in me
Ricordi del passato
memoria sfinita desidera liberazione
dai pensieri che la assilla.
Rapporti indissolubili Tramutati in nostalgie d’amore
Segnano la vita Di ogni singolo individuo.
Amicizie pure non sostituiscono
Le emozioni di una dolcezza originaria.
Così in piccole lacrime I pensieri si condensano
Liberando l’anima dal turbine della sofferenza.
Un vortice che tramuta
in collera pungente,Impulsiva,
ira e sdegno ravvivano il mio corpo
senza possibilità di controllo.
Come una tempesta di fuoco
Elimina ogni frammento di realtà
Così un cuore rovente cancella il rancore
Di giorni incantevoli divenuti orrende allucinazioni.
Il tempo della rinascita si accosta
Ad un animo insicuro e triste
Timoroso e diffidente, urtato
In sensibilità e fiducia.
L’alba di una nuova era si appropria del mio spirito
Così come i fasci del crepuscolo
cingono l’orizzonte cedendo il posto
all’oscurità della notte.
Circolo eterno, fonte di nuova vita
Si unisce al mio animo in un tramonto provvisorio,
in attesa di un intimo rinnovamento
che possa svegliarmi dall’incubo della negazione.
segnalata da CHRISTIAN martedì 11 luglio 2006
voti: 5; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
memorie1
Pelle, carne e saliva,
mani che sfuggono al controllo,
fantasie della mente che ci invadono,
è un dialogo senza voce,
capisco perfettamente un linguaggio senza traduzioni,
una lingua senza pudore.
Tutto scorre fluidamente, tutto scorre
come il grande fiume della montagna imponente
ove non c’è goccia che sale,
ove non c’è mare che sfocia.
Le mie gambe tra le tue
per dissipare il tuo calore,
ogni posizione è un invito a esplorarti,
un occasione per ammirarti
In questo bosco afoso di tarda Primavera,
voglio scovare la grotta del desiderio, dell’appetito,
l’origine delle mie frenesie.
Pelle, carne, sudore e gesti provocanti,
prova a divorarmi, fammi male,
tocca a te,
tocca a me.
Sono l’albero dove strisci per scendere
e afferrare la tua preda,
un vegetale che esalta la sua natura stessa,
sgretoli la corteccia,
fai tremare le mie fondamenta.
Stringo i denti e afferro la terra,
tutto trema per il fiume in piena,
il delta della liberazione è pronto a sfociare
segnalata da purafollia sabato 2 settembre 2006
voti: 1; popolarità: 0; 0 commenti
categoria: Poesie
Fantasia
D'innocente mano,
sent'ì stringer la
la mia,
portandomi lontano,
in mondi sconosciuti,
stretta a me,
in mente mia
a cavallo di
bianco destriero
alato,
volle fuggir via.
Cuor e mente
complici insieme
li sentivo rider di me,
dell'improvviso viaggio,
meravigliarsi
del mio
stato.
Pazzo, di me
la mente ebbe
visione,
il cuor
capì
l'innocente evasione.
Un sorvolo da cupi
nubi,
di pensieri, sofferenze,
rancori e risentimenti,
amori passati e presenti,
scorsero veloci
in un tempo,
che tempo non era.
Errar per ignoti
ed immaginari lidi,
senza capir senso
d'immagini represse,
liberazioni ebbi
in improvvise gioie
sentir scomparir
pesi e tristezze
riabbracciar
sentimenti perduti
in posti ritrovati.
Antonio de Lieto Vollaro - tratto da 3 raccolta di poesie
segnalata da wolf23 lunedì 21 marzo 2011
Puoi eseguire la ricerca nel sito anche tramite Google: